Quale forma religiosa di origine romana manterreste oggi?

LA BASILICA ROMANA





La basilica è una parola di origine greca per definire un edificio rettangolare con una navata centrale fiancheggiata da 2 o  4 navate minori, più basse, divise da colonne o pilastri, che si apriva sul foro della città ed era centro di riunioni, di affari, o tribunale di giustizia. Spesso una tribuna per i giudici (tribunal) sorgeva nel fondo della navata centrale, talvolta fornita di abside o esedra. Un vestibolo (chalcidicum) poteva precedere l'ingresso, genericamente situato sul lato breve opposto al tribunal.

In latino si dice basilica, dal greco basilikè, e significa reggia. L'origine della basilica romana è stata da alcuni fatta risalire agli stoas greci ( colonnati coperti ) pertinenti alle sale pubbliche ellenistiche. La stessa parola è greca e significa " regale ", ma la forma fu ereditata dai romani, dove divenne il principale centro di attività, soprattutto commerciali e bancarie, nonchè tribunizie e oratorie.

Le caratteristiche architettoniche della basilica romana erano date da un gran numero di colonne che sorreggevano un tetto a capriate, e una pianta con una navata centrale, fiancheggiata su ogni lato da un corridoio stretto, a volte doppio. La sostituzione di diversi muri con le colonne fece di questi ambienti degli open spaces, in alcuni casi aperti anche all'esterno, come un padiglione riccamente coperto ma senza pareti.

Essa aveva una navata centrale rialzata.che permetteva tante finestre in alto senza che chi era fuori potesse vedere ciò che accadeva dentro. Ciò risultava molto pratico quando si tenevano assemblee non pubbliche, ad esempio le riunioni del senato. Così nessuno poteva vedere ma soprattutto non poteva ascoltare.

Da Costantino in poi però, quando la Chiesa acquisì le ricchezze per costruire sale di culto grandi e ornate, il termine basilica fu applicato alle chiese, per le quali l'architettura basilica era più adatta rispetto al tempio romano, che non teneva la congregazione sotto il tetto, e che invece si svolgeva intorno all'altare sacrificale di fronte al tempio, in area libera.

Volendo controllare i propri adepti, questo poteva più facilmente accadere in luogo chiuso dove erano contenuti i fedeli, tanto è vero che nei secoli successive Roma venne sommersa di chiese, anche più di una in una stessa piazza, in quanto nessun fedele avrebbe potuto nè osato sottrarsi al dovere domenicale della s. Messa.

Dal IV secolo il nome venne dato ai luoghi di culto cristiano di particolare importanza, consacrati in riti cerimoniali officiati direttamente dal Papa. Poi man mano la chiesa acquistò più potere, più cariche, più gerarchia, più ricchezze e il Papa officiò sempre meno.

BASILICA COSTANTINIANA

LA I BASILICA

Livio (XXVI, 27, 3) attesta che nel 210 a.c. non esisteva ancora alcuna basilica in Roma. La prima fu costruita nel 184 a.c. da Catone il Censore e fu detta Porcia; seguirono la Fulvia et Aemilia nel 170 a.c., poi detta solo Aemilia perché restaurata dagli Aemili.

Sul lato Nord del Foro, dove tuttora esiste attraverso varie ricostruzioni; la Sempronia (170 a. c.) sul lato Sud, distrutta per far posto alla Iulia dedicata da Cesare, compiuta da Augusto, più volte ricostruita, con 5 navate divise da pilastri e facciata ad arcate; nell'angolo di Nord Ovest la Opimia (121 a.c.); si ignora l'ubicazione invece della Iulia Aquiliana elevata al tempo di Cesare, e della Antoniarum duarum dedicata alle due figlie di Ottavia e di Antonio.

Nel periodo imperiale splendide furono la Ulpia nel foro di Traiano (152 d.c.) e quella di Massenzio e Costantino sulla Via Sacra.
Altre erano in vari quartieri di Roma: quelle di Marciana e di Matidia, la basilica Neptuni e la Alexandrina di Severo Alessandro. Altre basiliche prendevano nome dalle merci che vi si vendevano: argentaria, vestilia, vascolaria, floscellaria.

Le basiliche dell'antica Roma si possono dividere in pubbliche e private.

BASILICA ULPIA


LE BASILICHE PUBBLICHE

erano basiliche civili che sorsero per lo più nelle piazze forensi.


Basilica Argentaria 

- Menzionata in fonti tarde, è stata identificata con il portico a due navate su pilastri, situato sul lato sinistro del tempio di Venere Genitrice nel Foro di Cesare e pertinente al rifacimento traianeo del complesso. Era il quartier generale per la vendita di oggetti di bronzo, menzionato solo in Regio VIII, tra il tempio della Concordia e la caserma della Quinta Coorte dei Vigili. E 'stato probabilmente tra il Foro di Traiano e il versante est del colle Capitolino, sul Clivo Argentario. In Reg. app. il Vascellaria basilica è menzionato, ma non l'Argentaria, e questo, unitamente al fatto che artefici in bronzo sono stati chiamati argentarii vascularii sulle iscrizioni, rendono possibile che lo stesso edificio viene chiamato sotto le due nomi.


Basilica Emilia

- Sorse con il nome di Basilica Aemilia o Basilica Paulli sul lato nordorientale della piazza del Foro Romano, in sostituzione della basilica Fulvia o Fulvia-Aemilia, dietro le tabernae novae argentariae tra il 55 e il 34 a.c. ed ebbe vari restauri fino al V secolo.


Basilica Fulvia

- Conosciuta anche come Fulvia-Aemilia, fu costruita sul lato nordorientale della piazza del Foro Romano, alle spalle delle tabernae novae argentariae, dai censori dell'anno 179 a.c., in sostituzione probabilmente di una precedente basilica citata da Plauto e fu rimpiazzata alla metà del I secolo a.c. dalla Basilica Emilia.


Basilica Giulia 

Con il nome di basilica Iulia sorse sul lato sud-occidentale della piazza del Foro Romano a partire dal 55 a.c., al posto della basilica Sempronia e delle antistanti tabernae veteres. Chiamata pure Basilica Gai et Luci, venne inaugurata nel 46 a.c., ma danneggiata da un incendio nel 12 venne restaurata e dedicata ai nipoti di Augusto, Caio e Lucio Cesari nel 12 (basilica Gai et Luci). Distrutta nuovamente dall'incendio del 283 venne restaurata sotto Diocleziano.


Basilica di Massenzio 

- Nota anche come Basilica Constantini o Basilica Nova, fu iniziata da Massenzio intorno al 305 sulle pendici della Velia verso il Foro Romano e completata sotto Costantino. Probabilmente nel IV secolo ebbe aggiunti un ingresso porticato verso la via Sacra e un'abside nel nicchione centrale della parete opposta.


Basilica Opimia


- Fondata nel 121 a.c. all'angolo nord della piazza del Foro Romano dal console Lucio Opimio insieme al rifacimento del contiguo tempio della Concordia. Probabilmente scomparve in occasione della ricostruzione tiberiana del tempio, a nord di esso, tra questo e il Tullianum (Varro, LL V.156), venne probabilmente distrutto quando Tiberio ricostruì il tempio, perchè da allora non fu più menzionato. Il celeberrimum monumentum Opimi di Cicerone (. Pro ​​Sest 140) si riferisce probabilmente ad entrambi tempio e la basilica; celeberrimum (molto frequentato, non 'magnifico') è in contrasto con la sua tomba solitaria sulla riva a Durazzo.


Basilica Porcia

- Edificata nel 184 a.c. da Catone il censore durante la sua censura, è stata identificata con i resti visti sull'angolo nord del Foro Romano, tra la Curia e l' Atrium Libertatis sede dei censori.
I resti presentano un rifacimento in epoca sillana. La Basilica divenne centro di intensa attività economica, e richiamava nella forma architettonica il 'salone egiziano'. Fu la prima basilica di Roma, che si ergeva un po' a est della Curia, in Lautumiis, sul terreno acquistato da Catone e occupato da negozi e due domus, quelle di Maenius e Titius. Venne data alle fiame nel 52 a.c. con la curia di Sulla al funerale di Clodius, e probabilmente totalmente distrutta, visto che non se ne fece mai più menzione.


Basilica Sempronia

- Sorse sul lato nord-orientale della piazza del Foro Romano, ad opera del censore Tiberio Sempronio Gracco, nel 170 a.c. Era locata dietro le Tabernae Veteres vicino alla statua di Vertumnus, su un sito che era stato occupato da Scipio Africanus (Liv. XLIV.16). Era il punto in cui il vicus Tuscus entrava nel Foro. Probabilmente venne distrutta quando fu costruita la basilica Iulia.


Basilica Ulpia 

- La basilica chiudeva sul lato nord-occidentale la piazza del Foro di Traiano.

BASILICA IULIA


BASILICHE PRIVATE


Basilica di Giunio Basso (basilica Iunii Bassi)

- Edificata dal console del 331, Giunio Annio Basso, è situata sull'Esquilino a est di S. Maria Maggiore e consiste in una sala riccamente decorata in opus sectile. Fu trasformata in chiesa di S. Andrea all'epoca di papa Simplicio (468-483) che la dedicò a Goth Valila (or Flavius Theodobius) come chiesa di S. Andrea e Barbara Patricia (LP XLVIII.1).
L'iscrizione, in mosaico fu copiata nel XVI sec. (Iunius Bassus, v.c. consul ordinarius propria impensa a solo fecit et dedicavit feliciter, CIL VI.1737) nell'abside di un salone riccamente decorato della basilica.


Basilica Hilariana

- Si tratta di una piccola basilica eretta sul Celio e posta sotto il moderno Ospedale militare. Fu costruita alla metà del II secolo, per volere di del margaritarius (commerciante di perle) Manio Publicio Ilario e destinata al collegio dei dendrofori, un collegio religioso collegato al culto della Magna Mater e di Attis,di cui Ilario era quinquennalis perpetuus. Il complesso, rimaneggiato nel III secolo, fu abbandonato nel VI, forse in seguito al terremoto del 618. Era parzialmente interrata: dodici gradini profilati in marmo portavano ad un vestibolo con mosaici in bianco e nero, raffiguranti un occhio colpito da una lancia e un anello di uccelli e animali intorno; una soglia raffigurante l'impronta di due piedi, uno entrante l'altro uscente, portava ad una stanza con un bacino e la base di una statua dedicata ad Ilario.


Basilica neo-pitagorica 

- presso Porta Maggiore  VEDI


Basilica Sicinini

vedi Sicininum.

BASILICA EMILIA


BASILICHE NOTE SOLO DALLE FONTI


Basilica Alexandrina

- Una costruzione di 100 piedi X 1000, che Alexandro Severus fece erigere tra il Campo Marzio e la Saepta Agrippiana (Hist. Aug. Alex. Sev. 26). Fu iniziata ma mai terminata.


Basilica Antonarum Duarum 

- Ricordata in un'iscrizione sepolcrale, si trattava probabilmente di un edificio dedicato da Antonia maggiore e Antonia minore, le due figlie di Ottavia, sorella di Augusto, e di Marco Antonio. Se ne è proposta una possibile collocazione nel Foro di Augusto.


Basilica Calabra

O Curia Calabra, una sala delle assemblee del colle capitolino dove, prima della pubblicazione del calendario, alle calende di ogni mese il pontefice minore annunciava quando cadessero le None (Varro, LL VI.27; Serv.Aen. VIII.654; Macrob. Sat. I.15.10).

Calabra deriva da calare (Varro, LL V.13), sia perchè i pontifex chiamavano l'insieme del popolo "comitia calata", e perchè chiamavano calabra il giorno delle None. Come Curia era regolarmente usata in tempi precedenti per riunire i rappresentanti della curia, o del senato, e sembra probabile che originariamente questa curia fosse in relazione sia col senato che con i comitia Calata così come lo fu la curia Hostilia (Mommsen, Staatsrecht III.868, 914, 927).
Festo dice che nella curia Calabra tantum ratio sacrorum gerebatur, e Macrobio che il pontifex minor sacrificava qui a Giunone alle calende di ogni mese. Era vicino alla casa di Romolo, e compare in Lydus (Mens. III.10).


Basilica Claudii

- Menzionata solo in Pol. Silv. (545), dove però è stata confusa con l'aqua Claudii (Jord. II.217).


Basilica Floscellaria

- una basilica riservata all'uso dei venditori di fiori, menzionata solo in Reg. app. e in Pol. Silv.(545), ma senza l'indicazione della sua locazione.


Basilica Hostilia

- vedi Basilica Vestilia.


Basilica Iulia Aquiliana 

- Ricordata da Vitruvio come un edificio lungo e stretto, con vestiboli (chalcidica) sui due lati corti, di ignota collocazione (forse il nome della fase cesariana della Basilica Giulia), mentre il chalcidico o portici venne aggiunto alle estremità. Molti pensano sia stata costruita in onore di Giulio Cesare da C. Aquilius Gallus, l'amico di Cicerone.


Basilica Marciana e Basilica Matidiae 

- Probabilmente da identificare con i portici che fiancheggiavano il tempio dedicato a Matidia nel Campo Marzio.


Basilica di Nettuno 


-  Resti della basilica di Nettuno a via della Palombella Da identificare con l'aula in laterizio i cui resti si conservano alle spalle del Pantheon adrianeo e ad esso contemporaneo. L'aula, collegata alle terme di
Agrippa, aveva copertura con volte a crociera le pareti articolate da colonne con un fregio a delfini e riccamente rivestite di marmi. Doveva essere utilizzata per la trattazione di affari.
La costruzione restaurata da Adriano (Hist. Aug. 19), è menzionata in Cur. in Region IX e in Pol. Silv. (545). L basilica fu costruita da Agrippa nel 25 a.c.. (Cass. Dio LIII.27), fu travolta da un incendio sotto il regno di Tito (ib. LXVI.24) ed era locata tra il Pantheon e l'Hadrianeum. Ma alcuni la identificano col Porticus Argonautarum, anche se probabilmente erano due strutture separate.


Basilica Vascellaria

- In Reg. app. il Vascellaria basilica è menzionato, ma non l'Argentaria, e questo, unitamente al fatto che artefici in bronzo sono stati chiamati argentarii vascularii sulle iscrizioni, rendono possibile che lo stesso edificio viene chiamato sotto le due nomi.


Basilica Vestilia 

- Menzionata solo in Appendice al Catalogo Regionario dove si legge vestiaria ma vi sono molte altre varianti.
La Hostilia di Pol. Silv. (545) sarebbe una corruzione del nome di Vestilia, la struttura usata per commerciare stoffe e sete. (Jord. II.220).


Basilica Sicinini

Il Sicinino designava sul colle Esquilino un sito ora occupato da S. Maria Maggiore. Poteva essere il none di una via, piazza, o edificio, non sappiamo da che derivasse nè che significato avesse. Forse è connesso con Cicinensis. Sicininum è citato in un'iscrizione trovata nel foro nel 1899, che contiene la copia di un editto emesso da Tarracius Bassus, praefectus urbi, poco dopo il 368 d.c., due volte nel LP (D. I.171, vit. Silvest. 3: in Sicinini regione, cf. p188, n11; I.233, vit. Xysti 3: domum Claudi in Sicininum), e in altri scritti ecclesiastici del periodo.
La basilica Sicinini (Amm. Marcell. XXVII.3.13: constatque in basilica Sicinini ubi ritus christiani est conventiculum uno die reperta CXXXVII cadavera peremptorum), era come la basilica Liberiana, la nuova basilica voluta da Papa Liberio (352‑366), e non una parte del Sicininum da lui adattata. La Basilica Sicinini ricorre anche nel Codex Vaticanus 496, dove sono riportati i documenti descritti da Ammiano.

BASILICA DI MASSENZIO


BASILICHE FUORI ROMA

Fuori di Roma ogni municipio aveva generalmente la propria basilica già al tempo di Augusto;

- quella di Pompei è anteriore alla guerra sociale,
- quella di Alatri al 90 a.c.
- Vitruvio disegnò quella di Fano; 
- augustea è quella di Ercolano;
- quella di Ostia a tre navate con portico ad arcate marmoree sul foro è del II sec. d.c.;
- severiana e di grandiose proporzioni, con ricca decorazione, è quella di Leptis Magna,
- altre si conservano nei centri africani, come per esempio a Theveste, nelle Gallie, in Spagna, in Asia Minore ad Efeso, a Smirne.


Basilica di Vitruvio a Fano

Vitruvio dedica un intero passo del V libro del trattato De Architectura alla Basilica da lui edificata nella Colonia Julia Fanestris. La fama derivante dalla pubblicazione del trattato gli fece assegnare importanti incarichi e commissioni tra cui quello di costruire a Fano la Basilica. Il Pellati ritiene che il 19 a.c. possa essere, con molta probabilità, la data di costruzione della Basilica. 

BASILICA DI FANO
In quell'anno la Colonia Jiulia era interessata al rinnovamento edilizio ed urbanistico che si completò con la costruzione della cinta muraria. Vitruvio nel progettare la Basilica si era ispirato alla tipologia detta "orientale" (cioè con la fronte sul lato più lungo del rettangolo), differente da quelle di tipo "greco" (cioè con la fronte sul lato breve ed il tribunal in asse sul fondo) da lui stesso illustrate nel suo trattato.

La Basilica di Fano era costituita da una grande sala o navata centrale rettangolare delimitata nei quattro lati da 18 possenti colonne. In ogni lato la navata era circondata da un portico con sovrastante galleria il cui tetto era più basso rispetto all'altezza della navata stessa.
L'ingresso era al centro di uno dei lati più lunghi, quello rivolto verso il Foro, dirimpetto all'ingresso si apriva il pronao in cui era sistemato il tribunale. I capitelli erano corinzi. Il fusto delle colonne doveva essere di laterizi a blocchetti regolari nella parte esterna, mentre la parte interna era riempito con pietra e calce.

Lo spazio libero fra le colonne della grande navata centrale misurava 120 piedi di lunghezza e 60 di larghezza.Le colonne avevano un diametro di piedi 5 ed erano alte 50 compreso il capitello.

Il portico, misurato dalle colonne alla parete interna del muro perimetrale, era largo 20 piedi. L'area complessiva interna era di mq. 1.638.42.La larghezza dell'emiciclo del tribunale era di piedi 46 e la sua profondità di piedi 15.

Chi entrava nella Basilica aveva di fronte all'interno l'Aedes Augusti, chi usciva aveva di fronte, all'esterno, il tempio di Giove. Quindi le due aedes si trovavano sullo stesso asse richiamando sia la venerazione per Iuppiter conservator che si affermò per la prima volta sotto Augusto sia che l'imperatore era detto come Giove "custos imperi romani, totiusque orbis terrarum" prottettore dell'impero romano e di tutta la terra.

Attualmente è stato individuato un sito archeologico posto sotto la chiesa di S.Agostino dove da sempre si è ritenuto fosse il sito della Basilica progettata da Vitruvio.
Anche i palazzi imperiali ebbero basiliche private come quelle grandiose del palazzo dei Flavi sul Palatino con tribunal nell'abside, quella della Villa Adriana con tribunal entro l'esedra, ambedue con colonnati più avvicinati alle pareti in funzione ornamentale e riccamente decorati di marmi. 

Anche i più ragguardevoli cittadini potevano avere basiliche nel loro palazzo, come dice Vitruvio stesso (VI, 5, 2).




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