TEODOSIO II





Predecessore: Arcadio
Successore: Marciano
Nascita: 10 aprile 401
Morte: 28 luglio 450

Regno: 428-450 d.c.




LE ORIGINI

Teodosio II nacque a Costantinopoli nel 401 d.c. dall'imperatore Arcadio e da sua moglie Aelia Eudossia, continuando la dinastia teodosiana, originata da Teodosio I il Grande. Fu proclamato Augusto, dopo un solo anno di vita, da suo padre che, per timore che alla propria morte il bambino potesse essere deposto lo affidò alla custodia di Yezdegerd I, re sasanide di Persia, all'epoca in grande armonia con l'impero romano. Il re giurò di muovere guerra contro chiunque minacciasse il trono di Arcadio o di Teodosio II.

Quando Arcadio morì, nel 408, Teodosio II gli succedette sul trono d'Oriente. Aveva solo 7 anni, per cui fu affidato alle cure dell'eunuco di palazzo Antioco, ma con la reggenza di Flavio Antemio, allora prefetto del pretorio di Cosantinopoli. Da bambino visse isolato dal mondo tra le mura della reggia, senza contatti sociali, la sua unica compagnia erano i libri.



INTANTO NELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE

Poco dopo la morte di Arcadio, Stilicone forse in accordo col goto Alarico, aumentò la sua influenza sull'impero, forse desiderando il trono per sè. Ma l'imperatore Onorio si fece convincere che volesse tradirlo così nel 408 Stilicone fu arrestato, processato e giustiziato a Ravenna. Con la sua morte riaffiorò l'odio dei romani per i barbari. Onorio aveva non solo privato l'Impero dell'unico generale valido, ma aveva dato inizio alle violenze dei legionari romani sui propri ausiliari barbari. I superstiti goti, abbandonato l'esercito imperiale, passarono sotto la guida di Alarico. A questo punto i legionari si accorsero di non avere generali in grado di comandarli ed andarono allo sbando.

Alarico che non si fidava di Onorio né del senato, assediò Roma agli inizi di Settembre dello stesso anno. Roma morì di fame, freddo e malattie. Infine dovette pagare ai Goti 5000 libbre d'oro, 30.000 d'argento, 4000 tuniche di seta, 3000 pelli tinte di scarlatto, 3000 libbre di pepe. Dopo la resa di Roma Alarico chiese ad Onorio di poter occupare il Norico. La proposta era ragionevole, ma Onorio stupidamente rifiutò. I Goti avrebbero potuto essere un valido popolo-cuscinetto, soprattutto contro Costanzo che riuniva sotto di sé Gallia, Britannia e Spagna.

Nel frattempo Arcadio era morto e Teodosio II aveva solo sette anni. Alarico allora mise sul trono un cristiano colto ed intelligente: Prisco Attalo. Questi nominò Alarico magister militum e cominciò i preparativi per marciare su Ravenna. Onorio chiese aiuto al governatore d'Africa, Eracliano, il quale chiuse i rifornimento di grano per Roma. Ravenna non poteva più essere presa. Alarico lo capì e spogliato Prisco Attalo della porpora assediò Roma per la terza volta. La città non resse ed aprì le porte ai barbari. Il sacco di Roma era compiuto. L'Impero d'Occidente era alla distruzione finale.



ORIENTE: LA REGGENZA DI ARTEMIO

Con la collaborazione dell'amico Troilo, un sofista di fede pagana di Sida e famoso letterato, Antemio governò saggiamente. Per la carestia di grano la popolazione affamata aveva dato alle fiamme la sua casa, ma anzichè fare ritorsioni, si preoccupoò dei rifornimenti in modo più sicuro.


Le Opere:


  • Stabilì buoni rapporti coll'Impero d'occidente;
  • stipulò un nuovo trattato di pace con i Persiani;
  • annullò i contributi arretrati alle province orientali;
  • aiutò le città danubiane e illiriche devastate dai Visigoti;
  • respinta un'invasione in Moesia da Uldino re degli Unni, inviò un gran numero di prigionieri germani al servizio di Uldino dai proprietari terrieri dell'Asia Minore per lavorare la terra;
  • per evitare future invasioni di Unni o Germani potenziò la flotta sul Danubio; fortificò Costantinopoli, poichè nonostante Costantino il Grande avesse costruito una cinta di mura, la città si era ingrandita, estendendo le nuove mura dalla Propontide (Mar di Marmara) fino al Corno d'Oro, in più rafforzò le vecchie mura.


Nel 414 la sorella dell'imperatore, Elia Pulcheria, di due anni maggiore di Teodosio, venne proclamata Augusta e assunse la reggenza al posto di Antemio.



REGGENZA DI ELIA PULCHERIA

Pulcheria era una donna forte, ambiziosa, amante del potere e molto bigotta. L'atmosfera di corte divenne pesante come quella di un chiostro. Il nuovo prefetto del pretorio fu un certo Aureliano che divenne il principale consigliere di Pulcheria. La donna liquidò anche Antioco dalla carica di tutore del fratello, al quale disse che da allora in poi ella stessa desse lezioni di comportamento.


La filosofa Ipazia

Dopo che Pulcheria ebbe assunto la reggenza ad Alessandria accadde un fatto gravissimo. Ipazia, donna pagana celebre per le sue conoscenze filosofiche e matematiche, guidava un cenacolo di filosofi, letterati e ricercatori che affluivano da ogni parte per ascoltarla. Mentre per lo spirito orientale non c'era problema nel concedere parità di diritti a una donna, tanto è vero che Pulcheria poteva essere reggente, nello spirito della Chiesa Cattolica era un insulto. Pertanto il Patriarca Cirillo sobillò la folla dei cristiani incitandoli al linciaggio della giovane Ipazia, che dalla folla fu denudata, letteralmente smembrata viva e seminati i suoi pezzi sanguinanti nella piazza.
Pulcheria, cristiana devota alla Chiesa e seguace di Cirillo, impedì che il commissario incaricato svolgesse obiettivamente le sue indagini. Il popolo pagano di Alessandria chiese allora giustizia presso Teodosio II sul loro vescovo per aver fatto massacrare, non solo Ipazia, ma tanti avversari religiosi. Ma Cirillo convocò illegalmente il Concilio di Efeso, terzo Concilio ecumenico della storia della Chiesa, in cui legittimò il suo delitto, per cui non solo non pagò i suoi crimini ma fu successivamente fatto santo dalla Chiesa.

Pulcheria fu infatti talmente integralista nella sua fede, che decise di rimanere casta inducendo le sorelle Arcadia e Marina a fare altrettanto, dietro suggerimento del loro padre spirituale, il patriarca Attico che a loro beneficio scrisse un elogio della condizione di verginità. Il sesso era peccato, l'ideale era farne a meno.

Teodosio però non poteva restar vergine e anzi doveva sposarsi per dare un erede, così Pulcheria gli combinò il matrimonio con Atenaide, figlia del sofista ateniese Leonzio. La sposa venne battezzata col nome di Elia Eudocia e due anni dopo fu proclamata Augusta. Monete furono coniate con il suo nome come era già stato fatto per Pulcheria. Elia Eudocia ebbe in seguito una figlia, Licinia Eudossia e un figlio che però morì da piccolo.



ATHENAIDE

Atenaide nacque ad Atene in una famiglia pagana: suo padre, il filosofo sofista Leonzio, la educò come si faceva coi maschi, con Iperechio ed Orione come insegnanti. Ebbe due fratelli di nome Valerio e Gessio, ed uno zio, Asclepiodoto.

Dopo la morte del padre, in contrasto coi fratelli sull'eredità, si recò a Costantinopoli, presso lo zio paterno a chiedere giustizia. Fu notata da Elia Pulcheria, e da Paolino, il magister officiorum, i quali, colpiti da questa giovane e bella ragazza, vergine, elegante, ben educata alla maniera greca e versata nell'eloquenza, la reputarono adatta a sposare l'imperatore. Dovette naturalmente convertirsi al Cristianesimo, e col battesimo abbandonò il nome Atenaide per quello cristiano di Eudocia.

Nel 421 Atenaide sposò l'imperatore, con Pulcheria come madrina, assumendo il nome di Elia Eudocia, ed esercitando una grande influenza sul marito, in concorrenza con Pulcheria, tanto che i suoi fratelli e suo zio ottennero posti di rilievo nell'amministrazione imperiale.

Nel 422 terminò la guerra tra i Romani e i Persiani ed Atenaide,valida poetessa, compose un poema in esametri in cui esaltava le imprese dei soldati imperiali,il che le accattivò le simpatie dell'esercito. Dopo un anno di matrimonio le nacque la figlia Licinia Eudossia e Teodosio le concesse il titolo di Augusta, nel 423.

Si deve a lei la costruzione dell'importante basilica di san Polieucto e della chiesa di san Lorenzo, destinata ad ospitare le reliquie di santo Stefano. Ebbe anche il merito di promuovere, con la propria influenza su Teodosio, una politica più tollerante nei confronti di pagani ed Ebrei, che avevano sofferto per la politica intollerante di Pulcheria.

Dal 420 si deterioratono i rapporti tra Atenaide e Teodosio, forse per influenza di Pulcheria, molto invidiosa della cognata che era Augusta, e per di più molto più bella, più amata da tutti e più colta di lei. Ebbe un'altra figlia nel 431, Flaccilla, e forse anche un figlio maschio morto da bambino, Arcadio, ma il rapporto peggiorò ed Atenaide partì per un pellegrinaggio in Terra Santa, insiema alla pia vedova Melania nel 438, e si recò nei maggiori centri della fede cristiana in Oriente. Ovunque venne accolta con entusiasmo: a Gerusalemme raccolse molte reliquie, tra cui tra cui le catene di San Pietro e le ossa di Santo Stefano, e si inginocchiò davanti alla tomba di Cristo; ad Antiochia di Siria fece un discorso al senato cittadino in stile ellenico, e distribuì fondi per il restauro degli edifici in rovina, tanto che venne le eretta una statua in bronzo davanti al Museo della città.

Il suo ritorno a Costantinopoli, carica di reliquie, fu ben accetto da Teodosio, ma nel 443, un complotto ordito dall'eunuco Crisapio, l'accusò di adulterio col magister officiorum Paolino:. Atenaide fu costretta ad abbandonare Costantinopoli, lasciando il potere a Pulcheria, e si recò nuovamente in Terra Santa, a Gerusalemme.

Teodosio inviò il suo comes domesticorum (comandante della guardia) Saturnino a giustiziare due membri della corte di Atenaide, il prete Severo e il diacono Giovanni, ma questi venne ucciso, forse da Atenaide stessa, come riporta Marcellino. Teodosio, adirato, le ridusse la corte, pur mantendole il titolo di Augusta per non inimicarsi il popolo che molto la amava.

Pur in esilio tra Betlemme e Gerusalemme, Atenaide fu promotrice delle arti, collaborò alla composizione di un centone con i versi di Omero (l'Homerocentones) e scrisse un poema in otto libri sul martirio di san Cipriano e una parafrasi dei libri di Daniele e di Zaccaria. Fu il punto di riferimento di quanti lamentavano le persecuzioni contro gli Ebrei, accettando le loro petizioni malgrado la riprovazione generale; finanziò a proprie spese costruzioni in tutto l'Oriente, provvedendo all'erezione di nuove mura per Gerusalemme. Fu anche coinvolta nella rivolta dei monofisiti siriani del 453, ma in seguito di riappacificò con Pulcheria e venne riammessa nella Chiesa ortodossa.
Morì a Gerusalemme nel 460 e fu sepolta nella chiesa di santo Stefano. La Chiesa ortodossa la considera santa.



IL REGNO DI TEODOSIO

A 15 anni Teodosio II fu dichiarato maggiorenne; avrebbe potuto governare ma Pulcheria non si tirò indietro, aiutata da Monassio, il nuovo prefetto del pretorio. Quandofu posto sul trono dell'Impero d'occidente il cugino dell'Imperatore Valentiniano III che era ancora un ragazzo, l'Impero d'Oriente occupò Salonae in Dalmazia rivendicandone il possesso.

Teodosio II non era un indolente come il padre Arcadio, amava studiare e circondarsi di uomini dotti e filosofi, occupandosi di scienze e ricerche storiche, ma soprattutto di teologia. Tradusse e copiò molti testi religiosi. Teodosio non amava la politica, la lsciva agli altri, preferendo lo studio e la caccia. Due scrittori cristiani ortodossi, Teodoreto e Sozomeno, lo descrissero un gentile sacerdote affiancato dalle sue sorelle, tra le quali spiccava Pulcheria, donne virtuose e molto devote. Ma perfino Costantino che aveva ammazzato moglie e figlio fu visto come un santo, solo perchè incline al Cristianesimo. In realtà fu un governante mediocre.

Nel 423 giunse alla corte di Teodosio un'altra Augusta, Galla Placidia, figlia di Teodosio Il Grande e sorellastra di Onorio, coi suoi due figli, Valentiniano ed Onoria. Nonostante Placidia fosse poco più che trentenne, aveva assunto il rango di augusta, ma sei mesi dopo era rimasta vedova per la seconda volta, per cui si era recata alla corte del fratellastro Onorio, che s'era messo a farle proposte indecenti in pubblico. Galla fuggì pertanto a Costantinopoli. Onorio morì ma ci fu il pericolo dell'ascesa del primicerio dei notai, capo della cancelleria imperiale, Giovanni, ad imperatore d'Occidente.

Teodosio II allora, dopo aver confermato il titolo di Augusta a Galla Placidia, mandò l'esercito a restituire il trono al figlio di Galla Valentiniano. Ravenna fu presa nel 425 e Valentiniano III, a soli sei anni, divenne imperatore d'Occidente. Giovanni fu giustiziato. Teodosio II si mise allora in viaggio per l'Italia per incoronare lui stesso Valentiniano, ma a Tessalonica si ammalò e dovette essere rappresentato da Helion, il suo Maestro degli Uffici.
A Costantinopoli Costantino I aveva fondato una scuola nello Stoa e Costanzo II l'aveva trasferita sul Campidoglio. Giuliano l'aveva dotata di una biblioteca pubblica di grande valore. Teodosio II fece di più, ovvero lo fece Atenaide, istituì le cattedre per dieci grammatici o filosofi greci e per dieci latini, per cinque retori greci e tre latini, per due giuristi e per un filosofo, insomma fondò l'Università.
Lentamente la lingua greca sostituì quella latina negli affari dell'Impero d'Oriente, ma il Codice Teodosiano, venne compilato in latino. Esso era una raccolta di leggi ordinata da Teodosio II con la collaborazione di Valentiniano III, che fu pubblicata nel 438.

Intanto i cristiani litigavano tra loro. Nel 325 il concilio di Nicea aveva condannato la dottrina ariana. Nel 427 era diventato patriarca di Costantinopoli Nestorio, che riteneva Gesù solo divino, mentre il concilio di Nicea gli riconosceva una natura umana ed una divina. Il vescovo di Costantinopoli venne in conflitto col vescovo di Alessandria Cirillo, l'assassino di Ipazia. Allora Teodosio II convocò un concilio per condannare il vescovo di Alessandria. Ma Cirillo corruppe tutti gli ecclesiastici e nel 431, quando si aprì il concilio di Efeso, gli alessandrini ebbero la meglio e Nestorio fu accusato di eresia. Questi non si presentò, poiché il concilio non doveva essere un tribunale ma Cirillo insieme a 198 vescovi lanciarono l'anatema contro Nestorio, il quale perse il seggio e fu esiliato a Petra, in Arabia, poi nel Libano, ove morì.


Il Codice teodosiano

Il codice era composto da XVI libri con una raccolta delle leggi dell'Impero emanate nel corso di oltre un secolo. Esercitò un grande influsso sulla legislazione dei popoli germani, la Legge romana dei Visigoti o Breviario di Alarico, la fonte principale del diritto romano in Occidente, ha molto del Codice Teodosiano. Il codice fu pubblicato, anche ad Occidente e rimase vigente insieme ai codici precedenti, quali il Gregoriano ed Ermogeniano, abrogando le costituzioni non inserite in essi.
Il codice rimase in uso in Occidente, in Oriente fu esautorato dalla compilazione di Giustiniano, ed accanto all'epitome visigota, rappresenta il fondamento giuridico dell'Europa alto-medievale. Il testo originale è andato perduto, ma attraverso fonti e riassunti, soprattutto la Lex Romana Visigothorum o Breviario Alariciano di Alarico II, è stato possibile ricostruirne gran parte. Il Codice, entrato in vigore il 1° gennaio 439, segnò definitivamente la rottura dell’unità giuridica tra Oriente ed Occidente.

Il 14 novembre 435 Teodosio II ordinò la distruzione di tutti i templi pagani rimanenti.



LA MORTE

Nel 434 era salito al potere presso gli Unni un giovane di nome Attila. Egli aveva in pochi anni creato un vasto impero che andava dai Balcani al Caucaso. Il suo popolo era tra i più primitivi di quei tempi: dormivano all'aperto, disdegnavano l'agricoltura,i cibi cotti, riscaldavano la carne cruda tenendola sotto le cosce mentre cavalcavano e si vestivano di pelli di topo cucite rozzamente,che si toglievano solo quando cadevano a pezzi. Vivevano letteralmente a cavallo. Imparavanoa cavalcare prima che a camminare. Attila, piccolo,tarchiato, col naso all'insù e gli occhi a mandorla, non si era accontentato di ricevere dall'Impero Romano d'Oriente il tributo annuale in cambio della pace. Nel 447 avanzò contemporaneamente a sud verso la Tessaglia ed a est verso Costantinopoli. Le mura teodosiane ressero l'urto contro gli Unni che ripiegarono su Gallipoli ove sconfissero l'esercito bizantino. Accettarono di ritirarsi soltanto quando un'ambasceria dell'imperatore Teodosio II fece sapere che l'Impero avrebbe triplicato il tributo annuale in cambio della pace.
Il capo unno si convinse d'avere in pugno Teodosio e questi lo compiacque in tutto, svuotando le casse dello stato e aumentando le tasse. Ma nel 450 Teodosio cadde dal cavallo mentre attraversava il fiume Lycys, non lontano da Costantinopoli, rompendosi la spina dorsale, morì senza eredi. Fu imperatore romano d'Oriente dal 408 alla sua morte; il suo regno durò quindi ben 42 anni, il più lungo di tutta la storia di Roma. Così si estinse la stirpe di Teodosio I il Grande.


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