CORNELIO FUSCO - CORNELIUS FUSCUS





Nome: Cornelius Fuscus
Nascita: -
Morte: 86 d.c.
Professione: Politico e Generale


Cornelio Fusco fu un generale romano sotto gli Imperatori della dinastia Flavia.  Poco si sa della sua vita prima della guerra civile del 69. Tacito riferisce che Cornelio era di famiglia aristocratica, ma rinunciò a una carriera senatoriale a favore di una vita di "riposo calmo" come un eques (cavaliere).

CORNELIO FUSCO
Nel 68 d.c. Gaius Julius Vindex, il governatore della Gallia Lugdunensis (Francia), si era ribellato alle politiche fiscali troppo severe dell'imperatore Nerone. Vindex aveva quindi invitato Galba, il governatore di Hispania Tarraconensis, a dichiararsi Imperatore al posto di Nerone. Galba era uno dei più antichi generali di Roma, dotato di prestigio e di consenso politico. 

Nerone inviò il governatore della Germania Superiore, Virginius Rufo in Gallia, che sconfisse Vindex vicino a Vesontio. Galba fu dichiarato un nemico pubblico e la sua legione fu confinata nella città di Clunia, ma diverse legioni stavano passando dalla parte di Galba. 

Entro il 68 giugno, il Senato aveva votato Galba Imperatore e dichiarato Nero un nemico pubblico.  Ninfiso Sabino,  prefetto della Guardia Pretoriana, corruppe i suoi soldati per abbandonare il loro Imperatore. Il 9 giugno 68, Nerone si suicidò e con lui la dinastia Julio-Claudia finì.

Molte province però non volevano accettare Galba come successore, mentre Cornelio Fusco gli diede il suo sostegno e per questo venne ricompensato con la procura di Illirico (Illyria / Dalmazia e Pannonia). Intanto legioni in Germania e la Guardia Pretoria a Roma, si ribellarono. Il 15 gennaio 68, Galba fu assassinato e sostituito da Otho, governatore di Lusitania, che venne però rapidamente sconfitto e ucciso dagli eserciti di Vitellio, governatore della Germania. 

DECEBALO
Subito dopo, Tito Flavio Vespasiano, un generale di stanza in Giudea, dichiarò guerra a Vitellio. Vespasiano unì le forze con il governatore della Siria, Gaio Licinio Mucianus, che avrebbe condotto la guerra contro Vitellio, mentre Vespasiano si recò in Egitto per assicurare la fornitura di grano a Roma. 

Non molto tempo dopo, le province dell'Illirico, della Pannonia e della Dalmazia passarono dalla parte dei Flavi, su istigazione di Marco Antonio Primus e Cornelio Fusco. Secondo Tacito, Fusco era impaziente di combattere:

"Abbracciando la causa di Vespasiano, prestò al movimento lo stimolo di uno zelo ardente. Trovando il suo piacere non tanto nelle ricompense del pericolo come nel pericolo stesso, al possesso assicurato e acquisito da lungo tempo, preferiva la novità, l'incertezza e il rischio".

Cornelio si distinse come uno dei più ardenti sostenitori di Vespasiano, di cui aveva un'autentica venerazione, durante la guerra civile del 69 d.c., l' "Anno dei Quattro Imperatori". 
Antonio Primo e Fusco abbandonarono Vitellio e guidarono le legioni di Danubio di Vespasiano nell'invasione dell'Italia. 

VESPASIANO
Fuscus guidò la Legio V Alaudae in guerra e fu nominato comandante della flotta di Ravenna quando si rivolse a Vespasiano. Fuscus guidò l'Alaudae nella Seconda Battaglia di Bedriaco e aiutò le legioni sull'ala sinistra, e comandò la legione durante la conquista di Roma. Vespasiano unì le forze con il governatore della Siria, Gaio Licinio Mucianus, che avrebbe condotto la guerra contro Vitellio, mentre Vespasiano si recò in Egitto per assicurare la fornitura di grano a Roma. 

Non molto tempo dopo, le province dell'Illirico, della Pannonia e della Dalmazia passarono dalla parte dei Flavi, su istigazione di Marco Antonio Primus e Cornelio Fusco. Secondo Tacito, Fusco era impaziente di combattere:
"Abbracciando la causa di Vespasiano, prestò al movimento lo stimolo di uno zelo ardente. Trovando il suo piacere non tanto nelle ricompense del pericolo come nel pericolo stesso, al possesso assicurato e acquisito da lungo tempo, preferiva la novità, l'incertezza e il rischio".

DOMIZIANO
Eletto al trono Domiziano (51 - 96 d.c.), Fusco servì come prefetto della guardia del corpo imperiale, ovvero come Guardia Pretoriana dall'81 fino alla sua morte. Intorno all'84 o all'85 i Daci, guidati dal re Decebalo (87-106 d.c), traversarono il Danubio nella provincia della Moesia (Serbia centrale, Kosovo e nord della Macedonia per la la Moesia Superiore, e Bulgaria settentrionale e Dobrudja rumena per la Moesia Inferiore), devastando territori e gente e uccidendo il governatore moese Gaio Oppio Sabino. 

Decebalo, provò a trattare con Domiziano, promettendogli la pace; ma Domiziano inviò Fuscus contro di lui con un grande esercito. Venuto a conoscenza di questo Decebalo, gli mandò di nuovo un'ambasciata con la proposta offensiva di fare pace, a condizione che ogni romano dovesse versare due oboli per Decebalo ogni anno; altrimenti, dichiarò, avrebbe fatto la guerra e avrebbe inflitto grandi mali ai Romani.

Allora Domiziano inviò Cornelio Fusco nella regione con cinque legioni. Sebbene Fuscus abbia avuto inizialmente successo nel condurre gli invasori oltre il confine, il prefetto subì una sconfitta quando fu attaccato con la Legio V Alaudae durante una spedizione in Dacia, nella Prima Battaglia di Tapae. Fuscus tentò di radunare i suoi uomini per organizzare una resistenza, ma senza successo. L'intera legione fu annientata e Fuscus si suicidò, nell'86 d.c., per non cadere nelle mani nemiche. Le coorti pretoriane sarebbero state restaurate, ma la quinta Alaudae non fu mai riformata. 


BIBLIO
Cassius Dio - libro di storia romana
Svetonio - Le vite dei cesari, Vita di Domiziano
Tacito - Le storie



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