I VICUS DI ROMA ANTICA




"Se si fosse potuto dipanarne il groviglio e allinearle l'una dietro l'altra, le vie di Roma, contate e misurate da Vespasiano e Tito al tempo del loro censimento del 73 d. c., avrebbero coperto una distanza di 60000 passi pari a circa 85 km. Plinio il Vecchio, fiero di quell'immenso sviluppo, poneva a raffronto l'altezza degli edifici che sorgevano sul percorso di quelle vie per proclamare subito dopo che non c'era nel mondo antico una città la cui grandezza potesse esser paragonata a quella di Roma.
Sulla tavola d'Eraclea: Cesare intima ai proprietari di edifici che costeggiano una pubblica via, di pulire davanti alle porte e ai muri, e all'edile da cui dipende il loro quartiere ad eventuali contravvenzioni, facendo eseguire da un appaltatore corvées obbligatorie, a un prezzo fissato in precedenza all'asta, e che i contravventori erano tenuti a versare, accresciuto della metà al minimo ritardo. 

Ma questo editto ebbe un effetto durevole? È lecito dubitarne. Il ritiro delle ceste di merci aveva luogo spontaneamente di notte. Durante la giornata c'era un'animazione intensa, una confusione grandissima, un fracasso infernale. La notte alla sfilata degli uomini, ora chiusi nelle loro case, succede la sfilata delle bestie da soma, dei loro carrettieri e dei loro convogli. 

Il dittatore aveva in realtà capito che in stradette così accidentate, anguste e frequentate come i vici di Roma, la circolazione dei veicoli indispensabile per i bisogni di centinaia di migliaia di abitanti avrebbe immediatamente causato di giorno un imbottigliamento e costituito un pericolo permanente.
Non circolano nella vecchia Roma durante la giornata che i pedoni, i cavalieri, i padroni, di lettighe e di portantine; e quanto ai funerali si tratti di povere esequie sbrigate alla svelta di sera, o di maestosi funerali svolgentisi in pieno giorno. Viceversa, all'avvicinarsi della notte, comincerà il legittimo traffico dei carri d'ogni sorta che riempiono la città del loro frastuono. 

Né è da credere, poi, che la legislazione di Cesare non gli sia sopravvissuta. La mano di ferro del dittatore ha vinto i secoli, e gli imperatori suoi eredi non hanno mai affrancato i romani dalle soggezioni cui egli li aveva duramente sottoposti nell'interesse vitale della comunità; al contrario, essi le hanno a loro volta consacrate e rafforzate. 

In Marziale è appunto di notte che i veicoli scuotono le insulae al loro passaggio mentre il Tevere echeggia il richiamo dei portatori e dei facchini. In Giovenale il transito incessante e il rumoreggiare continuo che l'accompagna condannano i romani all'insonnia. «Qual mai casa d'affitto consente il sonno? ... Il via vai dei carri per le anguste vie e lo schiamazzo delle mandrie anche a un Druso toglierebbero il sonno, anche alle foche.»

Così, sotto i Flavi e sotto Traiano, come un secolo e mezzo prima dopo la pubblicazione dell'ordinanza di Giulio Cesare, i soli veicoli che circolassero in Roma di giorno, erano quelli degli imprenditori edili. 

La legge del morto imperatore è sempre viva e tale persistenza è la prova di quella originalità che garantì alla Roma imperiale un posto senza pari tra tutte le città della geografia e della storia: l'Urbs armonizza senza sforzo gli aspetti più contraddittori; si adatta con naturalezza alle forme più diverse del passato e del presente, e mentre sembra suggerire paragoni contrastanti, resta in fondo incomparabile. "

(Da: La vita quotidiana a Roma all'apogeo dell'Impero - Jerome Carcopino)

I Romani distinguevano il vicus dal pagus. Gli abitanti dei dintorni dell’Urbe erano detti vicini (da vicus, villaggio) fino al X miglio delle mura serviane, mentre i pagani (da pagus, borgo, cantone) erano gli abitanti delle borgate prossime alla città. Tacito parlava di vicus come di una piccola via, un borgo, mentre Orazio lo intendeva come un quartiere, un rione. In Cicerone vicus vale come villa. Forse Orazio era il più vicino alla realtà perchè Vicus era il nome per le suddivisioni delle quattro Regioni di Roma.

Il vicus era a Roma da un lato uno spazio costruito e dall'altro una via percorribile, su cui si aprivano tante strade minori. A Roma in epoca imperiale si contavano ben 424 Vicus. Il termine via era dato solo a poche strade, come la Via Sacra e alla Via Nova, le altre strade di una certa entità erano vicus, se piani, e clivus se in salita. Semitae e angiportus erano invece le viuzze senza nome, che facevano riferimento al vicus, una sottounità della regione governata da 4 magistrati propri, detti Vicomagistri. Il numero assegnato al Vicus era lo stesso dell'edicola del posto. 



ALCUNI VICI DI ROMA

Vicus ad Galinas Albas - un vicus dell'Alta Semita.
Vicus Aemilianus - dedicato a Publio Cornelio Scipione Aemiliano Africano. Locato nella Regione VII di Via Lata.

Vicus Aemilinus - della regio Via Lata (attuale via del Corso). Forse è la precedente.

Vicus Aescleti - Nella regione IX. Sul basamento di un' ara ritrovata a circa 100 m. dalla riva del Tevere, nell'incrociamento della già via della Mortella e di S. Bartolomeo dei Vaccinari, leggesi un' iscrizione, in cui ricorrono magistri vici Aescleti anni VIII. Un Aesculetam siccome luogo del Campo Marzio, in alcuna volta si tennero comizi (PIinio in. ist. nat. 16, 37 cf. Varr. 1. 1. 5, 152), era già noto; molto probabilmente esso ha rapporto appunto con questo vicus.

Vicus Aesculeti o Vicus Aesculetumm - venne rivelato dalla scoperta di un'ara quadrata di marmo, un'iscrizione (CIL VI.30957) su un altare dedicato dai magistri vici Aescleti ai Lari, trovata in via Arenula a circa 100 m a nord del Tevere. (NS 1888, 498; BC 1888, 327‑339; 2889, 69‑72; Mitt. 1889, 265‑267; HJ 521‑522), e da Frammenti di pavimentazioni in corrispondenza dell'asse della via di s. Bartolomeo dei Vaccinari e il vicus doveva snodarsi in quella direzione. Secondo alcuni si trovava in Campo Marzio.
Una iscrizione, incisa sul piano di lastroni, sopra cui posava l'ara, fa conoscere che questa venne dedicata dai vicomagistri del vicus Aescleti, evidente contrazione di Aesculeti. La scoperta fu dottamente illustrata dal eh. prof. G. Gatti in Bull. arch. com., 1888, pag. 327 e seg.
Dall'esistenza dell'ara, appartenente probabilmente a qualche sacello, e dell'analogia con altri sacelli che sappiamo circondati da alberi, come p. es. quello cui si riferisce l'iscrizione di via delle Sette Sale, già da me ricordata, si potrebbe argomentare l'esistenza di un lucus accanto al vicus, anche in tempi storici. Ma di ciò non avendo sicure memorie, e potendo inoltre la selva di eschi che diede nome al vico mancare del carattere sacro proprio dei luci, mi astengo dal citare il lucus Aesculeti tra quelli di storica esistenza. A ogni modo l'etimologia data da Varrone sembra molto attendibile: il Fagutale.

Vicus Africus - una via posta da qualche parte nell'Esquilino, conosciuto da Varrone (LL V.159: Esquiliis vicus Africus quod ibi obsides ex Africa bello Punico dicuntur custoditi). secondo alcuni abitato dagli africani. Secondo Varrone, dove vennero tenuti gli ostaggi originari dell'Africa durante la guerra punica.

Vicus Albus - Una via forse accanto ad un altare dedicato alla Dea Alba, o Aurora. Della VI Regione.

Vicus Alexandri - portava all'antico porto teverino, dove si caricava e scaricava la pozzolana.

Vicus Alta Semita - La Via del Quirinale-XX Settembre, che conduce dal Palazzo del Quirinale a Porta Pia, corrisponde esattamente alla vecchia Alta Semita, che era una strada di tale importanza, a causa della sua lunghezza, rettilineità, e dintorni, che la regione VI venne chiamata da essa (R. Lanciani). Da Piazza del Quirinale, aveva dunque inizio il “Vicus Alta Semitae” o “Alta Semita” rispondente, con un dislivello di 2 o 3 m all'attuale via del Quirinale e via XX Settembre. Nel Vicus, sotto il Ministero della Real Casa, sono conservati i resti della grande ara che Domiziano (86-96) eresse in onore di Vulcano dopo l'incendio Neroniano del 64.

Vicus Angiportus - una via a forma di galleria, quindi ricavato entro un'insula, locata nella Regione II.

Vicus Antiquus Publicum Ad Porta Trigemina - detto Vicus Porta Trigemina, una via nella Regione XI.

Vicus Apollinis - era una via sul Palatino, nella Regione X, la capitolina, menzionata solo dalla Base Capitolina (CIL VI.975), accanto al tempio di Apollo sul Palatino.

Vicus Archemorium - una via posta nella VII Regione della Via Lata. Nel Forum Archemorium detto anche Forum Arthemonium o Foro Suarium, che era il mercato della carne suina di Roma imperiale, collocato nella parte nord del Campo Marzio nella VII regio augustea, non lontano dall'attuale piazza Santi Apostoli. (CIL VI, 3728, 31046, 9631)

Vicus Argei - presso Apollo coelispex, nella Regione XI del Circo Massimo.

Vicus Armilustri - L'Armilustrium era uno spazio aperto sulla parte nord-occidentale dell'Aventino, a sud dell'attuale chiesa di S. Sabina, dove si celebrava il festival annuale dell'Armilustrium il 19 ottobre. Il vicus Armilustri (CIL VI.802, 975, 31069, Bull. D. Inst. 1870, 88) probabilmente lo attraversò e potrebbe aver seguito la linea della moderna Via di S. Sabina (Varro, LL V.153; VI.22; Liv. XXVII.37.4; Fest. 19; Not. Reg. XIII; CIL I2 p333; HJ 161-2; Merlin, 313-315). In definitiva il vicus Armilustri corrispondeva a Via di Santa Sabina.

VICUS ARGENTARIUM
Vicus Argentarium - correva a mezza costa sulle pendici del Campidoglio, alle spalle del Foro di Cesare, caratterizzato dalla confederazione dei cambiavalute e degli strozzini, accanto all'attuale via del Velabro. Se ne conserva un tratto di basolato sul quale si affacciano una serie di tabernae e un ninfeo absidato con tre nicchie per statue, appartenenti alle costruzioni traianee addossate al perimetro sudoccidentale del Foro di Cesare che aveva uno degli ingressi proprio sulla strada.

Vicus Asellus - una via della Regione Terza di Iside e Serapide.

Vicus Augustanus o Vicus Augustanus Laurentinum,-  era un vicus rurale, risalente all'età augustea, che si trovava alle spalle della Via Severiana. Il borgo era dotato di un foro con il tempio e le immancabili terme pubbliche.

Vicus Aurelii - Lungo il tracciato stradale di Settevene-Palo, si può ammirare l'antico Vicus Aurelii (oggi Vicarello).

Vicus Bassianus - probabilmente dedicato a Gaio Giulio Bassiano, un gran sacerdote del Dio del sole di Emesa, legato alla dinastia dei Severi, locato nella Regione II.

Vicus Bellona extra numerus - probabilmente accanto a un'ara di Bellona, nella Regione VI.

Vicus Bellonae - probabilmente accanto al tempio di Bellona, ma conosciuto solo da un'iscrizione. (CIL VI.2235).

Vicus Brutianus - una via della Regione XIV, menzionata solo nella Base Capitolinea (CIL VI.975), ma probabilmente presso il Campus Brutianus.

Vicus Bublarius - una via il cui nome è testimoniato da un frammento di una lastra di marmo, se le prime due lettere, ora cancellate, sono state correttamente dedotte. (FUR frg. 62, and p61; Mitt. 1892, 281; HJ 63, n63). La via era sul Palatino, nella Regione X, ma vi è un'ulteriore prova di questa congettura, visto che un'altra iscrizione frammentaria (CIL VI.343 =30743 mag. anni xxxII [vici] . . . ari reg. X) contiene lo stesso nome, e lo connette con il distretto Ad Capita Bubula, vicino alle Curiae Veteres.

Vicus Caesaris - una via conosciuta solo tramite un'iscrizione (CIL VI.9492) che però non indica la località, presunta tuttavia nella Regione XIII.

Vicus Caeseti - un vicus della Regione XIII (CIL VI.975), si suppone che il suo nome derivi da Caesetius Rufus, la cui bella domus che si apriva su questo vicus venne ambita da Fulvia, la moglie di Antonio, causandone la proscrizione del legittimo proprietario (App. aC iv. 29 Val.max. ix. 5. 4).

Vicus Calatus - un vicus della Regione VII, presso il Templum Solis.

VIA DEI MERCATI TRAIANI
Vicus Camenarum - Le Camene avevano una sorgente ai piedi dell'estremità meridionale del colle Celio, e un boschetto intorno alla sorgente, e le valli si estendevano da nord-est lungo il lato sud-est del Celio, attraversate dal vicus Camenarum (CIL VI.975, Reg. I), che si univa alla via Appia.

Vicus Canarius - menzionato negli Atti dei Martiri (S. Laur. 10 Aug. AA. SS. p518; S. Euseb. 25 Aug. 115;ºS. Xysti 6 Aug. 141; Passio S. Abundii, BCr 1883, 156), e nelle Mirabilia (10), dove era chiamato ad S. Giorgium, che è vicino infatti a S. Giorgio in Velabro. Vi sono tuttavia diversi dubbi. (Jord. II.588; LPD II.41, n61).

Vicus Capita - (ad bubula) un vicus di Roma, al Palatino, ove nacque Augusto (Saet. Aag. 5).

Vicus Capitis (Gorgonis) - Nome di vico di Roma ricordato nei regionari.

Vicus Capitis Africae - probabilmente un'istituzione (paedagogium) per l'addestramento degli schiavi imperiali, menzionata nel Reg. nella regione II e su diverse iscrizioni (CIL V.1039; VI.1052, 8982-8987). Il vicus che da essa prende il nome, il vicus Capitis Africae, corre probabilmente dall'estremità sud-est del Colosseo al Macellum Magnum, l'attuale chiesa di S. Stefano Rotondo, lungo il lato est del tempio di Claudio. Il nome fu conservato dalle chiese di S. Agata e di S. Stefano a Caput Africae (HCh 165, 475), la seconda delle quali esisteva fino al XV secolo (LPD II.45; DE I.350-351; Ann. D Inst. 1882, 191-220; HJ 238-239).

Vicus Capitis Canteri - un vicus della Regione XIII (CIL VI.975), ma per altro sconosciuto..

Vicus Caprarius - A due passi dalla famosa Fontana di Trevi c'è un'insula romana scoperta durante la ristrutturazione dell'ex Cinema Trevi. Il caseggiato romano, probabilmente modificato nel IV sec. riutilizzando costruzioni precedenti, sorgeva nella zona del Vicus Caprarius.

VICUS CAPRARIUS
Nelle immediate vicinanze del Vicus probabilmente c'era anche un luogo di culto chiamato "aedicula Capraria". Il che riporta al Monte Caprino che si è detto così chiamato perchè vi pascolavano le capre, dimenticando la Giunone Caprotina venerata a Roma, in sostituzione di una Dea Capra più antica.
Il Vicus Caprarius è menzionato in una bolla di papa Paschal II of 1104 d.c.. (Quellen u. Forschungen XIV. (1911) 33: vicus Caprarius in regione V), e identico al viculus Capralicus della falsa false bolla di Giovanni III (Jord. II.669‑670) della fine del XII sec.. Sembra che questa strada corresse a sul south dell'aqua Virgo e del campus Agrippae, e la pavimentazione rinvenuta found in via Lucchesi fa pensare le appartenesse. (LF 22, 16, Questo nome venne erroneamente dato al vicus Capralicus; HJ 459‑460; cf. Kehr, Italia Pontificia I.71, 73,).

Vicus Capulatorum - una via dell'Esquilino, nella Regione V..

Vicus Caput Africae - tutt'ora esistente sull'Esquilino.

Vicus Caput Minervae - della regio Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Cauticarius - Esquilino.
Vicus Ceios - una via della Regione XIV (CIL VI.975). Sono dibattute sia l'iscrizione relativa che altre supposizioni (Hülsen, Nomenclator = VICUS . . . IOS; cf. CIL).

Vicus Censori - forse l'unico vicus dell'isola (CIL VI.975). È menzionata in altre due iscrizioni (VI.451, 821) e probabilmente prende il nome da un precedente membro della famiglia, il cui primo rappresentante a noi noto è C. Censorius Niger, nel II secolo (RE III.1910; Gilb III.54; HJ 638; Besnier 54-55).

Vicus Cereris - una via della Regione IX del Circo Massimo.

Vicus Ciprius - nell'Esquilino.

Vicus Collis Viminalis - una strada nota solo da due iscrizioni (CIL VI.2227, 2228), che indubbiamente correva lungo la dorsale del Viminale fino alla porta Viminalis. Il suo pavimento è stato trovato lungo una linea che va da via Napoli alla porta Chiusa (1874 aC, 199; HJ 373-374).

Vicus Columnae Ligneae - (Via della colonna lignea) una via della Regione XIII (CIL VI.975), peraltro sconosciuta. Il significato del nome è dimenticato, anche se doveva alludere a una qualche colonna onoraria.

Vicus Compiti Pastoris - una via della Regione XII (CIL VI.975), peraltro sconosciuta.

Vicus Confiuius - una via della Regione XI del Circo Massimo.

Vicus Cyclopis - una via sulle pendici meridionali del Celio.

Vicus Cyspius - nella zona di S. Maria maggiore, vi abitavano senatori, nobili signori ma anche sede di librai, biblioteche e gente colta.

Vicus Curiarum - una strada della Regione X (CIL VI.975), che probabilmente si trovava vicino alle Curiae Veteres (q.v.) sul lato est del Palatino, e che prese il nome da quell'edificio.

Vicus Cuprius - una via dell'Esquilino, che andava dal Tigillum Sororium (Dionys. III.22.8) a nord, attraverso le pendici delle Carine fino alla Subura. Essa traversava il Clivus Orbius (q.v.) e loslargo dove la figlia di Srvio Tullio guidò il carro sul corpo del padre uccidendolo. (Liv. I.48.6; Varro, LL V.159). Il vicus sembrerebbe coincidere con le vie Vie del Colosseo e del Cardello. Varrone (loc. cit.) deriva il nome da una parola sabina Sabine e usa questa derivazione come evidenza che i sabini stanziarono qui (vicus Ciprius a cipro, quod ibi Sabini cives additi consederunt, qui a bono omine id appellarunt; nam ciprum Sabine bonum. HJ 258, 263, 322; Jord. I.3.155; RE IV.1761; cf. for an erroneous theory, Pais, Ancient Legends 273). Le chiese di S. Maria e S. Nicolao inter duo erano così chiamate perchè svano tra questo vicus e il Compitum Acilii (HCh 340, 394).

VICI DI ROMA
Vicus Curiarum - una via della Regione X (CIL VI.975), la capitolina, accanto alla Curia Veteres sul lato est del Palatino, e prendeva nome dalla Curia.

Vicus Curvus - sull'Esquilino, il cui nome è contenuto nei vicocurvenses in un'iscrizione del IV sec. (CIL VI.31893. d. 8; BC 1891, 357).

Vicus Dianae - una via da qualche parte della Regione XII (CIL VI.975), comunque sconosciuto.
Vicus Domitius - collega via dei Coronari a via di Panico e prende il nome dalla posterula Domitia, una porta secondaria delle Mura Aureliane che si trovava sul prolungamento della via lungo le rive del Tevere, nei pressi del Teatro Apollo. La posterula Domitia costituiva l'approdo delle imbarcazioni che portavano materiali da costruzione per gli edifici del Campo Marzio ed era formato da una piattaforma in tufo che poggiava su palafitte. Il termine Domizio, comune quindi sia all'attuale vicolo che alla posterula, deriva dalla presenza, sulla riva opposta del Tevere, nell'area sulla quale successivamente fu innalzato il Mausoleo di Adriano, degli horti di Domizia, figlia del console Lucio Domizio Enobarbo, cugina dell'imperatore Claudio e zia paterna di Lucio Domizio Enobarbo, ovvero Nerone.

Vicus Drusianus - o via di Druso, un vicus della Regione I, menzionato solo nella Base Capitolina (CIL VI.975). Probabilmente prese il nome dall'Arcus Drusi, e dovrebbe nascere da lì per andare sulla via Appia non molto a nord del suo incrocio con la via Latina. Da questo punto una strada correva da nord-est sulla collina fino all'attuale Laterano, fino a Via della Ferratella. Questo potrebbe essere il vicus Drusianus (HJ 216; LA 267-268).

Vicus Epicteti - un nome trovato in una iscrizione (CIL VI.31893, BC 1891, 356), che sembra significare coloro che vivevano in un vicus Epicteti, nella regione XIV.

Vicus Eros - una via della Regione IV.

Vicus Fabrici - I regio, all'interno di Porta Capena, evidentemente l'intersezione del vicus Fabricius (CIL VI.975) e qualche altra strada, dove c'era anche un lacus. Era vicino alla Curiae Novae (Fest. 174), e molto probabilmente sul versante occidentale del colle Celio. Si dice che abbia ricevuto il suo nome (Placidus 45, Deuerl.) dal fatto che una casa è stata data a Fabricius a questo punto "ob reciperatos de hostibus captivos". Il Fabricius menzionato è probabilmente l'ambasciatore di Pirro nel 278 a.c. (cfr Cic. Brut. 55). Il vicus Fabricii è conosciuto solo dalla Base Capitolina, dove è l'ultima via in Regio I (RE VI.1930; HJ 201).

Vicus Fagutalis - dal colle Fagutale al Colosseo.

Vicus Fannii - un vicus menzionato solo in un'iscrizione (CIL VI.7542) senza alcuna notizia di località.

Vicus ionum Ferrariarum - un vicus conosciuto solo da un'iscrizione (CIL VI.9185) travata vicino S. Pancrazio sul Gianicolo. Non è stato trovato nulla su questo nome.

Vicus Fidii - una via della Regione XII (CIL VI.975), ma peraltro sconosciuta.

Vicus Flavius - forse dedicato a una statua della famiglia imperiale Flavia, comunque nell'ambito della Regione VI.

Vicus Florae - una via della Regione VI, probabilmente accanto a un sacello o Tempio di Fora.

Vicus Fortunae - presso il rispettivo tempio, nella VI Regio.

Vicus Fortunae Dubiae - una via della Regione XII (CIL VI.975), non lontana dal tempio della Fortuna dubia (WR 262; RE VII.30).

Vicus Fortunae Mammosae - una via della Regione XII (CIL VI.975), prese il nome appunto dal tempio della Fortuna Mammosa (si pensa tra porta Capena e le terme di Caracalla) a cui la via era evidentemente prossima.

Vicus Fortunae Obsequentis - una via della Regione I (CIL VI.975), ovviamente prende il nome dal tempio della Fortuna Obsequens.

Vicus Fortunae Respicientis - una via della X Regione, la capitolina, (CIL VI.975), forse sul lato sud, che prende nome da un tempio della Fortuna Respiciens (Not. Reg. X).

Vicus Fortunati - una via della Regione XIII (CIL VI.975), peraltro sconosciuta.

Vicus Frumentarius - una via della Regione XIII (CIL VI.975), ai confini dei magazzini sul Tevere sotto l'Aventino, adibiti alla conservazione del grano (cf. CIL VI.814: negotiatores frumentarii).

Vicus Ganimedis - della regio VII di Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Gemini - una via della Regione XIV (CIL VI.975), ma peraltro sconosciuta.

Vicus Gordiani Minor - della regio VII di Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Graecus - abitato dai Greci, della regio Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Graianarum - Accoglieva probabilmente gli addetti alla conservazione del grano, il vicus è posto nella XIV Regione.

Vicus Herbarius - della regio Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Honoris et Virtutis - una via che prende nome dal tempio di Honos et Virtus (q.v.) nella Regione I (CIL VI.975). Di essa abbiamo anche un'iscrizione su un frammento di architrave (CIL VI.449), e probabilmente scorreva tra la via Appia fino al tempio, che indubbiamente si trovava alle pendici del Celio, a poca distanza a sud della porta Capena (LA 268; HJ XXI).

Vicus Huiusque Diei (o huiusce Dei) - una via della Regione X (CIL VI.975), che si suppone abbia preso nome da un altare o da un tempio della Fortuna Huiusce Diei in questa parte dell'Urbe, per altri invece, il tempio stava nel Campo Marzio (HJ 104; WR 262; DE III.1061). La questione è dibattuta.

Vicus Ianuclensis - una via menzionata solo dalla Base capitolina (CIL VI.975), ma probabilmente stava su una pendice del Gianicolo.

Vicus Insteius (o Vicus Insteianus) - una strada sul collis Latiaris, la parte meridionale del Quirinale (Varro, LL V.52), in cui si dice che una grande alluvione di acqua venne nel 214 a.c. (Liv. XXIV.10.8). Probabilmente salì sulla collina vicino alla porta Fontinalis e alla moderna Piazza Magnanapoli, venne poi distrutta dalla costruzione del Forum Imperiale.

Vicus Isidis - la via di Iside, collocata nella Regione II.

Vicus Iovis Fagutalis - una via del Fagutale, che prendeva nome dal tempio Jupiter Fagutalis, conosciuta solo da un'iscrizione del 109 d.c.. (CIL VI.452).

Vicus Insteius: (Livy), o Insteianus (Varro) - una via dei Colli Laziali, della parte sud del Quirinale (Varro, LL V.52), in cui si dice che un grande effluvio d'acqua eruppe nel 214 a.c. (Liv. XXIV.10.8). Probabilmente salì la collina vicino alla porta Fontinalis e alla moderna Piazza Magnanapoli, e fu reincanalata dall'edificazione dei fori imperiali

Vicus Ianus: Ianus Geminus - del Foro Romano è scomparso senza lasciare traccia, un monumento importantissimo ed antichissimo, tanto che le fonti antiche lo riportano fondato o da Romolo o dal suo successore Numa Pompilio. Sappiamo solo che stava vicino alla Curia, sulla via chiamata Argiletum, e sembra che sia stato distrutto e poi ricostruito nella piazza del Foro Transitorio da Domiziano, quando restaurò la Curia, nel 94. Pertanto i suoi resti dovrebbero trovarsi sotto Via dei Fori Imperiali. Orazio sembra riportare il Vicus Ianus al Tempio di Ianus Geminus ma non se ne ha conferme.

VICUS IUGARIUS
Vicus Iugarius - la via che passava al lato del Tempio di Saturno, al Foro Romano

Vicus Iunonis - di Giunone, sull'Esquilino.

Vicus Labicanus - ai piedi del Colle Oppio.

Vicus Laci Fundani - prese il nome da una sorgente che si apriva sulle pendici ovest del Quirinale, vicino alla Cati fons, vicino alla Porta Salutaris (CIL VI.9854; Tac. Hist. III.69; Placidus p29). La via (CIL I.i.721 = VI.1297; RhM 1894, 401‑403), corrispondeva probabilmente alla Via del Quirinale che si dipartiva dalla parte sud di Piazza del Quirinale.

Vicus Laci Miliari - via della Regione XIII, conosciuta soltanto attraverso la Base Capitolina (CIL VI.975), per la fontana che qui sgorgava.

Vicus Laci Restituti - via della Regione XIV, conosciuta soltanto attraverso la Base Capitolina (CIL VI.975), per la fontana che qui sgorgava.

Vicua Laci Tecti - via della regioni XII, conosciuta soltanto attraverso la Base Capitolina (CIL VI.975), per la fontana che qui sgorgava.

Vicus Lanarius Ulterior - abitato dai lanieri, della regio Via Lata (attuale via del Corso). Presso il tempio Ultima Spes.

Vicus Larum Alitum - una via della Regione XIII (CIL VI.975), il nome proveniva da statue o basorilievi che raffiguravano i Lari, ma secondo alcuni erano interpretati erroneamente (Rosch. II. 1885).

Vicus Larum Curialium - probabile nome di una strada nella Regione XIV, a causa di un'incerta lettura rurale della Base Capitolina (CIL VI.975). Non si conoscono i "lares rurales", ma un'ara Larum curialium è stata rinvenuta sulla via Portuense, con cui questo vicus può essere collegato (NS 1907, 465; BC 1908, 42-47; PT 61).

Vicus Larum Rurialium (o Curialum) - una via nella regione XIV, a causa di una lettura incerta delle aree rurali della Base Capitolina (VI.975 OIL). Non vi sono noti are o templi di Lari, a parte un'ara Larunda curialium rinvenuta sulla strada di Porto, con la quale può essere collegato questo vicus (NS 1907, 465; BC 1908, 42‑47; PT 61).

Vicus Libertorum - abitato dai liberti, della Regione VII di Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Licinianus - conosciuto solo per un'iscrizione trovata sulla via Tiburtina, a 4 miglia da Roma (CIL VI.9871).

Vicus Ligurum - dove abitavano i Liguri, una via posta nella Regione VIII.

Vicus Loci Fundani - Si chiamava così la via “Alta Semita”, nella già VI Regione augustea, che dalla regione dei Fori Imperiali conduceva fino alla porta Collina e poi alla Nomentana, fino a l'odierna Piazza del Quirinale. (Da Piazza del Quirinale, aveva inizio il “Vicus Alta Semitae” o “Alta Semita” rispondente, con un dislivello di 2 o 3 m all'attuale via del Quirinale e via XX Settembre).

Vicus Longi Aquilae - trovato solo in un'iscrizione (CIL VI.31893), e probabilmente designava quelli che vivevano nel vicus Longi Aquilae, una via della Regione XIV, menzionata solo nella Base Capitolina (CIL VI.975).

Vicus Longus - era la via che attraversava la valle tra il Quirinale e il Viminale e si univa all'Alta Semita all'interno della Colline, molto vicino a dove la strada corre in Via Quintino Sella e Via Venti Settembre. E 'menzionato per primo da John (X.23.6) in connessione con la dedica di un altare alla Pudicitia Tretogonia (Feat. 237) nel corso dell'anno 296 a.c.. In questa strada erano anche santuari per la Febris (Vol Max II.5.6..) e della Fortune (pinta di Rom Port 10), e si verifica in due iscrizioni dell'Impero (OIL VI.9736, 10023) e LP (46. pregiudizio. Innocent. 1, 6). Il pavimento di questa strada è stato trovato su una linea che attraversa via Nazionale con un angolo di venti gradi nei pressi della Banca d'Italia, in diversi punti tra la banca e le Terme di Diocleziano, alla distanza di un Km. La valle attraverso il quale corse venne artificialmente riempita (bc 1886, 186). Una parte considerevole della sezione Nord-Est è stata distrutta dalla costruzione di questi bagni (RHM 1894, 382-384 HJ 417, 428; Gilbert III.368 Vedere anche S. Agata dei Goti da Hiilsen e altri (Roma 1924.. ), 4).

Vicus Lorarius - una strada evidentemente chiamata dai lorarii, o falegnami, ma conosciuta da una sola iscrizione (CIL VI.9796), che si trovava sulla via Appia nei pressi della Torre di Selci, senza alcuna indicazione di ubicazione.

Vicus Loreti Minoris - (Bas. Cap. reg. XIII (CIL VI.975) 319; Hemerol. Vall. ad Id. Aug.). Loreto era un antico bosco di lauro posto sulla parte nord-ovest dell'Aventino, XII Regione, (HJ 162: BC 1905, 215‑216; Gilb. II.236; CI p325), vicino all'Armilustrium (Dionys. III.43; Varro, LL V.152; Plin. NH XV.138), dove Tito Tazio si dice sia stato sepolto (Varro, loc. cit.; Fest. 360). vi sono ancora di quegli alberi nell'alto impero (Serv. Aen. VIII.276), ma il boschetto aveva probabilmente lasciato il posto a un piazzale da cui si partivano i due vici.


Vicus Loreti Maioris - (Bas. Cap. reg. XIII (CIL VI.975) 319; Hemerol. Vall. ad Id. Aug.). Loreto era un antico bosco di lauro posto sulla parte nord-ovest dell'Aventino, XII Regione, (HJ 162: BC 1905, 215‑216; Gilb. II.236; CI p325), vicino all'Armilustrium (Dionys. III.43; Varro, LL V.152; Plin. NH XV.138), dove Tito Tazio si dice sia stato sepolto (Varro, loc. cit.; Fest. 360). vi sono ancora di quegli alberi nell'alto impero (Serv. Aen. VIII.276), ma il boschetto aveva probabilmente lasciato il posto a un piazzale da cui si partivano i due vici.

Vicus Lotarius - una via della Regione VII.

Vicus . . . si . . . Luc. . . - una via della Regione XIV, menzionata solo nella Base Capitolina (CIL VI.975). Per altre congetture cf. CIL e Hermes 1867, 416.

Vicus Lugarius - sotto Santa Maria della Consolazione e accanto al Campidoglio, dove nel 1977 si sono ritrovate tracce delle mura serviane.
Vicus Malum Punicum - (via del Melograno), era una strada laterale al vicus Alta Semita.

Vicus Mancinus - una via della Regione VII di via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Mansuetos - una via della Regione VII di Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Materiarius - una via della Regione XIII (CIL VI.975). Prende evidentemente il nome da cortili di legname o falegnamerie e probabilmente si trova nel quartiere dei magazzini tra l'Aventino e il Tevere. (HJ 170).

Vicus Mercurii Ebrii - la sua esistenza è testimoniata da Lanciani (BC 1922, 3‑4) attraverso un frammento di papiro pubblicato da Nicole (Un catalogue d'oeuvres d'art conservées à Rome à l'époque impériale (Geneva 1906)), con le parole . . . tes a Mercurio Ebriu occur (l. 2).
Vicus Mamuri - una via della Regione VI.

Vicus Mercurii Ebrii - una strada la cui esistenza è dedotta da Lanciani (BC 1922, 3-4) da un frammento di papiro pubblicato da Nicole (un catalogo di Ginevra 1906 di opere d'arte conservate a Roma durante l'era imperiale), dove ci sono le parole. . . tes a Mercurio Ebriu. (l. 2).

Vicus Minervi - una via della Regione VII, conosciuta solo da un'iscrizione (CIL VI.766) su un piccolo altare in onore di Stata Mater Augusta dei magistri della regione. L'altare fu trovato fuori della Porta Pinciana, e il vicolo doveva andare a nord-est dalla porta. (HJ 450, cf. KH II, III).
Vicus Mundiciei - una via della Regione XIII (CIL VI.975). Il suo nome dovette derivare dalla presenza sulla via di botteghe che vendevano articoli da toeletta e articoli di lusso.

Vicus Novus Ulterior - della regio Via Lata (attuale via del Corso) (CIL VI.975)

Vicus Pacrai. . . - una via della Regione XIV (CIL VI.975). Su di essa solo congetture (cf. CIL and Hermes 1867, 416).

Vicus Padi - una via della Regione X, menzionata solo dalla Base Capitolina (CIL VI.975). stava probabilmente sulle pendici orientali del Palatino, attraverso il Celio e l'Arco di Costantino (BC 1914, 100).

Vicus Pallacinae - Nella regione IX, solo in Cicerone, ricorda i balneae Pallacinae (pro Roscio 7, 18), in connessione con balnea e vicus (pro Rosc. Amer 18: occiditur ad balneas Pallacinas de cena rediens Sex. Roscius; ib. 132: in vico Pallacinae, e schol. Gronov. Loc loc., Or. P436: locus ubi cenaverat Sex. Roscius), un "vicus Pallacine (sic) locus ubi cenaverat Publius Roscius" Se fosse originariamente un distretto o no, è probabile ma non certo (cfr, tuttavia, Rostowzew, Sylloge 500), e la testimonianza della letteratura paleocristiana è a favore di tale ipotesi (LP vit Marci 3 : hic fecit basilicam iuxta Pallacinis in 336, Antiusa lector de Pallacine, cfr la chiesa e il chiostro di S. Lorenzo in Pallacinis; vedere anche HJ 556; BC 1914, 98-99; S. Andrea de Pallacina, (Arm. 463; HCh 189-190).
Nell'VIII secolo viene menzionato un portico di Pallacinis (LP xcvii. (Hadr. I) di cui sono stati rinvenuti possibili frammenti in Via degli Astalli (Arm. 459; BC 1908, 280-282). In ogni caso il distretto era vicino all'estremità nord-est del circo Flaminio e il vicus potrebbe aver coinciso in generale con la Via di S. Marco (KH IV). Jordan (Hermes 2 p. p. 76 segg.) crede i bagni sorgessero accosto al circo Flaminio, e che al pari dei balneae Saeniae (Cic. pro Coel. 25, 61), il nome venga da Pallacius (nomen) o Pallacinus (cognomen) di colui che li costruì.

Vicus Palloris - Esquilino. Dedicato ad uno degli Dei dell'Ade di nome Pallor il cui tempio venne fatto edificare dal re Tullo Ostilio.

Vicus Panispernae - Questo nome è probabilmente derivato da quello di un'antica località vicino alla chiesa di S. Lorenzo in Panisperna sul Viminale. Il nome viene utilizzato circa dal 1000 d.c..; in precedenza, ad es. in Eins. 1.11; 5.7; 7.13, chiamato S. Laurentii in Formoso o ad Formosum, dal nome del suo fondatore (HCh 292-293, cfr HJ 376)

Vicus Parcarium (o Parcarum) - una via presso la Porta Trigemina nella Regione XI.

Vicus Pastoris - via dei Pastori - Esquilino

Vicus Patricius - una strada che si diramava dalla Subura e correva a nord tra il Cispius e il Viminale verso la porta Viminalis (FUR n. 9), e forse oltre (cfr Isis Patricia). Sembra che abbia formato il confine tra le Regioni IV e VI e abbia avuto una stretta corrispondenza con la moderna Via Urbana. Il nome è di dubbia origine, anche se spiegato da antiquari romani (Fest. 221: patricius vicus Romae dictus eo quod ibi patricii habitaverunt, iubente Servio Tullio, ut quid molirentur adversus ipsum, ex locis superioribus obprimerentur; ib. 351). Diramava nella parte alta del rione Monti, dalle Terme di Diocleziano alla Suburra, con un percorso oggi ripetuto da via Urbana e da via Massimo D'Azeglio, costituita da domus signorili (oggi Via Urbana)

Vicus Patratilli - regio XI.

Vicus Pauli - una via della Regione XIV (CIL VI.975), altrimenti sconosciuta.

Vicus Paullinus - una via sull'Esquilinus, nella Regione V.

Vicus Pili Tiburtinae - (da un pilastro in loco) presso la porta Quirinale, nella VI Regione.

Vicus Peregrinus - della regio Via Lata (attuale via del Corso). Presso la VII Cohorte dei Vigili.

Vicus Piscarius - un Vicus della Regione VII. Si trovava presso il Campus Agrippa. Si ritiene vi fossero botteghe che vendevano il pesce.

Vicus Piscinae Publicae - Un vicus che prese nome da un bagno pubblico e una piscina (Fest. 213), menzionata per la prima volta nel 215 a.c. Sup. XXIII.32.4), situato nel terreno basso tra la via Appia, la parete serviana, il versante nord-est dell'Aventino, e l'area occupata in seguito dalle terme di Caracalla (Liv. Fest. Loc. Citt .; Cic. ad Q. P. III.7.1; JORD II.106-107; HJ 183-184). Questo bagno in seguito diede il nome al vicus piscinae Publicae (CIL VI.975; Amm. Marcell. XVII.4.14), che conduceva dall'estremità meridionale del circo Massimo attraverso la depressione sull'Aventino fino alla porta Raudusculana.

Vicus Platanonis - un nome menzionato un'unica volta per designare una località dell'Aventino nella Regione XIII. Platanon significa un boschetto di platani e il vicus doveva costeggiare il bosco.

Vicus Ploti - una via della Regione XIV (CIL VI.975), peraltro sconosciuta.

Vicus Pomona - una via della Regione VII, non lontano dal Templum Novum Fortuna.

Vicus Portae Collinae - corrispondente con la moderna Via del Quirinale e Via Venti Settembre da Piazza del Quirinale ad est. La parte nord-est di questa strada era chiamata Vicus portae Collinae (q.v.)º, di cui un'iscrizione trovata (CIL VI.450) trovata vicino S. Susanna (Jord. I.1.510). L'antico pavimento giace a una profondità di 1.83 m dal livello attuale. (HJ 418; BC 1889, 332; RhM 1894, 387; Mitt. 1892, 312). Della Regione IV, conduceva all'omonima porta delle mura serviane.

Vicus Portae Naeviae - una porta delle mura serviane dell'Aventino vicino alla silva (nemora) Naevia (Varro LL V.163; Fest. 168-169; Liv. II.11; Obseq. Prod. 44). Ha dato il nome al vicus portae Naeviae (CIL VI.975), di cui la via Ardeatina era probabilmente la continuazione oltre le mura. Il punto in cui questa antica strada sembra aver attraversato la linea delle fortificazioni serviane si trova sul versante est dell'Aventino, a sud della chiesa di S. Balbina (Jord I.1.233; HJ 185; Merlin 119-121; Mitt. 1894, 327; BC 1914, 81-82).

Vicus Portae Raudusculanae - una porta delle mura serviane, citata accanto alla porta Naevia di Varro (LL V.163), che dice che si chiamasse raudusculana quod aerata fuit. Festus (275) fornisce spiegazioni alternative: Rodusculana porta appellata, quod rudis et inpolita sit relicta, vel quia, raudo, id est aere, fuerit vincta, mentre secondo Val. Massimo (V.6.3) il nome deriva da corna di bronzo apposte alla porta in memoria del pretore Genucius Cipus, dalla cui fronte erano spuntate le corna mentre lo attraversava sulla via della guerra. Questo è stato interpretato come un augurio che sarebbe re se tornasse a Roma, e per evitare questo disastro al suo paese, è rimasto all'estero. La spiegazione più probabile del nome è che il cancello è stato rafforzato con piastre o cerniere di bronzo.

Vicus Proserpina - una via della Regione XI del Circo Massimo. Forse con un'edicola di Proserpina.

Vicus Pulverarius - una strada da qualche parte nella regione I (CIL VI.975). Se pulvis qui significa pulvis Puteolanus (cfr Stat. Silv. IV.3.53 e passa), questa strada potrebbe essere stata chiamata dai letti pozzolana fuori dalla porta Appia (HJ 219). Vedi Schola Calcariensium.


Vicus Putealum - della regio Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Quadrati - un vicus nella Regione XIV (CIL VI.975), ma sconosciuta.

Vicus Raciliani Maioris - vicus in Regione XIV (CIL VI.975)

Vicus Raciliani Minoris - vicus in Region XIV (CIL VI.975), probabilmente connesso con Prata Quinctia: chiamata Racilia per la moglie di Cincinnato (Liv. III.26.9). Un'iscrizione registrava il dono di una statua di Ercole a un collegium iuvenum Racillanensium, recentemente notato in un negozio vicino al Gianicolo, senza dubbio della stessa provenienza (RAP IV.394, 395; Marucchi, App. Al Cat. Del Mus. Lateranense (1927), p6, n245 B.).

Vicus Rostratae - vicus della Regione XIV (CIL VI.975), probabilmente così chiamata per essere decorata con rostri.

Vicus Sabuci - nella Regione III, conosciuto solo da un'iscrizione (CIL VI.801) trovata nella via Merulana vicino S. Martino ai Monti. La forma Sabucus (Sambucus, l'albero) è stato trovato in Serenus Sammonicus (liber medicinalis) (fl. A.D. 230).

Vicus Salutaris - nome di due vicus, uno sul Palatino nella Regione X, l'altro nella Region XIV. Entrambi conosciuti solo dalla Base Capitolina (CIL VI.975).

Vicus Salutis (o Clivus Salutis) - una via menzionata solo in Symmachus (Ep. V.54.2) e LP XLII (vit. Innoc. I.6), ma probabilmente identica al vicus Salutis o Salutaris di un'iscrizione (CIL VI.31270) trovata presso la fine della Via del Quirinale. Questa strada, chiamata dalla Collis Salutaris o il tempio di Salus, probabilmente collegava l'Alta Semita con il vicus Longus, corrispondente in generale alla Via della Consulta (HJ 405; RhM 1894, 404 ). L'antica pavimentazione è stata trovata lungo questa linea, in alcuni punti fino a 18 metri sotto il livello attuale (BC 1889, 386, 1890, 11).

Vicus Sandaliarius - una via nella Regione IV, probabilmente a nord-est del Templum Pacis, che evidentemente ha preso il nome dalle botteghe dei ciabattini (sandaliarii). In questo vicus Augusto (agosto 57) ha allestito una statua di Apollo Sandaliario. Era vicino al tempio di Tellus (Not. Reg. IV), e potrebbe forse coincidere con la parte settentrionale della Via del Colosseo (cfr Clivus Cuprius). In un secondo momento conteneva la maggior parte delle librerie di libri di Roma (Galeno de librer propr.xix p8, Kuehn, Gell. XVIII.4.1, cfr Galen de Paraenet, xiv p620, 625). Il nome si presenta in tre iscrizioni (CIL VI.448, 761, BC 1877, 162-163, 1890, 132; HJ 329). Dalla sua ascesa prese il nome la vecchia chiesa di S. Blasio di Ascesa.

Vicus Saufei - un vicus nella Regione XIV (CIL VI.975).

VICUS SCAURI
Vicus Scauri - una via che sale dalla depressione tra il Palatino e il Celio, e corre verso est fino alla cima di quest'ultima collina, attuale Piazza della Navicella.
Si dipartiva dalla strada che collegava il circo Massimo e il Colosseo, appena a nord del Septizonium dove ora sorge la chiesa di S. Gregorio, e sembra aver coinciso con la moderna Via di SS. Giovanni e Paolo.
Il nome compare solo nei documenti post-classici (JORD II.594-595; 1 ​​LPD I.481, n. 19) e in vari documenti del decimo secolo del Reg. Sublac. (HCh 256-257), ma è probabilmente antico, e potrebbe essere il vicus Scauri di un'iscrizione (CIL VI.9940).
È stato congetturato che il vicus trium Ararum menzionato nella Base Capitolina nella Regione I (CIL VI.975), e in un'iscrizione dedicatoria trovata di fronte a S. Gregorio (CIL VI.453), possa essere stato un altro nome per il parte inferiore di questa strada (HJ 201, 231; DAP 2.x.409). C'era anche una chiesa di S. Trinitas in clivo Scauri ad ovest di S. Gregorio presso l'Arcus Stillans.

Vicus Sejus - Esquilino.

Vicus Semoni Sauci - presso il tempio omonimo, nella VI regione.

Vicua Sex Lucei - una via nella Regione XIV.

Vicus (si)mi Publici - una via nella Regione XIV, menzionata solo dalla Base Capitolina (CIL VI.975). Per congetture, cf. CIL and Hermes 1867, 416.

Vicus Sceleratus - Clivus Orbius (Urbio) era il primo nome di una via che conduceva dalle Carinae fino alla cima dell'Appia, attraversando il vicus Cuprius (Sol. I.25; Liv. I.48). In questa strada si dice che Tullia abbia ucciso suo padre, e in seguito è stato chiamato vicus Sceleratus (Liv. loc. cit.; Dionys. IV.39; Varro, LL V.159; de vir. ill. 7.18; Festa. 332, 333; Ov. Veloce. VI.609). La linea del Vicus Cuprius sembrerebbe certa, circa quella delle Via del Cardello e Via del Colosseo, e quindi il clivus Orbius probabilmente corrispondeva in parte almeno alla Via di S. Pietro in Vincoli, dove è stato ritrovato un antico lastricato (HJ 258). Pais (Leggende 273) lo colloca più a sud, all'interno della domus Aurea, ma è meno credibile.

Vicus Scipionis - forse attuale via degli Scipioni, della regio Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Sellarius - della Regione VII di Via Lata (attuale via del Corso). Sicuramente si facevano e vendevano selle.

Vicus Sergi - una via della Regione XIV (CIL VI.975), peraltro sconosciuta.

Vicus Sigillarius Minor - il che fa presupporre un Vicus Sigillarius Maior ma di cui nulla sappiamo senonchè il Siglillarius Minor fosse posto nella VII Regione di Via Lata. Il nome Sigillarius fa pensare a negozi di sigillaria, cioè di statuine di terracotta che rappresentavano divinità oppure erano giocattoli.


Vicus Signisalienti - una via della Regione XII.

Vicus Silani Salientis - una via sull'Aventino nella Regione XII (CIL VI.975), sembra prendesse nome da una fontana.
Vicus Silvani - una via posta sull'Esquilino.

Vicus Sobrius or Mercurii Sobrii - Sembra la stessa strada menzionata in Festus (296, 297, Sobrium vicum Romae dictum putatur ... .quod in eo Mercurio lacte non vino subplicabatur). La stessa strada sembra essere indicata in due iscrizioni (CIL VI.9483: insul (arius) a Mercurio sobrio, 9714: nummularius a Mercurio sobrio). Un santuario fu rinvenuto nel 1888 sull'Esquilino presso la Torre Cantarelli (1888, 221-239 circa, Mitt. 1889, 280) dedicato a Mercurio (CIL VI.30974), ma se si tratta di Mercurius Sobrius è puramente una questione di congettura ( HJ 334; DE II.2161). Cf. Vicus Mercurii Ebrii.

Vicus Solatarius - una via posta nella regione VII.
Vicus Spes Maior - una via della Regione VII di Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Statae Matris - una via sul Celio nella Regione II, conosciuta da un'iscrizione su un altare di Stata Mater (NS 1906, 179‑180; BC 1906, 186‑197). L'altare potrebbe essere stato posto lì dopo essere stato rimosso dalla sua posizione originale nel Foro, forse da Sulla (Fest. 317; Jord. I.1.525; WR 230).

Vicus Statae Siccianae - una via della Regione XIV (CIL VI.975). Questa Stata potrebbe essere identificata con Stata Mater.

Vicus Statuae Valerianae - una via che accoglieva una statua della gens Valeria, sulla banchina destra del Tevere (Not. Reg. XIV), che dette il nome alla via (Bas. Cap., CIL VI.975: statua valerianenses, ib. 31893; BC 1891, 342, 357; HJ 647).

Vicus Suburranus - Oggi Via in Selci, alla Suburra. Fino a pochi decenni fa questa era una via malfamatissima di Roma.
Si tratta di una via stretta e buia, che si diparte dalle Torri del Dazio, sempre sull’Esquilino, a poca distanza dalla basilica paleocristiana di Santa Maria Maggiore, e ridiscende fino a collegarsi con la grande via Cavour.
Sulla via affaccia la chiesa di Santa Lucia in Selci con annesso convento medievale, il quale ha inglobato un più antico edificio romano di cui si notano ancora le arcate di un portico, ormai tamponate e chiuse definitivamente.
Il Clivus Suburanus discendeva dall’Esquilino verso la valle del Colosseo, traversando la Suburra, un grande quartiere abitativo della Roma repubblicana e imperiale, storicamente considerato malfamato.

Vicus Sucusanus - una Via della Regione V.

Vicus Sulpicius - una via su cui si dice fossero collocate le Terme di Caracalla, (Hist. Aug. Elag. 17: opera eius praeter. . . et lavacrum in vico Sulpicio quod Antoninus Severi filius coeperat nulla extant; cf. the republican inscription on a round altar, CIL I2.1002 = VI.2221: magistri de duobus pageis et vicei Sulpicei; cf. 32452). Quindi costeggiava un lato delle Terme. Sulla Base Capitolina (CIL VI.975) nella Regione I sono menzionati un vicus Sulpicius ulterior e un vicus Sulpicius citerior, il che sembra indicare che nel IV secolo a un certo punto la via si divideva. Poichè le Terme stavano nella Region XII, la locazione più probabile del vicus Sulpicius è sul lato meridionale, per la maggior parte nella Regione I e parte anche nella regione XII. Se il vicus incrociava la via Appia, ulterior e citerior potevano indicare le loro due sezioni (HJ 196, 207‑209; KH II; per un'altra locazione di questo vicus, cf. LA 268).

Vicus Summi Choragii - Il Summum Choragium era il magazzino dove venivano conservati gli "scenari", le macchine, i costumi e ogni genere di attrezzi e apparati destinati alla realizzazione delle scenografie per il Colosseo; il che fa pensare che la via costeggiasse i Ludi Magni, dove si allenavano i gladiatori per gli spettacoli del Colosseo.

Vicus Suscusanus - una via della Regione esquilina.

Vicus Tabellarius - della regio VII di Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Tiberini - una via della Regione XIV, menzionata solo nella base Capitolina (CIL VI.975). Non c'è certezza sulla sua posizione, e questo nome le fu dato da Roberto Lanciani (LF 28) per una via il cui lastricato è stato rinvenuto recentemente sotto la odierna Via della Lungarina tra il Viale del Re e Piazza del Drago (BC 1913, 76).

Vicus Thurarius - una via posta nella Regione VIII.

Vicus Traegedus - Esquilino.

Vicus Triarii - o Clivus Triarius. Una via conosciuta solo da un'iscrizione (CIL XV.7178), ma forse da identificare con il vicus Triari della Base Capitolina (CIL VI.975) nella Regione XII.

Vicus Trium Ararum - una via che sale dalla depressione tra il Palatino e il Celio, e che corre verso est fino alla sommità di quest'ultimo colle, punto ora segnato da Piazza della Navicella.
Si diramava dalla strada che collegava il circo Massimo al Colosseo, poco a nord del Septizonium dove oggi sorge la chiesa di S. Gregorio, e sembra aver coinciso in generale con la moderna Via di SS. Giovanni e Paolo.
Il nome compare solo in documenti post-classici (Jord. II.594-595;1 LPD I.481, n. 19) e in vari documenti del X secolo del Reg. (HCh 256-257), ma è probabilmente antico, e può essere il vicus Scauri di una iscrizione (CIL VI.9940).
Si è ipotizzato che il vicus trium Ararum citato sulla Base Capitolina in Regione I (CIL VI.975), e in un'iscrizione dedicatoria rinvenuta davanti a S. Gregorio (CIL VI.453), potesse essere un altro nome per la parte inferiore di questa via (HJ 201, 231; DAP 2.ix.409).
C'era anche una chiesa di S. Trinitas in clivo Scauri a ovest di S. Gregorio vicino agli Arcus Stillans.

Vicus Trium Vi[a]rum - una via della Regione XIII (CIL VI.975), peraltro sconosciuta. Un'altra nella Regione IV con lo stesso nome,

Vicus Triumicus -

Vicus Troianus - una via della Regione VII, presso il sacellum Genii Sangi.

Vicus Turarius - (nel borgo etrusco) Iniziava dal Foro Romano passando tra la Basilica Giulia e il Tempio dei Dioscuri, proseguiva il percorso attraverso il Velabro tra la Cloaca Massima e il lato ovest del colle Palatino, passava tra il Foro Boario e il Circo Massimo fino alla Porta Flumentana, da lì si collegava attraverso il Ponte Sublicio alla via che portava verso le città etrusche di Cerveteri e Tarquinia. La strada era dedicata al commercio di costose stoffe e profumi d'importazione, che nel tempo gli fecero cambiar nome in Vicus Turarius (borgo dell'incenso). Vi si svolgevano anche le processioni sacre che durante i giochi circensi portavano le effigi degli idoli dal Campidoglio al Circo Massimo.


Vicus Troianus - intestato agli antenati di Roma, della regio Via Lata (attuale via del Corso).

Vicus Unguentarius - una via della Regione VIII, menzionata solo dalla Notitia (cf. Pr. Reg. 155), ma evidentemente così chiamata per la vendita di unguenti e profumi caratteristica dei negozi della via.

Vicus Unguentarius Minor - sempre nella Regione VIII, ma non sappiamo dove, menzionato dalla Notitia (cf. Pr. Reg. 155), così chiamato dai venditori di profumi della via.

Vicus Ustrinus - Esquilino, dove si bruciavano i morti della gente povera.

Vicus Ursi Pileati - una via della regio Esquilina.

Vicus V(aler)i (?) - una via posta non si sa dove nella Regione XIII (CIL VI.975).

Vicus Veneris Almae - una via della Regione XII (CIL VI.975), gli abitanti di questa via sarebbero probabilmente i Venerenses di un'iscrizione del IV secolo (CIL VI.31901; BC 1891, 357). Questo culto di Venere può essere connesso con quello della valle del Circo Massimo (cf. Ad Murciae).

Vicus Veneris Placidae - Esquilino.

Vicus Vestae - una via della Regione VIII, conosciuta solo da una frammentaria iscrizione dedicata ai Lares Augusti (CIL VI.30960; NS 1882, 235). Si pensa fosse la via che partisse dal Tempio di Vesta, passasse il Tempio di Castore, andasse nel lato nord-est del Palatino, sulla linea della rampa che ancora esiste (Thédenat 173‑174), e ciò può essere riferito a Ovidio (Fast. VI.389: qua nova Romano nunc via iuncta Foro est; cf. Asc. in Scaurian. 23; Gilb. III.413‑414; Jord. I.2.297‑298; DR 508, 509). Un'altra teoria pone la via al lato ovest dell'Atrium Vestae (Richter 88).

Vicus Viberini - una via della Regione XIV.

Vicus Vicinus - una via della Regione VII. Presso i castra Gypsiana.

Vicus Victoris - una via della Regione XII (CIL VI.975), sembra fosse vicino alla Porta Ardeatina (HJ 198).

Vicus Victoriae - una via del Palatino, accanto al tempio della Dea Vittoria e alla Domus tiberiana, e pure nella zona del Castra Gentiana (?).

Vicus Viridiarii - il nome di una strada su un'iscrizione (CIL VI.2225), che si dice sia stato trovato fuori Roma sulla via Praenestina (Gabina), ma dovrebbe appartenere alla città. Non vi è alcuna indicazione della posizione della strada.

Vicus Vitrarius - una strada della Regione I, menzionata solo nella Curiosum Notitia (HJ 219; BC 1914, 344).



VIE ITALICHE

Vicus Caedicii - Nome di un vicus della Campania, non molto lungi da Sinuessa (Plin. nat. hist. 14, 6, 52 cf. 11, 42, 241. Fest. ep. p. 45), trovato forse anche da Livio (22, 36, 7). Se ne ha menzione in una lapide neU'agro Falerno, la quale lo pone appunto accanto ai Sinuessani: C. X 4727: L. Papius L. f. Teretina Pollio duo vir L. Papio L. /. Falerna patri mulsum et crustum colonis Senuisanis et Caedicianeis etc.

Vicus Viridiarii - nome rilevato da un'iscrizione (CIL VI.2225), dove si riporta che venne trovata la via fuori Roma sulla via Praenestina (Gabina), ma si suppone fosse invece alla periferia dell'Urbe. Non se ne conosce la locazione.

Vicus Vitrarius - una via posta nella Regione I, menzionata solo dalla Notitia ma non si sa dove (HJ 219; BC 1914, 344). Vi si allocavano le botteghe dei vetrai.


C'ERANO POI LE PIAZZE

Auguraculum - sull'Arx, era una piazzetta ove si lasciavano liberamente crescere le verbenae pei sacrifizi, e sulla quale s'innalzava una specie di casetta, da cui i magistrati e gli auguri prendevano gli auspicii (Cic. de off. 3, 66. Varro I. 1. 5, 47. Liv. 1, 18. 24. Vitruv. 2, 1, 6. Fest. p. 18 cf. p. 16 e Angnraculnm). L'opinione, che accanto ad esso sia sorto anche un edifizio proprio degli auguri, negata dal Jordan (I 2 p. 105), è ancora non interamente rigettata dal Gilbert (3 p. 401). Quanto ai templi, parecchi ne sono menzionati, ma, tranne alcuni che devono essere stati veramente tali, altri, massime quelli che sorgevano nel perimetro dell'area Capitolina, si debbono considerare piuttosto come sacella o santuarii in genere. Nel seguente elenco non annoveriamo gli antichissimi sacella che sarebbero stati o abbattuti o rinchiusi nel gran tempio di Giove, quando questo fu costruito, come quelli di Terminus, luventas, Mars (Fest p. 162. Liv. 1, 55. Dionys. 3, 69. Serv. Aen. 9, 446 etc.).



C'ERANO POI LE SALITE

Clivus Acilii - all'epoca con relativo compitum Acilii (un crocicchio)

Clivus Capitolinus - la via che conduceva al Colle Capitolino. Era l'unica via carrozzabile, che dal forum Romanum conduceva al colle (cfr. Cic. pro Rab. perd. 11. Liv. 37, 3; 41, 27. Tac. hist. 3, 71. Dio Cass. 57, 5. Plin. paneg. 52. Serv. Aen. 2, 116 etc.).
Continuazione della Sacra via, la salita del Clivus comincia presso l'arco di Tiberio, all'angolo della basilica Iulia, gira intorno al tempio di Saturno, e continua lungh'esso il lato occidentale del medesimo per circa 70 metri in su, in linea retta.
Fa quindi una svolta in angolo retto, e in direzione obliqua va verso il colle, sorretto da una sostruzione artificiale al lato orientale, la stessa che forma la parete posteriore del porticus deorum Consentium; dove poi questa sostruzione incontra l'angolo del Tabularium volge il clivo in angolo ottuso verso il nord-ovest, e in questa direzione giunge immediatamente a pie' della sommità meridionale.
Dall'arco di Tiberio sino all'altezza della insenatura il clivo misura 200 m., e, come il forum a 12 m. sul Tevere all'arco di Tiberio, e l'insenatura del Capitolino a 30 m., così la salita del clivo è di 18 m., cioè 1:11, elevazione non insignificante, ma anche non infrequente in simili vie (Richter, Topogr. p. 85 seg. cf. Hermes, 18 p. 104 sgg.).
Dalla insenatura il clivo si bipartiva, e una via conduceva all'Ara, in origine la più importante (Varro 1. 1. 5, 47), l'altra al tempio di Giove. In dubbio il corso preciso delle medesime. uno possibile, che dalla insenatura una scala conducesse all'Ara, come anche oggi non altrimenti si monta alla chiesa di S. Maria in Aracoeli, che sorge sul medesimo luogo di quella.
La ristrettezza poi del terreno consente la sola opinione, che l'altra via in un lungo giro intorno al tempio di Giove giungesse all'ingresso del medesimo. (Eichter, Top. p. 87 cf. Jordan 1 2 p. 62 seg.77 seg. 120 Beg, Gilbert 1 p. 318 segg. 2 p. 311 segg. 433 seg. 445 segg.)
Un altro accesso direttamente all'area del tempio di Giove, vi era dal lato dell'insenatura (Tac. hist. 3, 71); esso però dovè sorgere quando la fortificazione del Capitolium era stata già distratta, e le case poste nell'insenatura stessa si estesero fino alle mura dell'area.

Clivus Mamuri - via di San Vitale.

Clivus Orbius

Clivus Publicius

Clivus Pullius - Da questo nome, per quanto molto trasformato, pare quasi con certezza derivi quello di ima chiesa medievale, s. Giovanni in Grapullo o Carapullo, che deve cosi essersi chiamata dal nome della contrada nella quale sorgeva. E siccome, questa chiesa deve collocarsi nei pressi della basilica di s. Pietro in Vincoli, ivi pure si deve ricercare il clivus Pullius ed il Vicus Fagutalis che gli era attiguo. Solino, I, 25, riferisce che la casa di Tarquinio il Superbo sorgeva presso il lucus Facutalis, situato, a sua volta, vicino al clivus Pullius.

Clivus Scauri - ancora conservato col suo arco e le terme visitabili.

Clivus Suburanus - Alla Suburra, oggi rione Monti.

Clivus Ursi - corrispondente oggi alla Salita del Grillo.

Clivus Triarius - Una via conosciuta solo da un'iscrizione (CIL XV.7178), ma forse da identificare con il vicus Triari della Base Capitolina (CIL VI.975) nella Regione XII.



E C'ERANO LE SCALE

Centum gradus - Conducevano dalla vallata tra il Capitolino e il Tevere, ove era il forum Olitorium, alla punta sud-est del colle, e propriamente alla rupe Tarpeia (di fronte alla Chiesa della Consolazione (Tac. hist. 3, 71 cf. Oros. 5, 9).

Scalae Caci

Scalae gemoniae - Un accesso a scala conduceva pure altrove, tra il tempio della Concordia ed il carcere Mamertino (Dio Cass. 58, 5 cf. Hermes 18 p. 125 Beg.); da essa si staccavano presso il carcere le scalae Gemoniae (cfr. Tac. ann. 3, 14; hist. 3, 74 etc.).



BIBLIO

- Carlo Villa - Le strade consolari di Roma: storia, itinerari, vicende secolari degli indistruttibili monumenti della potenza di Roma - Roma - Newton & Compton - 1995 -
- Romolo A. Staccioli - Strade romane - L'Erma di Bretschneider -
- Mario Luni (a cura di) - Le strade dell'Italia romana - DEA Store - Milano - 2004 -
- Samuel Ball Platner - Vici - A Topographical Dictionary of Ancient Rome - Oxford University Press - 1929 -
Antonio Nibby - Delle vie degli antichi - aggiunta a Roma Antica di Famiano Nardini -
- Giovanni Annio da Viterbo, frate domenicano (pseudonimo di Giovanni Nanni erudito quattrocentesco -1432 - 1502) - Antiquitatum variarum volumina XVII - II edizione 1498 -



0 comment:

Posta un commento

 

Copyright 2009 All Rights Reserved RomanoImpero - Info - Privacy e Cookies