VII REGIO AUGUSTEA - ETRURIA




L'Etruria era una regione antica dell'Italia centrale, la VII tra le regioni dell'Italia riformata dall'imperatore Augusto, che comprendeva:

- la Toscana,
- parte dell'Umbria occidentale fino al fiume Tevere,
- il Lazio settentrionale fino a Roma
- i territori liguri a sud del fiume Magra.

In occasione della riforma dioclezianea dell'amministrazione imperiale, fu unificata alla Regio VI Umbria per formare la Tuscia et Umbria.



I CONFINI

La VII Regio confinava:

- a nord con la Liguria, dal fiume Macra (Magra), distante 284 miglia romane dal Tevere;
- a sud, lungo la costa tirrenica, confinava con i fiumi Prelius o Prilis (Prile) ed Umber (Ombrone);
- scendendo ancora costeggiava il fiume Tevere (Tiberis),  come confine meridionale dell'Etruria con il Latium vetus dei Latini e la Sabina dei Sabini;
- a oriente confinava con l'Umbria;
- a occidente confinava col Mar Tirreno.



I LAGHI

Essendo zona vulcanica la regione pullulava di laghi che erano e sono ex vulcani spenti, ed erano tutti navigabili: 

- il Cimino (lago di Vico), il nome deriverebbe da Vico Matrino, centro sulla via Cassia a 3 km dal lago, come appare sulla Tabula Peutingeriana, o da un piccolo Vicus romano sulla riva meridionale, Vicus Elbii, già scomparso nell'altomedioevo.
- il Volsinii, o Lacus Volsiniensis (lago di Bolsena),
- il Clusium (lago di Chiusi),
- il Sabatinus (lago di Bracciano)
- il Trasimenum (lago Trasimeno), dove avvenne la disastrosa battaglia del Trasimeno tra romani e cartaginesi che videro questi ultimi vittoriosi (II Guerra Punica)



I POPOLI

Dalle cronache di Plinio il Vecchio si evince che i primi abitatori dell'Etruria furono gli Umbri, cacciati poi dai Pelasgi, che furono però cacciati a loro volta dai Lidi.

(INGRANDIBILE)
Da Tirreno, re dei Lidi, presero il nome di Tirreni, chiamati poi Tusci (dal greco thýo = sacrificio). Dal VII secolo vennero abitati dagli etruschi che si sovrapposero alla civiltà villanoviana.

Secondo alcuni gli etruschi erano villanoviani ed autoctoni, secondo altri erano di origine orientale, in particolare della Lidia con cui avevano molte usanza in comune. La civiltà etrusca che qui si sviluppò fu unica al mondo, di grande arte e bellezza e molto influenzò la civiltà romana.

Nel I secolo a.c. Roma occupò l'Etruria e la romanizzò, nell'89 a.c. gli Etruschi ed i coloni latini ottennero la cittadinanza romana, ma successivamente vennero distrutti Talamone ed il suo porto da Silla per aver parteggiato per Gaio Mario. Scomparvero i piccoli proprietari e l coloni, e sorsero le sontuose ville, rustiche o esclusivamente residenziali.

Successivamente Augusto la inserì nella VII Regione, la Regio VII Etruria, e la zona si arricchì di ville marittime, stupendamente decorate e, altrettanto belle, le staziones più ricche, dotate di impianti termali finemente decorati. 

Ma già nel III secolo le campagne costiere abbandonano le produzioni intensive di vite e olivo per i cereali e la pastorizia. Le campagne si spopolano e le coste si impaludano per l'incuria dei canali di irrigazione e drenaggio.

OREFICERIA ETRUSCA

L'ECONOMIA

Il territorio etrusco si fece notare per la ricchezza delle acque, anche termali, per la floridità del suolo, perlopiù vulcanico, e per la vicinanza con Roma, che portò popolazione e domus di villeggiatura oltre che rustiche. Ma dettero ricchezza anche le cave di marmo (bianco con venature azzurre), di grande qualità e quantità, che fornì lastre monolitiche e colonne alla maggior parte dei principali monumenti di Roma ed alle altre città italiche, grazie al trasporto per mare e poi dal Tevere.

Fiorente fu la produzione ceramica, a figure bianche e rosse su fondo nero, ma soprattutto il sottile e raffinato bucchero che venne esportato ovunque. per non parlare della raffinatissima oreficeria, con le famose minuscole sfere (granulazione) che ancora oggi si fatica a comprendere come venissero prodotte.

Da non dimenticare il taglio della legna, per le assi diritte e lunghe, dei boschi sui monti della Tirrenia, utilizzate per la costruzione di navi e di case a Roma, grazie al trasporto fluviale fino al Mar Tirreno e poi lungo il Tevere. Inoltre vi erano le miniere di ferro dell'isola di Aithalìa (isola d'Elba), e nei pressi di Populonia e di Cosa, si pescavano i tonni.

COLONNA DONATA DA ROMA A TRASIMENO PER RICORDARE LA BATTAGLIA

LE CITTA'

Plinio il Vecchio (23 - 79) nella sua Naturalis Historia al tempo dell'Imperatore romano Vespasiano fece un preciso elenco delle città.


- Acquae Tauri - (Terme Taurine ) -
Presso Civitavecchia;  descritte nel diario di viaggio del poeta Rutilio Claudio Namaziano (416 d.c.), il loro nome nasce da una leggenda secondo cui un toro sacro, raspando la terra prima di una lotta, avrebbe fatto scaturire una sorgente di acqua sulfurea dalle proprietà benefiche. E' probabile però che le Terme Taurine provengano dall’antico laghetto di Aquae Tauri, da cui sgorgava la sorgente.

Alsium - (Monteroni) -
Era un'antica città sulla costa dell'Etruria, tra Pyrgi e Fregenae, sulla via Aurelia, a 29 Km dall'antica città di Porto, sulla foce del Tevere, a 35 Km da Roma. Era una delle città più antiche dell'Etruria, sebbene apparve nelle cronache romane solo nel 247 a.c., quando venne colonizzata. Secondo Dionigi di Alicarnasso fu fondata dai Pelasgi e dagli Aborigeni. Non fu mai importante, nota solo perché alcuni personaggi romani, come Pompeo, vi ebbero una villa. A Monteroni, nel comune di Ladispoli, si trova una necropoli etrusca, che si ritiene la necropoli di Alsium.

Amitinum -
Città scomparsa tra Soratte ed il Tevere, situata a est di Roma, sui monti Cornicolani, presso Corniculum, come sembra attestato dal rinvenimento di un'epigrafe che cita un "pagus amentinus" e dallo stesso Plinio il Vecchio.

- Argo - (Portoferraio) - 
Porto dell'isola d'Elba; per Apollonio Rodio, il luogo dove sbarcarono gli Argonauti di Giasone che cercavano Circe, e si chiamava Porto Argo (da argòs, «bianco», per le rocce e le spiagge bianche), oggi localizzato presso la spiaggia delle Ghiaie. Vi restano due ville marittime romane (villa delle Grotte e villa della Linguella) di età imperiale. Dal XVIII secolo furono rinvenuto un insediamento romano presso il centro storico di Portoferraio: murature in opus reticulatum e opus sectile, lastre di piombo, denarii e due piccole necropoli collocate presso i Mulini e gli Altesi.

ANFITEATRO ROMANO DI AREZZO
Arretium - (Arezzo) - 
Dopo la caduta dell'Etruria, Arretium venne romanizzata, ma nel IV secolo a.c. Arezzo, Chiusi e Perugia si allearono per combattere i Romani ma senza successo, per cui nel 310 a.c. anche Arezzo dovette arrendersi e allearsi con Roma, ma si ribellò nuovamente nel 301 a.c. e nuovamente fu sconfitta. Nel 295, Arezzo organizzò una lega di popoli (Galli compresi) contro Roma, ma la loro sconfitta fu molto dura. Nel 285 a.c. ci fu l'invasione dei Galli Senoni che la saccheggiarono e distrussero, ma i romani la ricostruirono l'anno dopo, nel 284 a.c.. 
Quando nel 217 a.c. Annibale sconfisse i Romani gli Aretini si ribellarono a Roma, ma inutilmente, tanto che nel 205 a.c., durante le Guerre Puniche, Arezzo offrì il suo aiuto militare ed economico a Roma contro Cartagine. Nella lotta tra Mario e Silla, gli Aretini si allearono con Mario (91 a.c.) ma la vendetta di Silla costò ad Arezzo atrocità, violenze e la colonizzazione romana. Infine passò sotto il potere di Giulio Cesare, che la fece rinascere nell'economia e nell'industria (soprattutto la ceramica). Nel I sec. d.c. fiorì al massimo per rallentarsi poi fino a fermarsi nel secolo successivo.

Blera -  (Blera) -
Sorta nell'VIII - VII secolo a.c. ad opera degli etruschi, raggiunta dalla via etrusco-romana Clodia fiorì in epoca romana divenendo municipio. Ne restano diversi mausolei e ville rustiche.

Caere - (Cerveteri) - 
Città chiamata Agilla dai Pelasgi che la fondarono, situata a 7 miglia dalla costa (in seguito conquistata dai Tirreni) e le vicine fonti termali chiamate "Fonti Ceretane" (Bagni del Sasso). Plinio il Vecchio la elenca tra le città Etrusche delle settima regione italica, venne conquistata dagli Etruschi, che la chiamarono Caere.

Capena - (Capena) - I Capenati erano una fiorente popolazione italica preromana. Capena venne fondata dagli Etruschi, r faceva parte dell'Ager Capenas. Nel IV secolo a.c. ebbe luogo la mitica guerra tra Veio, i Capenati e i Falisci alleati tra loro e Roma, per il controllo di questa zona del Tevere. Roma vinse nel 395 a.c. e Veio cadde per mano di Furio Camillo. Dopo la conquista romana, tutto il territorio fu ascritto alla Tribù Stellatina con la creazione di un Municipio Federato nel 387 a.c.
L'ager capenate omprendeva i centri di: 
- Civitella San Paolo (Civitatula dove si rifugiarono gli scampati capenati),
- Morlupo (si crede un'antica colonia di soldati detti Martis Rapaces Lupi),
- Fiano (quando Capena venne sconfitta agli inizi del IV secolo a.c. dai Romani insieme all'alleata Veio. Gli abitanti si sparsero sulle vicine colline, e crebbero sotto la dominazione romana),
- Nazzano (fecente parte dell'agrocapenate in epoca romana),
- Ponzano - nome derivato da "pons Jani", ponte di Giano o dalla "gens Pontia", famiglia romana proprietaria di una villa e di terreni nella zona.
Filacciano -  discendenti del popolo Falisco, nell'area tra il Monte Cimino ed il Tevere, con centro principale Falerii veteres oggi Civita Castellana, già capitale dei Falisci come Falerii Vteres.
Torrita - locato a picco sul fiume Tevere e tra i comuni di Nazzano e Filacciano.
Rignano - già capitale dei Capenati, sulla riva destra del Tevere.
Sant'Oreste -  adoravano sul monte Soratte il Dio Soranus, che Plinio riferisce fosse celebrato dalle famiglie degli Hirpi Sorani (o "lupi di Soranus"), che in onore del dio camminavano sopra i carboni ardenti; per questo motivo queste genti erano state esentate per mezzo di un decreto del Senato dal servizio militare e da altri obblighi.
- Castelnuovo di Porto - Il nome fa riferimento ad un Castrum Novum, castello nuovo.
- Riano - Castrum Raiani.

- Castrum Novum (Santa Marinella) - 
A partire dal sec. IX a.c. nel territorio sorsero l'insediamento di Punicum, l'insediamento di Pyrgi (attuale Santa Severa), probabili empori Fenici, e infine l'insediamento romano di Castrum Novum.

- Clusium - (Chiusi) - 
La città etrusca di Clevsi, diventata poi la latina Clusiumsorgeva sulla via che collegava Roma all'Etruria settentrionale, seguendo il Tevere e il suo principale affluente, il Clanis, essendo il fondovalle dell'omonima valle estremamente fertile.

- Cortona - (Cortona) - 
«Cortona: mamma di Troia e nonna di Roma.» (Detto cortonese tratto dai vv. 163-171 del III libro dell'Eneide di Virgilio).

Cosa - (Ansedonia) - 
Colonia romana, situata a poca distanza dal mare sopra una collina elevata, al di sotto della quale si trova un porto chiamato Eracle ed una laguna (oggi riserva naturale Duna Feniglia).

Faesulae - (Fiesole) -
Dal IV secolo a.c. era tra le più importanti città etrusche alle pendici meridionali dell'Appennino Tosco-Emiliano. Fu alleata di Roma fin dal III secolo a.c. Per aver parteggiato per Mario, fu occupata da una colonia di veterani di Silla, divenendo la Faesulae romana con un campidoglio, un foro, un teatro, dei templi, e un impianto termale. 

Falerii - (Civita Castellana) - 
Colonia falisco-etrusca la cui origine sembra sia da attribuire a coloni greci di Argo.

Faliscum -
Forse un altro nome per Falerium.

Ferentum o Ferentinum  -
(a 6 km da Viterbo).

BANCHETTI ETRUSCHI
Feronia -
(dove è presente un santuario ai piedi del monte Soratte).

Fescennina - (località sconosciuta).

Florentia - (Firenze) -
Colonia romana, lungo l'Arno.

- Forum Clodii -
Presso San Liberato di Bracciano, era una stazione di posta sulla Via Clodia, a circa 23 miglia a nord-ovest di Roma, sul lato occidentale del "Lago Sabatino" (Lago di Bracciano), e collegato alla Via Cassia a Vacanae (Baccano) da un ramo della strada che corre nel lato nord del lago in direzione di Trevignano Romano. Da stazione divenne poi una cittadina col suo Foro romano.

Fregenae - (Fregene) -
Possedette, in epoca etrusca, un porto alla foce del fiume Arrone, e una famosa salina. Distrutta dai Romani, la sua memoria venne dimenticata.

Gravisca - (Porto Clementino) -
Fiorente porto etrusco, legato ai commerci con il Mediterraneo orientale; dopo la conquista romana, divenne una colonia marittima vitale fino alla distruzione, durante le invasioni barbariche del V secolo.

Herbanum - (località sconosciuta) -

Hortanum (Orte) -
ricca di sorgenti e delle acque termali solfuree delle Capannelle.

Lucus Feroniae - (Capena) -
col suo straordinario santuario.

Luni - (Luna) - 
famosa per il suo ampio porto (l'attuale La Spezia) e la colonia di cittadini romani.

- Luca - (Lucca) - 
di origine ligure o etrusca con datazione attorno al 220 a.c., e sviluppatasi come città romana a partire dal 180 a.c., divenne colonia romana.

- Nepet -  (Nepi) -
Etrusca Nepa, ovvero acqua, quindi Nepi, città delle acque; città falisca, fu fondata secondo la leggenda, dal mitico Termo Larte 458 anni prima di Roma.

- Perusia - (Perugia) -

Pisae - (Pisa) - 
Fondata tra i fiumi Auser e Arnum dai Pelopidi o dai greci Teutani secondo Plinio, dai Pisati del Peloponneso, comandati da Nestore dei Pilii secondo Strabone.

- Novem pagi - (località sconosciuta) -

Pistorium  -  (Pistoia)
Detta anche Pistoria o Pistoriae, fondata dai romani su un'insediamento etrusco e, nelle zone più montane, liguri, divenne nel II secolo a.c. un oppidum di appoggio alle truppe romane contro i Liguri delle aree appenniniche. La città è menzionata anche da Sallustio, che riporta la battaglia del 62 a.c. in cui perse la vita Catilina.

Populonia - (Populonia) -
Un tempo unica città etrusca su un alto promontorio a picco sul mare (al tempo di Strabone quasi abbandonata), che aveva un porto ai piedi della collina e due darsene, il miglior punto di imbarco dall'Italia per isola d'Elba, Sardegna e Corsica.

Pyrgi - (Santa Severa) -
Porto di Caere, dove sorgeva il santuario di Ilizia, che fu depredato nel 384 a.c. da Dionisio I di Siracusa prima di condurre la sua flotta contro la Corsica.

Regisvilla - (località sconosciuta) -
Dove si racconta che una volta fosse la reggia di Maleo, il Pelasgo, e che poi sia partito per Atene.

ROSELLE
Rusellae - (Roselle) -

Saena Iulia - (Siena) -
Secondo una leggenda, Romolo mandò i suoi capitani Camellio e Montorio a vincere Ascanio  e Senio, supposti figli di Remo e fondatori di un abitato delle Saenae, ma, secondo un'altra tradizione, deve il nome a Brenno capo dei Galli Senoni, che raggiunsero la regione dopo essere stati cacciati da Roma all'inizio del IV secolo a.c.. I documenti storici riportano invece Siena fondata come colonia romana, al tempo dell'Imperatore Augusto, nota come Saena Iulia.

- Saturnia - (Saturnia) -
Un tempo chiamata Auria, secondo Dionigi di Alicarnasso fu fondata dai Pelasgi. Durante il periodo romano, il borgo seguì le sorti di Vulci, fino a che nella metà del III secolo a.c., dopo la conquista del territorio vulcese da parte di Roma nel 280 a.c., Saturnia fu elevata a sede amministrativa e prefettura, e poi a colonia nel 183 a.c.

TOMBA ILDEBRANDA - SOVANA
Suana - (Sovana) -
Suana era un centro etrusco, che dalla conquista di Vulci in poi (280 a.c.) subì un graduale processo di romanizzazione, culminato che la portò ad essere nominata municipium con la concessione della cittadinanza romana come agli altri italici.

Statonia - (Statonia)
Presso la località di Poggio Buco, a sud est di Pitigliano. Ricordata da Strabone e Vitruvio come grande città dell'entroterra etrusco, è anche citata da Seneca e da Plinio il Vecchio per un certo lacus Statoniensis che non si sa quale sia, come del resto non è stata individuata la città.

- Subertum - (località sconosciuta) -

 - Sutrium - (Sutri) -

- Tarquinia - (Tarquinia) -
Tarquinia combattè a lungo con Roma che infine la sottomise dopo la battaglia di Sentino, nel 295 a.c., divenendo parte dei territori romani nella regio VII Etruria. Sul suo litorale si sviluppò la colonia marittima di Gravisca, che fino alla fondazione di Centumcellae (oggi Civitavecchia) da parte dell'imperatore Traiano nel II secolo d.c., rappresentò il principale porto dell'Etruria meridionale, abbandonato in seguito alle scorrerie dei corsari saraceni in epoca altomedievale.

- Telamo - (Talamone) -
E' conosciuta dagli etruschi come Tlamun, dai latini come Talamo, e ancor prima, dai greci, come Telamòn o Thalamòn. Più volte in guerra con Roma fu poi rasa al suolo da Silla per l'appoggio che i suoi cittadini diedero al suo nemico Gaio Mario.

- Tuscania - (Tuscania) -
Il passaggio di Tuscania sotto la dominazione romana sembra avvenisse in modo pacifico, e se ne avvantaggiò per il fiorire di botteghe artigiane per la produzione di sarcofagi decorati prodotti sia in terracotta che in nenfro (varietà di tufo grigio). La costruzione, nel  225 a.c. della via Clodia, fece di Tuscania uno dei centri più importanti, a cui seguirono le costruzioni di acquedotti e di terme. A seguito della cosiddetta guerra sociale (90  - 88 a.c.), Tuscania venne eletta municipium con il nome di Tuscana ed assegnata alla tribù Stellatina.

Vada Volaterrana - o Vada - (Rosignano Marittimo) -
Il centro risale all'epoca etrusco-romana, sulla piazza centrale del paese si conserva la pietra miliare riportante il 287° Km dal Campidoglio di Roma. "Questo porto celebrato da Cicerone, da Plinio e da Rutilio Namaziano appellavasi fino d'allora Vada, forse a cagione della sua posizione palustre, e Vada Volaterrana, per la ragione che nei tempi della repubblica romana doveva essere compreso nel contado volterrano, il quale probabilmente estendevasi da questo alto sino al fiumicello che porta tuttora il nome di Fine". (Emanuele Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Firenze - 1843)

- Veii - (Veio) -

- Vetulonia - (Vetulonia) -
Importante centro commerciale, finì col tempo a trovarsi a competere con la vicina Roselle, fondata su un'altura oltre la piana, poco più a oriente: le più facili comunicazioni col mare per mezzo del fiume Ombrone e la maggiore accessibilità degli scali sul lago Prile, congiunto con un canale navigabile con il mar Tirreno, fecero sì che il commercio andasse a vantaggio della sua rivale.

Visentium -
Distante 3 km da Capodimonte nei pressi del lago di Bolsena); oggi disabitato.

-  Velathri - (Volterra) -

Volsinii Novi - (Bolsena) -

Vulci - (nel comune di Montalto di Castro) -
Città etrusca nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, nella Maremma laziale. Lambita dal fiume Fiora, fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale. Grazie all'importante emporio commerciale di Regisvilla affluirono dalla Grecia e dalle regioni orientali del Mediterraneo splendidi oggetti che oggi ornano i più importanti musei del mondo.



BIBLIO

- Plinio il Vecchio - Dizionario di storia - Istituto dell'Enciclopedia Italiana - 2010.
- Alfonso Buonacciuoli - La geografia di Strabone, di greco tradotta in volgare italiano- 1612
- Raymond Bloch - Gli Etruschi - Garzanti, Milano - 1960
- Ranuccio Bianchi Bandinelli - L'arte etrusca - Editori Riuniti - Roma - 2005.
- Strabone - Geografia, L'Italia, - Libro V e VI - BUR -, Anna Maria Biraschi - 1988
- Corrado Ricci - Volterra - Bergamo, Istituto italiano d'arti grafiche, 1914.
- Stefano Speranza - Studi Capenati - Comune di Capena - 1998.
- Roberto Bosi - Il libro degli etruschi - Bompiani Editore Milano - 1983.



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