CURIA HOSTILIA





La Curia Hostilia fu il più antico luogo di riunione del Senato romano, costruito nel Comizio entro l'area del Foro, secondo la tradizione dal terzo re di Roma, Tullo Ostilio. Il Comizio era il centro politico dove si svolgevano le più antiche assemblee dei cittadini: i comizi curiati. Oggi ne sono visibili pochi resti, dopo le trasformazioni d'epoca cesarea e augustea che lo fecero praticamente sparire.

Si dice fosse arredato con semplicità, solo con delle panche di legno e una sedia.

Era però decorato con la "Tabula Valeria", come Plinio riporta, un dipinto sulla parete esterna occidentale della Curia, che raffigurava la vittoria di Manio Valerio Massimo Messalla Corvino su Hiero e Cartaginesi nel 263 a.c..

Manio Valerio Massimo, console della Repubblica romana nel 263 a.c. con Manio Otacilio Crasso, era figlio del celebre Marco Valerio Massimo Corvino.

Durante la prima guerra punica, i due consoli scesero in Sicilia al comando di una legione ciascuno.

I Fasti trionfali riportano che Messalla riportò delle grandi vittorie, conquistando ben 67 cittadine, tra cui Messina e Catania, e vincendo un'importante battaglia contro i cartaginesi ad Imera.

I siciliani, scontenti del governo dei cartaginesi e dei greci, non opposero resistenza all'arrivo dei romani.

RESTI DELLA CURIA HOSTILIA
Inoltre Gerone II di Siracusa offrì la propria allenza. Messalla accettò l'offerta del tiranno facendogli firmare un trattato di pace che però limitava la sovranità siracusana sulla Sicilia sud orientale.

Nonostante la coordinazione dei due consoli nelle operazioni, i contemporanei ascrissero a Messalla il principale merito dei successi riportati, concedendo a lui solo il trionfo "De Paeneis et Rege Siculorum Hierone"

Al suo ritorno a Roma, portò con sé la prima meridiana, presa a Catania, e la fece posizionare su una colonna nel Foro. Fece poi dipingere un affresco nella Curia Hostilia raffigurante la grande battaglia tenutasi ad Imera, opera storica oltre che pregevole, considerata da Plinio come uno dei primi incoraggiamenti dell'arte a Roma.

Essendo un'area sacra agli auguri, la Curia era orientata sui punti cardinali: un'aula rettangolare con il lato maggiore sull'asse nord-sud.

Un primo ampliamento risale a Silla nell'80 a.c., dato che, a causa dell'aumento della popolazione, il numero dei Senatori venne portato da 300 a 600.

Sempre nell'area del Comizio i senatori avevano a disposizione fin dalla prima età repubblicana anche la zona detta Senaculum.

L'edificio della Curia venne in seguito distrutto da un incendio nel 52 a.c., da un gruppo di romani per protesta contro l'uccisione del loro eroe Publio Clodio Pulcro, durante il suo funerale, e venne ricostruito dai figli di Silla.

Diocleziano fece erigere nel IV sec. l'Atrio di Minerva e a fianco il Secretarium Senatus, un'aula più piccola per le sedute segrete, che sorse praticamente sopra la Curia Hostilia.

"Nella Curia Hostilia vennero edificate due chiese; una nel sotterraneo al presente, prima al piano antico, dedicata a s. Martina, martirizzata nell'Anfiteatro Flavio; fu fondata nel VII secolo, presumibilmente da Onorio I, al quale si attribuisce anche la fondazione della vicina chiesa di sant'Adriano nella sede della Curia Senatus".

CHIESA DEI SANTI LUCA E MARTINA ERETTA SOPRA LA CURIA HOSTILIA
Decaduta, restaurata e nuovamente consacrata da Alessandro IV nel 1256, come ricorda la lapide murata nella cappella di destra, e la chiesa è attestata nel Catalogo di Cencio Camerario, anche se Martina non è citata tra i santi di cui vi si custodivano le reliquieLa chiesa superiore, ancora più rialzata nel ricostruirla, venne dedicata a s. Luca Evangelista.

Quattro sedili di pietra, appartenuti, o almeno così si tramanda, alla Curia Hostilia, si trovano a Palazzo Mattei, accanto alla Chiesa di via de' Funari.





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