TEMPIO DI FELICITAS



STAMPA SETTECENTESCA DEL FORO ROMANO,
A DESTRA LA CHIESA DEI SS. LUCA E MARTINA
Il Tempio della Dea Felicitas, attestato da Diodoro Cassio nell'angolo nord ovest del Foro di Cesare, ovvero pianificato da Cesare ma costruito da Marcus Aemilius Lepidus nel 44 a.c., secondo Diodoro,  venne eretto sul sito dell'antica Curia Hostilia ormai decadente il che giustificò ufficialmente la sua demolizione, sostituita dalla Curia Iulia.

FELICITAS
Alcuni sostengono che il tempio venne distrutto subito dopo la sua edificazione, ma non c'è traccia o segno della sua distruzione prima o durante l'impero di Augusto. Anzi l'imperatore molto teneva alle divinità che infondessero sicurezza e prosperità all'impero, fermo restando che tutto ciò derivava per lui dal suo illuminato comando.

Augusto fu un grande diplomatico e un grande propagandista di immagine, ovviamente della sua immagine che sparse a piene mani in ogni angolo dell'impero, e sull'onda divulgò le seguenti divinità: la Pax Augusta, l'Equitas Augusta, la Spes Augusta, la Salus Augusta, la Concordia Augusta e pure la Felicitas Augusta. Dal che si desume che Augusto non avrebbe mai fatto demolire il tempio, ma semmai l'avrebbe notevolmente abbellito.

I resti monumentali scoperti sotto la chiesa dei SS. Luca e Martina, vicina al Forum Iulium, si pensa riguardino proprio questo tempio (Tortorici), anche se per altri riguarderebbe il Secretarium Senatus, eretto nell'VIII sec.

All'interno infatti sono state rinvenute preziose colonne in cipollino e in pavonazzetto, di sicuro di provenienza più antica, visto che nell'VIII sec. le cave e le manifatture di questi marmi erano terminate da un pezzo.

CHIESA DEI SS. LUCA E MARTINA OGGI
Sembra che l'artista greco Arkesilaos, che tanto successo ebbe nella Roma patrizia, celebre per i suoi proplasmata (modelli in argilla di opere in bronzo o anche in marmo), avesse realizzato, dietro richiesta di L. Lucullo, (non si sa se sia Lucio Licinio Lucullo Pontico, morto nel 56 a.c., o suo figlio, Marco Licinio Lucullo, morto al seguito dei cesaricidi nella battaglia di Filippi del 42 a.c.), la statua della Dea Felicitas (forse destinata per il tempio omonimo nel Velabro, costruito dall’antenato Lucio Licinio Lucullo con la preda bellica della sua campagna militare in Spagna nel 151 a.c.) rimasta incompiuta per la morte dell’artista e del committente. La statua di Felicitas era costata ben un milione di sesterzi, una cifra enorme che non si sarebbe di certo spesa per la statua di un tempio minore.

La Dea veniva festeggiata il 9 ottobre di ogni anno, ma un'altra festa si celebrava il 12 agosto in onore di Honor, Virtus et Felicitas, divinità personificazioni di Onore, Virtù e Felicità. Si ricordava la dedicatio del tempio.



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