COSTANTINO III - FLAVIUS CLAUDIUS COSTANTINUS





Nome: Flavius Claudius Constantinus
Nascita: ?
Morte: agosto o settembre 411
Figli: Costante II, Giuliano
Regno: 407-411


Costantino III, ovvero Flavius Claudius Constantinus è considerato da alcuni un usurpatore del potere imperiale in Gallia dal 407 al 411, durante l'impero di Onorio e fu inoltre incluso tra i sovrani leggendari della Britannia. In realtà non può essere considerato tale perchè Onorio, imperatore legittimo, lo associò al suo trono anche se poi lo combattè fino ad annientarlo.

Il 31 dicembre 406, diverse tribù germaniche, tra cui i Vandali, i Burgundi, gli Alani e i Suebi, attraversarono il Reno gelato vicino Magonza e invasero l'impero, travolgendo le difese del limes. Era l'inizio delle invasioni barbariche che avrebbero portato alla caduta dell'Impero d'Occidente.

L'esercito romano della Britannia, abbandonato dall'imperatore Onorio impegnato a difendere i territori continentali, e minacciato dalle popolazioni germaniche che avevano invaso la Gallia, elesse degli imperatori che lo guidasse: prima un certo Marco e un certo Graziano, di cui non abbiamo precise notizie, e poi Costantino, un semplice soldato che si fece credere discendente di Costantino il Grande.

Costantino, per rivendicare la sua improbabile discendenza da Costantino, rinominò i propri figli Costante (Costante I, figlio di Costantino I, l'ultimo imperatore romano a visitare la Britannia) e Giuliano il suo figlio minore, che tra l'altro si era fatto prete, e poi attraversò la Manica con delle milizie mercenarie, raggiungendo Bononia. 



IL GENERALE SARO

Stilicone, impegnato nella difesa dell'Italia contro Alarico e Radagaiso, fu costretto a sguarnire la frontiera del Reno, come attestato dai panegirici di Claudiano:
«Persino le legioni che affrontavano i Sigambri, e quelle che tenevano in soggezione i Catti e i selvaggi Cherusci, lasciarono il Reno, di cui erano state poste a difesa, e che ormai era difeso da una sola cosa - il timore di Roma. Chi mai dei posteri darà credito a questa storia? La Germania, un tempo la sede di popoli così fieri e bellicosi che gli imperatori precedenti potevano a stento tenerli sotto controllo con l'intero peso delle loro armate, ora si offre seguace così volenterosa della mano guidante di Stilicone che non tenta né un'invasione dei territori esposti al suo attacco dalla rimozione delle sue truppe di frontiera né attraversa il fiume, troppo timorosa per avvicinarsi a una riva indifesa
(Claudiano, De bello gothico, versi 422-432.)

Onorio mandò allora un corpo militare agli ordini di Saro, il luogotenente di Stilicone, che si mosse dall'Italia e si scontrò coi due generali dell'usurpatore, Giustiniano e il franco Nebiogaste, sconfiggendo entrambi e uccidendo Nebiogaste, che venne tradito, dopo averlo bloccato a Valence.

STILICONE CON MOGLIE E FIGLIO


EDOBICO  E GERONZIO

Costantino allora inviò un altro esercito, comandato da Edobico, un capo gotico, e dal magister militum romano Geronzio, che invece sconfissero Saro pesantemente costringendolo a ritornare in Italia. Costantino mise al sicuro la frontiera renana con vittorie e trattati militari ponendo poi delle guarnigioni sui passi tra la Gallia e l'Italia. 

Entro il maggio 408 Costantino III aveva posto la sede del prefetto del pretorio delle Gallie ad Arles, di cui fece la propria capitale e ne designò come praefectus urbi il gallo Apollinare, nonno del poeta Sidonio Apollinare. Successivamente Costantino ottenne alcune vittorie contro i Vandali, fece presidiare la linea del Reno e i passi delle Alpi ed estese il proprio dominio sulla Spagna.

Nel 407 Stilicone spinse Saro a prendere l'esercito romano a Ravenna e a condurlo in Gallia, contro Costantino III riuscendo a sconfiggere i generali di Costantino, Giustiniano e Nebiogaste; mise poi sotto assedio Valentia (Valence), dove si era rifugiato Costantino stesso. 

Tuttavia Saro fu costretto a ritirarsi per l'arrivo dei rinforzi di Costantino III guidati da Edobico e dal magister militum Geronzio, così ritornò in Italia, comprando il passaggio delle Alpi dai Bagaudi, che ne controllavano i passi, consegnando loro il bottino ottenuto, ma riportando indietro i propri uomini sani e salvi. Impegnato com'era a consolidare la frontiera del Reno e a sedare una rivolta a favore di Onorio in Hispania, comunque Costantino non inseguì Saro.

Malgrado le vittoria, Costantino si trovò minacciato su diversi fronti: in Italia le forze di Onorio si stavano riorganizzando, in Hispania scoppiava la rivolta dei membri della casata di Teodosio, fedeli ad Onorio.

Intanto Costantino nel 408 nominò Cesare il proprio figlio maggiore Costante e lo inviò in Spagna col magister militum Geronzio, con Apollinare e il magister officiorum Decimio Rustico, dove nel frattempo era scoppiata contro di lui una rivolta per opera di Vereniano e Didimo, cugini dell'imperatore Onorio. Costante ne uscì vittorioso e i due fratelli furono fatti prigionieri e uccisi mentre altri due cugini, Lagodio e Teodosiolo, fuggirono.



IL RICONOSCIMENTO

COSTANTINO III
Costantino richiese allora il riconoscimento del suo titolo di augusto, ad Onorio che glielo concesse, forse sperando di salvare i suoi cugini, non sapendone la morte. Così Costantino assunse il consolato per l'anno 409, come collega di Onorio, carica però non riconosciuta dal resto dell'impero. Per l'evento Costantino III emise alcune monete (407-408) in cui venivano celebrati i quattro augusti: Arcadio e Teodosio II in Oriente e Onorio e Costantino stesso in Occidente.

Nel 409 Onorio fu abbandonato da Saro e dai suoi uomini, rimanendo a Ravenna senza contingenti militari, mentre i Visigoti di Alarico I penetravano in Etruria; Costantino dovette fronteggiare una rivolta in Britannia, poi scrisse una lettera ad Onorio, gli chiese perdono perdono e promise di aiutarlo contro i Visigoti: Onorio accettò e nominò l'usurpatore co-imperatore associandolo al consolato.



COSTANTINO III COIMPERATORE

Così Costantino, con la scusa di soccorrere Onorio contro Alarico, giunse fino a Verona, cospirando con Allobico, un Goto della corte di Ravenna, che tuttavia morì stroncando il suo progetto. Geronzio e i suoi alleati barbari attaccarono Costantino nel 410, la Britannia e l'Armorica si ribellarono, perché Costantino le aveva lasciate nelle mani dei pirati sassoni. 

Costantino prese il resto dell'esercito e attraversò le Alpi, entrando in Liguria ma ripiegò su Arles dovendo affrontare le truppe di Geronzio, passato dalla parte dei ribelli, proveniente dalla Hispania. Geronzio elesse imperatore un certo Massimo, poi invase con un esercito la Gallia nel 411, vinse e uccise Costante e assediò lo stesso Costantino ad Arelate.



COSTANZO
 
Onorio, tranquillizzato dalla morte di Alarico nel 410, inviò in Gallia contro l'usurpatore un esercito comandato dal magister utriusque militiae Costanzo (il futuro Costanzo III). Vinto Geronzio, che fuggì in Spagna, Costanzo assediò Arelate. 

Il goto Edobico, alla testa del suo esercito, tentò di liberare Costantino, ma perdette i combattimenti e Costanzo entrò in città. Costantino e il figlio minore Giuliano si rifugiarono in una chiesa che era all'epoca luogo inviolabile ma furono presi e inviati da Onorio. 

Questi, nonostante che Costanzo avesse loro giurato sulla loro incolumità, li fece uccidere a 30 miglia da Ravenna, nel settembre 411. La testa di Costanzo giunse a Ravenna, il 18 settembre 411, per essere messa in mostra in città, invece le teste di Costantino e Giuliano vennero messe in mostra a Cartagena, in Spagna


BIBLIO

- J.B. Bury - History of the later roman Empire - Londra - 1923 -
- W. Liebenam - Fasti consulares Imperii romani - Bonn - 1909 -
- Nebiogastes - PLRE 1 - Cambridge University Press - 1992 -
- Hugh Elton - Constantine III (407-411 A.D.) - De Imperatoribus Romanis -
- Michael Kulikowski - Late Roman Spain and Its Cities - Johns Hopkins University Press - 2004 -
- Courtenay Edward Stevens - Marcus, Gratian, Constantine, in Athenaeum - n. 35 - 1957 -
- E.A. Thompson - Britain - A.D. 406-410 - Britannia - n. 8 - 1977 -


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