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CULTO DI ABUNDANTIA


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ABUNDANTIA


Si tratta di un'antica Dea Italica, antecedente alle importazioni greche, una Dea che forniva vita e cibo a tutte le creature viventi, siano uomini, animali o piante. La Divinità viene rappresentata da una bella giovarne coronata di fiori, con un manto verde a fiorami d'oro. Nella mano destra tiene una cornucopia piena di fiori e di frutta, e nella sinistra, talvolta, un manipolo di spighe. 

Il suo simbolo era infatti la cornucopia, che non è un culto originario della Grecia, ma è anche italica.
La cornucopia deriva dal corno degli animali da latte: mucca, capra, bisonte ecc.

Il fatto che Giove strappò il corno alla capra Amaltea significa che si appropriò dell'attributo della Dea Capra, quella che in Italia fu sostituita con Giunone Caprotina.

Tutte le antiche Dee Mediterranee avevano una cornucopia, che aveva il duplice, anzi il triplice valore di terra, cielo e inferi. Si tratta insomma della Dea Triforme, o Trina, ovvero la Madre degli Dei e di tutte le creature, insomma la Madre Terra, o Madre Natura.

La cornucopia, o corno di animale, in genere di mucca o di toro, era il simbolo del corno lunare, a significare che la Dea era Caelestis, cioè regnava sulla luna.

Il regno della luna indicava la capacità di guardare il mondo notturno senza esserne sconvolti, cioè guardare dentro di sè e comprendere, nel buio del mondo interiore, alla luce della face lunare, i propri istinti e le proprie emozioni. Era insomma il "Conosci te stesso" riapplicato duemila anni dopo da Sigmund Freud.

Contemporaneamente però la Dea faceva crescere le piante fornendo cibo ad animali e uomini, e in questo caso la cornucopia era piena, traboccante di spighe e di frutta, pertanto era anche Dea delle messi.

Ma quando la cornucopia era vuota e rovesciata essa indicava il mondo degli Inferi, perchè la Dea regnava anche nel mondo dei morti. Pertanto proteggeva defunti e soprattutto gli antenati della famiglia, che a loro volta proteggevano la loro gens.

ANTONINO PIO E LA DEA ABUNDANTIA
Basti guardare l'immagine della Dea a Piazza Armerina. Nel mosaico la Dea è nera, lei è oscura, e tiene nella mano destra un albero con uccelli appollaiati e nella sinistra una cornucopia vuota. Lei è la Signora della Vita e della Morte, è la Signora delle belve, e pure della caccia, determinandone la vita e la morte.

Nello stesso modo determina la vita e la morte degli uomini e accanto a lei è raffigurata la fenice, l'uccello meraviglioso che si incendia ogni cento anni per poi rinascere dalle proprie ceneri, simbolo dei cicli della vita e morte sulla terra.

Che si tratti della Dea non ci sono dubbi, le fiere la attorniano con deferenza, perchè lei è anche la Ptonia Theron, la Signora delle Belve, ovvero la Dea Primigenia.

Abundantia era la Dea dell'abbondanza, quindi di beni, di ricchezze, di terre, di animali, di fortuna e prosperità. Era pertanto la Dea che faceva fiorire gli alberi, o faceva crescere un buon raccolto, o faceva partorire gli animali. Ma era pure la Dea della Fortuna che faceva combinare ottimi affari per aumentare la prosperità della famiglia.

"Della Dea dice Ovidio che tenne dietro a Saturno quando fu detronizzato da Giove. Essa non ebbe nè templi nè altari presso gli Antichi. La si rappresenta sotto l'aspetto d'una giovane Ninfa, grassotta, a vivi colori, con una ghirlanda di vari fiori in testa, e una una veste verde, ricamata in oro. Colla mano destra tiene il corno d'Amaltea, e colla sinistra un fascio di spiche, che cascano alla rinfusa. Le sta vicino un vascello, che indica l'introduzione del frumento forestiero. La statua dell'Abbondanza che conservasi nel Campidoglio tiene una borsa nella mano destra ed un corno nella sinistra. L'Abbondanza marittima si raffigura con una donna che tiene in una mano un timone, nell'altra un fascio di spiche."

(Luigi Rusconi 1859)

LA DEA ABUNDANTIA (Rubens)
Dea inclusa nel Pantheon romano, venne in seguito assimilata a diverse Dee: Bona Dea, Dea Fortuna, Dea Providentia, Dea Felicitas, Dea Pomona, Cerere, Opi, Annona ecc.

Anticamente veniva molto invocata nelle campagne per il buon esito dei raccolti, che non venissero gustati dalla grandine, o che piovesse al momento opportuno, o affinchè il vento gelido non uccidesse i germogli.

I romani comunque la invocavano parecchio anche in città, soprattutto le donne, affinchè riempisse la dispensa della casa, per fare figli o per la fortuna sul lavoro.

Fu comunque rimpiazzata molto dalla Dea Fortuna, invocata anche dagli uomini nella carriera politica o negli affari commerciali.

Molti culti romani sopravvissero nel segreto delle campagne fino al 1500 d.c., pagando poi questa sopravvivenza col rogo, le torture e la morte.

Guglielmo d'Alvernia (1180 - 1249) vescovo di Parigi narra della Domina Abundia (padrona dell'abbondanza), che d'altronde compare anche nel poema allegorico “Roman de la Rose” (1237 - 1280) come “Dame Habonde”, anche se la scrittrice Christine de Pizan ebbe molto da ridire sul maschilismo dell'opera.

Sembra che di notte le Domina Abundia entrassero nelle case dove le famiglie lasciavano offerte preparate per loro, quindi bevevano e mangiavano, lasciando per miracolo intatte le libagioni, se le offerte erano gradite portavano prosperità e fertilità alla famiglia.
Il vescovo Guglielmo d'Alvernia considerava queste pratiche come una forma di idolatria da estirpare, e sicuramente aveva ragione, che lo fossero, perchè erano residui di un culto pagano sopravvissuto alle persecuzioni dei cristiani sui pagani.

Il cardinale Nicola Cusano (1401 - 1454), grande dotto, teologo, filosofo, umanista, giurista, matematico e astronomo tedesco, ma pure crudele, bigotto e torturatore, riferisce che durante un suo viaggio attraverso le Alpi francesi nel 1475 incontrò due vecchie donne che riferiva il sospetto potessero essere al servizio della Domina Abundia. Nicola di Cusa le identificò come apostati (traditori della propria religione) e le fece imprigionare per stregoneria consigliando la tortura quale penitenza, ma non il rogo in quanto le donne erano state solo illuse dal diavolo e non seguaci di questo.

Vedi anche: LISTA DELLE DIVINITA' ROMANE


BIBLIO

- Anna Ferrari - Dizionario di Mitologia Classica - TEA - 1994 -
- Publio Ovidio Nasone - Fasti - I -
- Philippe Borgeaud - Avec Doralice Fabiano - Perception et construction du divin dans l'Antiquité - Genève - Droz - 2013 -
- Esiodo - Opere - Traduzione di Aristide Colonna - Torino - UTET - 1977 -



CULTO DELLA DEA COPIA


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Copia, detta pure Abbondanza, è una divinità femminile romana che personifica l'abbondanza e la prosperità, nonché la custode della cornucopia, con cui distribuiva cibo e denaro. Veniva identificata dai Romani con la capra Amaltea che allattò Zeus col proprio latte. Secondo una descrizione di Ovidio, la Dea seguì Saturno quando questi fu cacciato da Giove dai cieli.

Si tratta di un'antica Dea Italica, antecedente alle importazioni greche, una Dea che forniva vita e cibo a tutte le creature viventi, siano uomini, animali o piante, In qualità di antica Dea lunare aveva la cornucopia che altro non era che un corno dell'antica vacca sacra, il cui corno ricorda appunto il crescente lunare. Nel suo aspetto diurno il corno diventava cornucopia ma restava vuoto nel suo aspetto infero. 

La Dea Copia veniva rappresentata come una fanciulla coronata di fiori e circondata da vari frutti della terra. Aveva in una mano un fascio di spighe e nell'altra un corno, secondo alcuni il corno di Acheloo,  ma secondo altri il corno di Amaltea  ricolmo di frutti e fiori, la cosiddetta cornucopia, simbolo della fertilità. 

LA DEA ABUNDANTIA (Rubens)
Acheloo, spesso sotto forma di un toro, era una divinità fluviale che aspirava alle nozze con Deianira, figlia del re degli Etoli, già chiesta in moglie da Eracle. Nel duello che seguì Acheloo si trasformò in serpente, in toro, in drago e infine in un uomo dalla testa di bue così Eracle gli strappò un corno.
Acheloo cedette allora il diritto di sposare Deianira ma rivolle indietro il suo corno, dando però in cambio un corno della capra Amaltea, la nutrice di Zeus, ossia la cornucopia.

Nella mitologia greca e pure romana, il re degli dei, avendo rotto accidentalmente il corno della capra Amaltea, promise che questo non si sarebbe mai svuotato dei frutti del suo desiderio. Il corno venne in seguito passato alla custodia di Abbondanza.

Mentre ci sono pochi templi o segni del culto di Abbondanza rintracciabili a Roma, la Dea venne ampiamente rappresentata nell'arte, con la cornucopia e delle pannocchie di granoturco che lascia cadere a terra,.

Guglielmo d'Alvernia, vescovo di Parigi, menziona una Domina Abundia (Signora Abbondanza), che. secondo il mito, di notte entrava nelle case dove le erano preparate le offerte. 

Qui giunte, bevevano e mangiavano, pur lasciando per miracolo intatte le libagioni; se queste poi erano di loro gradimento, portavano prosperità e fertilità.
 
Il fatto che Giove strappò il corno alla capra Amaltea significa che si appropriò dell'attributo della Dea Capra, quella che in Italia fu
sostituita con Giunone Caprotina.

La cornucopia, o corno di animale, in genere di mucca o di toro, era il simbolo del corno lunare, a significare che la Dea era Caelestis, cioè regnava sulla luna. Il regno della luna indicava la capacità di guardare il mondo notturno senza esserne sconvolti, cioè guardare dentro di sè e comprendere, nel buio del mondo interiore, alla luce della face lunare, i propri istinti e le proprie emozioni. Era insomma il "Conosci te stesso" riapplicato duemila anni dopo da Sigmund Freud. 

Contemporaneamente però la Dea faceva crescere le piante fornendo cibo ad animali e uomini, e in questo caso la cornucopia era piena, traboccante di spighe e di frutta, pertanto era anche Dea delle messi. Ma quando la cornucopia era vuota e rovesciata essa indicava il mondo degli Inferi, perchè la Dea regnava anche nel mondo dei morti. Pertanto proteggeva defunti e soprattutto gli antenati della famiglia, che a loro volta proteggevano la loro gens.


Come Abundantia, Copia, era la Dea dell'abbondanza, quindi di beni, di ricchezze, di terre, di animali, di fortuna e prosperità. ma era pure la Dea della Fortuna che faceva combinare ottimi affari per aumentare la prosperità della famiglia. "Della Dea dice Ovidio che tenne dietro a Saturno quando fu detronizzato da Giove. Essa non ebbe nè templi nè altari presso gli Antichi.

"La si rappresenta sotto l'aspetto d'una giovane Ninfa, grassotta, a vivi colori, con una ghirlanda di vari fiori in testa, e una una veste verde, ricamata in oro. Colla mano destra tiene il corno d'Amaltea, e colla sinistra un fascio di spiche, che cascano alla rinfusa. Le sta vicino un vascello, che indica l'introduzione del frumento forestiero. La statua dell'Abbondanza che conservasi nel Campidoglio tiene una borsa nella mano destra ed un corno nella sinistra. L'Abbondanza marittima si raffigura con una donna che tiene in una mano un timone, nell'altra un fascio di spiche."

La Dea Copia venne inclusa nel Pantheon romano, ma in seguito assimilata a diverse Dee: Bona Dea, Dea Fortuna, Dea Providentia, Dea Felicitas, Dea Pomona, Abuntantia, Cerere, Opi, Annona ecc. Anticamente veniva molto invocata nelle campagne per il buon esito dei raccolti, che non venissero gustati dalla grandine, o che piovesse al momento opportuno, o affinchè il vento gelido non uccidesse i germogli. 

I romani comunque la invocavano parecchio anche in città, soprattutto le donne, affinchè riempisse la dispensa della casa, per fare figli o per la fortuna sul lavoro. Fu comunque rimpiazzata molto dalla Dea Fortuna, invocata anche dagli uomini nella carriera politica o negli affari commerciali. 



 BIBLIO

- Philippe Borgeaud - Avec Doralice Fabiano - Perception et construction du divin dans l'Antiquité - Genève - Droz - 2013 -
- Esiodo - Opere - Traduzione di Aristide Colonna - Torino - UTET - 1977 -
- Ferrari A. - Dictionary of Greek and Latin Mythology - IJTET  1999 -
- D'Alesio - Dei e Miti - Edizioni Labo - 1954 -
- Terzaghi N. - Miti e leggende del mondo greco romano - D'Anna - 1986 -
- Ovidio Publio Nasone - Metamorfosi - UTET - 1989 -
- Virgilio Marone Publio - Eneide - Einaudi - 1970 -


NORBA CAESARINA - CACERES (Spagna)


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ANTICHE MURA DI NORBA CAESARINA

Norba Caesarina fu una città romana che venne elevata al rango di "Colonia civium Romanorum", venne fondata nell'ultimo terzo del I secolo a.c. e occupata fino al V secolo, e corrisponde oggi alla città di Cáceres nell'Estremadura, in Lusitania, nella penisola iberica (Spagna). 

La Lusitania era abitata dal popolo dei Lusitani, corrispondente più o meno all'attuale Portogallo centrale e meridionale più una parte dell'altopiano spagnolo dell'odierna Estremadura. I Lusitani, popolo simile agli Iberi, avevano occupato un territorio che andava dal Duero al Tago, spingendosi a sud nell'Estremadura, ai danni dei Vettoni, e nella valle del fiume Guadiana, ai danni dei Celti.

RESTI DELLE MURA ROMANE (INGRANDIBILE)
L'offensiva romana iniziò nel 179 a.c., finché i Lusitani furono sottomessi definitivamente da Ottaviano Augusto.  Norba Caesarina venne fondata al tempo del Secondo Triumvirato nel 34 a.c., quando le province della Hispania erano già state assegnate a Ottaviano. 

Un tempo si pensava, in base all'Itinerario Antonino, che Caceres corrispondesse al Castra Caecilia, ma il suo nome deriva invece dall'arabo al- Qaṣr, che corrisponde all'attuale Norba Caesarina, situata fra i Castra Caecilia (ai piedi e al nord del colle di Pena Redonda) e i Castra Servilia (presso Caceres el Viejo, a km. 2 e mezzo da Caceres), che erano invece gli accampamenti di CecilioMetello nella guerra contro Sertorio.

Tre iscrizioni documentano le istituzioni tipiche di una colonia romana: gli ediles e i duoviros come magistrati e un Ordo decurionis come senato locale. Tolomeo menziona la città nel II secolo mentre Plinio il Vecchio (Historia Naturalis) ricorda che gli antichi accampamenti di Castra Servilia e Castra Cecilia dipendevano in epoca flavia da questa colonia.

Nel territorio della Colonia c'erano diversi vici (villaggi), di cui conosciamo ne due con il loro antico nome attraverso iscrizioni da Caceres: il vicus Roudensis a Casar de Caceres, e il vicus Tongobricensis a Brozas, mentre un terzo, chiamato Tancia Norbana, lo conosciamo attraverso l'epigrafe funeraria di un centurione del Cohors III Hispanorum di Brugg (Svizzera).

PORTA ROMANA


LA STORIA

La città fu fondata con la deduzione di una colonia di veterani, presso un più antico castro romano, dal Proconsole Romano Caius Norbanus Flaccus che in ogni caso seguì le linee guida fissate da Giulio Cesare prima del suo assassinio nel 44, con un vasto programma di fondazione o rifondazione di nuove città in Italia e nelle province, in particolare quelle della Hispania. 

La città ebbe il nome di Colonia Norbensis Caesarina, dal nome del suo fondatore e dal nome di Giulio Cesare che ne aveva ispirato la fondazione. Norba apparteneva al Conventus iur. Emeritensis. I nuovi coloni furono assegnati alla tribù dei Sergia, la stessa del suo fondatore. La colonia apparteneva alla provincia repubblicana della Hispania Ulterior.

DEA ABUNDANTIA - CACERES
Norba Caesarina conobbe un lungo periodo di prosperità tra il I e ​​il III secolo, nell'epoca dell'Alto Impero, nonostante funzionasse come città satellite di Augusta Emerita, attuale Merida, fondata come centro amministrativo dei nuovi territori conquistati nell'espansione della Lusitania.

I Norbensi ebbero come patrocinante della loro città Lucio Cornelio Balbo, di origine ispanica, nipote di uno dei luogotenenti di Giulio Cesare e sposato con una figlia del fondatore della Colonia, e quindi suo genero, a cui dedicarono un'iscrizione onoraria in un'epoca successiva al 19 a.c., commemorando la sua acclamazione a imperatore per il suo trionfo sui Garanti nella provincia proconsolare d' Africa, il che testimonia il nome e il titolo della colonia intorno al 20-10 a.c..

Norba dimostrò poi la sua fedeltà all'imperatore Traiano attraverso l'erezione di una statua, il cui piedistallo, ora scomparso, venne letto nel XVIII secolo. Il suo periodo di maggior prosperità terminò con l'avvento della dinastia Severa, tanto più che i nobili della città, a differenza di molti altri, sostennero Settimio Severo davanti a Clodio Albino.

Anche il locale "ordo decurionis" dimostrò la sua fedeltà al nuovo imperatore erigendo una statua commemorativa nel 194, di cui ci resta il piedistallo con la sua dedica.

A metà del III secolo, di fronte all'instabilità politico-militare del mondo romano, riutilizzando i materiali precedenti, sedie, iscrizioni, colonne e decorazioni di edifici in rovina, fu ricostruita una imponente cinta muraria.

Per tutto il IV secolo seguì un impoverimento che compare negli scavi archeologici come nuove costruzioni effettuate su edifici alto imperiali, riutilizzando materiali di epoche precedenti e con una tecnica costruttiva mediocre. Dopo le invasioni germaniche del 409, la colonia finì per essere abbandonata intorno alla metà del V secolo, e il suo sito e le sue rovine non furono riutilizzate fino a dopo la conquista musulmana della penisola iberica.

MOSAICI ROMANI

RE RECHILA

Figlio del primo re dei Suebi di Gallaecia, Ermerico, che a causa di una malattia lo associò al trono, segnando l'inizio dell'aggressione dei territori che erano stati abbandonati dai Vandali nel 429, stabilì la sua sede a Norba Caesarina e, nel 439, Rechila conquistò Merida, sul confine meridionale della Lusitania, poi nel 441 prese Siviglia e le province di Betica e di Cartagena.

STATUA DI RE RECHIARO
Nello stesso anno, alla morte del padre, Rechila salì al trono perseguitando i nativi (i Galaicos) e, in quanto ariano, i cattolici. Favorì il clero seguace di Priscilliano contro i vescovi locali. Si alleò con una tribù di banditi e mercenari, detti Bagaudi.

Durante il suo breve regno riuscì ad impadronirsi di quasi tutta l'attuale Andalusia e parte della provincia Cartaginensis o di Cartagena (Castiglia) sconfinandoi nella provincia Tarraconense. Alla sua morte, nel 448, la maggior parte della penisola iberica era nelle mani dei suebi ed i romani erano relegati nell'angolo nord-orientale della penisola. Dopo la sua morte, gli subentrò il figlio Rechiaro.



RE RECHIARO

Rechiaro stabilì un buon rapporto coi Goti, sposando la figlia del re dei Visigoti, Teodorico I, dovendo però aderire alla religione ariana rinunciando al paganesimo. Da Teodorico ottenne anche l'aiuto militare per proseguire la conquista della Penisola Iberica, che era stata dei Vandali.

Nel 452 fece un trattato con i comites Fortunato e Manrico, in cui si impegnava a ritirarsi dalla Tarraconense e dagli altri territori invasi. Ciononostante col benestare del nuovo re dei Visigoti Torismondo e alleandosi coi Vasconi, riuscì ad occupare tra il 451 ed il 452 parte della valle dell'Ebro e parte della provincia Tarraconense.

BUSTO DI STATUA ROMANA

GLI SCAVI

L' archeologo, storico e filologo tedesco Adolf Schulten fece scavi in zona rinvenendo i resti del castro di Metello e una stazione dell'età del ferro, nonchè i resti di Norba: tratti delle mura con alcune porte, un'edicola, un monumento sepolcrale presso la Fuente del Conceio, e numerose opere di scultura, iscrizioni, e così via.

Sono venute alla luce antiche fondamenta di epoca repubblicana del II e I secolo a.c., entrambe situate nei pressi dell'attuale Caceres, nonchè alcune file di blocchi quadrati e rettangolari, resti di conci romani, in fondo ad alcune torri della cinta muraria islamica e medievale, evidenziando i resti della Puerta de Coria, demolita nel XVIII secolo, e il cosiddetto Arco del Cristo, del I secolo, noto come Puerta del Río poiché il pendio scende nella valle del fiume Ribera del Marco.

ISCR. FUN. M. ACCIO CRESCENTE
Gli scavi operati nel Palazzo Mayoralgo hanno dato resti ceramici, una statua femminile e una statua in marmo della Dea Abundantia, i resti di una casa con patio porticato, sorgenti termali e una cisterna di epoca alto imperiale, adiacente al foro della colonia, il cui pavimento si trova sotto C / Cuesta de Aldana,  che coincide in parte con l'attuale Plaza de Santa María. 

Dal III secolo e dalla bassa età imperiale sono documentati resti di nuove costruzioni di tutt'altro tipo come una fornace e una bottega del fabbro. Alcune iscrizioni funerarie romane sono incastonate nelle pareti di alcune case del centro storico e molte altre nel Museo di Cáceres, insieme a monete, frammenti di ceramica, in particolare di Terra Sigillata Hispánica, un frammento di una statua in bronzo imperiale.

Nel 456, alleato non solo dei Vasconi ma pure con i Vandali di Genserico, che attaccavano le coste calabre e siciliane, invase la provincia Tarraconense, ma il nuovo re dei Goti, Teodorico II, non tollerando l'espansione del regno suebo di Galizia, lo affrontò nella battaglia del fiume Urbicus, lo sconfisse, lo imprigionò e, nonostante fosse suo cognato, lo fece giustiziare.

A quel punto i Visigoti invasero il regno svevo, commettendo tali atrocità che tutta la popolazione, sia sveva che i nativi (Galaicos), si ribellò. Contemporaneamente iniziò la guerra civile tra i vari pretendenti alla corona di Rechiaro. La città era ormai decaduta per sempre.

FUENTE DEL CONCEIO

BIBLIO

- E. Hübner -  Cáceres en tiempo de los Romanos -  in Rev. de Estremadura I -1899 - 
- F. Fita -  El castro Romano de Càceres el Viejo - Bol. de la acad. de la Hist., LIX - 1911 -
- A. Schulten - Ein römisches Lager aus dem Sertorischen Kriege - in Jahrb. d. Instit. - XXXIII
- I. Ramén Melida - Catal. monum. de Esp., Prov. de Cáceres - I - Madrid - 1924 -
- Navarro Caballero - The Inhabitants of the Norba Colony: An onomastic study - J. M. Vallejo, I. Igartua, C. García Castillero eds. - Studia philologica et diacronica in honorem J. Gorrochategui - Vitoria - 2018 -
- A. Alonso Sánchez - Fortificazioni romane in Extremadura - Università dell'Estremadura - 1988 -
- JR Mélida - Catalogo monumentale della Spagna. Provincia di Cáceres - Madrid - 1924 -



CULTO DI POROS - PORO


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PENIA E POROS

« Perciò, in quanto figlio di Poros e di Penìa, Amore si trova in questa condizione: in primo luogo è sempre povero e tutt'altro che tenero e bello, come invece ritengono i più, anzi è aspro, incolto, sempre scalzo e senza casa, e si sdraia sulla terra nuda, dormendo all'aperto davanti alle porte e per le strade secondo la natura di sua madre, e sempre accompagnato dall'indigenza. »

(Platone, Simposio)

Poro (Πορος e  Poros in greco, e Porus in latino) è un personaggio che appartiene sia alla mitologia greca che a quella romana. In alcuni frammenti del poeta greco del VII sec. a.c. Alcmane, Poro è descritto come uno dei due principi ordinatori scaturiti dalla nascita di Teti, la titanide figlia di Urano (il cielo) e di Gea (la terra).

Grazie a questa unione dalla massa informe si snoda il sentiero infinito della conoscenza che è Poro, insieme a Tekmor, che invece rappresenta il limite. La loro azione distribuisce la materia informe tra il giorno e la notte.

Nei pochi frammenti pervenutici di Alcmane sembra che egli voglia celebrare l'amore e insegnarlo alle fanciulle che dovranno maritarsi. Queste, riunite in istituzioni affini ai tiasi di Lesbo, avevano rapporti omoerotici sia con la maestra (come accadeva a Lesbo), sia fra di loro; esse erano infatti in una condizione di pari livello, in cui l'unico elemento gerarchico e discriminante era la bellezza.

Ma siamo nel VII secolo a.c., quando la condizione della donna in Grecia è pressoché pari all'uomo che poi la trasformerà in una schiava. In un'epoca così liberale si diffondono le arti e le capacità creative degli uomini.

Infatti nel Simposio di Platone, Poro era figlio di Metide, una delle Oceanine, figlia del titano Oceano e della titanide Teti, madre della potentissima Dea Atena, Dea dell'intelligenza, dei mestieri e della guerra.

DEA PENIA


IL PORTATORE DELL'INGEGNO

Così Poro, fratello di cotanta Dea dell'intelletto, diviene la personificazione dell'ingegno e dell'espediente. Egli è da un lato ricco e dall'altro avido di sapienza, come del resto è ricco di risorse. In questo senso il Dio Poro è inteso anche come abbondanza, ricchezza, pienezza e stratagemmi, in contrasto con Penìa che è la mancanza e la miseria.

Secondo il mito, il giorno in cui nacque Afrodite gli Dei dettero una festa in suo onore. Poro nel divino banchetto ordinato dal Re degli Dei bevve così tanto nettare da ubriacarsi e così andò a stendersi nel giardino di Zeus.

EROS


IL CONNUBIO TRA PENIA E POROS

Dopo il banchetto, Penìa (la povertà) venne a mendicare alla festa e vedendo Poro ebbro e addormentato ma bellissimo, se ne innamorò e volle subito giacere con lui sia pure totalmente incosciente nella speranza di restare incinta. Penia restò effettivamente incinta e da questa unione nacque Eros, il Dio dell'Amore.

Secondo il personaggio del Simposio Diotima, Eros è un Dio per sempre bisognoso a causa di sua madre la Dea Penia, ma insegue sempre a causa di suo padre il Dio Poro.

La figura di Poro esiste anche nella mitologia romana dove rappresenta l'abbondanza, soppiantato però dalla Dea Opi o dalla Dea Abundantia, che sono poi la stessa Dea,.



BIBLIO

- Esiodo - Teogonia -
- Robert Graves - I miti greci - Collana: Il Cammeo. Miti - Milano - Longanesi - 1992 -
- Franco Ferrari - I miti di Platone - Milano - Rizzoli - 2010 -
- Progetto Bifröst: Ōkeanos padre, Tethýs madre - Il mito omerico della creazione -
- Charles Segal - La lirica corale arcaica - in Letteratura Greca - Cambridge University Press - 1985 -


CULTO DELLA DEA ANNONA


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ANNONA

Secondo alcuni la chiesa di Santa Maria in Cosmedin sarebbe stata edificata sopra la Statio Annonae (ove trovavano luogo gli uffici e i magazzini dell'Annona) e per questo ne conserva vari resti tra cui delle antiche colonne. Secondo altri invece la Statio sorgeva più a sud, e conteneva probabilmente delle reliquie di Ercole o era comunque utilizzata per il suo culto.

Anche se la Statio Annonae stava oltre, come sembra, pare accertato che le colonne di Santa Maria in Cosmedin provengano dalla Statio Annonae, come i pavimenti in marmo, i mosaici, diverse delle sue pietre e dei suoi fregi.

Annona era un'antica divinità italica dell'abbondanza e degli approvvigionamenti, da non confondere con la Dea Abbondanza, in quanto Annona (o Cura Annona) presiedeva al raccolto di un unico anno, insomma era una Dea annuale, per cui andava propiziata nella semina e nella germogliazione e dopo, se era il caso, si rendeva grazie per il buon raccolto. La Dea era peraltro addetta alla protezione dei mezzi di trasporto del cereale, alla sua manutenzione e alla sua equa distribuzione.

I romani non pensavano, come i cristiani, di dover ringraziare gli Dei anche se il raccolto era scarso, in quanto pensavano che la divinità avrebbe potuto fare di più, per cui semmai la venerava prima, ma, a cose fatte, ringraziava solo se la divinità si era comportata come di dovere.

COLONNE DELLA STATIO ANNONAE IN SANTA MARIA IN COSMEDIN
Annona, in qualità di personificazione dei raccolti, veniva spesso rappresentata con Cerere, Dea delle messi sempiterne e raffigurata, come talvolta l'altra, con delle spighe in mano. In realtà Annona, che come pianta annuale doveva discendere dalla Dea Madre, da Dea delle campagne era divenuta per Roma una Dea esclusiva dell'Urbe e dei suoi abitanti. Genericamente veniva adorata insieme a Libera e Liberalitas, e a Copia e Abundantia, tutte Dee delle messi. Rappresentava e garantiva il raccolto annuo delle messi con riti propiziatori e di ringraziamento, equivalenti alla festa del raccolto. Il suo nome deriva da Annualis, derivativo di annus, che si verifica dunque ogni anno.

I romani avevano il servizio statale "l'Annona," che misurava e valutava il raccolto per la giusta esazione delle imposte ma anche per garantire le scorte in caso di carestia. La Dea infatti era anche preposta alla partizione del raccolto per la semina successiva e come granaio di riserva per le carestie. La sacralità della partizione obbligava i contadini, prima ancora che divenisse legge, a provvedere a tali bisogni.

Secondo alcuni storici moderni fu l'imperatore Settimio Severo ad istituire l'annona militaris per sopperire alle esigenze alimentari dell'esercito, una "tassa" corrisposta in natura. L'approvvigionamento alle truppe, stanziate lungo i confini imperiali, fu garantito da un sistema di raccolta di derrate alimentari, anche attraverso requisizioni forzose (dietro rimborso), detto annona militaris. In sostanza alla paga del legionario o dell'ausiliario venivano, poi, dedotti tutti i costi legati al suo mantenimento.

L'ANTICO PAVIMENTO DELLA STATIO CON RELATIVO TEMPIO E
PAVIMENTO IN PORFIDO E SERPENTINO
Lo stipendium risultava, pertanto, composto da una paga in moneta ed una "in natura". All'inizio fu una misura eccezionale, poi divenne fissa, fino a che divenne un'imposta fondiaria in natura, che durante l'impero di Diocleziano fu sostituita da un tributo in denaro.


Il problema della fornitura di grano per la città di Roma fu un tema scottante sia per la repubblica che per l'Impero romano. Roma giunse ad importare fino a 3,5 milioni di quintali di frumento, sia per sfamare i romani della capitale che le legioni di stanza ai confini (annona militaris). Il grano veniva dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalle province asiatiche e africane, ma soprattutto dall'Egitto, che da solo forniva la metà del fabbisogno.

Per questo Augusto vietò ai senatori il governo della provincia, riservata a un suo legato di rango equestre, il prefetto d'Egitto. A suo tempo Costantino, per piegare il patriarca di Alessandria, Atanasio, il paladino del credo di Nicea, lo accusò, falsamente, di avere sollevato il popolo alessandrino per impedire il carico delle navi frumentarie attese a Costantinopoli, ormai capitale dell'Impero romano, in attesa che il cibo giungesse, gratuitamente, dal mare.

C'era tuttavia anche il grano raccolto come imposta in natura da determinate province, da tenere in considerazione; parte di questo grano veniva distribuito ai funzionari ed ai soldati e parte di esso veniva venduta a prezzo di mercato anche se, per effetto delle leggi proposte da Gaio Sempronio Gracco (123 a.c.), una parte finì per essere venduta ad un prezzo agevolato ai cittadini.

Le campagne contro i pirati di Pompeo e di Cesare erano state imposte dalla necessità di mantenere libero il rifornimento di grano dal mediterraneo orientale. Il tema delle Frumentationes divenne quello centrale della politica. Nel 58 a.c., Clodio compì delle distribuzioni gratuite; l'imperatore Augusto pensò di abolire queste distribuzioni gratuite (frumentationes) che dissanguavano lo stato, ma poi si limitò a diminuire il numero dei beneficiari e riservarle a 250.000 cittadini.

MARCO AURELIO E SUL ROVESCIO LA DEA ANNONA

IL CULTO DELLA DEA

Se nelle campagne era affidato ai privati, a Roma faceva parte dei molti culti pubblici che venivano officiati una volta l'anno. Come Dea dei prodotti della terra doveva aver luogo il sacrificio di un maiale o di una scrofa, nonchè di alcune spighe di grano. 

Le si dedicavano inoltre delle focacce di grano e parte di farro secondo l'antica usanza a cui veniva aggiunto del sale e dei rametti di rosmarino. poichè questa pianta era in genere dedicata ai morti, si ritiene che la Dea avesse anche a che fare con l'oltretomba, se non altro per la morte e rinascita del seme annuale del cereale.

Non si conosce la data della festa a lei dedicata ma sicuramente riguardava l'estate quando si raccoglievano le messi e si riempivano i granai della Statio Annona per procedere alla distribuzione al popolo.

NERONE - L'ANNONA AUGUSTA E CERERE

LE DISTRUZIONI

Papa Adriano I, volendo ampliare la chiesa verso est, nel 782 fece demolire la parete fondale dell'aula porticata, così da poter sfruttare il basamento in blocchi di tufo della retrostante Ara Massima di Ercole all'interno del quale scavò una cripta.

Anticamente, però, l'Ara Massima di Ercole era un santuario molto venerato in quanto protettore dei commerci e quindi dei mercanti che pullulavano in quella zona per la navigabilità del Tevere che permetteva il trasporto delle merci dall'oltremare a Roma.

Con l'insediamento della Statio Annona il tempio si mantenne, tanto è vero che già nel I secolo a.c., Vitruvio cita un tempio a pianta rettangolare posto all'ingresso del Circo Massimo e dedicato ad Ercole Invitto o Pompeiano. Probabilmente il tempio citato è proprio quello adiacente all'Annona, di cui peraltro si è rinvenuta l'ara esterna posta nelle fondamenta della chiesa.

L'altare di granito rosso posto sul fondo dell'abside della Chiesa risalirebbe invece al 1123, ma stranamente ha l'esatta forma a vasca caratteristica delle fontane romane poste soprattutto nelle antiche terme, ma anche a decoro dei luoghi pubblici in genere. Tutto ne farebbe presupporre una provenienza di epoca imperiale.

Proprio per l'importanza del luogo, l'annona e gli edifici vicini divennero sede fin dal VI sec. di una diaconia cristiana, che cancellò così ogni traccia dei templi pagani e degli edifici pubblici romani, di tanta arte e bellezza che gli edifici successivi non riuscirono ad eguagliare.

LA MADONNA DELL'ABBONDANZA VESTITA D'ORO

I RESIDUI

In varie zone d'Italia si onora comunque una sua statua che la rievochi, come a Marzano di Nola nella festa patronale dedicata a Maria Santissima dell'Abbondanza si procede alla vestizione della Madre di Dio (anche se donna e non Dea) che si ammanta di una veste d'oro puro ottenuta dalle generose elargizioni dei fedeli nei tempi.

Vedi anche: LISTA DELLE DIVINITA' ROMANE


BIBLIO

- Anna Ferrari - Dizionario di Mitologia Classica - TEA - 1994 -
- Publio Ovidio Nasone - Fasti - I -
- Philippe Borgeaud - Avec Doralice Fabiano - Perception et construction du divin dans l'Antiquité - Genève - Droz - 2013 -
- Esiodo - Opere - Traduzione di Aristide Colonna - Torino - UTET - 1977 -



BRANCHE DIVINE ROMANE


2 comment

Per branche divine intendiamo determinate divinità romane che erano state create dai romani, o da popoli italici ma adottate dai romani, per creare divinità protettrici di determinati accadimenti esterni o interni alla persona.


ABBONDANZA FERTILITA'
- Dea Felicitas - Dea della abbondanza e della fertilità.
- Dea Copia - Dea dell'abbondanza e prosperità.
- Dea Venere Ericina - Dea della fertilità.
- Dea Feronia - Dea della fertilità, ma anche la protettrice degli schiavi liberati e di tutto ciò che sottoterra esce alla luce del sole.
- Agatodemone - Spirito tutelare di prosperità nella casa e nel commercio.
- Dea Annona - Dea dell'abbondanza annuale del raccolto e degli approvvigionamenti.
- Dea Vacuna - Dea legata alla natura e alla fertilità.
- Dea Abundantia - Dea dell'abbondanza del raccolto.
- Dea Ops - Dea della fertilità e del raccolto.
- Dea Strenua - Dea della prosperità e dei doni.
- Dio Sabazio - Dio di benedizioni e felicità, collegato alla mano Pantea.
- Dio Phanes - Dio greco-italico divenne propiziatorio ai raccolti e alla fertilità del bestiame.
- Dea Maia -  Dea della fertilità e nutrimento dei campi, e che annunciava la primavera, ma pure come garante dei contratti agricoli o del bestiame. 
- Dea Reitia -  Dea delle nascite e della fertilità, della salute e della guarigione, dei viaggi e del commercio e pure del viaggio negli inferi.
- Dio Veiove - Dio protettore della fecondità e del bosco sacro.
- Dea Mefite - Divinità italica legata in generale alle acque, invocata quindi per la fertilità dei campi e per la fecondità femminile.
- Dea Flora - Dea della fertilità e della primavera.
- Giunone Moneta - Dea che protegge la Zecca e la prosperità dei Romani.
- Giunone - Dea della fecondità della terra, dell'inizio e della fine.


ACQUE DI FONTI E SORGENTI
- Dio Fontus - Dio delle fonti e delle sorgenti.
- Dio Clitunno - Dio  delle fonti che forniva famosi oracoli.
- Dea Minerva Memor e Medica  - Dea delle sorgenti d’acqua.
- Dea Giuturna - Ninfa delle fonti e sorella di Turno.
- Dea Ferentina - Dea latino-romana dell'acqua e della fertilità della sorgente.
- Dea Lympha - Connessa alle fonti, alle sorgenti e ai pozzi.
- Ninfa Egeria - Ninfa delle acque e ispiratrice di Numa Pompilio.
- Dea Maricae - Dea di acqua e paludi, signora degli animali, protettrice di neonati e bambini e Dea della fecondità.
- Dea Cupra - Dea delle acque e della fecondità.


ACQUE DEI FIUMI
- Dio Tiberinus - Dio del Tevere.
- Dio Volturno - Dio del fiume e del vento caldo di sud-est, lo scirocco.
- Dio Vertumno - Dio delle stagioni e della crescita delle piante, poteva mutar forma e arrestare o respingere le acque del Tevere.


ACQUE DEL MARE
- Dea Venere - Dea della bellezza, della sessualità e del mare.
- Dio Nettuno - Dio del mare e delle corse dei cavalli.
- Dea Teti - Dea dell'oceano.
- Dea Venilia - Dea connessa coi mari e coi venti.
- Dea Tempesta - per sedare le tempeste, soprattutto in mare.
- Galatea - Ninfa del mare calmo e protettrice dei naviganti. 


ACQUE SOTTERRANEE
- Dea Furrina - Dea delle acque sotterranee, dei pozzi, e delle sorgenti perchè erano acque sotterranee che uscivano alla luce.
- Dea Cloacina - Dea delle paludi e delle fognature, protettrice delle cloache e degli scarichi dei bagni.


AGRICOLTURA
- Dio Sterculus - Dio inventore della concimazione dei campi e degli escrementi.
- Dea Cerere - Dea delle messi. 
- Dea Pomona - Dea dei frutti che crescono sugli alberi, ma anche dell'olivo e della vite, le piante sacre con cui si nutrivano i romani.
- Dea Carnea - Dea delle messi, del biancospino, dei cardini e dell'anno nuovo, della salute.
- Dea Dia - Dea della Terra, della natura, dei campi e delle messi. 
- Dio Falacer - Dio dei confini e delle palizzate e delle torri a difesa dei campi e del pagus.
- Dea Ops - Dea del raccolto e della fertilità.
- Dea Cibele - Dea della Terra e protettrice dei campi e dell'agricoltura.
- Dio Termine - Dio dei confini.
- Dei Robigo-Robiga - Dei della ruggine del grano.
- Dio Vervactor - Dio della prima aratura.
- Dio Subruncinator - Dio della sarchiatura.
- Dio Insitor - Dio protettore della semina.
- Dio Reparator - Dio protettore della seconda aratura.
- Dio Serritor - Dio della zappatura e del diserbo.
- Dio Promitor - Dio della distribuzione del grano.
- Dio Obarator, - Dio della prima aratura
- Dio Occator - Dio protettore del contadino che spiana la terra con l'erpice.
- Dio Messor - Dio della mietitura.
- Dio Imporcitor - Dio del solco dell'aratura.
- Dio Conditor - Dio dell'immagazzinamento del grano.
- Dio Catillus - protettore delle macine del grano.



ALBERI PIANTE
- Dea Cariatide - Dea dell'albero di noce.
- Dea Carnea - Dea del biancospino, dei cardini e dell'anno nuovo, delle messi, della salute.
- Dio Tellumo - Dio della crescita delle piante.
- Dio Barbatus - Dio della vegetazione annuale e della crescita della barba.
- Dio Serapide - Sposo di Iside, Dio della vegetazione annuale che ogni anno muore e risorge. 
- Dio Vertumno - Dio delle stagioni e della crescita delle piante, poteva mutar forma e arrestare o respingere le acque del Tevere.
- Dea Horta - Dea degli orti.
- Dio Veiove  - Dio protettore del bosco sacro e della fecondità.
- Dio Attis - Dio della vegetazione annuale.

AMORE E LUSSURIA
- Dea Murcia - Dea italica antichissima e triplice, con un lato donativo e uno distruttivo: amore e morte.
quindi Dea dell'amore e dell'abbandono, ma pure della tristezza e della depressione per la vecchiaia e la
morte.
- Dea Venere - Dea dell'amore, della lussuria e del mare.
- Dea Fornax - Dea dei forni e della sessualità.- Dea Volupia - Dea del piacere sessuale.
- Dea Giunone Caprotina - Dea del sesso e della riproduzione.
- Dio Eros - Dio dell'amore -
- Dio Priapo - Dio del fallo e del sesso.
- Dio Mutuno Totuno - Dio in forma di fallo che proteggeva il matrimonio e allontanava il malocchio.
- Dea Acca Larentia - Dea Lupa della sessualità.
- Dea Anna Perenna - Dea della natura, della produttività e della lussuria.


ANIMALI
- Dea Epona - Dea dei cavalli.
- Dio Virbio - Dio solare, o demone protettore delle nascite, un Dio a forma di cavallo, divinità fluviale di Aricia, demone delle querce, o l'eroe greco Ippolito.
- Dea Bubona - Dea protettrice dei buoi.
- Dea Maricae  - signora degli animali, Dea dell'acqua e delle paludi, protettrice di neonati e bambini e
Dea della fecondità.
- Dio Luperco - Dio che allontana i lupi.
- Dea Acca Larentia  - Dea Lupa della sessualità.
- Dea Intercidona - Dea signora degli animali, che separa, nella nascita dei bimbi, il piccolo dalla madre, tagliando il cordone ombelicale, e che separa il bimbo dalle influenze maligne che possono avvicinarsi alla culla.


BAMBINI
- Dea Carnea - Dea che assiste le viscere dei bambini e il cuore e il fegato degli adulti, nonchè curatrice.
- Dio Vaticanus - Il Dio che fa emettere il primo vagito al bambino.
- Dea Orbona - Dea responsabile della morte dei bambini, invocata dai genitori perché risparmiasse i loro figli, ma pure se non riuscivano ad avere figli  Comunque proteggeva sia gli orfani che i genitori che avessero perduto i loro figli, e soprattutto garantiva nuovi figli a chi ne avesse perduto uno. 
- Dea Abeona - protettrice delle partenze, dei figli che muovono i primi passi, o che lasciano la casa dei genitori, o i commercianti viaggiatori. 
- Dea Intercidona - Dea che separa, nella nascita dei bimbi, il piccolo dalla madre, tagliando il cordone ombelicale, e che separa il bimbo dalle influenze maligne che possono avvicinarsi alla culla.
signora degli animali.
- Dee Stimula e Sentia - davano intelligenza e raziocinio al bambino rendendolo consapevole.
- Dea Potina - Dea che proteggeva la bevuta del bimbo perchè non si strozzasse.
- Dea Rumina - proteggeva le donne allattanti e insegnava ai pargoli a succhiare il seno.
- Dio Ossilao - si occupa che le ossa del nascituro crescessero sane e robuste.
- Dea Nundina - si occupava della purificazione dei nuovi nati.
- Dea Levana - colei che era al fianco dei padri quando riconoscevano il nuovo nato.
- Dea Carmenta - protettrice delle donne, delle gestanti e della nascita.
- Dio Fabulinus - Dio che favoriva la prima parola ai bambini.
- Dea Edusa - permetteva il passaggio per il lattante dal latte dolce all'acqua.
- Dea Cunina o Cuba - Dea che cullava il bimbo facendolo addormentare o calmare se era insonne, o con la febbre, o male al pancino, o che aveva incubi.
- Dio Statano - aiutava i bimbi ad avere forza sulle gambe e quindi a camminare speditamente.
- Dio Statulino - aiutava nei primi passi perchè non cadesse e si facesse male.  
- Dea Maricae - Dea protettrice di neonati e bambini, di acqua e paludi, signora degli animali,  e Dea della fecondità.


BOSCHI SELVE
- I  Satiri - Semidei delle selve, Geni protettori dei boschi, dei fiumi e dei pascoli.
- Dio Silvano - Dio delle selve.
- Dea Silvia - Dea delle selve.
- Dea Diana - Dea della caccia e delle selve.


CAPACITA'
- Dea Minerva - Dea delle arti femminili e della guerra.
- Dea Sentia - Dea che aiutava a pensare.
- Dio Poro - Dio dell'ingegno e dell'espediente.
- Dea Agenoria - Dea dell'Iniziativa, dell'Intraprendenza e dell'Industria.
- Le Muse - Dee delle arti.
- Dio Chorus - Dio dei canti e dei cantori.


CIELO E STELLE
- Dio Urano - Dio del cielo e del firmamento.
- Dea Noctis - Dea della luce scura che cade dalle stelle e si impone sugli uomini e sugli Dei.
- Dio Caelus - dio dei cieli, compare sui quattro cavalli della quadriga del Sole, come un uomo con la barba che tiene un mantello sopra la testa formando un arco, che richiama la volta del firmamento.

CERERE

COMMERCIO VIAGGI LADRI
- Dio Mercurio - Dio dei viaggiatori, del commercio e dei ladri. Messaggero degli Dei.
- Dea Reitia -  Dea dei viaggi e del commercio e pure del viaggio dell'"aldilà", della salute e della guarigione, delle nascite e della fertilità.
- Dea Abeona - protettrice dei commercianti viaggiatori, dei figli che muovono i primi passi, o che lasciano la casa dei genitori.
- Dea Adeona - Dea del ritorno a casa, dei commercianti e dei reduci.
- Dea Nehalennia - protettrice delle strade, dei viandanti e dei viaggiatori dei mari del nord. Spesso però invocata per assicurarsi un dopo-morte felice, in quanto patrona di coloro che ricercavano la via dello spirito.
- Dea Laverna - Dea dei ladri. 
- Dio Palaemon - protettore del ritorno in porto delle navi.


DENARO
- Dea Giunone Moneta - che protegge la Zecca e la prosperità dei Romani.
- Dea Pecunia - La divinità latina della ricchezza e dell’abbondanza che nel pantheon romano, aveva anche un figlio: il Dio Argentinus, protettore del denaro e degli uomini d’affari. L’etimologia è legata al termine pecunĭa (“denaro”), in latina derivava da pěcus, ossia “bestiame” (“pecora”), ricordo di un’economia primitiva a carattere pastorizio, perché anticamente gli animali, e soprattutto le pecore, servivano al baratto tra gli esseri umani. Le pecore, i polli, etc., rappresentavano le banconote di un tempo, in un periodo in cui ancora non vigeva l’uso delle monete.
- Dea Aequitas - Dea della correttezza nel campo finanziario e monetario. 
- Dea Eres - Divinità femminile che presiedeva al conio delle monete. Spesso accompagnava Es ed Esculàno.
- Dio Argentino - Figlio della Dea Pecunia e Dio dell'Argento.
- Dio Aesculanus - Dio romano protettore dei mercanti e preposto alla coniazione delle monete.


DESTINO FORTUNA
- Dea Fortuna - Dea della fortuna.
- Bonus Eventus - Dio del buon evento.
- Dea Roma - Dea della capitale dell'Impero.
- Dea Nemesi - Dea della giustizia e della vendetta.
- Dea Mala Fortuna - se seguita scongiura la mala sorte.


GENI
- Eroti - Amorini, ovvero geni che battono moneta, i geni orefici, che pesano, fondono, usano i vari strumenti di cesello e battitura, o quelli della vendemmia e del vino, o vanno a pesca o a caccia. Oppure sono prettamente ludici, che cavalcano un delfino, o si fanno trainare da un granchio, o da cigni, o da animali selvatici, che cavalcano o di cui hanno le redini. 


GRANDE MADRE
- Mater Matuta - divinità italica dell'aurora e della nascita.
- Dee Matres - Dee della nascita, crescita e morte. La madre che dà alla luce, che allatta e che dà la morte.
- Dea Tellus - Dea della Terra.
- Dea Vitula - Dea di origine sabina. Dea della gioia, lo Dea Giovenca, una delle rappresentazioni della Dea Terra, ovvero la Natura, colei che provvede al nutrimento delle piante, degli animali e degli uomini. Come la giovenca è provvida di latte così la Madre Terra è provvida di latte per tutti suoi figli, cioè tutti gli esseri che la abitano, senza distinzioni.
- Dea Cornisca - Dea preromana e romana, assimilata poi a Diana, anch'essa triplice come luna, terra ed inferi.
- Dea Leucotea - La Dea Bianca, o Aurora, la Sorgente del Mondo. Era la luce che illuminava la tenebra al mattino, così la Dea aveva portato la luce nella Tenebra del mondo. Spodestata dalle invasioni ariane del mediterraneo divenne ninfa o Dea minore.
- Dea Caelestis - Dea del cielo e della Luce che portava la nascita di bambini e animali. 
- Dea Aeternitas - Dea dell’eterno ritorno della natura.
- Dea Vesta - antica Dea Madre portatrice del fuoco.
- Dea Iside - Dea egizia romana del sistro e dell'armonia cosmica.


GUERRA 
- Dea Bellona - Dea della guerra.
- Dio Gobannus - Dio della guerra che forgiava le armi.
- Dioscuri - Dei del soccorso rapido nelle battaglie e nella medicina.
- Dea Nerio - Dea moglie di Marte, ispirava il coraggio e la ferocia in battaglia ma presiedeva pure al matrimonio.
- Dio Marte - Dio della guerra.
- Dea Discordia - Dea del conflitto e della guerra.
- Dio Redicolus - Dio che assisteva e proteggeva i reduci.
- Dea Lua - Dea della velocità e del combattimento.
- Dea Minerva - Dea delle arti femminili e della guerra.
- Dea Minerva Ilia - Dea che insieme a Marte proteggeva e rendeva invincibile il popolo romano.
- Dea Quiritis - Dea guerriera armata di scudo e di lancia come Minerva, e «le matrone si trovano sotto la tutela di Giunone Curite»
- Dea Nenia - Dea preromana e romana invocata con fervore contro i nemici di Roma, e tutelare dei canti funebri. prediceva se la persona malata sarebbe guarita o sarebbe morta.
- Giunone Sospita - la salvatrice degli uomini, e dei soldati.
- Giove Dolicheno - Dio protettore dei soldati.
- Genius Exercitus - Il genio dell'esercito e delle battaglie.


INFERI
- Dea Ecate - Dea degli inferi.
- Dea Proserpina - Dea degli inferi.
- Dei Mani - Dei degli inferi.
- Dio Plutone - Dio degli Inferi.
- Dio Alerno - Dio dei fagioli e dell'oltretomba.
- Dea Reitia -  Dea del viaggio negli inferi, dei viaggi e del commercio e della salute e della guarigione, delle nascite e della fertilità.
- Dea Aere Cura - Dea degli Inferi.
- Dea Populonia - Dea degli Inferi e delle nascite.


INTELLIGENZA
- Dea Cama - Dea dalle capacità profetiche, con cui prediceva il destino del neonato. Aveva predetto la grandezza di Roma.
- Dea Mens - La Dea invocata per i bambini, onde dotarli di una bella mente, poi per le persone pubbliche che dovevano prendere decisioni per Roma, e per i generali che dovevano guidare gli eserciti.
- Dea Aequitas - Dea che ispirava l'uguaglianza dei diritti nelle leggi del diritto pubblico e privato.
- Dio Ercole - Semidio delle 12 fatiche, Dio della forza.


LUNA E SOLE
- Dea Cinzia - Dea Luna.
- Dea Mena - Dea della Luna.
- Dea Diana - per la caccia e la benedizione dei campi, ma anche Dea luna.
- Dea Luna - Dea della luna.
- Dea Selene - Dea della luna.
- Dio Soranus - Dio del fuoco e del Sole Infero.
- Dio Virbio - Dio solare, o demone protettore delle nascite, un Dio a forma di cavallo, divinità fluviale
di Aricia, demone delle querce, o l'eroe greco Ippolito.
- Dio Mitra - Dio persiano del Sole.
- Dio Apollo - Dio del Sole.


MAGIA
- Dea Circe - maga e Dea.
- Dea Anaceta - Dea dei serpenti, della divinazione, magia e negromanzia.
- Dea Angizia - Dea dei serpenti e guaritrice.
- Dea Tana - Dea etrusco/romana della magia e della trasformazione, importata a Roma, venne pian piano assimilata a Diana. Fu Dea del cielo prima stella del mattino, della Luce e del parto.


MATRIMONIO
- Dea Nerio - Dea moglie di Marte, ispirava il coraggio in battaglia ma presiedeva pure al matrimonio. 
- Dio Imeneo - Dio che presiedeva al matrimonio.
- Dea Giunone Cinxia - che modellava il cinto da sposa.
- Giunone Interduca - che accompagnava la sposa nella nuova casa.
- Giunone Pronuba - perchè le donne trovassero marito.
- Dio Domiducus - che accompagna la sposa a casa.
- Dea Cinxia - Dea dei matrimoni, anche Dea della luna.


MESSAGGERI COPPIERI
- Dio Mercurio - Dio dei viaggiatori, del commercio e dei ladri. Messaggero degli Dei.
- Dea Fama - Dea messaggera di Giove che ne diffondeva gli annunci.
- Dea Iuventas - Coppiera degli Dei e Dea dell'eterna giovinezza.
- Dio Ganimede - amante di Giove e coppiere degli Dei.


MISTERI
- Dea Tacita - Dea dei segreti.
- Dea Veritas - Dea che faceva scoprire la verità anche con riti rivelatori.
- Dea Lara - Dea del silenzio, portatrice dei Sacri Misteri che chiedevano assoluta segretezza. Era la ninfa dell'Almone, affluente del Tevere che sgorga dai Colli Albani.

DIANA

MORTE
- Dea Tarpea - Dea della Terra e della morte.
- Dio Orcus - protettore e dispensatore della morte pacifica.
- Dio Saturno - Dio del tempo, della morte e della falce.
- Dea Libitina - Dea della morte e dei riti funebri.
- Dio Viduus - Dio che separa l'anima dal corpo dopo la morte.
- Dea Nenia - protettrice dei canti funebri.


NASCITE
- Dea Caelestis - protettrice delle nascite.
- Dea Carda - assisteva lo sviluppo fisico affinchè il bambino fosse sano e armonioso.
- Dea Mana Genita - Invocata perchè il bambino nascesse vivo.
- Dea Alemonia - Dea che nutre il piccolo nel ventre materno.
- Dea Alma - Dea che portava la vita al nuovo nato.
- Dea Edulica o Educa - invocata perché alla madre non mancasse il latte per allattare.
- Dea Lucina - invocata quando il bimbo “veniva alla luce” uscendo dal grembo materno.
- Dea Candelifera - vedi Dea Lucina.
- Dea Giunone Lucina - portava i neonati alla luce.
- Dea Partula - forse la Parca Cloto, una delle tre Moire (o Parche).
- Dea Reitia -  Dea delle nascite e della fertilità, della salute e della guarigione, dei viaggi e del commercio e pure del viaggio negli inferi.


NEGATIVITA'
- Dea Penia - Dea della povertà.
- Dea Mania - Dea degli Spiriti e del caos.
- Dea Akte - Dea che induce al peccato di orgoglio, alla tracotanza e la millanteria, ma per altri Dea di giustizia.
- Dea Nemesi - Dea della vendetta.


NINFE
- Virae Querquetulanae - Ninfe che abitavano il bosco di querce del Celio.


ORACOLI 
- Dea Nenia - Dea preromana e romana che prediceva se la persona malata sarebbe guarita o sarebbe morta. Invocata con fervore contro i nemici di Roma, e tutelare dei canti funebri. 
- Dea Carmenta - Celebre profetessa dell'Arcadia che oracolava in versi. Dopo la sua morte fu fatta Dea e diede il nome alla porta Carmentale. Nel suo tempio era proibito indossare abiti di pelle, o sacrificare animali. 


PARTO  
- Dea Prorsa-Antevorta - Dea del parto giusto e Dea del parto obliquo, per la posizione del neonato.
- Dea Nona - Dea che stabiliva i destini e la durata della vita, poi addetta al nono mese di gravidanza.
- Dea Populonia - Dea degli Inferi e delle nascite.
- Dea Tana - Dea etrusco/romana della magia e della trasformazione, importata a Roma, venne pian piano assimilata a Diana. Fu Dea del cielo prima stella del mattino, della Luce e del parto.
- Dea Reitia -  Dea delle nascite e della fertilità, del viaggio dell'"aldilà", dei viaggi e del commercio e della salute e della guarigione.
- Dea Deverra - Dea delle scope che allontanavano gli spiriti maligni. Le donne incinte per timor di Silvano erano sotto la protezione di tre divinità Intercidona, Pilunno e Deverra.
- Dea Partula - invocata nel momento del parto.
- Dea Uterina - assistente alla puerpera nel momento delle doglie.
- Dea Numeria - preposta al conto dei mesi del parto.
- Dea Nona - protettrice delle donne gravide.
- Giunone Opigena - Dea che assisteva le partorienti.
- Dio Statulino - Dio che curava la posizione eretta dei bimbi.


PASSAGGI E TEMPI
- Dio Portuno - Dio romano dei porti e delle porte.
- Dea Jana - Dea della porta e dei passaggi.
- Dea Aprus - Dea della primavera.
- Dea Aurora - Dea dell'aurora.
- Dio Giano - custodiva la porta di casa, il primo e l'ultimo dell'anno. Dio degli inizi, sia di attività, sia temporali.
- Dio Vertumno - Dio delle stagioni e della crescita delle piante, poteva mutar forma e arrestare o respingere le acque del Tevere.
- Dea Cardea - per i cardini delle porte, preposta anche ai punti cardinali.
- Dea Carnea - Dea dei  dei cardini e dell'anno nuovo, del biancospino, delle messi, della salute.
- Dea Flora - Dea della fertilità e della primavera.
- Dea Anna Perenna - Dea dell'anno nuovo.
- Dea Maia - annunciatrice e portatrice della primavera.

DEA ANACETA

PASTORIZIA ANIMALI
- Pales - Dea protettrice della natura, degli allevatori e del bestiame. Da lei prese nome il Palatino, dove abitarono i primi pastori che formarono il primo nucleo di popolazione.
- Faunus e Fauna - Divinità pastorali, i loro figli erano i Fauni, demoni silvestri pelosi e dall'aspetto caprino. Fauno difendeva le greggi dai lupi, capace di incutere terrore. Fauno parlava profeticamente. ma scaricava le ossessioni e possessioni sulle paredre, le Ninfe delle fonti e delle sorgenti, diventando simili alle Sibille nel profetare. Talvolta invia sogni profetici a chi giace in incubazione o è invasato dall’estasi. È associato al timor panico, con apparizioni spaventose e voci soprannaturali. Ma talvolta la sua voce rassicura ed incoraggia. Protegge gli animali domestici, le greggi e le coltivazioni.
- Dea Anaceta - Dea dei serpenti, della divinazione, magia e negromanzia.
- Dea Angizia - Dea dei serpenti e guaritrice.
- Dea Adeona - protettrice del ritorno, di quello dei figli verso casa dei genitori, dei viaggiatori, dei reduci dalla guerra. Ma proteggeva anche il ritorno degli animali dalla transumanza o alle proprie stalle, per cui divenne anche Dea della pastorizia.
- Dea Luperca - Divinità che proteggeva i pastori e i greggi dai lupi.
- Dio Verminus - Dio che allontanava dal bestiame la malattia dei vermi.


PROTEZIONI
-  Dea Concordia - Dea protettrice della concordia in famiglia, tra i cittadini e nello stato.
- Dea Pietas - Dea che garantiva un buon rapporto nelle famiglie, tra i cittadini e tra i cittadini e lo stato.
- Dea Securitas - Dea della sicurezza sia privata che pubblica.
- Dea Pudicizia - Dea che presiedeva alla castità coniugale, soprattutto a quella delle patrizie e sposate una sola volta e con un patrizio.
- Dea Iuventas - Dea protettrice della gioventù.
- Genius Exercitus - spirito tutelare e vitale dell'uomo romano tanto pubblico quanto privato.
- Dea Libertas - Dea della libertà romana.
- Dea Pax - Dea protettiva della Pace.
- Dea Virplaca - La Dea che placa la rabbia dell'uomo. capace di riportare la pace tra marito e moglie.
- Grazie - Le Dee presiedevano ai figli belli, che gli animali della fattoria figliassero e che i campi diventassero prosperi. Ma pure armonia in famiglia, o di incontrare la futura coniuge.
- Dea Providentia - Dea che prevedeva il futuro e proteggeva la Res Publica.
- Genii - spiriti protettori di luoghi.
- Penati - Spiriti tutelari dei viveri di riserva della famiglia e del loro ripostiglio.
- Dio Consus - Dio del seme del grano e dei depositi per la sua conservazione.
- Dei Lari - Spiriti protettori degli antenati che vegliavano e proteggevano la gens e la familia.
- Dea Temi - Dea della Giustizia.
- Dea Giunone - Regina degli dei. protettrice della famiglia.


SALUTE E MALATTIE
- Dio Senectus - protettore della vecchiaia. 
- Dea Salus - Dea della salute.
- Bona Dea - Dea delle guarigioni.
- Dea Metidrina - Dea romana guaritrice, della salute, della longevità e del vino.
- Dea Angerona - Dea che soccorreva l’uomo sollevandolo da angoscia e ansia, e pure dall'angina pectoris.
- Dea Minerva Memor e Medica - Dea delle sorgenti d’acqua o di fenomeni geologici con proprietà curative, quali le “salse” (piccoli vulcani di fango) o le fonti di petrolio.
- Dea Febris - Dea della febbre che salvava dalla febbre.
- Dea Carnea - Dea della salute,  dei cardini e dell'anno nuovo, del biancospino e delle messi.
- Dea Angizia - Dea dei serpenti e guaritrice.
- Dea Reitia -  Dea della salute e della guarigione, delle nascite e della fertilità, dei viaggi e del commercio e pure del viaggio negli inferi..
- Dio Esculapio - Dio della medicina.
- Dea Paventia - Dea che evitava o curava dagli spaventi.
- Dioscuri - Dei del soccorso e della medicina.
- Dea Erumna - che salva dall'incertezza e dall'inquietudine.
- Dea Cocles - Dea che aiuta a vedere i ciechi e chi non vede alcune cose in senso morale.
- Dio Morfeo - Dio del sonno.

ASCLEPIO

VENTI E FULMINI
- Dio Zefiro - Dio del vento dell’ovest o del Nord-ovest.- Dio Aquilone - Dio del vento del nord e nord est, tramontana
- Dio Volturno - Dio del fiume e del vento caldo di sud-est, lo scirocco.
- Dio Giove - Re degli Dei.
- Dea Fulgora - Dea dei fulmini.
- Dio Summanus - Dio italico romano del cielo diurno e delle folgori diurne.
- Dea Venilia - Dea connessa coi mari e coi venti.


VINO
- Dea Metidrina - Dea romana guaritrice, della salute, della longevità e del vino.
- Dio Bacco - Dio del vino.
- Dei Libero e Libera - Dio italico del vino, della fecondità e della sfrenatezza.


VIRTU'
- Dio Honos - Dio dell'onore dei soldati. 
- Dea Virtus - Dea del coraggio e del valore militare.
- Dea Clementia - Infondeva a generali e imperatori compassione, perdono, senza ira o vendetta.
- Dio Semo Sancus - Dio della fede o fiducia, dell'onestà, dei contratti. del matrimonio e dei giuramenti.
- Dea Virginia - Dea romana della politica. Ispirava l'eloquenza, le buone amicizie e le sagge decisioni.
- Dea Spes - Dea della Speranza.
- Dea Fides - Dea della lealtà e della fedeltà, soprattutto del cittadino, civile o militare, sia gerarchico che legislativo. I giuramenti presi nel nome di questa Dea erano considerati i più inviolabili tra tutti.
- Dea Disciplina  - Dea dell'istruzione, dell'autocontrollo. Seguita dai soldati romani con Frugalitas (nel denaro), Severitas (concentrazione e determinazione) e Fidelis (fedeltà all'unità, all'esercito, agli ufficiali e al popolo romano, cioè a Roma.


VITTORIA
- Dea Adorea - Dea che accordava la vittoria di qualsiasi impresa, fosse pure una costruzione.
- Dea Vica Pota - Dea della Vittoria e del Potere.
- Dea Victoria - Nike greca, Dea della Vittoria.


VULCANI FABBRI
- Dio Vulcano - Dio dei vulcani, delle fucine e dei fabbri.
- Dio Caco - Dio del fuoco e dei vulcani.
- Dea Etna - Dea del vulcano Etna.


BIBLIO

- George Dumezil - La religione romana arcaica - a cura di Furio Jesi - Rizzoli Editore - Milano - 1977 -
- William Warde Fowler - The Roman Festivals of the Period of the Republic - Londra - 1908 -
- Carlo Prandi - Mito in Dizionario delle religioni - a cura di Giovanni Filoramo - Torino - Einaudi - 1993 -
- John A. - Religione romana - Oxford - Oxford University Press per il Classical Association - 2000 -



 

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