NECROPOLI DI VIGNA PIA




Il Colombario Portuense è una grande camera sepolcrale ad uso collettivo, in uso tra fine I sec. d.c. - inizio II e primi decenni del III sec. È il quarto tra gli ambienti del Drugstore, chiamato anche Tomba D. È di forma rettangolare (stretta e lunga), con tre lati intagliati nel tufo. 
La tomba è stata danneggiata dall’edificazione dell’edificio sovrastante e dal passaggio di una conduttura fognaria: si conserva integra la parete d’ingresso in muratura, con la facciata interna organizzata a columbarium, con nicchiette per le urne cinerarie disposte in file ordinate. 
Successivamente vi vengono ricavati loculi per l’inumazione e banconi per i sarcofagi (due di essi si trovano oggi al Museo Nazionale Romano). Esternamente è stato individuato un focolare (con resti di ossa animali e frammenti ceramici) per i banchetti in onore dei defunti.


GLI SCAVI
Nel luglio 1998, durante lavori di sterro per la realizzazione di alcuni box auto nell’area tra le vie Riccardo Bianchi, Ettore Paladini, viale di Vigna Pia e via Portuense, venne alla luce una nuova porzione dell'enorme Necropoli Portuense, di cui sono già conosciute le aree di Pozzo Pantaleo, del Drugstore e di via Ravizza. 
Si affluisce alle quattro aree dall’antica Via Portuensis, Portuense, la direttrice stradale che collegava Roma al Porto. Gli scavi iniziano nel 2000 e continuano per un paio d'anni, ma per la realizzazione di tettoie protettive bisogna attendere il 2006. La necropoli è posta in Via Bianchi, 8 ma vi è un accesso secondario ma notevole attraverso il Ristorante La Carovana.
Entrando nello scenografico ristorante La Carovana, si scende vialetto e si accede al livello inferiore del giardino, dove si trovano gli scavi. Qui, divisa in due piccole aree distinte troviamo la Necropoli di Vigna Pia, anche se nessun cartello ci spiega questo miracolo di apparizione. Gli scavi sono circondati da una cancellata e ricoperti da tettoia, ma è possibile girargli intorno per guardare da vicino.

Roma è così, togli un albero secco e scopri un altro sotterraneo della Domus Aurea, togli le vecchie rotaie del tram e scopri una villa romana, o entri in un ristorante e trovi degli scavi archeologici. Come disse l'archeologo La Regina agli architetti francesi che rimproveravano gli italiani di non edificare abbastanza monumenti moderni:
Noi non abbiamo bisogno di altri monumenti perchè ci basta dare un calcio per terra per trovarne subito uno. - E non aveva esagerato.


La Necropoli di Vigna Pia è un vero e proprio antico cimitero, composto di una tomba collettiva, appunto il Colombario di Vigna Pia, di una tomba familiare, la tomba di Atilia Romana e, tanto per non farci mancare nulla, anche una parte interrata. proprio così a Roma gli scavi non terminano mai, non solo perchè c'è da scavare per secoli, ma pure perchè dopo un po' che si eseguono i lavori qualcuno dice basta che si sono spesi troppi soldi e fa sotterrare tutto. Eppure l'archeologia produce molto turismo, ma ciò non sembra interessare.
Nell’area sono state rinvenute diverse tipologie di strutture:
- a inumazione, con tanto di :
  • sarcofagi, 
  • tombe a cappuccina 
  • fosse scavate nel terreno, a volte senza riguardo dei mosaici altrui,
- a incinerazione:
  • con ollette
  • con urne,
  • con anfore, entrambe atte a conservare le ceneri del defunto.
La Necropoli di Vigna Pia è composta pertanto di tre sezioni:
- il Sepolcro di famiglia,
- l’area del Colombario,
- un’area con murature oggi ricoperta.


IL COLOMBARIO

Il colombario era una camera sepolcrale composta da nicchie in cui venivano conservate le urne o i vasetti contenenti le ceneri dei defunti, così chiamata perchè richiamava appunto l'allevamento dei piccioni. Di solito il colombario dispone di file ordinate di nicchiette e questo non fa eccezione se non per qualche sepoltura intagliata nel pavimento (a mosaico o in opus spicatum) o sepolture poste in arcosoli.

Il Colombario di Vigna Pia presenta pavimenti in mosaico a tessere bianche e nere, con figure ad elemento vegetale, geometrico o simbolico (come il nodo di Salomone). Il colore delle sue pareti è bianco e rosso porpora, il quale delinea anche le nicchie del colombario. Le pareti presentano anche decorazioni a motivo floreale, con tralci e roselline, con uccelli, con ippocampi e pure con figure simboliche di carattere dionisiaco (come la maschera).

Si notano sulle pitture tracce di fumo. Stanno ad indicare l’uso di una cucina funeraria, unica testimonianza nel Territorio Portuense, sebbene sappiamo che l’uso di banchetti per cerimonie e commemorazioni di defunti sia stato molto diffuso nella civiltà romana.


LA TOMBA DI ATILIA ROMANA

Poi c'è la tomba familiare, sul lato sinistro dell’area, che è dedicata ad Atilia Romana, defunta moglie di Atilius Abascantus, raffigurata in un ritratto a mosaico in tessere bianche e nere. Una terza area (oggi ricoperta) ha restituito delle semplici murature.




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