F. M. A. CASSIODORO S. - F. M. A. CASSIODORUS S.





Nome: Flavius Magnus Aurelius Cassiodorus Senator
Nascita: Scolacium 485 d.c.
Morte: Scolacium 580 d.c.
Professione: Politico, letterato e storico romano


"E che non dice Cassiodoro, il quale scrivea nel principio del secolo seguente? Narra, che Roma sola conteneva le più grandi maraviglie del mondo, e superava l’immaginazione, principalmente per li grandi edifizj ornati di stupende colonne, e di preziosi metalli; e per la copiosissima quantità di statue in bronzo di uomini, di cavalli, e di altri animali, collocate nelle strade, nelle piazze, e in ogni luogo."



LE ORIGINI

Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore ovvero Flavius Magnus Aurelius Cassiodorus Senator; (Scolacium 485- 580) fu un politico, letterato e storico romano, che visse sotto il regno romano-barbarico degli Ostrogoti e poi sotto l'Impero Romano d'Oriente.

Fece una brillante carriera politica sotto il governo di Teodorico il Grande (493-526), come consigliere, cancelliere del re e il compilatore delle sue lettere ufficiali e dei provvedimenti di legge, collaborando anche con i successori di Teodorico fino al 540.

Al termine della guerra gotica si stabilì in via definitiva presso la nativa Squillace, dove fondò il monastero di Vivario con la sua biblioteca:
«Rifulge di luce chiarissima e, dotata di un clima molto mite, ha inverni aprichi (soleggiati), estati fresche, e la vita ivi trascorre senza alcun malanno per la mancanza d'intemperie. Perciò anche gli abitanti sono svegli nelle sensazioni, perché la contemperanza del clima regola ogni cosa.»
(Cassiodoro)

Nonostante una certa tendenza di Cassiodoro alla fede cristiana, il monastero del Vivarium non ebbe fini religiosi ma bensì la copiatura, la conservazione, la scrittura e lo studio dei volumi contenenti testi dei classici e della patristica occidentale. Ebbe pertanto una funzione di scriptorium, con le problematiche del rifornimento dei materiali, dello studio delle tecniche di scrittura e delle difficoltà economiche. Comunque i codici e i manoscritti prodotti nel monastero raggiunsero una notevole popolarità e furono assai richiesti.

CASSIODORO

LA FAMIGLIA   

La fonte principale della famiglia di Cassiodoro è fornita dalla sua opera, più importantele: Variae, da cui si apprende che nacque da una delle più stimate famiglie patrizie dei Bruzi, originaria della Calabria. L'origine del nome Cassiodoro è da ricercarsi in un luogo di culto dedicato a Zeus, presso Antiochia. 

Per questo scelse di vivere nel territorio dei Bruzi, culturalmente più vicina all'Oriente greco. Sappiamo che il bisnonno di Cassiodoro venne definito «"vir illustris"» e che suo nonno fu Senatore, tribuno sotto Valentiniano III, e in qualità di ambasciatore conobbe il re degli Unni: Attila.

Il padre di Cassiodoro ricoprì il ruolo di comes rerum privatarum e successivamente di comes sacrarum largitionum nel governo di Odoacre, e governatore provinciale sotto Teodorico. Nel 490 fu governatore della Sicilia, poi governatore della Calabria fino al 507, quando si ritirò a vita privata.

LA BIBLIOTECA DI CASSIODORO

LA CARRIERA

Non è certo comunque che nascesse a Squillace, ma vi passò l'infanzia, dove seguì gli studi, per essere avviato dal padre alla carriera pubblica. Divenne infatti consiliarius, e quaestor sacri palatii nel 507, forse perché Teodorico apprezzò particolarmente il panegirico a lui dedicato.

Ricevette poi il governatorato di Lucania e Bruttii, e nel 514 la designazione a console, seppure fosse ormai una carica soprattutto onorifica. Pubblicò la Chronica del 519.e nel 523, fu nominato magister officiorum del re, divenendo così il capo dell'amministrazione pubblica, degli officia e delle scholae palatinae.

Alla morte del sovrano, avvenuta nel 526, divenne ministro di Amalasunta, la figlia di Teodorico il Grande (493-526), succedutagli come reggente per il figlio Atalarico. Nel 533, ottenne il titolo di Prefetto del pretorio per l'Italia. Alla morte di Atalarico nel 534 successe la guerra gotica. 

Cassiodoro ottenne nuovamente la prefettura tra il 535 e il 537, sotto i re Teodato e Vitige, per poi abbandonare definitivamente la carriera pubblica nel 538. Di fronte all'avanzata bizantina Cassiodoro si ritirò a Ravenna, ma nel 540 la città fu conquistata dalle truppe imperiali, e da quel momento per dieci anni si perdono le sue tracce. Nel 550 lo si ritrova nel seguito di papa Vigilio a Costantinopoli.

Rientrò nei Bruttii attorno al 554; ritiratosi definitivamente dalla scena politica, fondò il monastero di Vivario presso Squillace, Non ebbe moglie né eredi diretti e trascorse il resto dei suoi anni al Vivarium, dedicandosi allo studio e alla scrittura di opere didattiche per i monaci. Qui istituì uno scriptorium per la raccolta e la copiatura di manoscritti, che fu il modello a cui si ispirarono altri monasteri medievali.

Il pensiero politico-culturale di Cassiodoro fu quello di ridare al regno teodericiano una restaurazione del Principato, con la collaborazione quasi paritaria, tra l'imperatore e la classe senatoria. Alla base vi è il concetto di civilitas, che indica tanto il «rispetto delle leggi e dei princìpi della Romanità» quanto la «convivenza sociale, giuridica ed economica di Romani e stranieri fondata sulle leggi».

Secondo Cassiodoro, il regno goto si sarebbe fatto custode della civilitas, garantendo così la giustizia e la pace sociale (l’otiosa tranquillitas, cioè l'obiettivo di ogni buon governo), in accordo con la legge divina e la migliore tradizione imperiale romana. La prospettiva di Cassiodoro è l'autonoma nei confronti di Costantinopoli ed egemone rispetto agli altri regni occidentali, e il modello è la figura di Traiano. 

Con il regno di Amalasunta e Teodato, invece, il modello di riferimento fu quello dell'imperatore-filosofo, un ideale etico-politico con caratteri neoplatonici. Sotto Vitige invece pose in risalto le virtù belliche e l'ardore guerriero.

RE TEODORICO

MONASTERO DI VIVARIO

Il monastero di Vivario nacque per la copiatura, conservazione, scrittura e studio dei testi dei classici e della patristica occidentale, una forma di scriptorium, con i compiti di rifornimento materiali, tecniche di scrittura e problemi economici; comunque i codici e manoscritti del monastero divennero molto richiesti. Ma nulla si sa dell'organizzazione monastica:

«Voi tutti che vivete rinchiusi entro le mura del monastero osservate, pertanto, sia le regole dei Padri sia gli ordini del vostro superiore e portate a compimento volentieri i comandi che vi vengono dati per la vostra salvezza... Prima di tutto accogliete i pellegrini, fate l'elemosina, vestite gli ignudi, spezzate il pane agli affamati, poiché si può dire veramente consolato colui che consola i miseri.»
(Cassiodoro, Institutiones)

Il monastero, nella contrada San Martino di Copanello, nei pressi del fiume Alessi, prendeva nome dai tre vivai di pesci fatti preparare da Cassiodoro, in cui si praticava l'allevamento ittico; un valore simbolico, legato al concetto di Cristo Ichthys, ma soprattutto un nutrimento per i monaci. Non lontano si trovava una zona per anacoreti, riservata a monaci con esperienze di vita cenobitica.

«Era la biblioteca, infatti, come centro di cultura di tutto il monastero, la novità del suo programma, una biblioteca nata ed accresciuta secondo le intenzioni del fondatore che dei suoi libri conosceva non solo la sistemazione, perché l'aveva curata personalmente, ma anche i testi, perché li aveva studiati, annotati, arricchiti di segni critici, riuniti insieme secondo la materia in essi trattata e persino abbelliti esteriormente
(Mauro Donnini nella prefazione alle Institutiones)

I monaci inadatti a seguire la biblioteca badavano alla coltivazioni di orti e campi, mentre i letterati si occupavano dello studio delle Sacre Scritture e delle sette arti liberali, divisi in notarii, rilegatori e traduttori. Raccomandate da Cassiodoro erano le opere di carità, gli studi di medicina e quelli sulle opere sacre. Cassiodoro fece preparare tre edizioni differenti della Bibbia e si occupò di copiature e riscritture di molti altri testi della cristianità, ma pure di testi profani, come le Antiquitates di Flavio Giuseppe e l'Historia tripartita.

ATALARICO

LE OPERE


CHRONICA

Una storia universale del 519, di cui si conservano solo due frammenti, commissionata per celebrare il consolato di Eutarico Cillica (collega dell'Imperatore Giustino), genero di Teodorico e designato al trono. Il sovrano d'Italia non aveva eredi maschi mentre Eutarico, sposandone la figlia Amalasunta, era riuscito a donargli il nipote Atalarico. Offrire il consolato ad Eutarico rappresentava una sorta di unione tra Romani e Goti.

L'opera parte da Adamo fino al 519 con Eutarico, illustrando tutti i poteri temporali della storia, dai sovrani assiri sino ai consoli del tardo Impero, passando ovviamente per tutta la storia romana basata su numerose fonti quali Eusebio, Gerolamo, Livio, Aufidio Basso, Vittorio Aquitano e Prospero d'Aquitania, dopodiché la trattazione successiva al 496 è autonoma. E' un'opera filo-gotica che arriva a manipolare o a ignorare eventi storici per far apparire i Goti sotto la luce migliore.


HISTORIA GOTHORUM

Detta anche De origine actibusque Getarum, in 12 libri, nel quale illustra tutta la sua ideologia filogotica certamente caldeggiata da Teoderico, poi pubblicata sotto Atalarico (516 –534); pervenuta solo in versione ridotta dello storico Giordane, col titolo "Getica".

L' Historia Gothorum, tesa a glorificare la dinastia regnante degli Amali come i più valorosi tra i guerrieri e i sovrani gotici, attraverso la storia dei Goti dalle origini all'anno 551, in cui si cerca di identificare i Goti con i Geti. Secondo Erodoto, i Geti erano "la più nobile e la più giusta di tutte le tribù traciche". La narrazione vuole celebrare l'unione tra Goti e Romani, sancita dal matrimonio tra il romano Germano Giustino, nipote dell'imperatore Giustino I e cugino di Giustiniano I. e l'amala Matasunta, figlia di Amalasunta, regina degli Ostrogoti e nipote di Teodorico il Grande. 


ORDO GENERIS CASSIODORORUM

Ne resta solo frammento in più copie, di difficile interpretazione, composto negli anni della carriera pubblica di Cassiodoro, tra il 522 e il 538 e dedicato a Rufio Petronio Nicomaco Cetego, politico contemporaneo dell'autore. L'opera fornisce notizie sulla famiglia di Cassiodoro, in particolare sul padre.


VARIAE

Datata tra il 537 e il 540, è una raccolta di lettere e documenti (468 in totale per 12 volumi) redatti in nome dei sovrani o trasmessi a firma dell'autore stesso tra il 507 (assunzione della questura) al 537 (termine della carica di prefetto al pretorio). Il VARIAE alluderebbe alla varietà degli stili letterari impiegati E' un insieme di nozioni utili a chiunque si accostasse alla carriera pubblica; anche con l'intento di far conoscere i propri trascorsi come membro del ceto dirigente. Storicamente utili per conoscere le istituzioni, le condizioni politiche, morali e sociali sia dei Goti sia dei Romani all'epoca..


DE ANIMA

L'opera affronta dodici questioni, tra cui l'incorporeità e il destino dell'anima, senza idee proprie ma legate alla tradizione di Tertulliano, Agostino e Claudiano Mamerto.


EXPOSITIO PSALMORUM

Di datazione incerta, è un commento completo ai salmi, è l'opera maggiore di Cassiodoro, soprattutto per la sua estensione.


ISTITUZIONI

(ovvero: Institutiones divinarum et saecularium litterarum). Un'erudita introduzione allo studio delle Sacre Scritture e delle arti liberali, datate al 560. Progettata dopo che la richiesta di Cassiodoro per la fondazione di un'università di studi cristiani ricevette una risposta negativa da papa Agapito I,

Una prima parte presenta i vari libri della Bibbia, la storia della Chiesa e degli studi teologici; la seconda si occupa di quelle arti incluse successivamente nel trivio (grammatica, retorica e dialettica) e quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia e musica), in parte si rivolge alla cultura pagana e in parte alle norme che servono a trascrivere correttamente gli antichi.



OPERE MINORI

- Complexiones in Epistolas et Acta apostolorum et Apocalypsin; commento ad alcuni passi degli Atti degli Apostoli e dell'Apocalisse di Giovanni.
- Expositio epistolae ad Romanos (Commento alla lettera dei Romani).
- Liber memorialis; breve riassunto del contenuto della Sacra Scrittura.
- Historia ecclesiastica tripartita, autore della sola prefazione.
- De orthographia; le regole per trascrivere gli scritti antichi e moderni. (Ultima opera scritta intorno ai 90 anni).

Cassiodoro morì nel 575 "a più di 95 anni d'età."



1 comment:

alamik on 11 giugno 2019 22:11 ha detto...

Illustre personaggio dell'antichità che è bene conoscere.

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