CULTO DI HONOS



MARCO AURELIO DA UN LATO, HONOS DALL'ALTRO


Il Dio Honos, Onore, era raffigurato come un giovane, nudo o togato, armato di lancia nella destra, ma talvolta con un ramo d'olivo o uno scettro, e con una cornucopia nella sinistra.

Era particolarmente adorato dai soldati, considerato il Dio dell'onore militare e della moralità.
Spesso era accompagnato alla Dea Virtus, le due qualità di un buon soldato.

Il culto di Honos fiorì particolarmente nella Roma repubblicana, dove erano presenti almeno due tempi dedicati ad Honos; il primo sulla via Appia, subito dopo porta Capena, da Q. Fabius Maximus Verrucosus nel 234 a.c. per glorificare la vittoria sui Liguri.

Il tempio fu poi dedicato anche alla Virtus da parte di M. Claudius Marcellus e restaurato da Vespasiano.

Un secondo tempio dedicato a Honos stava sul clivio del colle Capitolino.

Un pannello dell'Ara Pacis Augustae, quello di nord-est, raffigura Roma seduta con alcune armi ai piedi, affiancata da Honos e Virtus.

Le prime raffigurazioni di Honos sulle monete comparvero in età repubblicana, con solo la testa di Honos, abbinata a quella della Virtus oppure da sola.

L'emissione del magistrato Fufius Calenus arriva dopo la vittoria nella guerra Marsica tra i romani e la lega italica. Ricomparve sotto Augusto sulle monete romane, su tre emissioni di denari e di un aureo.

Galba introdusse Honos e Virtus al rovescio, in piedi l'una di fronte all'altra ognuna coi propri attributi, scettro e cornucopia per Honos, parazonium e lancia per Virtus.
Anche Traiano aveva una grande considerazione di Honos.

Un sesterzio da lui emesso raffigura un tempio ottastilo con tre ordini di gradini, il tempio di Honos eretto sull'Appia che Traiano fece restaurare tra il 107 ed il 113 d.C.

Honos compare inoltre su un pannello dell'arco di Traiano di Benevento, costruito attorno al 114 d.c.

TEMPLUM HONORIS ET VIRTUTIS
Un bassorilievo dell'arco raffigura Honos che presenta all'imperatore l'ufficiale addetto alla leva.

In questa rappresentazione Honos tiene una cornucopia ed è accompagnato dalla Dea Roma. Marco Aurelio fece grande uso dell'immagine di Honos, raffigurato con una larga toga, con cornucopia e ramo d'ulivo.
Dal punto di vista stilistico, Honos viene raffigurato sulle monete con diverse tipologie.

In epoca repubblicana e sotto Augusto prevale la raffigurazione al dritto della moneta, da sola o affiancata a quella della Virtus.

Con Galba, è a figura intera, fronteggiante la Virtus, sul rovescio e ognuno con i propri attributi.

Con Antonino Pio e soprattutto con Marco Aurelio, Honos acquista il ruolo principale e compare da solo sui rovesci delle monete, senza scettro ma col ramo d'ulivo.




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