GENS VETTIA




La gens Vèttia (o Vètia) o Vèctia (lat. gens Vettia o Vectia) fu secondo alcuni storici una gens romana plebea, sorta sul finire della Repubblica  che ottenne una notevole distinzione durante l’Impero quando il suo nome compare sovente nei Fasti. Al período repubblicano i Vetti o Vecti usavano il cognomen Jutge Sabí (Iudex Sabinus). In edizioni più recenti compaiono come Vecti, però la ortografia correcta è Vetti. come appare sulle monete. Si sa che furono imparentati con i Sattii, o gens Sattia.

Che la Gens Vettia, o almeno un suo ramo, ebbe origine e sviluppo nella Marsica è dimostrato da molti esempi di famiglie potenti, proprietarie di estesi fondi nella Marsica, le quali diedero il nome a località o a paesi, come le famiglie Manlia, Varia, Roscia, Porcia, etc., da cui trassero le loro denominazioni Magliano, Val de' Varri, Rosciolo, Porciano, e così via.
Secondo altri invece la gens Vèttia, da non confondere con la gens Veltia, era comunque oriunda sabina, e se ne hanno notizie almeno dall'epoca di Numa Pompilio se non dai tempi di Romolo. Facevano parte infatti della maior gentium, 14 familie che pretendevano discender da o Troiani prima e poi dagli Albani. Quindi assolutamente aristocratici e patrizi.

In realtà una gens patrizia poteva ben avere dei rami plebei a causa di matrimoni misti, se era la donna patrizia a sposare un plebeo, o magari un danaroso liberto. In questa epigrafe infatti:

C(aio) Vettio C(ai) l(iberto) Primo
Vettia C(ai) l(iberta) Bacu[la]
mater fecit [et sibi et]
5 C(aio) Vettio C(ai) [l(iberto) - - -].

si citano tre liberti, appartenuti al ramo gentilizio dei Caii Vettii. Nel corpus delle iscrizioni latine di Interamna Praetuttianorum, vi sono altri due documenti, anch’essi sepolcrali e databili alla II metà nel I sec. d.c., che citano altri due personaggi appartenuti a questa medesima gens: C(aius) Vettius C(ai) f(ilius) Vel(ina) 




DOVE VISSERO


VEZZA D'ALBA

Piccolo paese, a 55 km da Torino, di origine romana come testimoniano i ritrovamenti di monete e di oggetti dell'epoca di Vespasiano. Il suo nome deriva dalla famiglia romana "Gens Vettia".



POMPEI

Nel II sec. a.c. la coltivazione intensiva della terra e la conseguente massiccia esportazione di vino ed olio portarono nella città grande agiatezza ed un alto tenore di vita: basterebbe ricordare la ricchezza di alcune case ed il loro lussuoso arredamento

RICOSTRUZIONE DELLA DOMUS DI POMPEI
A. Vettius Caprasius Felix, padrone di due proprietà a Pompei ovviamente distrutte.
A. Vettius Restitutus e A. Vettius Conviva abitarono la famosa casa dei Vettii pompeiani, ricchi liberti che ricoprirono un ruolo sociale di primaria importanza durante l’ultima fase di Pompei. La famiglia dei Vettii era una delle più facoltose di Pompei del 79 dopo Cristo. La Casa dei Vettii, sepolta durante l'eruzione del Vesuvio del 79 e ritrovata a seguito degli scavi archeologici dell'antica Pompei: rappresenta uno dei massimi esempi d'arte romana del I sec. ed è cosi chiamata dal nome dei proprietari, appunto Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva. 



TERAMO

Laetus e Vettia Severa.
C. Vettius C. f. Laetus, regolarmente iscritto nella tribù prevalente dei cives teramani (la Velina), è ricordato, unitamente alla madre Vitellia C(ai) f(ilia) Tertia, sull’iscrizione sepolcrale voluta per disposizione testamentaria dalla madre di Laetus, per la cui realizzazione e a garanzia della stessa intervenne una certa Vallia P(ubli) f(ilia) Procla, evidentemente persona, per quanto allotria all’asse parentale, che godeva di affidabilità e stima. 

Questo il testo: 
EPIGRAFE DI VETTIUS
C. Vettio C. f.
Vel(ina) L[a]eto f(ilio), Vitelliae / C. f. Tertiae
 rogata / Vallia P. f. Procla f(aciundum) c(uravit).

L’onomastica di Vettia Severa è incisa sul cippo sepolcrale - annunciato dalla comunissima
adprecatio agli Dèi Mani - insieme a quella del dedicante, suo marito P(ublius) Fadius P(ubli) f(ilius) Vel(ina) Gratus che tiene a ricordare - con quel poleonimo Inter(amna vel - amnis) seguente al cognome Gratus - la propria origine locale.
La natura gentilizia e comunitaria del sepolcro si evidenza dal fatto che ivi avrebbero riposato i loro posteri e i loro liberti nonchè dalla pedatura del recinto funerario: 40 x 40 piedi, circa 12 m per lato, per circa 144 mq²: Dis M(anibus). 
P. Fadius
P. f. Vel(ina) Gratus
Inter(amna vel - amnis)
sibi et Vettiae
Severae coniugi pientissi/mae posterisq(ue)
suis l(ibertis) l(ibertabus) qui de no/mine erunt; in agro p(edes) XXXX, / in fron(te) p(edes) XXXX.



AVEZZANO E MARSICA

Il cognome Avitianus, appartenente alla gente vettia di cui si dirà in seguito, è noto per un sigillo figulinario, impresso su embrice con iscrizione a rilievo T. VETTI AVITIAN, e, secondo il Garrucci, accanto ad Avitianus, esistono anche le forme Avius e Avidius. Nell'agro dei Marsi doveva trovarsi un'officina figulinaria dei Vettii perchè nei dintorni del Fucino fu rinvenuta una lucerna fittile con il bollo Vetti, come si apprende dal Fernique.
Ad ogni modo da un fondo quale, o per i suoi edifici chiamavasi Ad Bethianum, ovvero per la gente che lo possedeva chiamavasi Vettianus, come Vettianus chiamavasi l'altro fondo che questa gente possedeva "tra Poggio Cinolfo e Carsoli ". A maggior chiarimento si deve aggiungere che, secondo il De Vecchi-Pieralice, la gens Vettia o Vezzia fu indigena nei Marsi, dal quali poi si trapiantò a Roma, ed il suo nome derivava da " Bethia " che in linguaggio semita significava " Casa di Dio.", perché la detta gente apparteneva alla classe sacerdotale.

Da poco tempo, è stata notata nel Fucino a qualche chilometro dall'abitato di Ortucchio, una iscrizione inedita su pietra rettangolare, delle dimensioni di cm. 90X60X30, e con lettere mutili di buona fattura:
P. VETTIUS ......
.... AUGUR (20).
Tale recente rinvenimento conferma ancora di più la diffusione della gens Vettia in ogni zona della Marsica, nonché l'appartenenza di suoi membri alla casta sacerdotale, secondo la tradizione della famiglia.



GRUMENTUM

I Vettii, erano oltre che a Pompei, anche a Grumentum, antico pagus. In antiche carte Viggiano è Viziano: quindi il nome deriverebbe da Vettius o Vectius e la famiglia Vezziana fiorì nella città di Grumento. Nei suoi marmi si legge: Vettia Cn. L. Philelma … Cn. Vettius.

DOMUS DI VETTIUS AUGUSTALIS
Ai tempi della repubblica Caio Vezzio della tribù Pomptina costruì il portico di Grumento, con pecunia paganica, probabilmente danaro ricavato dai fondi rustici, come si legge in un’epigrafe. Negli scavi di Pompei, si trova la ricca casa di un Vezzio.
Del resto il nome di Viggiano, benché possa legittimamente nascere da un Vibius o da un Vejus-Veianus, conservato in forma latina, nessun ricordo lapidario, nessuna traccia si ebbe mai di essi, mentre depone in favore dell’altro una Vezzia di Gneo Lucio Filelma, Gneo e Caio Vezzio.

Il Caputi scrive che una villa di Vectianum, sorgeva proprio ai piedi del Monte di Viggiano. A supporto di questa tesi, sono state ritrovate, in suddetta zona, due stanze una ottagonale e l’altra circolare, ricche di mosaici ed affreschi.



ASSISI

Lucio Vettio Clemente, dedicatario di una lapide di epoca latina ad Assisi.



URBINO

Leggendo le epigrafi della documentazione urbinate incontriamo i patroni del municipium. Essi appartengono a un gruppo di circa un migliaio. I patroni sono personaggi sia con rilievo sociale che per censo che svolgono funzioni di rappresentanza di Urvinum . Tra i patroni della città di Urvinum ricordiamo Caius Vesnius Vindex e Lucius Vettius Statura.



PERSONAGGI FAMOSI


- Lucio Vettio -
Compagno di Catilina (sec. 1º a.c.), tradì la congiura e tentò di denunciare lo stesso Cesare, ma fu fatto incarcerare. Più tardi Cesare si servì di lui per fomentare la discordia tra Pompeo e gli aristocratici; ma quando depose falsamente che Curione voleva uccidere Pompeo, Vettio fu di nuovo imprigionato e ucciso. 


REBURRO VETTIO
- Vezzio Filocomo -
Durante l'età dei Gracchi e di Silla (130-80 a.c., circa) visse Vezzio Filocomo, della gens Vezzia o Vettia, (23), il quale fu grammatico erudito facendo profondi studi sull'opera del contemporaneo ed amico Gaio Lucilio, autore delle " Saturae ".


Vezzio Vezziano -
della stessa gens Vettia è ricordato quale oratore e dotto giureconsulto; Cicerone dice di lui: " Quintus Vettius Vettianus e Marsis, quem ipse ego cognovi prudens et in dicendo brevis "
Questi fece parte dell'ambasceria dei Marsi presso il Senato Romano, per convincere Roma a concedere ai popoli italici il diritto di cittadinanza, onde evitare la guerra. Ma la sua prudente eloquenza non riuscì nella conciliazione, perché il Senato Romano non accolse l'ambasceria, dichiarando che l'avrebbe ascoltata solo dopo le riparazioni alle offese, che Roma aveva subito dal popolo di Ascoli.


- Caio Vettio Basso -
Era un frigentino della Civitas Aeclanensis Caio Vettio Basso, il militare che, in un anno imprecisato del I sec. d.c, fece scolpire una lapide per ricordare il padre Caio Vettio Augustale e la madre Vettia Fortunata. inizialmente collocata nella pars urbana della villa rustica dei Vettii, che sorgeva alle pendici della montagna di Frigento, poco più a valle della storica località Cerasulo, dove ancora oggi ne sono visibili i resti. 


Vezzio Marcello -
 Procuratore di Nerone fu Marco Vezzio Marcello, che viene ricordato nella seguente lapide conservata in Chieti:
M. VETTIUS. MARCELLUS. PROC. AUGU STORUM. ET. ELVIDIA. G. F. PRISCILLA MARCELLI. S. P. F.


BASSORILIEVO DI VENOSA
Vezzio Valente -
Plinio dichiarò celebre Vezzio Valente, medico di grande rinomanza in quel tempo, che fu noto anche per la sua eloquenza e per avere fondato una nuova setta medica. Scrisse di lui anche Tacito (26), il quale ritenne che Claudio l'ebbe a condannare a morte, perché complice negli adulteri di Messalina; ma sembra trattarsi di persona diversa da quella menzionata, secondo il francese M. 
Gouler (27).


- Gaius Vettius Aquilius -
console nel 162


- Gaio Vettio Sabiniano Giulio Ospite -
console suffetto per il 176 d.c.,  nonno o bisnonno di Gaius Vettius Gratus Atticus Sabinianus, aveva elevato la famiglia al rango senatoriale dopo aver servito per la seconda volta nella militia equestris sotto l'imperatore Antonino Pio. Figlio del console Gaio Vettio Grato Sabiniano.


- Gaio Vettio Grato Attico Sabiniano -
 (lat: Gaius Vettius Gratus Atticus Sabinianus; 228-242.) senatore e politico dell'Impero romano. Proveniva da una famiglia di rango senatoriale, come attestato da una iscrizione trovata a Thuburbo Maius (CIL VIII, 823) Sabiniano fu quattuorvir viarum curandarum ("responsabile della manutenzione delle strade") a Roma nel 228/230 e poi sevir equitum Romanorum turmae III ("comandante di squadrone della cavalleria romana"). In seguito fu questore candidato dell'imperatore, forse nel 234, e poi pretore, forse nel 239. Successivamente la sua carriera contemplò anche le funzioni di praefectus alimentorum e contemporaneamente la responsabilità della manutenzione della via Flaminia (241). Nel 242 fu console.


- Caio Vezzio Attico -
Nell'anno 242 d.c. durante l'impero di Gordiano III, rivesti la carica di console Caio Vezzio Attico.


- Vezzio Aquilino -
Nell'anno 286 d.c., sotto Massimiliano, fu console Vezzio Aquilino.


- Gaius Vettius Atticus -
console nel 342

- Vettio Agorio Pretestato (lat. Vettius Agorius Praetextatus) - 
LUCIUS VETTIUS
Uomo politico romano (310 d. c. circa - 384); proconsole d'Acaia sotto l'imperatore Giuliano (362-364), poi praefectus urbi (367-368). Fu uno dei più tenaci difensori del paganesimo; amico di Simmaco, pontefice di Vesta e del Sole, iniziato ai misteri, fu detto princeps religiosorum, e, come risulta da una famosa iscrizione, iniziò ai misteri anche la moglie Paolina. Rappresentante del tardo sincretismo misticizzante, svolse anche attività letteraria, come raccoglitore di opere antiche e traduttore dal greco. Quale praefectus urbi intervenne energicamente, nella contesa tra papa Damaso e Ursino, contro il secondo. Poco prima di morire fu prefetto del pretorio dell'Illirico, dell'Italia e dell'Africa e fu designato console.


- Vezzio Rufino -
dopo essere stato prefetto di Roma nel 315 d.c., Vezzio Rufino fu console nell'anno 323. 


- Vezzio Agorio -
Vezzio Agorio, pretestato, nell'anno 367 d.c., durante l'impero di Valente, fu prefetto di Roma, nell'anno 384, durante l'impero di Valentiniano 11, fu prefetto del pretorio e l'anno seguente venne fatto console


- Vettio Agorio Basilio Mavorzio -
(lat: Vettius Agorius Basilius Mavortius;  527-534) è stato un console dell'Impero romano d'Oriente. Probabilmente figlio di Cecina Mavorzio Basilio Decio, console senza collega del 486, e imparentato con Vettio Agorio Pretestato e la gens Decia. Ottenne il consolato per l'anno 527, quando era anche comes domesticorum (comandante della guardia). Dimostrò amore per le lettere e assieme all'oratore Securus Memor Felix produsse una edizione parallela del poeta pagano Orazio e del poeta cristiano Prudenzio.





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