LICINIO






Nome completo: Valerius Licinianus Licinius
Altri titoli: Sarmaticus maximus, Germanicus maximus
Nascita: ca. 265
Morte: Tessalonica, 325
Predecessore: Flavio Severo
Successore: Costantino I
Consorte: Flavia Giulia Costanza
Figli: Valerio Liciniano Licinio
Regno: 308-324 d.c.


LE ORIGINI

Licinio, ovvero Valerius Licianus Licinus, nacque in Dacia da una famiglia contadina, forse nel 265. Fu compagno d'arme e amico di Galerio, sotto a cui combattè durante la campagna partica del 298, in cui si rivelò brillante ufficiale.



LA CARRIERA

Grazie a questa amicizia, nel 307 fu inviato da Galerio come suo ambasciatore, assieme a Pompeo Probo, dall'usurpatore Massenzio, il quale, violando le leggi della tetrarchia, si era proclamato imperatore dalle proprie truppe nel 306. Per deporlo non erano servite le campagne condotte da Flavio Valerio Severo e da Galerio nello stesso e nel precedente anno. Ma anche l'ambasciata non ottenne alcun effetto.

Morto Severo, fu imposto a sorpresa da Galerio, che voleva assicurarsi sostenitori nei posti chiave, come Augusto per l'Occidente nel 308, durante convegno di Carnuntum. Questa nomina però scontentò tutti gli altri contendenti scatenando le lotte. Oltre al titolo, Licinio ricevette anche il comando delle province dell'Illirico, Tracia e Pannonia.



IL REGNO

Licinio iniziò il regno con Galerio, mentre Costantino I e Massimino Daia furono i Cesari di Occidente e di Oriente. Massenzio però esercitava ancora il potere su parte dell'Occidente, con suo padre Massimiano, che sperava di riottenere la porpora imperiale unica.

Nel 311 era morto Galerio, per cui Licinio divise l'impero con Massimino Daia, elevando a confine l'Ellesponto e il Bosforo. Nel 313 si recò a Milano presso Costantino I, che aveva già sconfitto Massenzio a ponte Milvio, per cui regnava incontrastato in occidente. Licinio stipulò con lui un'alleanza sposandone la sorella Costanza.
Massimino Daia, sentendosi escluso dall'impero, si fece proclamare imperatore unico dalle sue truppe e occupò Bisanzio, ma Licinio lo sconfisse nella battaglia di Tzirallum in aprile 313. Nel 315 ebbe un figlio da Costanza, Valerio Liciniano Licinio e nello stesso anno promulgò con Costantino l'Editto di Milano per la libertà di culto ai cristiani.

Pur essendosi dichiarato cristiano non esitò a mettere a morte le famiglie dei tetrarchi: Candidiano, figlio di Galerio, Severiano, figlio di Flavio Severo, e il figlio e la figlia di Massimino, di otto e sette anni. Vedendo poi che Costantino si circondava di potenti cristiani temette per il suo potere e iniziò di nuovo la persecuzione contro i cristiani nonostante l'editto.

Nel 316 avvenne infine il conflitto con Costantino I, nominando Licinio a collega Aurelio Valerio Valente. Secondo altri a rompere l'accordo fu Costantino, nel 324, quando i Goti avevano invaso la Tracia, violando il territorio di Licinio. Costantino sconfisse Licinio nella battaglia di Mardia e, con la pace del 317 gli prese l'Illiria facendogli condannare a morte Valente.



LA MORTE

Nel 324 ripresero le ostilità, la battaglia ad Adrianopoli fu persa da Licinio per mano di Crispo, figlio di Costantino. Rimesso in piedi un esercito attaccò di nuovo le truppe veterane di Costantino subendo la disastrosa sconfitta di Crisopoli. Per intervento della moglie Costanza gli fu fatta salva la vita ed esiliato a Tessalonica; dopo pochi mesi però, fu giustiziato con l'accusa, probabilmente non vera, di avere complottato una rivolta.





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