MACROBIO AMBROGIO TEODOSIO - MACROBIUS A. THEODOSIUS





Nome: Macrobius Ambrosius Theodosius
Nascita: 385, Le Kef, Tunisia (forse)
Morte: 430 (forse)
Professione: scrittore, filosofo, grammatico e studioso di astronomia


"Una prima Venere nacque dal Cielo e dalla dea del giorno e a lei consacrato
il tempio che avemmo occasione di vedere in Elide; una seconda sorse dalla
spuma del mare e dalla sua unione con Mercurio sappiamo che nacque il
secondo Cupido; la term, figlia di Giove e di Dione, andb sposa a Vulcano,
ma sappiamo che da lei e da Marte nacque Anteros; la quarta nacque da Siria e
da Cipro, prende il nome di Astarte e si tramanda che abbia sposato Adone"

(Macrobio - Saturnali)

Macrobio Ambrogio Teodosio, noto anche semplicemente come Teodosio, era un provinciale romano, probabilmente del Nord Africa, che visse all'inizio del V secolo, nell'ambiente pagano di Simmaco, e nel passaggio dell'Impero romano a quello bizantino, in un tempo in cui il latino era diffuso come il greco tra le élite.

Ebbe almeno un figlio Eustatio, a cui sono dedicati il Commento al sogno di Scipione ed i Saturnali, ed alcuni lo identificano con Plotino Eustatio, prefetto di Roma nel 462.

In base a varie considerazioni sul contenuto delle sue opere si può concludere che Macrobio fosse senz'altro pagano, tuttavia lo scrittore non prende mai posizioni combattive contro il Cristianesimo, anzi sembra ignorarlo, forse per accortezza ed amore di tranquillità.



LE IDENTIFICAZIONI

- Il Codice Teodosiano registra un praepositus sacri cubiculi, un alto funzionario della corte dell'Impero romano, responsabile capo degli assistenti personali dell'imperatore, i cubicularii, istituito in età tetrarchica, denominato Macrobio nel 422 che però di norma era un eunuco mentre Macrobio ebbe moglie e figli.

- Secondo altri si identificherebbe con il Teodosio dedicatario delle Fabulae di Aviano (IV-Vsecolo).

- Secondo altri ancora ricoprì una carica pubblica che gli conferiva l'appellativo di Vir Illustris e si tende a identificarlo con un prefetto d'Italia in carica nel 483.

- Altri studiosi l'hanno identificato con un Macrobio menzionato nel "Codex Theodosianus" come prefetto del pretorio in Spagna (399-400) ma che si chiamava "Flavio Macrobius Maximianus".

- Secondo alcuni è infine da identificarsi con un Macrobio che nel 410 d.c. fu proconsole d'Africa, e questa sembra la tesi più attendibile.



IL NOME

L'ordine corretto dei suoi nomi è "Macrobio Ambrogio Teodosio", che è il modo in cui appare nei primi manoscritti dei Saturnali, e pure come è dichiarato negli estratti dal suo "De Differentiis" perduto. 

Invece nei manoscritti successivi i suoi nomi furono invertiti in "Ambrosius Theodosius Macrobius", che James Willis adottò per la sua edizione del Commentario. Alan Cameron nota che sia Cassiodoro che Boezio lo chiamarono "Macrobio Teodosio", mentre era conosciuto durante la sua vita come "Teodosio": la dedica al "De Differentis" è rivolta a "Teodosio Symmacho suo" (Teodosio al suo Simmaco), e per l'epistola dedicatoria a Flavio Aviano "Favole", dove è citato come "Theodosi optime".

Nella sua filisofia prevale il neoplatonismo con Plotino (205-266 d.c.), Porfirio (234-305) e Giamblico (280-330), una corrente di pensiero che tendeva a superare le differenze di credo per riconoscere un concetto universale di spiritualità. 



LE OPERE

- Commentarii

ampiamente copiato dal "Commentario sul sogno di Scipione", una delle più importanti fonti per il platonismo nell'Occidente latino durante il Medioevo. Il Somnium Scipionis è una parte del sesto e ultimo libro del "De re publica" di Cicerone, su cui Macrobio scrisse un commento neoplatonico. Nel Medioevo, il Somnium Scipionis divenne così popolare che fu inquinato da più copie, e oggi è impossibile stabilirne una autentica. 

Al suo arrivo in Africa, ospite alla corte di Massinissa, Scipione Aemilianus viene visitato dal defunto nonno (adottante), Scipione Africanus, eroe della II Guerra Punica. 

Si ritrova a guardare Cartagine "da un luogo alto, pieno di stelle, splendente e splendido". Il nonno gli annuncia che come ricompensa dopo la morte "abiterà... quel cerchio che risplende tra le stelle..  la Via Lattea", e gli spiega la costituzione dell'universo da un punto di vista stoico e neoplatonico, e così Macrobio disquisisce sulla natura del cosmo e sostiene che il diametro del Sole sia il doppio del diametro della Terra. Tuttavia, Scipione Emiliano vede che Roma è una parte insignificante della terra, che l'universo è composto da nove sfere celesti. 

IL SIMPOSIO

- Saturnalia

Questa festa si celebrava ogni anno, dal 17 al 23 dicembre, in onore di Saturno. Si favoleggiava che questi era stato il Dio dell’età dell’oro, quando gli uomini vivevano felici, nell’abbondanza di tutte le cose; e tali condizioni di quel tempo fortunato si volevano rievocare proprio in quei giorni, durante i quali si festeggiava con conviti e banchetti: sia quello pubblico, alla fine del quale i convenuti si scambiavano il saluto augurale, “Io, Saturnalia”; sia quelli privati, dove s’invitavano parenti ed amici per crapulare, giocare ai dadi e scambiarsi doni.

Qui il libro però e un compendio di antiche tradizioni religiose romane e antiquarie. In latino: "Saturnaliorum Libri Septem", "Sette libri dei Saturnali ", e consiste in un resoconto delle discussioni tenute nella casa di Vettius Agorius Praetestatus, nobile romano e sacerdote pagano, uomo colto e forbito durante la festa dei Saturnali. Contiene una grande varietà di curiose discussioni storiche, mitologiche, critiche, antiquarie e grammaticali, che si verificano tra gli uomini dotti in un banchetto immaginario.

- Il I libro è dedicato a un'inchiesta sull'origine dei Saturnali e delle feste di Giano, che conduce a una storia e alla discussione del calendario romano, e a un tentativo di derivare tutte le forme di culto da quella del Sole.

- Il II libro inizia con una raccolta di detti, a cui tutti i presenti danno il loro contributo, molti dei quali attribuiti a Cicerone e Augusto; una discussione di vari piaceri, specialmente dei sensi, sembra quindi aver avuto luogo, ma quasi tutto questo è perduto.

- Il III, il IV, il V e il VI libro sono dedicati a Virgilio, sulla sua cultura in materia religiosa, in retorica, sul quanto deve del suo stile ad Omero (con un confronto tra l'arte dei due) o ad altri scrittori greci, o a poeti latini. L'ultima parte del III libro è ripresa con una dissertazione sul lusso e le leggi suntuarie intese a controllarlo.

- Il VII libro consiste principalmente nella discussione di varie questioni fisiologiche.

La forma della Saturnalia viene copiato dal Simposio di Platone e dalle Noctes Atticae di Gellio; le autorità principali (i cui nomi, tuttavia, non sono citati) sono Gellio, Seneca, Plutarco ( Quaestiones conviviales ), Ateneo di Naucratita e i commenti di Servio Onorato e altri su Virgilio.  

"E" A FORMA D'UOMO CHE SCRIVE, PROBABILMENTE LO STESSO MACROBIO

Sette libri dei Saturnalia

Questo codice della Collezione Plutei della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze contiene il testo completo dei Saturnalia del IV-V secolo dell'autore latino Macrobio. E' una serie di dialoghi tra dotti in un banchetto immaginario in cui si discute di antichità, storia, letteratura, mitologia e altri argomenti. 

Il manoscritto potrebbe essere stato copiato da uno scriba della cerchia di copisti di Bernardo Nuzzi a Firenze. Organizza i sette libri originali di Macrobio in cinque libri. L'iscrizione sul recto del foglio 117 afferma: 
" Questo libro apparteneva al re Mattia di Ungheria; acquistato a Costantinopoli dall'oratore e inviato francese Sir Antonio Bruciolo nella forma che mi fu inviato da Pier Francesco Riccio il 29 febbraio 1544. "

Mattia Corvino d'Ungheria (1443-90) creò la Bibliotheca Corviniana, ai suoi tempi uno delle migliori biblioteche d'Europa. Dopo la sua morte, e soprattutto dopo la conquista di Buda da parte dei Turchi nel 1541, la biblioteca fu dispersa e gran parte della collezione fu distrutta, con i volumi sopravvissuti sparsi in tutta Europa. 

La Collezione Plutei, che contiene un numero di volumi della Biblioteca Corvinus, è composta dai circa 3.000 manoscritti e libri delle proprietà private della famiglia Medici, che, rilegati in pelle rossa con lo stemma dei Medici, erano disposti sulle panchine della Laurenziana quando la biblioteca aprì per la prima volta al pubblico nel 1571. 

Cosimo de 'Medici (1389-1464) è noto per aver posseduto 63 libri nel 1417-18, che crebbe a 150 dal momento della sua morte. I suoi figli Piero (1416-69) e Giovanni (1421-1463) si contesero l'un l'altro nel commissionare manoscritti miniati. 

Lorenzo il Magnifico (1449-92), figlio di Piero, acquisì un gran numero di codici greci e, a partire dal 1480, copie ordinate di tutti i testi mancanti nella biblioteca con l'obiettivo di trasformare la biblioteca mediceo in un importante centro di ricerca. 

Dopo l'espulsione dei Medici da Firenze nel 1494, i libri furono presi dalla famiglia. Giovanni de 'Medici, eletto papa Leone X nel 1513, restaurò la collezione ai Medici, e un altro papa mediceo, Clemente VII (Giulio de' Medici), organizzò la fondazione della Laurenziana.


- De differentiis et societatibus graeci latinique verbi -

cioè " Sulle differenze e le somiglianze del verbo greco e latino ", che è andato perduto. Di questo terzo lavoro sulle differenze e le somiglianze del verbo greco e latino, in effetti possediamo solo un riassunto di un certo Johannes, dubbio identificato con Johannes Scoto Eriugena (IX secolo).

MACROBIO DA' IL LIBRO AL FIGLIO EUSTACHIO (DA COPIA DEL 1100 DEL SOGNO DI SCIPIONE

LE ORIGINI

Si sa poco su Macrobio, di se stesso egli dichiara all'inizio dei Saturnali che era "nato sotto un cielo straniero" ( sub alio ortos caelo ), ed entrambe le sue opere maggiori sono dedicate a suo figlio, Eustachius. Dalle sue opere si presuppone che fosse pagano.

Secondo il latinista Terrot Glover, Macrobius è un greco o nato in una terra di lingua greca, visto la sua profonda conoscenza della letteratura greca. 
Secondo JE Sandys Macrobius è nato in una provincia greca, ma secondo altri Macrobio conosceva molto più il latino che il greco, per cui si presuppone la provincia del Nord Africa, dove si parlava latino. 



Edizioni e traduzioni 

- Robert A. Kaster - Macrobius: Saturnalia - Biblioteca classica Loeb - Cambridge - Londra - Harvard University Press - 2011 -
- Percival Vaughan Davies - Macrobius: Saturnalia - New York - Columbia University Press - 1969 -
- William Harris Stahl - Macrobius: commento al sogno di Scipione - New York - Columbia University Press - 1952 - 1966 -
- Macrobius, Ambrosius Aurelius Theodosius (1400s) - Sette libri dei Saturnali: Codice della Collezione Plutei della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze - World Digital Library - Estratto il 28-02-2014 .


BIBLIO

- Glover, T. R. (Terrot Reaveley) - The conflict of religions in the early Roman empire. 3d ed. London: Methuen & co. - 1909 -
- Macrobio - Commento al sogno di Scipione - Milano - Bompiani - 2007 -


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