BUSTUM HADRIANI



IMMAGINE COMPLESSIVA DEL BUSTUM


BUSTUM HADRIANI


Il Bustum Hadriani con il suo tablinum, l'apparatorium ustrinae, e la cavea busti, era un complesso enorme, ovvero un grande parco quadrato circondato su tre lati da un immenso criptoportico, che confinava con l'imponente mausoleo o Mole Adriana, per formare il più complesso monumento funerario della storia romana.

Il bustum, da bonum ustum, cioè bruciato bene, era il luogo, in genere una fossa scavata all’interno del cimitero, dove si svolgeva la cremazione del defunto, che presso i romani era la forma funeraria di gran lunga più seguita, anche se non mancava l'inumazione. Anche in questo i romani erano liberali, ognuno si sceglieva la religione che voleva e il rito funebre che gli piaceva, e nessuno aveva da eccepire.

COMPLESSO CENTRALE DEL BUSTUM
Effettuata dagli ustores, la cremazione poteva svolgersi o nel luogo stesso della sepoltura delle ceneri (bustum) o in un luogo apposito detto ustrinum. In quest'ultimo caso, le ossa combuste erano raccolte in urne di marmo, pietra o terracotta, e deposte in nicchie ricavate nelle pareti dei colombari. Nell'incinerazione, o cremazione, il defunto veniva disteso su di una pira costituita da una catasta di legna o da un letto funebre, e finito il rogo, quando le fiamme si erano spente e le ceneri raffreddate, queste venivano deposte in un'urna cineraria insieme a profumi, unguenti e altri oggetti appartenuti al defunto. I parenti lasciavano una moneta, l'Obolo di Caronte, ossia il pedaggio per far traghettare l'anima nell'oltretomba.

L'urna con le ceneri non era mai trattenuta dai parenti bensì sepolta nel terreno del bustum o collocata nel colombarium e la cerimonia terminava col Ilicet, abbreviazione di ire licet, ossia è lecito andare, il saluto usato al termine delle cerimonie funebri.
Se il defunto era altolocato, l’esposizione del cadavere poteva protrarsi per giorni con varie onoranze, sacrifici di animali, spettacoli, danze e combattimenti gladiatori. Nacque così il gladiatore funebre, il Bustuarius, che combatteva appunto intorno al bustum.


"Le glorie della familia sono conservate qui.
I corpi vengono preparati qui.
E nella cavea vengono bruciati e sepolti qui.
Questo non è altro che una gigantesca macchina
che facilita il passaggio da questa vita all'altra.
Thanatos, Thanatos, Thanatos.
" (morte morte morte)

Il bustum era costituito da:
tabulium : un luogo dove la familia tiene i suoi cimeli e i suoi archivi.
apparatorium : un luogo per la preparazione.
ustrina : un luogo per bruciare i corpi
cavea : la parte scavata del teatro dove avviene lo spettacolo
bustum : il luogo dove i morti vengono bruciati e seppelliti;
il luogo per bruciare e seppellire, la pira funebre, dopo l'incendio del corpo.

"Il Bustum ha un criptoportico dedicato alla rievocazione degli dei e gli spiriti del mondo inferiore, che si concentra sulla cavea dove brucia la pira che consuma il corpo del defunto, come cerimonia sacra a cui assistono come spettatori a teatro i parenti, il senato e il popolo. Il Bustum ha una recinzione quadrata, è circondato da un canale ed è pubblico, aperto al popolo che può passeggiare nei suoi splendidi giardini."

Il Bustum Hadriani è un parco a tema, dove ognuno trova significati e riferimenti diversi. Piranesi nel ritrarlo mise in evidenza:
  • la genealogia imperiale sia del Bustum Augusti che del Bustum Hadriani
  • la processione di andata e ritorno della Via Trionfale.
  • i temi militari lungo gli Equiria.
  • i numerosi disegni dei giardini
  • il nemus Caesarum.
Quindi il Piranesi iniziò a delineare l'antico processo di sepoltura romana in modo solenne. Il corteo funebre fa il suo ingresso al Bustum attraverso il Clitoporticus Hadriano Diis Manibus dicatae - portico dedicato a Dite, Dio delle regioni infernali, e alle anime divinizzate dei defunti, i fantasmi e le ombre dei morti, e gli Dei del mondo inferiore. Un portale adatto per il passaggio da questa vita all'altra.

L'irradiamento triangolare del criptoportico del Bustum, un portico dedicato all'evocazione degli Dei del mondo Supero e del mondo Infero, converge e mette al centro della scena il luogo dove brucia la pira col defunto, sotto gli occhi dei numerosi spettatori della cavea, come nella scena di una tragedia greca.

Tutt'intorno corre un fossato dove scorre l'acqua che va ad innaffiare gli splendidi giardini colmi di statue e fontane che l'imperatore, che vi ha inserito ben due circhi per le corse e i giochi circensi, generosamente ha aperto al suo popolo. Basse siepi creavano un  piccolo labirinto e solitarie colonne protendevano al cielo coppe di marmo, pigne e piccoli obelischi. I giardini sono così belli che i romani ne fanno la mèta delle loro passeggiate. Era ciò che Adriano desiderava, restare nella memoria. Così le generazioni successive non dimenticheranno l'imperatore che seppe fare sia della sua vita che della sua morte uno spettacolo.
Voci correlate: CIRCO DI ADRIANO




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