IL FORO ROMANO





FORO ROMANO REGIO

RODOLFO LANCIANI:
"FORVM ROMANVM. Piedistallo di Stilicene CIL. VI, 1731, acquistato dai Capranica della Valle l'anno 1584" Gran parte del Forum fu infatti prima distrutto e poi depredato dalla nuova nobiltà romana, non più militare ma prelatizia.

Già all'epoca regia c'erano dunque diverse costruzioni quali:



IL CAMPIDOGLIO

Secondo Tacito la piana del Foro e il colle del Campidoglio furono aggiunti alla Roma quadrata (Palatino) di Romolo da Tito Tazio. Solamente verso il 600 a.c., ad opera del re etrusco Tarquinio Prisco, venne drenata con la costruzione della Cloaca Massima creando una piazza rettangolare pavimentata in tufo. La prima pavimentazione risale dunque al primo periodo etrusco, verso la fine del VII sec. a.c.


IL COMITIUM

Il Comizio romano, sede dell'attività politica, risale lla seconda metà del VI sec. a.c., in età regia. La tradizione riferisce che dopo il ratto delle Sabine, Romani e Sabini, per intermediazione delle donne sabine, cessarono la guerra decidendo di unire i due popoli associando i due regni governati rispettivamente da Romolo e da Tito Tazio, in un regno unico comandato da entrambi. Come capitale sarebbe però rimasta Roma, ma tutti i Romani furono chiamati Curiti (in ricordo della patria natia di Tito Tazio, che era Cures) per rispetto ai Sabini.

Inoltre il vicino lago nei pressi del regio foro romano, fu chiamato in ricordo di quella battaglia e del comandante sabino scampato alla morte (Mezio Curzio), Lacus Curtius, mentre il luogo in cui si conclusero gli accordi tra le due popolazioni, fu chiamato Comitium, da comite, luogo d'incontro.



IL LAPIS NIGER

Un tempo considerata la tomba di Romolo, oggi più legata alla pietra nera di Cibele invocata dai Libri Sibillini per salvare Roma da i Cartaginesi. Le sue iscrizioni molto antiche fanno però pensare a un periodo più arcaico, sicuramente regio.



LA CURIA HOSTILIA

Fu il più antico luogo di riunione del Senato romano, costruito nel Comizio, entro l'area del Foro, edificato dal terzo re di Roma, Tullo Ostilio. Essendo area sacra, era orientata sui punti cardinali, un'aula rettangolare con l'asse maggiore in direzione nord-sud. In epoca repubblicana Silla la ingrandì, perchè il numero dei mebri del Senato venne portato da 300 a 600. Sempre nell'area del Comizio però i senatori avevano a disposizione fin dalla prima età repubblicana anche la zona detta Senaculum.



LA REGIA

Una delle più antiche costruzioni del Foro romano, situata all'estremità sud-est, alle sue spalle si trovano il tempio di Vesta e la casa delle Vestali e a nord il tempio di Antonino e Faustina. Qui viveva il Re o almeno il Rex sacrorum. I resti della Regia oggi sono coperti da una tettoia e non sono visitabili.



IL VOLCANALE

Il Volcanal era un antichissimo santuario con altare dedicato al dio Vulcano collocato nell'area Foro Romano, sopra il Comitium. Secondo la tradizione il Volcanale fu fondato da Tito Tazio, re dei Sabini, quindi un'antica divinità sabina passata poi ai romani assimilandola all'Efesto greco.



LACUS CURTIUS

Secondo Tito Livio una voragine si aprì al centro del Foro, che secondo gli auguri si sarebbe colmata soo gettandovi la cosa più preziosa del popolo romano.

Poiché la presunta ira degli Dei non cessava, il giovane cavaliere Marco Curzio, ritenendo che la cosa più preziosa del popolo romano fosse il coraggio, armatosi montò a cavallo e si consacrò agli Dei Mani gettandosi nella voragine fiammeggiante, che si richiuse su di lui.

Il mito fa pensare a sacrifici umani volontari in vista di pericoli per l'Urbe come assedi o battaglie, una specie di kamikaze insomma.



TEMPIO DI VESTA

C'è chi pensa sia il tempio più antico, insiema al Volcanal. C'era già in età regia e si suppone che le sue vestali anticamente anzichè essere vergini praticassero la prostituzione sacra.



L'UMBELICUS URBIS

L'umbilicus urbis Romae, l'ombelico della città di Roma, era il centro ideale della città di Roma, posto nel Foro Romano, nei pressi dell'arco di Settimio Severo e del Tempio della Concordia. Si trattava dell'equivalente romano degli omphalos greci. Era costituito da un cono di mattoni, parzialmente conservatosi, ricoperto di marmi bianchi e colorati. Sulla cima doveva ergersi una colonna o una statua.

FORO ROMANO (clicca l'immagine per ingrandirla)
1. La Curia 2. Arco di Septimio Severo 3.4 I Rostra. Tempio di Vespasiano e Tito 5. Via Sacra 6. Tempio di Saturno 7. La colonna di Foca 8 Basilica Julia 9. Basilica Emilia 10. Tempio di Julio Caesar 11. Tempio di Vesta 12. Tempio di Castore e Polluce 13. Santa Maria Antica 14. Tempio di Augusto 15. Tempio di Antonino e Faustina 16. Tempio di Romolo 17. Tempio di Venere e Roma 18. Casa delle Vestali 19. Basilica di Massenzio 20. Colosseo 21. Arco di Tito 22. Palatino





FORO ROMANO REPUBBLICANO

Per Foro Romano si intende però in genere quello antecedente al Foro di Cesare, dove in età regia erano già stati edificate imponenti costruzioni, con l'aggiunta di nuovi o di migliorie ai vecchi, quali:



PIAZZA DEL FORO e CAMPIDOGLIO

La piazza del Campidoglio, come si evince dagli scavi, venne lastricata più volte in epoca repubblicana.

Qui si aprì il mercato, l'amministrazione politica e giudiziaria, e i templi, da qui si diramavano le strade, come la Via Sacra, che correva dalle pendici del Campidoglio fino all'Arco di Tito.

Ancora oggi è visibile il suolo a giganteschi blocchi di tufo, come usava nella Roma arcaica, colle profonde tracce delle ruote dei carri.



PORTICO DEGLI DEI CONSENTI

Varrone riporta che anticamente, in prossimità del Foro Romano, stavano le dodici statue dorate degli Dei Consentes, sei Dei e sei Dee, forse la trasposizione dei misteriosi dodici Dei Consenti etruschi. Nel 1834 gli scavi portarono alla luce, ad ovest del tempio di Saturno, un edificio di mattoni di otto vani, davanti cui vi erano i frammenti di un portico colonnato, poi innalzato e riassettato nel 1858.
Il porticato è oggi di dodici colonne scanalate in marmo cipollino su un basamento sotto cui si aprono altri sette ambienti dove probabilmente stavano le 12 divinità: Cerere e Mercurio, Giunone e Giove, Venere e Marte, Minerva e Nettuno, Diana e Apollo, Vesta e Vulcano.

Un’incisione sull’architrave del porticato dichiara che le statue e la struttura furono rinnovate da Vettio Agorio Pretestato, prefetto di Roma nel 367 d.c.



I ROSTRA

I Rostra erano la tribuna su cui si facevano le orazioni degli oratori e dei magistrati, così chiamata fin da quando fu ornata dai rostri delle navi conquistate durante la battaglia di Anzio del 338 a.c. In origine erano posti all’interno del Comizio con un’area delimitata da gradini circolari.

Quando Cesare e poi Augusto rinnovarono il Comizio, i Rostra furono trasferiti sul lato ovest del Foro. La costruzione conserva ancora i frammenti della facciata quadrata originaria in grandi blocchi di tufo, mentre tutta l’area a piccoli massi cementati risale a un risanamento. I numerosi fori che li costellano accoglievano i perni che sostenenevano i rostri. La parte sul retro che guarda il Campidoglio ha una gradinata semicircolare, forse riproduzione di quella originale. Tra la scalinata e la facciata vi erano pilastri di mattoni che sorreggevano l'originaria piattaforma probabilmente di legno, visto che non ce n'è traccia.
RICOSTRUZIONE DEL FORO ROMANO VISTO DAL CAMPIDOGLIO


IL COMITIUM

Nel Comizio avevano luogo le funzioni politiche della repubblica romana, raggruppate in tre parti, ma correlate in un sistema unico e funzionale:
  • L'assemblea popolare, che si svolgeva nella piazza circolare coi gradini, dove si riunivano le genti per prendere decisioni politiche. 
  • Il Senato, che si ritrovava nell'attigua Curia Hostilia e nell'area del Senaculum, per la regolazione delle leggi. 
  • I magistrati, per l'amministrazione della giustizia, che avevano la propria tribuna nei Rostra. 
Fu la zona di maggiore importanza politica del Foro e di Roma stessa, dalla fine dell'età regia fino alla tarda età repubblicana, quando gran parte delle le funzioni del Comizio passarono alla più ampia piazza del Foro e ai nuovi altri edifici che vi si affacciavano.



LAPIS NIGER

Lapis niger, tutt'ora visibile, secondo la leggenda dove morì Romolo, dove è stata rinvenuta la più antica iscrizione latina conosciuta. Ma oggi la leggenda è sfatata, e si presume fosse un santuario di Cibele, dati i ritrovamenti di sculture di leoni e dato che la Dea era spesso rappresentata da una pietra nera. Forse è la pietra nera che nell'oracolo sibillino fu raccomandato di portare a Roma ed onorare per scongiurare il pericolo di Annibale.



IL VOLCANALE

L'antichissimo santuario con altare dedicato al dio Vulcano collocato nel Foro Romano, sopra il Comitium. Fu conservato e restaurato in epoca repubblicana.



UMBILICUS URBIS

L'equivalente romano degli omphalos greci, il centro del mondo, ovvero il centro di Roma che fu poi davvero al centro del mondo. Era costituito da un cono di mattoni, parzialmente conservato, ricoperto di marmi bianchi e colorati. Vi si pose accanto la Pitrea Miliare Aurea, inizio di tutte le strade consolari.



CURIA HOSTILIA

Fu il più antico luogo di riunione del Senato romano, costruito nel Comizio, e ristrutturao da Silla in epoca repubblicana.



SACELLO DI VENERE CLOACINA

Dedicato a Venere protettrice delle acque e pertanto di acquedotti e cloache, era un piccolo tempio accanto alla basilica Emilia. Dai frammenti sappiamo che aveva una piccola base marmorea con tempietto senza copertura, con una bassa recinzione circolare che accoglieva le statue di Cloacina e Venere. All’inizio erano due divinità: Cloacina, antica divinità romana delle acque; Venere vi fu inserita fino ad assimilare l'altra Dea.



TEMPIO DI VESTA

Antichissimo tempio romano, all'estremità orientale del Foro Romano, lungo la via Sacra accanto alla Regia ed alla Casa delle Vestali: insieme a cui costituiva un unico complesso religioso, con il nome di Atrium Vestae. Restaurato in epoca repubblicana.



TEMPIO DI SATURNO

Risale all’epoca regia ma fu aperto solo nei primi anni della Repubblica, forse nel 498 a.c.. Nel 42 a.c. fu integralmente ricostruito ad opera di Lucio Munazio Planco col bottino della battaglia in Siria e risanato poi dal Senato a causa dell’incendio del 283 d.c.

Ciò che resta del Tempio risale a quest’ultimo risanamento, ricordato nel fregio: SENATUS POPULUSQUE ROMANUS INCENDIO CONSUMPTUM RESTITUIT cioè “Il Senato e il Popolo Romano restituirono dall’incendio”.



TEMPIO DEI CASTORI

O Tempio dei Dioscuri, di cui restano solo tre colonne corinzie su un alto basamento, si ricollega alla battaglia del 499 a.c. nelle vicinanze del Lago Regillo, tra Romani e i Latini capeggiati da Tarquinio il Superbo, che volevano impadronirsi di Roma, dove comparvero due cavalieri sconosciuti in aiuto dei Romani, che poi fecero dissetare i cavalli presso la Fonte di Giuturna e, dopo aver proclamato la vittoria in città scomparvero. Il popolo romano vi riconobbe i Dioscuri e un tempio venne loro innalzato nel 484 a.c..



FONTE DI GIUTURNA

La Fonte di Giuturna, a destra Tempio dei Castori, era dedicata alla ninfa Giuturna sorella di Turno, sovrano dei Rutili. Le sue acque considerate benefiche, venivano raccolte in una vasca di marmo quadrata di 5 m. per lato, con al centro un basamento rettangolare con i simulacri dei Dioscuri. Sul basamento della vasca erano raffigurati Castore e Polluce con Giove e Leda, loro genitori, e Giuturna.



TEMPIO DELLA CONCORDIA

Per tradizione innalzato da Marco Furio Camillo nel 367 a.c. per celebrare la rinnovata pace tra patrizi e plebei, sancita delle leggi Lacinie Sestie che concessero pari diritti politici alle due classi sociali.



TABULARIUM

Sorge sulla sommità dell’Asylum, la sella tra il Capitolium e l’Arx, le due cime del Campidoglio. Serviva ad ospitare e conservare gli archivi pubblici statali, cioè le tabulae in bronzo sulle quali venivano incise le leggi e i decreti. Realizzato nel 78 a.c. su commissione di Quinto Lutezio Catulo, il console incaricato dal Senato di risanare gli edifici rasi al suolo o rovinati dall’incendio che colpì quest’area di Roma nell’83 a.c.



BASILICA EMILIA

La basilica, sebbene pervenutaci solo in forma di rovine, è l'unica sopravvissuta dell'era repubblicana a Roma, essendo scomparse la basilica Porcia (la più antica), la Basilica Sempronia e la basilica Opimia. L'aspetto odierno però ha numerosi restauri e rifacimenti di epoca imperiale.



BASILICA PORCIA

Realizzata da Marco Porcio Catone per amministrare la legge e come luogo di incontro per i commerci. Sorgeva a ovest della Curia, su un terreno comprato dallo stesso censore precedentemente occupato da negozi e case private. Molti processi vennero tenuti all'interno della basilica.



BASILICA SEMPRONIA

Eretta nel 170 a.c. dal censore Tiberio Sempronio Gracco (padre dei Gracchi) da cui l'edificio trae il nome. Venne costruita sopra la villa di Scipione l'Africano estava tra il tempio di Saturno e il tempio dei Dioscuri, dove il vicus Tuscus si immetteva nel Foro Romano.



BASILICA OPIMIA

Realizzata nel 121 a.c. accanto al tempio della Concordia da Lucio Opimio che ne aveva finanziato la costruzione. Con l'ingrandimento del tempio della Concordia sotto Tiberio la basilica fu sacrificata e scomparve.


SCAVI

Nel Foro Romano, lo scavo più importante è quello realizzato dalla American Academy of Rome nella Regia, che ha permesso d'identificare le fasi più antiche del monumento. Questo viene creato per la prima volta nell'ultimo quarto del VII sec., al posto di un gruppo di capanne, che costituiscono il primo insediamento umano nella zona. L'edificio venne poi ricostruito altre tre volte: l'ultima, in modo radicale e definitivo, intorno alla fine del VI sec. a.c. Come ha mostrato lo scavatore, F.E. Brown, questa fase coincide con la data indicata dalla tradizione antica per l'inizio della Repubblica, della quale costituisce un'evidente conferma archeologica. Altri saggi, assai importanti, ma tuttora inediti, sono stati realizzati in varie riprese nella zona del Comizio, sotto la basilica Giulia, e intorno al tempio del Divo Giulio e all'Arco di Augusto.















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