POSTUMO - POSTUMUS (Usurpatori)



POSTUMO


Nome: Marcus Cassianius Latinius Postumus
Nascita: ?
Morte: 269


Marco Cassiano Latinio Postumo, ovvero Marcus Cassianius Latinius Postumus, nato non si sa dove nè quando, e morto nel 269 non si sa dove, è stato il fondatore e il primo imperatore dell'Impero delle Gallie, (stato nato dalla secessione delle province di Gallia, Britannia e Spagna dell'Impero romano durante la crisi del III secolo.) dal 260 alla morte.

Postumo è incluso nella lista dei Trenta Tiranni della Historia Augusta. Alcuni hanno ipotizzato che Postumo fosse nato a Deuso, d'altronde le sue origini sono oscure, e sicuramente di bassa estrazione sociale.

Si suppone comunque che fosse un batavo romanizzato dato che la sua monetazione onora divinità popolari fra i Batavi, quali Ercole Magusano e Ercole Deusoniensis, e si desume che abbia fatto una splendida carriera risalendo la gerarchia dell'esercito romano sino a divenire il governatore della provincia della Germania Superior o Inferior.

Mentre l'imperatore Gallieno (218 - 268) si trovava in oriente a sedare alcune rivolte, lasciò in occidente il proprio figlio Cornelio Salonino sotto la tutela di alcuni dei suoi comandanti, tra cui il prefetto del pretorio Silvano e Postumo, per difendere la frontiera del Reno.

Con l'imperatore lontano, la Germania fu oggetto di una incursione di Alemanni, che fu però sconfitta da Postumo, il quale, come tradizione, fece distribuire il bottino tra i soldati. Venuto a conoscenza della vittoria, il pretore Silvano, a nome di Cornelio Salonino, ordinò che il bottino ottenuto fosse tolto ai soldati e inviato a Colonia. Postumo radunò l'esercito e annunciò loro l'ordine del Cesare, ma i soldati si ribellarono e proclamarono Postumo imperatore.

Il nuovo usurpatore, che sicuramente aveva sollecitato la rivolta, assediò Salonino e Silvano che si trovavano a Colonia. Malgrado Salonino fosse già stato proclamato augusto, la popolazione, compresa la guarnigione di Colonia, aprirono le porte a Postumo, il quale uccise sia Silvano che Salonino, erigendo poi un arco trionfale per celebrare questa vittoria. La Historia Augusta di questa secessione, diede però grande colpa a Gallieno:

«Mentre Gallieno continuava nella sua condotta dissipata e immorale, dandosi ad orge e gozzoviglie, amministrando la Res publica come fanno i bambini quando giocano a fare il re, i Galli, chiamarono al potere Postumo [...], con il consenso delle armate, contro un imperatore occupato nelle sue libidini

(Historia Augusta - Due Gallieni, 4.3.)

AUREOLO


IL REGNO

Postumo fu così riconosciuto imperatore in Gallia, Hispania, Germania e Britannia. Scelse come capitale Colonia, e vi insediò il proprio senato, i propri consoli e la propria guardia pretoriana, favorendo i suoi uomini più fidati. Si fece inoltre raffigurare come "riconquistatore della Gallia" in alcune monete, avendo egli vittoriosamente difeso la sua provincia contro i Germani.

Il nuovo stato effettivamente rifiorì, come testimonia il fatto che le monete coniate da Postumo erano di fattura migliore e avevano un contenuto di metallo pregiato maggiore delle omologhe coniate da Gallieno.

Tuttavia nel 263 Postumo dovette fronteggiare una campagna organizzata da Gallieno per recuperare le province secessioniste. Dopo un rovescio iniziale, Gallieno riuscì a riportare un importante successo, ma il comandante della cavalleria, Aureolo (che d'altronde fu a sua volta un usurpatore), tralasciò di inseguire il pretendente sconfitto, per cui Postumo poté raccogliere un nuovo esercito, venendo però sconfitto una seconda volta.

Postumo allora fuggì in una città che fu assediata dalle truppe di Gallieno, ma l'imperatore fu gravemente ferito e ritornò alle proprie basi: la crisi dell'impero non gli permise più di ritentare la riconquista dell'Impero delle Gallie, e il dominio di Postumo non fu più messo in discussione.



I RIVALI DEL TRONO  

Postumo trovò anche un alleato in Aureolo, che controllava Milano, il quale sfidò l'imperatore e si alleò con Postumo. La città di Milano sarebbe stata un acquisto strategico in una eventuale marcia su Roma, ma Postumo, forse temendone un altro pretendente al trono, non sostenne Aureolo, il quale fu assediato da Gallieno.

Usurpatore di Gallieno, Postumo fu a sua volta minacciato da un usurpatore, nel 268: Leliano, uno dei suoi migliori comandanti militari, fu proclamato imperatore a Magonza dalla locale guarnigione e dalle legioni accampate in prossimità, tra cui la Legio XXII Primigenia.

In quel tempo comunque, dalla rivolta del generale Postumo (260) fino alla sconfitta di Tetrico per mano dell'imperatore Aureliano presso i Campi Catalaunici (274), la Gallia visse un periodo di relativa indipendenza (Impero delle Gallie), avendo come capitale Augusta Treverorum (l'attuale Treviri, in Germania) e veniva amministrata come entità statale autonoma.



LA MORTE  

Sebbene Postumo riuscisse a riconquistare rapidamente Magonza e a uccidere Leliano, fu incapace di controllare le proprie truppe, che gli si ribellarono e lo uccisero a loro volta, perché non aveva permesso loro di saccheggiare la città.

Dopo la morte di Postumo, il suo impero perse il controllo della Britannia e della Hispania: le restanti province rimasero sotto il comando del suo successore, Marco Aurelio Mario, altro breve imperatore dell'Impero delle Gallie (269), elencato anch'egli tra i Trenta Tiranni della Historia Augusta.


BIBLIO

- Historia Augusta - Trenta Tiranni - Postumo -
- Aurelio Vittore - Epitome -
- Aurelio Vittore - De Caesaribus -
- Zosimo - Historia nea -
- Zonara - Chronicon -
"Saloninus" - Dictionary of Greek and Roman Antiquities - ed. William Smith - 1870 -
- Eutropio - Breviarium ab Urbe condita -
- Polfer Michael -"Postumus"- De Imperatoribus Romanis -


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