BATTAGLIA DI CLASTIDIUM (222 a.c.)





"Aspice, ut insignis spoliis Marcellus opimis
ingreditur uictorque uiros supereminet omnis
".
"Osserva come Marcello, glorioso per le ricche spoglie avanza,
sopravanzando su tutti gli uomini vittoriosi."
(Virgilio, Eneide, VI, 855.)



CLASTIDIUM

La battaglia di Clastidium (oggi Casteggio, nell'Oltrepò Pavese) si svolse il I marzo del 222 a.c.,  tra i Romani e i Galli Insubri. Gli Insubri, tre anni prima, avevano condotto una pericolosa offensiva contro i Romani, fermata a Talamone con una battaglia epica.

Polibio narra che per l'invasione del territorio romano-italico i celti costituirono la più grande coalizione mai realizzata contro i romani; dopo combattimenti sanguinosi, si concluse con la completa vittoria romana l'esercito celtico venne in gran parte distrutto o catturato. 

"Durante il consolato di Lucio Emilio, vaste truppe di Galli valicarono le Alpi. Ma tutta l’Italia si schierò a favore dei Romani e, per quella guerra, erano stati preparati ottocentomila uomini, così come è stato tramandato dallo storico Fabio, che a quella guerra partecipò, ma l’impresa venne condotta con successo soltanto dal console. 
Dopo che quarantamila nemici furono stati uccisi, per Emilio venne decretato il trionfo. Poi, alcuni anni dopo, si combatté contro i Galli all’interno dell’Italia, e la guerra venne portata a termine dai consoli M. Claudio Marcello e Cn. Cornelio Scipione. 
Marcello, pur essendosi scontrato con un piccolo manipolo di cavalieri, uccise di propria mano il re dei Galli, dal nome di Viridomaro. Successivamente, dopo che dai consoli furono state sterminate le vaste truppe dei Galli, Marcello, insieme al collega, espugnò Milano e trasferì a Roma un grande bottino. E, mentre trionfava, Marcello portò sulle proprie spalle le spoglie del Gallo."

(Eutropio - Breviarium ab urbe condita)


MARCUS CLAUDIUS MARCELLUS
I Romani, respinte le proposte di pace degli Insubri, assediavano Acerrae, località tra il Po e le Alpi tradizionalmente identificata con Pizzighettone, tra Cremona e Lodi. 

Allora gli insubri, visto che non riuscivano a soccorrere efficacemente Acerrae, dopo aver ingaggiato ben trentamila mercenari della valle del Rodano, detti Gesati, tentarono un diversivo su Clastidium. 

Essa era allora un'importante località degli Anamari (o Marici), popolazione ligure che, probabilmente per timore dei vicini Insubri bellicosi, già l'anno prima aveva accettato l'alleanza con Roma.

Invece i Romani, non abbandonando come sperato dagli Insubri l'assedio di Acerrae, inviarono la cavalleria con parte dei fanti a soccorrere gli alleati. 

Non è chiaro se Clastidium fosse allora già caduta (come sembra indicare Plutarco), o ancora resistesse, come più verosimilmente indica Polibio.

Comunque gli Insubri, lasciata Clastidium, avanzarono contro il nemico, ma furono attaccati dalla cavalleria romana con grande impeto. Dopo una certa resistenza, attaccati anche alle spalle e alle ali dai Romani, dovettero ritirarsi disordinatamente, e furono spinti verso un fiume (il Po oppure, come vuole il Baratta, un piccolo corso d'acqua locale, la Coppa), dove in gran numero trovarono la morte. Ma anche gli altri furono vennero uccisi dai Romani. 



IL DUELLO

Lo stesso console Marcello, riconosciuto il re nemico Viridomaro dalle ricche vesti, lo sfidò a duello e l'altro accettò. Il combattimento avvenne al centro dei soldati di entrambe le fazioni che per assistere al duello interruppero la battaglia.

Per volontà di ambedue i re nessuno dei due eserciti intervenne nel duello, durante il quale ciascuno degli sfidanti si battè con coraggio ed onore, ma infine fu Marcello ad avere la meglio, colpendo a morte il re nemico.

Non era di quei duelli che definivano l'esito di una battaglia, come al tempo degli Orazi e Curiazi, infatti la battaglia riprese subito dopo con lo sterminio degli Insubri già provati ed ora demoralizzati anche per la morte del loro re.

IL TRIONFO DI MARCELLO

MEDIOLANUM

La distruzione dell'esercito degli Insubri ispirò ai Romani la conquista di Mediolanum (Milano), la capitale nemica, che fu conquistata dopo breve assedio. La battaglia di Clastidium, che fu quindi il preludio per la conquista romana della Gallia Cisalpina, divenne tra le più celebri della storia romana.

L'epico duello tra i comandanti fece sì che Marcello, che consacrò le spolia opima di Viridomaro a Giove Feretrio, diventasse l'eroe di una delle più antiche opere della letteratura latina, la "fabula praetexta" di Nevio, intitolata appunto "Clastidium".

Marcello ebbe l'onore del trionfo, che così viene ricordato nei Fasti triumphales capitolini:

«M. CLAUDIUS M. F. M. N. MARCELLUS AN. DXXXICOS. DE GALLEIS INSUBRIBUS ET GERMAN
K. MART. ISQUE SPOLIA OPIMA RETTULIT
REGE HOSTIUM VIRDUMARO AD CLASTIDIUM
INTERFECTO»

(AE 1889, 70)

MARCO OFFRE LA SPOGLIA OPIMA


LA SPOLIA OPIMA

La Spolia Opima (bottino abbondante) fu concessa solo tre volte nella storia di Roma, la prima a Romolo, che se l'attribuì da solo uccidendo Acrone re dei Ceninensi. La seconda venne concessa ad Aulo Cornelio Cosso (Console nel 428 a.c.) che nella battaglia di Fidene uccise il re di Veio Tolumnio, re di Veio nel 437 a.c., e la terza appunto a Marco Claudio Marcello per l'uccisione in duello di Viridomaro, re dei Galli.


BIBLIO

- Polibio (II, 34, 5)
- Plutarco (Marcellus, VI, 5).
- Tito Livio (XXIX, 25, 7 e XXIX, 11, 40),
- Valerio Massimo (Memorabilia, I, 1, 8)
- Eutropio (Breviarium ab urbe condita)
- Virgilio (Eneide VI 855):



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