PORTA FERENTINA (Roma Quadrata)





La Porta Ferentina era una porta della Roma Quadrata che dava anche un accesso al Tevere, menzionata da Plutarco, quando Romolo, in seguito ad una grave pestilenza che aveva colpito la città di Roma, procedette alla sua purificazione con sacrifici espiatori, che si celebrarono presso questa porta, che conduceva alla selva ferentina ai piedi dei Colli Albani.

"Nella strada che sale dalla valle della Ferratella e sale alla piazza della Navicella, e che dicesi Via delle Mole, conduce alla Porta che, essendo nella direzione del celebre luco di Ferentino presso la città di Marino, dove i latini adunavano la loro dieta, ebbe perciò il nome di Porta Ferentina, e viene nominata da Plutarco nella Vita di Romolo c.XXIV, dicendo che quel fondatore purificò con lustrazioni la città, e che quelle cerimonie dicevansi essere le stesse di quelle che, ai suoi dì, facevansi alla Porta Ferentina."

(Antonio Nibby - Roma 1838)

ROMA QUADRATA
"Sempre più sarà certo che la Porta Ferentina dovesse rimanere presso la Via Latina nel Celio e nel recinto di Servio, perchè al tempo di Plutarco non esisteva ancora la porta Latina delle mura aureliane, da cui sortire per quella via.
Ma l'unica discesa dall'alto del recinto di Servio sul Celio venga verso la via Latine; si è quella della Navicella, come già dissi, scende lungo la villa e vigna Mattei, fino alla Ferratella (già Porta Metronia delle mura aureliane), dalla qual porta, come nota S. Gregorio, ancora dal suo tempo, si poteva passare nella via Latina.
Perciò qualora si fissi la Porta Ferentina presso l'angolo orientale della Villa Mattei, sul principio dell'accennata discesa nell'alto, sarà questo il luogo più conveniente e proprio della Porta Ferentina.

Ponendo poi mente al costume dei Romani, già da me altra volta accennato, di aver essi varie porte della città destinate e denominate da qualche funzione publica o sagra solita praticarsi in vicinanza di esse, allora si troverà naturalissimo che la porta chiamata da Festo Piacolare perchè presso di essa si facevano alcune espiazioni Piacularis Romae appellatur propter aliqua piacula quae ibidem fiebant fosse accanto immediatamente alla Ferentina presso la quale sono indicate da Plutarco le espiazioni istituite da Romolo: la Piacolare come porta destinata e conducente al solo oggetto Espiatorio e la Ferentina come porta di uso pubblicò e generale.

E siccome uno de riti principali anzi essenziale delle antiche espiazioni consisteva nelle abluzioni in acque correnti di fonti o di fiumi così la nostra acqua Crabra detta in oggi la Marrana che appunto nel sito della Ferratella entra in Roma e si approssima più che altrove al Celio ed al recinto di Servio fu per tale rito opportunissima sebbene non si voglia allora in sì gran copia.

E riflettendo che il Celio fu cominciato ad abitare da come narra Dionisio e che Romolo fu l istitutore tali espiazioni come dice Plutarco si troverà naturale che Tullo Ostilio quando chiuse di mura questo monte vi un transito per l'accesso all'espiazioni già istituite e poi Servio o Tarquinio il Superbo nell'accrescere le sue relazioni cosi formasse in quelle mura la porta Ferentina che desse comodo accesso alla via Latina e facilitasse le comunicazioni con quei Popoli.  

Il volume delle mura di Roma pone la porta Pacolare la via di S Susanna e la Vittoria per la sola ragione, come si esprime, di non saperla mettere altrove e confondendo i sagrifizj coll'espiazioni, non reca ragione alcuna per cui debbansi fare diverse espiazioni alla porta Piacolare da quelle che Plutarco dice da Romolo e conservate fino al suo tempo alla porta quae adhuc etiam Ferentinam ad portam observari tradunt e forma così due porte Espiatorie in siti di senza bisogno. 

Ed ecco come dalla porta Esquilina proseguendo a destra Orientale del recinto di Servio su i confini delle regioni III e II poi lungo la costa meridionale del Celio si contavano 4 porte la Querquetulana, cioè la Caelimontana. la Ferentina e la Piaclaris, porte che ancora esse furono molti moderni attribuite e supposte nelle mura Aureliane di ogni possibilità poichè di tutte se ne trova negli antichi scrittori quali sono Varrone, Cicerone, Plinio, Plutarco e Festo. anteriori tutti alla fondazione mura Aureliane.

(Stefano Piale - Delle Porte Meridionali di Roma) 

SELVA DI FERENTO

LA SELVA FERENTINA (oggi Parco Colonna)

"Famosa è nell antica istoria la selva che dalla dea Ferentina cui era consacrata toglieva nome di ferentina e dove i popoli del Lazio confederati radunavano le loro assemblee per discutere gli affari più importanti allo stato. Fu in essa che decretarono di non sottomettersi a Tullo Ostilio di contrastare alle conquiste di Tarquinio Prisco e di poi muover guerra ai Romani per ristabilire in trono gli stessi Tarquini.
 In essa si consultarono pure intorno allo assedio di Fidene come altresì di dare la famosa battaglia presso il lago Regillo. Le quali diete si convocavano sotto la protezione di Giove Laziale e con quali cerimonie tu conosci abbastanza ed io ti ricordai nella mia intorno al Monte Cavi. Ora questa tanto celebrata selva ferentina vorresti tu vedere.

Lasciando a tergo Marino dalla parte che mette sulla via di Castel Gandolfo, una ma assai forte discesa ti conduce a destra ad una chiesuola e quindi ad un pubblico lavatoio a piedi del paese che sulla costa monte declinando alquanto si prolunga assai, che nei dipinti del Francesco Knebel prestava, non è gran tempo, uno dei più importanti soggetti di costui.

A sinistra finita la discesa medesima una fontana e qui presso un cancello che nel parco dei Colonna, il quale si dilunga verso oriente, ameno quanto mai a dire, tutto ombrato da alberi. irrigato da un ruscelletto che scaturisce in mezzo da dentro la convalle stessa e che il guardiano del parco di cui io ho fatta ricerca, mi additò fra quegli alberi e cespugli intrigatissimi.

Ora questo parco è la Selva Ferentina e questo ruscelletto è nientemeno che il Caput aquae ferentinae nel quale per i maneggi di Tarquinio il Superbo, fu precipitato deputato ariccino Turno Erdonio, coperto con un graticcio pieno di sassi, ingiustamente accusato di complotto contro la lega latina."

(Oreste Raggi - Sui Colli Albani e Tusculani)



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