CONSUALIA (7 Luglio)



RATTO DELLE SABINE AI CONSUALIA
Era la festa in onore di Conso, "il sotterrato", con allusione forse all'ara sepolta nel Circo Massimo. L’etimologia sembra di derivazione sabina o etrusca, da condere (seppellire, piantare, nascondere). Secondo un’altra interpretazione, Conso sarebbe il Dio delle riunioni segrete, facendone derivare il nome da consilium (luogo dove ci si riunisce insieme).

Era un antico Dio della vegetazione annuale e poi divinità del grano e del suo approvvigionamento. Al 7 luglio si sarebbero celebrate contemporaneamente tre feste: le Palilia, le Consualia e le Caprotine. Ma secondo alcuni autori le Consualia si festeggiavano solo ad agosto e a dicembre.



OPI CONSIVIA

ANTICA ARA
Sembra che le Consualia prevedessero al 7 luglio solo le corse dei muli, mentre nelle altre date prevedevano corse di cavalli e di asini. Il culto più antico riguardava la Dea Ops Consiva, così chiamata perchè il suo altare era sepolto sotto la terra, a indicare il suo culto misterico. La Dea Vergine (cioè senza marito) dette alla luce il Dio Conso, che nel seguito dei miti divenne il suo paredro e inseminò la Dea Consiva in qualità di Madre Terra.

Le furono dedicati due santuari, uno sul Campidoglio e l'altro nel Foro, e in suo onore si celebravano le feste tradizionali degli Opiconsivia il 25 agosto e degli Opalia il 19 dicembre.

Col volgere del tempo il culto di Ops (Opi) si affievolì e invece si rafforzò il culto di Conso che prese tutti gli attributi della Dea, a cominciare dall'ara, che da interrata divenne sotterranea (anche perchè era più semplice).



CONSO COME PERSEFONE

Per alcuni corrispondente alla greca Persefone (Proserpina) simbolo della forza generatrice insita nel chicco di frumento. Questa similitudine riguarda il fatto che il seme giace sotto terra per germogliare in primavera e fruttificate in estate per essere colto e usato dagli uomini. Pertanto Persefone che va negli Inferi nel mese freddo sarebbe il seme nascosto che poi si manifesta come pianta nel mese caldo.

Ora ridurre il mito di Persefone e Demetra alla storia di un seme è come pensare che Greci e Romani, stupefatti e ammirati dalle vicende del seme ci abbiano costruito sopra un mito, quando un bambino osserverebbe e capirebbe il fenomeno con molta semplicità. Forse è vero il contrario, ed è che gli antichi usarono la vicenda del seme sotterraneo per spiegare il viaggio interiore di anima che scopre se stessa nei Sacri Misteri.



LA FESTA ISTITUITA DA ROMOLO

Secondo Tito Livio i Consualia furono istituiti da Romolo quando, con i giovani romani snobbati dalle genti vicine, organizzò il famoso Ratto delle sabine. Romolo:...
« ...ludos ex industria parat Neptuno equestri sollemnes; Consualia vocat. Multi mortali convenere, studio etiam videndae novae urbis, maxime proximi quique, Caeninenses, Crustumini, Antemnates; iam Sabinorum omnis moltitudo cum liberis ac coniugibus venit. »
« ...predispose ad arte solenni giochi in onore di Nettuno equestre, giochi cui diede nome di Consuali.
Accorse un gran numero di persone, anche per la curiosità di vedere la nuova città, e particolarmente i più vicini: i Ceninesi, i Crustumini, gli Antemnati. E venne anche, praticamente al completo, con mogli e figli, la popolazione dei Sabini. »
(Tito Livio, Ab Urbe condita)

Come tutti i personaggi leggendari, a Romolo venne attribuito di tutto, ma probabilmente la festa era tra le più arcaiche e forse più che istituita, venne usata da Romolo per organizzare il famoso rapimento.



L'ARA DEL CIRCO MASSIMO

Il solco della Roma Quadrata sul Palatino, secondo Tacito, sarebbe passato accanto all'ara di Conso, dove sorgeva il suo più importante sacrario. In effetti il Circo Massimo stava all'esterno della Roma quadrata.

L'ara era sempre sepolta (si dice pure coperta di terra) e non veniva dissepolta se non durante le feste del Dio, ricorrenti ogni anno al 21 agosto (consualia) e al 15 dicembre (grandi Consualia), cioè al termine della raccolta e della semina.
Tutti i riti pertanto si svolgevano davanti a un altare sotterraneo del Circo Massimo, che veniva portato in superficie in occasione della festa. Erano previsti anche dei Ludi Circensi, con le corse dei muli, mentre cavalli e asini restavano a riposare incoronati da ghirlande.

NEPTUNUS EQUESTER

NEPTUNUS EQUESTER

Secondo Dionigi, il Dio Conso, era da molti identificato nel Neptunus Equestris, ovvero nel Dio Nettuno protettore degli equini. Pertanto erano di rigore le celebrazioni con corse di asini, cavalli e muli, cui assistevano anche gli equini non concorrenti, agghindati con ornamenti floreali e per quel giorno esentati da ogni lavoro.

Sembra tuttavia improbabile perchè Nettuno fu una divinità portata forse dall'invasione dorica in Grecia e poi a Roma, pertanto diffuso ovunque, mentre il Dio Conso, prettamente agricolo, non sembra certificato oltre i confini dell'Urbe romana. Il Dio ha le sue memorie nella Vallis Murcia, cioè nella valle del Circo Massimo, esattamente sull'altura dell'Aventino dove L. Papirio Cursore, dopo l'espugnazione di Taranto, gli dedicò nel 272 a. c. un tempio; e al suo sacrario principale, alle radici del Palatino (Ara di Conso). 

Però è vero che durante il III sec. a.c. venne identificato da taluni con Posidone Ippio (Neptunus Equester), e con la graduale decadenza dell'agricoltura presso i Romani, ovvero gli venne abbinato nei giochi circensi.



CHIESA DI SANTA ANASTASIA

La Basilica di Santa Anastasia nel Rione Campitelli, si trova ai piedi del Palatino, ed è una delle chiese più antiche della capitale. Era presso il Lupercale, la grotta dove la lupa allattò Romolo e Remo.

CHIESA DI SANTA ANASTASIA
Per questo nella caverna si costruì un santuario dedicato a Fauno-Luperco, nel quale era conservato il simulacro di una lupa allattante i gemelli. Nel IV sec. fu fondata presso l'antica caverna la Chiesa di S.Anastasia.

Per edificarla vennero utilizzati alcuni ambienti del primo piano di un'insula con grandi botteghe al livello stradale, e al primo piano dell'insula doveva esserci la sala destinata alla riunione per il culto.

Il complesso archeologico visibile sotto la chiesa va dall'età repubblicana al V sec. d.c.: ambienti che si affacciano sulla via dei Cerchi e abitazioni sotto la navata destra della chiesa stessa e lungo le pendici del Palatino.

Nel 1526 infatti, B. Marliani ci testimonia un ritrovamento nell'area dell'attuale edificio di culto "...repertum est sacellumin ipso circo, post divae Anastasiae templum..".

Si era rinvenuta infatti n'ara di Conso con il suo sacello, giusto dietro la basilica dell'Anastasis (S. Anastasia ai Cerchi) e Bartolomeo Marliani ce ne ha lasciato una suggestiva descrizione (in Antiq. Romae Topographia, ediz. del 1534). Trattasi di una concamerazione in opera quadrata posta nei sotterranei della basilica di S. Anastasia, all'abside della basilica, giusto accanto al circo Massimo.

SOTTERRANEI
Il Lanciani pensò potesse trattarsi del Lupercale, mentre lo Hulsen lo identificò come ninfeo di una domus. Questo perché il rinvenimento citato dal Marliani come "sacellum" è che un ambiente/grotta decorata con conchiglie.

Nel 1847 nell'orto Nusiner, tra la Chiesa di S. Teodoro e quella di S. Anastasia, scavi eseguiti dalla Corona Russa portarono alla scoperta di una struttura antica e di un tratto di basolato. Due ambienti contigui compresi tra il Clivus Victoriae  ed il colle. 

La Chiesa paleocristiana fu costruita sopra l'intera base di botteghe e domus.

Originariamente fu a navata unica con pianta cruciforme e dedicata al culto dell'Anastasi (Resurrezione), perché è soltanto nel VI sec che il nome di "Anastasia" comparve nelle cronache con riferimento a questo luogo di culto che sorgeva stranamente nel nulla, circondato da vigne e pascoli.



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