CULTO DI GIUNONE MONETA



GIUNONE MONETA

COLEI CHE AVVERTE

Soprannome dato dai Romani a Giunone, sia perchè ella presiedesse alla moneta, sia perchè, come dice Cicerone, quella Dea avesse avvertito di immolare una scrofa pregna per far cessare un violento terremoto, donde fu detta Dea monitrice, o ammonitrice, o moneta. 

Giunone era la principale divinità femminile romana, sposa di Giove, re degli Dei, e pertanto Regina degli Dei. Da divinità italica legata alla natura e alle nascite, e pertanto con forme un po' giunoniche, pian piano divenne protettrice dello stato romano, soprattutto contro i nemici di Roma, pur conservando il suo presiedere ai parti, alle matrone, alle fanciulle da marito e alla famiglia per antonomasia.

Il tempio di Giunone Moneta era un tempio romano situato sul Campidoglio, sotto o quasi la chiesa di Santa Maria in Aracoeli, che d'altronde non è mai stata scavata sotto le fondamenta. E' certo peraltro che nel tempio erettole sotto questa denominazione essa veniva rappresentata col martello, l'incudine, le tenaglie, e il conio della zecca. 

LE OCHE AMMONITRICI

LE OCHE DEL CAMPIDOGLIO

Se ne vede l'effigie sulle medaglie consolari, e su quella dell'impero questa è ripetuta tre volte per indicare i tre metalli di cui si facevano le monete. Nel 396 a.c. infatti Roma era assediata dai Galli capitanati da Brenno e sulla cittadella del Campidoglio, un'area ben protetta dove molti romani si erano asserragliati, vi era un'area sacra dedicato a Giunone dove venivano allevate delle oche sacre alla Dea.

Giunone Moneta, cioè "ammonitrice" dal latino monere, divenne "colei che mette in guardia, ammonisce" al tempo dell'assedio dei Galli di Brenno, nel 396 a.c., come narra Plutarco, quando le oche sacre del tempio di Giunone col loro starnazzare svegliarono l'ex-console Manlio che dette l'allarme dell'assalto.

Secondo un'altra tradizione l'appellativo di Moneta sembra derivi da un avvertimento rivolto ai romani dalla Dea Giunone durante la guerra contro Taranto, nel 272 a.c. ma all'epoca il tempio sull'Arce con quel nome era già stato edificato. Nulla toglie però che venisse dedicato a Giunone con un appellativo in più

Il tempio era stato infatti votato da L. Furius Camillus nel 345 durante la guerra con gli Aurunci, e fu dedicato sull'Arx capitolina nel 344 a.c., sul luogo dove sorgeva la casa di Manlio Capitolino accusato di "adfectatio regni" nel 384. Era la Dea personale del padre di Lucio Furio Camillo, ma in versione oracolare. Dalle guerre con Pirro sarà sede della zecca.

TEMPIO DI GIUNONE MONETA AL CAMPIDOGLIO

LA DEA DELLA ZECCA

Verso il 269 a.c., vicino al tempio venne infatti edificata la zecca, cioè l'officina di conio, posta sotto la protezione della Dea Moneta. Da qui prese il nome la zecca e poi il denaro che vi si produceva, appunto la moneta, che fino ad allora era stata prima pecunia e poi denaro. Quindi è la zecca ad aver preso

Il tempio di Giunone Moneta era un tempio romano situato sul Campidoglio, sotto o quasi la chiesa di Santa Maria in Aracoeli, che d'altronde non è mai stata scavata sotto le fondamenta. Il nome originario era Santa Maria in Capitolio e sull'attuale nome, menzionato nei testi fin dal 1323, si narra una leggenda, riportata nei Mirabilia Urbis Romae, per la quale la chiesa era sorta nel luogo dove Augusto, avendo avuto la visione di una bella donna con un bambino in braccio, avrebbe anche udito una voce che diceva "Questa è l'ara del figlio di Dio". Si trattava di Maria, madre di Gesù.


Al che Ottaviano sarebbe caduto in ginocchio e le avrebbe dedicato l'ara. Si dice infatti nei Mirabilia: "Questa visione avvenne nella camera dell'imperatore Ottaviano, dove ora è la chiesa di S. Maria in Capitolio. Per questa ragione la chiesa di S. Maria fu detta Ara del cielo."

Bisogna tener conto che i Mirabilia Urbis Romae erano delle guide di viaggio che servivano ai pellegrini che si recavano nella città eterna e li guidavano per tutto il percorso. I primi Mirabilia nacquero nel XII secolo, quindi manoscritti, e per giunta impregnati di cattolicesimo, che dovevano blandire, credenti o meno che fossero, come i seguaci degli imperatori dovevano blandirli ed esaltarli comunque li stimassero o meno.


Viene da pensare invece che vi fosse in origine un'ara dedicata a Giunone, che peraltro era definita Janua Coeli (Porta del Cielo) titolo che venne poi passato pari pari alla Madonna nel cattolicesimo, ma pure Aerea, e Caelestis. Si crede che fosse una Dea italica preesistente al greco Zeus latinizzato in Iovis.

Che la chiesa sovrasti il tempio è dimostrato anche dal pavimento cosmatesco, cioè dell'antica pavimentazione fatta a pezzi e ricomposta a disegni che è caratteristica delle chiese, soprattutto romane, edificate sopra i templi pagani. Il cosmatesco contempla infatti marmo serpentino e porfido rosso che all'epoca della chiesa, del XIV sec. erano estinte da un pezzo.

Il I giugno si festeggiava la Dea Junio Moneta, o Giunone Moneta, il suo tempio veniva aperto e ornato di nastri, di serti e di fiori, Alla Dea i sacerdoti sacrificavano una scrofa pregna e per le strade si snodava una processione con l'immagine della Dea cui si lanciavano fiori e dolci.
GIUNONE DELLA TRIADE CAPITOLINA

BIBLIO

- Marina Carta e Lara Russo - Santa Maria in Aracoeli - Roma - Istit. Naz. di Studi Romani - 1988 -
- G. Tamanti, C. Tempesta - Basilica di Santa Maria in Aracoeli - Icona della Madonna Advocata - Roma - Gangemi - 2009 -
- Pier Luigi Tucci - Where high Moneta leads her steps sublime. The Tabularium and the Temple of Juno Moneta - Journal of Roman Archaeology - 2005 -
- M. Beard, J. North, S. Price - Religions of Rome: A History - Cambridge University Press - 1998 -
- Willy Pocino Le curiosità di Roma - Roma - Newton & Compton - 2005 -

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