VILLA DI LOUPIAN (Francia)





La villa gallo-romana di Loupian è una villa romana del V secolo nel comune di Loupian (dipartimento dell'Hérault, regione della Linguadoca-Rossiglione, Francia).

Il territorio del comune era compreso in una vasta tenuta agricola gallo-romana, attiva tra il I secolo a.c. e il VI secolo d.c. Nella tenuta si svolgevano varie attività produttive: pesca nella zona paludosa di pesce d'acqua dolce, di gamberi sempre d'acqua dolce e si cacciavano rane fin dall'epoca, un cibo tutt'oggi caro ai francesi.

Sulla terra ferma invece si effettuava le coltivazione dei cereali e la produzione di vino e olio d'oliva. La coltivazione di uva e ulivi comunque fu di origine romana; furono i nuovi proprietari terrieri romani a sperimentare e infine trovare le qualità più adatte al suolo gallico, cioè francese. Insomma oggi lo champagne in Francia prospera per merito degli antichi romani.

A partire dal II secolo tutto l'impero romano aveva conosciuto e apprezzato il consumo del vino, così la sua produzione divenne particolarmente importante essendo molto attivo il commercio da una terra all'altra e da una riva all'altra.

Infatti è attestata una piccola officina che produceva le anfore da trasporto per la sua esportazione. Un piccolo porto nello stagno di Thau, permetteva di raggiungere il Mediterraneo ai carri che trasportavano i prodotti della tenuta.

In epoca tardo-antica la villa al centro della tenuta divenne una residenza signorile lussuosa, decorata con mosaici e rivestimenti in marmo e dotata di un impianto termale. I romani avevano ormai romanizzato la zona donandole tutti gli agi e le ricchezze che l'epoca consentiva.




GLI SCAVI

La villa di Loupian è posta tra Montpellier e Béziers, il cuore della Gallia Narbonense. Nel sito sono stati scavati 3 ettari a sud del villaggio che hanno restituito i resti romani di una villa agricola con grandi mosaici Gallo-Romani del II sec..

Il sito venne abitato per più di 600 anni, dapprima come una modesta fattoria costruita a pochi Km a sud della Via Domitia, sul versante di una collina che si ergeva sul Bassin de Thau, poi prosperò attraverso il commercio dei suoi prodotti e accrebbe notevolmente la sua estensione.




Durante l'Alto Impero, nel I e II sec. d.c., la villa divenne una grande residenza patrizia fornita immancabilmente di terme. Vi si esercitava l'attività della viticultura, per cui contemplò anche un magazzino capace di stoccare 1,500 hl di vino.

Durante questo periodo venne edificato un piccolo porto sul lato nord del Bassin de Thau, e in zona vi sorsero case, termopolii e botteghe di ceramiche, mobili e vimini, ma soprattutto negozi di vasai che producevano anfore atte al trasporto del vino.

Nel V sec. la villa fu completamente ricostruita, e la casa del proprietario si trasformò in una piccola locanda. I pavimenti delle 13 stanze furono coperti di mosaici colorati.  Ormai i vasai delle botteghe che fiorirono all'esterno della villa producevano non solo anfore ma anche ceramiche per uso domestico.



Per la conservazione e la visita del sito si è edificato un bellissimo museo, uno dei rari esempi francesi di una villa gallo-romana presentata "in situ". La storia della tenuta agricola e il suo funzionamento sono presentati in due sale contenenti reperti e modelli archeologici.

Da lì si passa a un altro edificio, dove è possibile vedere il sito archeologico protetto dalla pioggia e dalle intemperie nonchè gli splendidi mosaici policromi che decorano la residenza del V secolo. Il sito è tipico delle grandi "villae" (proprietà agricole) che coprivano la campagna durante il periodo dell'impero romano. Un modo per vivere comodamente e riccamente della propria produzione agricola, tutto intorno alla villa padronale da cui il fondo veniva amministrato e controllato.

Pertanto la villa accoglieva padroni e schiavi, merci di produzione e merci da esportazione, horree e magazzini, ma soprattutto tutti gli attrezzi adatti alle varie produzioni, una spesa che i piccoli coltivatori non si sarebbero potuti permettere, al contrario dei ricchi proprietari romani.



I MOSAICI

Le parti originali della casa vennero decorate con mosaici fin dal II secolo. Tuttavia, quelli nella villa posteriore sono unici in quanto non vi è altra villa in cui le influenze di due paesi geograficamente separati, l'Aquitania (Francia sud-occidentale) e la Siria (paese del Medio Oriente che si affaccia sul Mar Mediterraneo), si siano unite.

DETTAGLIO DELLA VILLA (clicca per ingrandire)
Sembra infatti che i mosaicisti appartenessero a queste due località, ambedue rinomate per gli ottimi mosaici ma di stile piuttosto diverso.

Non sappiamo se questa mescolanza di provenienze e stili fu dovuta ai gusti particolari del proprietario che forse aveva viaggiato e apprezzato questa arte nei suoi viaggi in oriente, o se usò ciò che aveva più a portata di mano Di certo poteva attingere da maestranze sia aquitane che siriache, e magari l'uso di ambedue gli permise di completare il lavoro piuttosto esteso in tempi ristretti.

Oggi si sa che un gruppo di quattro mosaicisti impiegherebbe un anno intero per coprire un pavimento di 500 mq. A Loupian invece, due squadre che avessero lavorato insieme potrebbero aver posato l'originale, di 450 mq completandolo tra i sei e i diciotto mesi di tempo.



INFORMAZIONI PER I VISITATORI

Un edificio di 1000 mq è stato edificato per proteggere i resti della villa e i suoi mosaici. Visite guidate del sito e del suo museo sono disponibili, ma solo in francese, tutti i giorni in estate e il mercoledì e nei fine settimana fuori stagione (chiuso a gennaio). I tour in inglese sono però disponibili in determinati orari prefissati.





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