CIRCO DI ADRIANO



COMPLESSO DEL BUSTUM HADRIANI CON IL CIRCUS HADRIANI
EVIDENZIATO IN GIALLO

"Adriano Imperatore (deve) avere avuto un Circo vicino alla sua Mole si sapeva da li Antiquarii; ma non si sapeva il luogo preciso ove fosse collocato. Il Bufalini nella sua antica pianta di Roma li accosta a determinare il suo sito stabilendolo dietro la Mole Adriana in quei prati che di Castello si dicono;  infatti nel pontificato di Benedetto XIV, cominciandosi a cavare nei medesimi prati a XII o a XIV palmi sotto terra si scoprirono le sostruzioni del detto Circo con gli interiori ambulacri e le volte sopra di cui posavano i scalini per i spettatori.
La fabbrica era molto ben formata, gl'intonachi parevano fatti di fresco, essendo di lunghezza sopra 50 palmi e 300 di larghezza, si trovò ancora il muro che formava la spina, e che sosteneva i soliti Tempietti, e mete, delle quali non trovandosi vestigio alcuno, come pure per i tasti fatti in più luoghi non trovandosi segno d'Obelisco, essendo difficile il cavare più oltre per l'incomodo della vicina acqua del Tevere; osservandosi che passava vicino al medesimo la via Trionfale, fu ricoperto; bastando d'aver osservato il sito preciso del medesimo, e con questo aver dato lume alla spiegazione di una rarissima Medaglia di Adriano con l'epoca della Fondazione di Roma di difficile spiegazione."
(Ridolfino Venuti)

Ai tempi di Marliano, autore del Antiquae Romae topographia, del XV sec., se ne scorgevano ancora le vestigia nel terreno del ricco mercante romano Giovanni Alberini. Andrea Fulvio testimonia che nel XVI sec. se ne miravano ancora gli avanzi. Nello scavo ordinato da Banedetto XIV si individuarono alcuni ruderi fatti di mattoni e di reticolato di tufi, oltre ad avanzi di portici, dove vennero rinvenute non poche pietre preziose, e avanzi di volte dove sopra correvano scale ellittiche.
Il Circo di Adriano stava dunque sulla riva del Tevere, alle spalle della Mole Adriana. Secondo alcuni storici trattavasi  del Circo di Domizia, attinente alla Mole Adriana, che l'imperatore fece erigere appunto sugli Horti di Domizia. Il suddetto circo venne scoperto appunto sotto il pontificato di Benedetto XIV, quando a seguito di scavi emersero sostruzioni e ambulacri su cui poggiavano i sedili del circo, col sito della Spina e altre parti conservate. Accanto al circo emerse anche il basolato romano di una strada che passava accanto al circo.
Resta difficile pensare che Adriano, creando un luogo così ameno e monumentale come quello del suo Mausoleo, abbia ritenuto di demolire il circo domiziano, se ve ne era già uno, piuttosto lo avrà abbellito, ingrandito, modificato, rendendo più appetibile la visita al suo sepolcro.

Risultano dall'Ichnographia in possesso della University of Pennsylvania ben sei circhi nell'ambito del Campo Marzio: il Circus Hadriani, il Circus Domitiae, il Circus Flaminius e il Circus Apollinaris.



NAUMACHIA TRAIANI

La grande costruzione rinvenuta a nord ovest del mausoleo, detta Naumachia Traiani, o Naumachia Vaticana, fu fatta edificare da Traiano in sostituzione di quella di Augusto nell’area trasteverina, tra le vie Alberico II e Cola di Rienzo.
Di circa 300 m di lunghezza, la costruzione conserva come resti la parte terminale del rettangolo, due corridoi paralleli con pesanti mura e voltati, che incontrano un corridoio perpendicolare ad essi, quattro serie di gradinate con pezzi di gradini in travertino e sostruzioni con taverne e stanze di servizi, come usava comunemente nei circhi o teatri. La costruzione mostra ampie opere di drenaggio e opus reticulatum con malta idraulica che rende inequivocabile l'uso del circo a spettacoli di battaglie navali.

IMMAGINE ZOOMMABILE
"Certo l' imperatore Traiano non lo avrebbe mai immaginato. Ma la sua Naumachia (una sorta di Acquapiper dell' epoca costruita per divertire la plebe con giochi d' acqua e finti combattimenti navali) sta creando, duemila anni dopo, piu' di una grana ad un' altra grande opera: la linea "C" della metropolitana. E soprattutto sta creando un forte attrito tra Soprintendenza, Comune di Roma e Curia con tanto di ricorsi al Tar e adesso anche al Consiglio di Stato. E al giudizio di quest' ultimo che ricorrera' il soprintendente archeologico di Roma Adriano La Regina dopo che il Tar del Lazio ha annullato un decreto di vincolo posto a tutela dei resti ancora sepolti della controversa Naumachia. Il problema e' che il tracciato della metropolitana potrebbe passare proprio sopra il luogo dove anticamente sorgeva lo stadio acquatico, alle spalle di Castel sant' Angelo in Prati. E prima di dare il nulla osta agli scavi la Soprintendenza archeologica di Roma vuole essere sicura che eventuali reperti non vengano distrutti. 


Per lo stesso motivo era stato negato, alcuni anni fa, il nulla osta al progetto che prevedeva la costruzione in un' area vicina, di proprieta' di un convento di frati Carmelitani, di un megaparcheggio sotterraneo. Un' operazione miliardaria che avrebbe procurato ai religiosi tre piani di posti macchina da duecento milioni l' uno. I buoni frati a tutta risposta si sono rivolti al Signore, ma tanto per essere piu' sicuri, si sono rivolti anche al Tar. Che nel giugno scorso ha dato loro ragione annullando il decreto di vincolo posto a tutela dell' antica Naumachia. Una sentenza che ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche in qualche ufficio capitolino. Ma a gelare i facili entusiasmi ieri e' sceso in campo il soprintendente archeologico di Roma Adriano La Regina con una precisazione che non lascia margine a dubbi: 
"Gli effetti della sentenza del Tar del Lazio riguardano la costruzione di un parcheggio sotterraneo e non la linea C della metropolitana". 
La Regina conferma l' esistenza, nell' area, dell' ostacolo costituito dalla Naumachia e afferma che "resta da scegliere se il tracciato della linea C debba passare a profondita' maggiore dei resti oppure altrove". In conclusione, "la fattibilita' della metropolitana dipendera' dai risultati degli scavi e cosi' quella del parcheggio sotterraneo nell' area della Naumachia" a via Alberico II, per la quale la soprintendenza intende ricorrere al Consiglio di Stato. 
Si ritiene infatti che vi siano elementi che dimostrano "come i resti monumentali di quel complesso si trovino nell' area vincolata anni fa". Resti di questa costruzione, ricordano gli storici, rimasero infatti visibili nell' area fino alla meta' del secolo XVI in forma di circo con arcuazioni e sedili. La Regina lancia anche un monito neppure troppo velato a chi sembra avere troppa fretta di liquidare la Naumachia per accendere subito i motori delle "talpe": i lavori infatti potrebbero anche rimanere fermi a meta' . 
"Il voler insistere infatti con ipotesi contrarie non porta di solito a nulla di buono, come e' avvenuto, per citare due esempi, nel caso di Colle Oppio, ove e' rimasto incompiuto un edificio che il Sisde volle per forza costruire. E come stava per avvenire nel caso dell' ex aeroporto di Centocelle, dove il Comune voleva a tutti i costi realizzare una parte del Sistema direzionale orientale, con i suoi grattacieli, nell' area dove vi sono resti della "Villa ad duas lauros" e del "Campo Marzio" dove fu proclamato imperatore Massenzio". 


PIANTA DEL CIRCO DI ADRIANO

Ma allora il Circo Adriano era il circo Vaticano, magari resturato e ridedicato?



CIRCO APOLLINARE DI DOMIZIA

(Procopio - Guerra Gotica) Furono dissotterrati diciotto anni fa le rovine di questo circo nel situ, ove l'abbiamo delineato, ed ove son state dinotate dal Nolli nella sua pianta di Roma moderna. Di esse parla il Fulvio, ove dice: «Vi resta per anco fuori di porta Castello, in quelle vigne vicine, non lungi dalla mole Adriana una piccola forma di un circo di pietra nera e dura quasi affato rovinato

Il Circo era locato presso la porta Collina, come riporta Tito Livio Livio nel libro 30 e in una stampa del Piranesi c'è il titiolo: "Tempio di Venere appresso il Circo Apollinare negl'Orti di Salussio vicino all'antica Porta Salara"
Ma il Circo Apollinare di Domizia altri non è che il circo Apollinare Flaminio, ovvero il Circo Flaminio, venne distrutto per edificarvi sopra il Teatro Marcello, per cui ovviamente non è lo stesso citato dal Piranesi nel '700.



CIRCO FLAMINIO

In quanto al Circo Flaminio vero e proprio esso sorgeva tra l'odierna via del teatro di Marcello, piazza Cairoli, via del portico di Ottavia e le rive del Tevere. Si sa inoltre che fosse completamente rettangolare, che non avesse sedili, che veniva usato anche per riunioni o marcato, trasformato perfino una immensa vasca di coccodrilli. Non si trattava certamente del Circo di Adriano.



CIRCUS GAIANUS

CIRCUS HADRIANI
Caligola ereditò dalla madre gli Horti Agrippinae su cui fece costruire un ippodromo, il Circus Gaianus. Come spina Caligola vi eresse un obelisco egiziano, l'unico rimasto sempre in piedi, tra i numerosi obelischi di Roma, che oggi è eretto in Piazza San Pietro.

Il circo e i relativi Horti passarono poi a Nerone, diventando demanio imperiale in cui più tardi confluirono anche i vicini Horti Domitiae, proprietà della moglie di Domiziano, Domizia Longina, nella cui area sorse poi il Mausoleo di Adriano. Più discosto dal fiume, Traiano fece edificare una Naumachia, impianto destinato a rappresentare battaglie navali, che nelle ricostruzioni è rappresentata solitamente di forma tonda.

Scrive lo studioso giacinto Amati della fine dell'800:
"Nerone si crede fosse l'imperadore, che negli orti di Domizia, sua zia, desse principio ad un altro circo, che per essere poi stato ultimato da Adriano, venne dal suo nome chiamato Circo Adriano, nelle cui vicinanze furono pure immolate le spogli mortali di questo imperadore"

Pertanto il circo di Adriano non è altro che il circo di Caligola, più volte modificato e ricostruito, posto accanto alla Mole Adriana, accanto alle rive del Tevere. Mentre i circhi Apollinare, Traiano e Flaminio sono altri monumenti.

Ma la maggio parte delle mappe, dell'epoca o successive, Piranesi compreso,  riportano due circhi, di Adriano e Domizia, che insieme al mausoleo di Adriano, formano il cosiddetto Bustum Hadriani. I due circhi sono simili e affiancati ai lati del Bustum Hadriani, il grande parco dove si bruciarono il corpo dell'imperatore e dei suoi congiunti, ma soprattutto un luogo di bellezze e giardini dove il popolo poteva passeggiare e sostare a suo piacimento. Il desiderio di immortalità e gloria andava per gli imperatori oltre la morte.
Voci correlate: BUSTUM HADRIANI





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