FONTANA DEL NICCHIONE





VIA DEI FORI IMPERIALI

Nel Basso Medioevo si urbanizzò a Roma una vasta area dei Fori Imperiali, con abitazioni, chiese e monasteri, sorti tutti alla rinfusa, finchè, alla fine del XVI sec., il cardinale Michele Bonelli, eletto alla porpora a soli 25 anni, nativo di Alessandria, vi realizzò il quartiere denominato da lui  "Alessandrino".

E' bene precisare che la distruzione dei resti romani nella zona dei Fori imperiali non fu eseguita da Mussolini che tuttavia spianò abitazioni medievali e cinquecentesche, per il semplice fatto che fu proprio il cardinale Bonelli a far demolire o asportare tutto ciò che era romano.

La fontana cosiddetta del nicchione è posta appunto in Via dei Fori Imperiali, sulla lunga parete che si trova di fronte alla Basilica di Massenzio e che fa da muro di sostegno per il giardino pensile del Pio Istituto Rivaldi.

Verso la metà del XVI secolo, Eurialo Silvestri, cortigiano di papa Farnese, lo fece costruire al Sangallo. Alessandro de' Medici, il futuro papa Leone XI, lo comprò, per farlo ampliare da Jacopo del Duca.

Vi abitarono i Colonna, qualche cardinale Savoia, finchè divenne sede del Pio Istituto Rivaldi. Il suo giardino era tra i più belli di Roma, giungendo sino alla Basilica di Massenzio.Una rigorosa planimetria a sei scomparti era popolata da statue e ninfei, fontane e rovine.
 
Dopo il passaggio di proprietà dai Silvestri ai Medici, venne ampliato il giardino con sistemazione a terrazza, comprendente statue, fontane e ninfei, per opera di Jacopo del Duca, che ne iniziò i lavori nel 1686.

A causa della nuova sistemazione urbanistica degli anni Trenta per l'apertura di via dei Fori Imperiali, buona parte del giardino, che lambiva le strutture della Basilica di Massenzio, venne distrutta per il taglio della collina della Velia per il passaggio della nuova strada. Scavi archeologici sono stati effettuati negli ultimi anni all'interno del cortile scoprendo strutture murarie che sembrano del Tempio della Pace.



LA VASCA

Il giardino poggia ora sopra una poderosa zoccolatura in travertino, risalente agli anni '30, alleggerito da una serie di nicchioni decorativi con lo sfondo a intonaco rustico. Nella nicchia maggiore, che ha le pareti rivestite in lastroni di travertino e che si eleva da terra su due gradini, è stata collocata la vasca elicoidale in travertino che secondo alcuni mal si adatta alle proporzioni dell’ambiente.

Al centro della vasca, su una base quadrata marmorea, sormontata da un cubo di minori dimensioni, poggia una antica, bellissima tazza di granito bigio decorata da due mascheroni (poco visibili per lo spazio ristretto) nel cui centro si eleva un modesto zampillo d’acqua.

La preziosa conca marmorea, proveniente dagli scavi di Porto (Ostia) dove fu rinvenuta nel 1696, venne  da Papa Innocenzo XII Pignatelli, donata alla Curia Innocenziana (attuale palazzo di Montecitorio) dove andò ad ornare la fontana del cortile.

Ma quando il palazzo passò dalla chiesa allo stato per la realizzazione della nuova Camera dei deputati la bella tazza fu rimossa e su suggerimento di Antonio Muñoz, nel 1932, venne trasferita nel prospetto da lui ideato.

Per avere un'idea, anche le tazze delle due fontane poste a piazza s Pietro sono romane e di marmo bigio.


Antonio Munoz

Pittore, scultore, architetto, nato a Roma nel 1884. Fu Ispettore Generale delle Antichità e Belle Arti a Roma e professore di Storia dell'Arte Medievale all'Università. Come  Sovrintendente ai monumenti di Roma, progettò e diresse vari restauri tra cui: Basiliche dei SS. Quattro Coronati, di S. Sabina, di S.Giorgio al Velabro, di S. Balbina, del tempio della fortuna virile, della casa del Bucardo.

Ideò e diresse grandi opere urbanistiche: via dei Fori Imperiali col muro a nicchie e fontana monumentale, i pannelli in marmo della mappa imperiale di Roma, la via dei Trionfi con la fontana monumentale novecentesca, il Parco di Traiano, le sistemazioni dei templi della zona Argentina  e del Mausoleo di Augusto. 
Nel 1935 progettò e diresse la costruzione del padiglione in pietra all'Esposizione di Bruxelles. Accademico di S. Luca, di Pietrogrado, di Madrid. Ha ricevuto la laurea honoris causa dal Politecnico di Praga.


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