LIMES POROLISSENSIS (Moesia)



PORTA PRETORIA DI POROLISSUM

«Un popolo che valuta le situazioni prima di passare all'azione e che, dopo aver deciso, dispone di un esercito tanto efficiente: non meraviglia se i confini del suo impero sono individuati, ad Oriente dall'Eufrate, dall'oceano ad occidente, a settentrione dal Danubio e dal Reno? Senza compiere esagerazioni, potremmo dire che le loro conquiste sono inferiori ai conquistatori

(Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, III)



OCCUPAZIONE DEL BASSO DANUBIO

Sotto Augusto, iniziò l'occupazione graduale del basso Danubio, soprattutto grazie a suo figlio Tiberio, tra il 6 ed il 9, e in seguito grazie ai suoi successori, costituendo il distretto militare di Mesia e Macedonia, guardato da un paio di legioni. La Tracia invece continuò ad essere indipendente, cliente e alleato di Roma. Sotto Claudio anche la Tracia perderà, nel 46, la sua indipendenza mentre nuove basi legionarie presidiarono il Danubio in Mesia.

Ma sul fronte del basso Danubio, nell'85, i Daci, uniti sotto il comando del re Decebalo (87-106), passarono il fiume, distrussero l'esercito romano e lo stesso governatore di Mesia. Roma non poteva permetterlo, tutte le nazioni sotto il suo dominio dovevano reputare i romani invincibili. L'onta andava lavata nel sangue, tanto che dovette intervenire lo stesso imperatore Domiziano (tra l'86 e l'88). Dopo una serie di campagne contro i popoli suebo-sarmatici negli anni 89-97, di cui alcune con pesanti sconfitte, si firmò un trattato di pace che durò per oltre sessant'anni.



DACIA CAPTA

L'imperatore Traiano però non fu dello stesso avviso, egli voleva vendicare le sconfitte subite dai romani sotto l'imperatore Domiziano (51-96), per cui avanzò nel territorio dei Daci a scopo intimidatorio, ma pure di eventuale conquista. 

Successivamente, con il venir meno da parte del re dei Daci agli accordi siglati due anni prima, Traiano decise infatti di entrare in guerra: secondo alcuni fu lui e non Decebalo a stracciare il vecchio trattato tra Domiziano e il re danubiano, conquistando il regno dacico che comprendeva tutti i territori all'interno della catena dei monti Carpazi.

Secondo degli studiosi Traiano aveva bisogno di soldi perchè l'erario era spoglio, e lo era senz'altro, visto che lui stesso per risanare le finanze di Roma aveva posto all'asta i beni di famiglia, per cui gli faceva gola il famoso tesoro di Decebalo che avrebbe rimpinguato, ed in effetti rimpinguò, le casse dell'Impero Romano.

«Dopo aver trascorso del tempo a Roma, [Traiano] mosse contro i Daci, avendo riflettuto sui loro recenti comportamenti, poiché era contrariato a causa del tributo a loro versato annualmente ed aveva notato che era aumentata non solo la loro forza militare, ma anche la loro insolenza.»

(Cassio Dione, LVIII)

DISPOSIZIONE DEL CASTRUM

Ma ci fu un'altra ragione che spinse Traiano ad entrare in guerra con la Dacia, ed era la stessa ragione per cui Giulio Cesare mosse guerra a tutta la Gallia restando in territorio straniero per quasi 9 anni (Traiano ne restò fuori per 6 anni): A Traiano, come a Giulio Cesare, piaceva fare la guerra! Il successore di Traiano, Adriano, fece la stessa cosa, viaggiando e combattendo, perchè amava ambedue le cose. 

Traiano era un militare e amava stare coi militari (tra l'altro era gay), apprezzava la sana vita dell'accampamento senza tutti i fronzoli della reggia, inoltre amava imbastire strategie tattiche di combattimento, conscio della propria abilità e intelligenza. Traiano amava più i suoi soldati che non i suoi cortigiani, perchè col pericolo della morte davanti agli occhi ogni giorno, il legame che si stabiliva tra i legionari era forte e generoso. in più c'era l'adrenalina del rischio totale e la conseguente sfida contro la morte.

"105 d.c. Per la seconda volta, Roma si trova a difendere i confini a nord del Danubio e fronteggiare i Daci, e questa volta è Traiano a guidare le legioni. Mosso dal desiderio di espandere il dominio dell'impero, ma anche di punire Decebalo, re dei Daci reo di non aver rispettato gli accordi con Roma, alleandosi con le altre popolazioni di confine per tornare ad attaccare le postazioni romane, Traiano organizza una spedizione senza precedenti. Una nuova guerra da cui non può che tornare vincitore, perché in gioco ci sono le redini dell'impero e la sua stessa esistenza."

Il suo successore a sua volta, conclusa la pace con le genti sarmatiche degli Iazigi ad ovest, e dei Roxolani ad est, cioè Adriano, divise la nuova provincia dacica in Superior ed Inferior.

I RESTI DELL'ANFITEATRO

L'ANFITEATRO

L'anfiteatro sorgeva, come è d'uso, aldifuori del campo militare. L'edificio, le cui vestigia sono state restaurate e musealizzate, aveva una capacità di circa 5.500 spettatori, che hanno goduto i combattimenti dei gladiatori (munera) o animali da caccia (venatio) nonchè, tra l'altro, di vari spettacoli che si svolgono normalmente nell'arena. 

L'anfiteatro aveva anche un santuario dedicato a Nemesi, una divinità di grande seguito tra soldati e gladiatori, Dea del destino, della giustizia e della vendetta. La costruzione dell'anfiteatro, in pietra locale, fu eseguita nel 157 d.c, come dimostra un'iscrizione trovata nel sito. 




IL LIMES

Il Limes Porolissensis, o Limen del basso Danubio, era situato nella provincia romana della Dacia, l'attuale Romania, ed era una linea difensiva organizzata nel II secolo d.c. dopo la conquista della Dacia, con torri di osservazione, fortificazioni a breve distanza, sparsi sulle colline e le foreste che li circondavano.

C'è un progetto di finanziamento Salaj County Council, che è finalizzato a sviluppare infrastrutture moderne in un circuito dei forti romani in Romania, ma è in fase di stallo da diversi anni. A Vindolanda, su una tavoletta, fu decifrata la riga 473 del libro IX dell'Eneide di Virgilio, ma pure in Dacia venne rinvenuta un'altra strofa dell'Eneide su una tavoletta per scrivere. Ciò dimostra che anche in Dacia i prefetti ausiliari si sarebbero preoccupati dell'istruzione dei loro figli, sicuramente affidata a colti schiavi domestici.

Il Limes Porolissensis integrava i seguenti castra:


 - Castrum Negreni -

Il romano Castrum Negreni, realizzato in pietra, è situato nella "Fortezza di Turcian", Negreni (Transilvania), nella contea di Cluj, è elencato nei monumenti storici nella contea di Cluj, redatto dal Ministero della Cultura e del patrimonio nazionale in Romania nel 2010.

CASTRUM BUCIUMI

- Castrum Buciumi -

Il castra di Buciumi era un forte nella provincia romana della Dacia nel II e III sec. d.c. I resti del vicus circostante furono anche portati alla luce. Le rovine del castra si trovano a Buciumi (Romania). Il castrum di pietra fu costruito nel 114 d.c. ed era la sede della coorte Augusta Brittonum II.


-  Castrum di Largiana -

un forte in pietra  di 130 m x 157 che ricopriva 2 ha e una parte di legno e terra di 125 m x 153 che  copriva una zona di ha 1,9. Funzionò dal 30 a.c. al 300 d.c. Vi risiedettero le coorti di I Hispanorum Pia Fidelis e la VI Thracum equitis.


-  Castrum di Certinae -

conosciuto anche come Castra di Romita, edificato in pietra e fondato nel II sec. d.c.



 - Castrum di Porolissum -

conosciuto anche come Castra di Molgrad. Nata come campo militare romano fondato nel 106 durante le guerre Daci di Traiano, divenne ben presto città e crebbe rapidamente attraverso il commercio con i nativi Daci.

Divenne poi la capitale della provincia Dacia Porolissensis nel 124. Il sito archeologico è uno dei più grandi e meglio conservati della Romania.

Dista 8 km dalla moderna città di Zalău, nel villaggio di Moigrad-Porolissum, Comune di Mirsid, contea di Sălaj. Nella Dacia romana, nella parte occidentale, di fronte a Porolissum, sono stati scavati circa 4 km. di una muraglia molto simile al Vallo di Adriano.


- Castrum di Jac -

Era un forte fatto di terra eretto nel II secolo d.c. Non lontano dal forte, sono stati rinvenuti i resti di una precedente fortificazione (del I secolo ac) e di una torre di avvistamento romana. Il forte e la torre di guardia furono abbandonati nel III secolo. Tracce di castra possono essere identificate su Citera Hill a Jac (comune di Creaca, Romania). Vi stanziò la Legio VII Gemina Felix.


- Castrum di Tihău -

E' stato chiamato così dalla "cittadella del Tuhutum" del XVIII secolo. Le rovine dell'altopiano "Grădişte" mostrano che il Castra di Tihău era un forte romano di truppe ausiliarie, appartenente al settore nordoccidentale dei tigli di Dacic.

Ripetute scoperte di materiali archeologici romani (ceramiche, piastrelle e mattoni, armi, utensili, oggetti diversi, francobolli tegolari, monete, persino iscrizioni in pietra ecc.),

Conoscenze avanzate nel regno della storia e archeologia della Dacia romana, confermano la natura, la collocazione cronologica, l'appartenenza e il ruolo militare-difensivo romano del "forte" che un tempo era stato eretto in questo luogo dalla confluenza di Almaş e del fiume Someş.


Gli scavi

I primi scavi, solo indagini informative, furono eseguiti nel 1958, all'interno del sito archeologico di Porolissum, con un ampio gruppo di ricercatori, guidati dal professore Mihail Macrea. Della sua commissione e dei modesti fondi forniti dal Museo di Zalău, iniziarono gli scavi ai castra che finirono nel 1958, a quello che potevano fare allora, per non essere ripresi. Invece gli scavi da Porolissum furono interrotti l'anno successivo, dopo ben 36 anni, le ricerche sono state riprese e proseguite, attraverso una collaborazione tra l'Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte di Cluj-Napoca e il Museo di Storia e Arte di Zalău.

Il castrum si trova su un altopiano chiamato dagli abitanti del villaggio "Grădişte" o "Cetate", posto a sinistra del fiume Someş, prima della sua confluenza con il fiume Almaş a circa 120 m sulla sinistra della strada Jibou-Dej. Dall'altopiano, il cui appezzamento apparteneva agli abitanti di Tihău (comune di Surduc), il castrum godeva di un'ampia vista costituendo un punto strategico nodale, ottimamente scelto sulla frontiera della Dacia Porolissensis (provincia del 124 d.c.), per bloccare eventuali attacchi esterni alla Dacia romana nord-occidentale.



- Castrum di Samum -

Fondato nel 106 sotto Traiano e abbandonato nel III sec. Conosciuto anche come Castra di Casei,
aveva una struttura in pietra di 165 m × 165 m.
Venne scavato nel:
1926–1929
1989
1995–2000
2004
ma ne rimangono pochi resti.

Vi stanziarono:
- la Legio I Britannica Milliaria Equitata,
- la Legio II Britannica Milliaria,
- la Legio I Falavia (alae)


- Castrum di Arcobara -

Era un forte nella provincia romana di Dacia nel II e III sec. d.c.  Venne scavato e dissotterrato nel villaggio di Ilişua (comune di Uriu, Romania) nel 1978.  Il forte in pietra aveva le dimensioni di 182x182 m (ha 3,3), la struttura in legno era invece di 14ox135 m (ha 1,8)

Il forte fu edificato dalla Ala I Tungrorum Frontoniana. Sul sito è stato scoperto un numero significativo di proiettili balistici: 27 proiettili in pietra con diametro compreso tra 7 e 13,5 cm e peso fino a 2 kg.

L'artiglieria era usata come difesa, probabilmente situata nelle torri del forte. Questi artefatti indicano la presenza di ballistari in questo forte.

Vi stazionarono:
- delle vessillazioni della Legio XIII Gemina
- la coorte II Britannica
- l'ala I Tungrorum Frontoniana


- Castrum di Livezile -

Era situato nella parte nord del moderno comune di Livezile nella regione storica della Transilvania, in Romania. Il forte fu eretto e circondato da un fossato nel II sec. d.c.. Il castrum fu abbandonato nel III sec. e le sue rovine sono ancora visibili. Le proporzioni del castrum in legno e terra erano di 166x120 m (ha 2)


- Castrum di Orheiu Bistriței -

Fu edificato nel II sec. d.c..La ricerca archeologica ha anche identificato il vicus vicino. I castra e il vicino insediamento furono entrambi abbandonati nel III secolo d.c. Le rovine del forte si trovano a Orheiu Bistritei (comune di Cetate, Romania).

ESEMPIO DELLE TERME DI UN CASTRUM
(INGRANDIBILE)
Vi alloggiarono le Coorti:
- I Flavia Ulpia Hispanorum milliaria equitata civium Romanorum (I cavalleria pesante Flavia e Ulpia coorte di cittadini Romani Hispani) era un reggimento romano ausiliario contenente contingenti di cavalleria. La coorte stazionò in Dacia nel castrum di Orheiu Bistriței e nel castrum Napoca,
-  I Alpinorum (Cohorte della Pannonia Inferiore)
- come alae, la I Illyricorum (vexillatio equitum Illyricorum basato in Dacia all'inizio del II sec. e gli equites promoti)


- Castrum di Brâncovenești -

venne fondato nel II sec. e perdurò per il III sec. d.c. Venne costruito su un'alta terrazza sopra il fiume Mures, vicino all'attuale castello. Accanto a questo castrum romano c'era un insediamento romano dove veniva arruolata la popolazione che serviva come esercito.

Secondo una recente ricerca la fortificazione aveva abbastanza spazio per un esercito di diverse centinaia di soldati per fermare l'invasione dei barbari e per informare le legioni all'interno del paese sulla situazione del forte.

Per iniziativa reale fu costruita nel XIII secolo una fortezza con fossati dalle rovine della fortificazione romana, che nel 1228 fu completata, perché da questo periodo arriva la prima menzione scritta della fortezza sotto forma di un diploma reale. Si suppone che questa fortezza fu distrutta dalla grande invasione mongola del 1242.



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