VILLA ROMANA DI CASIGNANA (Calabria)



Villa Romana di Casignana viene chiamata la Piazza Armerina della Calabria ed è una villa romana i cui resti si trovano in contrada Palazzi nel comune di Casignana (RC). Il suo impianto originario risale al I secolo d.c. mentre ebbe un'importante ristrutturazione del IV secolo. 

La villa romana, situata in contrada Palazzi, comune di Casignana, nella provincia di Reggio Calabria, fa parte dell’area archeologica che si estende a monte e a mare della SS.106. La villa sorgeva sull’antica strada di collegamento tra Locri Epizefiri e Rhegion (Reggio Calabria).

Trattasi di una grande villa extraurbana, uno dei complessi più importanti di epoca romana dell’Italia Meridionale, dotata di ambienti termali e residenziali, con il più vasto nucleo di mosaici finora noto in Calabria. 

L’ impianto originario risale al I secolo d.c. ma la fase più importante della villa è l'epoca della sua ricca ristrutturazione avvenuta nel IV secolo. Venne in seguito progressivamente abbandonata, in seguito alla caduta dell'impero romano d'occidente e alle successive invasioni barbariche nel V secolo, ma presenta tracce di frequentazione fino al VII secolo.

La villa aveva dimensioni incredibili perchè si estendeva per circa 12 ettari. Attorno ad essa si era sviluppata anche una “statio”, cioè un centro di sosta di una certa levatura per i funzionari della burocrazia imperiale che viaggiavano da Locri Epizefiri (Locri) a Rhegion (Reggio Calabria), sulla cui strada sorgevano la villa e la "statio" di "Altanum".

Si pensa che la villa sia appartenuta ad una famiglia patrizia molto importante probabilmente legata all'attività vinicola, infatti i numerosi frammenti di anfore vinarie testimoniano che molta parte della sua ricchezza riguardasse la produzione di vini pregiati, produzione però che si ritiene già praticata dai coloni greci che invasero il territorio, quindi molto prima dell'arrivo dei romani. A monte è possibile ammirare l’impianto termale, mentre a valle si può osservare parte del nucleo residenziale. 

La villa venne scoperta nel 1963, in occasione dei lavori per la costruzione di un acquedotto, presso la strada statale 106 Ionica ed è stata indagata sistematicamente dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria negli anni ottanta. 

I vari ambienti dell’ala abitativa si affacciano su un unico grande spazio, un tempo giardino, abbellito da un porticato, aperto sull'ingresso principale. in modo da essere protetto dai ladri e dagli sguardi indiscreti.

Dal 1998 il sito è gestito dal comune di Casignana che ha acquisito i terreni limitrofi con il contributo della Comunità montana dell'Aspromonte orientale, permettendo di ampliare l'area indagata. Gli scavi hanno portato alla luce sia il nucleo termale che quello residenziale.


NUCLEO TERMALE

Il primo è un ampio complesso termale privato ma ricchissimo, accessibile da un porticato. riccamente decorato con mosaici a tessere policrome che formano disegni geometrici o figure, tra i quali emergono, con pavimenti musivi e decorazioni parietali in lastre di marmo colorato importato dall'Africa e dall'Asia Minore:

- frigidarium ("sala delle Nereidi"), datato al III secolo, uno dei mosaici più belli, che raffigura in grandi tessere bianche e verdi un paesaggio marino, in grandi tessere bianche e verdi, un thiasos marino (il thiasos era in un'associazione di culto di un Dio) con quattro ninfe, appunto le nereidi, che cavalcano un leone, un toro, un cavallo e una tigre, tutti animali di terra con trasformazioni acquatiche, cioè con pinna e coda di pesce. La sala ha pianta ottagonale con quattro lati absidati e presenta due vasche per acqua fredda. 

- Il calidarium, con impianto di riscaldamento a ipocausto e tubi fittili sulle pareti, ha ugualmente pianta ottagonale e pavimentazione a mosaico in piccole tessere e doveva essere coperto da una volta.- Il tepidarium, una sala rettangolare pavimentata in lastre di marmo colorato (opus sectile).

- A monte si trova un ninfeo monumentale con ampie cisterne atte a raccogliere l'acqua piovana e i vari torrentelli di zona.


NUCLEO RESIDENZIALE

Sul lato opposto della strada statale 106 si trova la parte residenziale della villa, a due passi dal mare ed è collegata all'impianto termale da un sottopasso pedonale, con ambienti articolati intorno ad un grande cortile, anch'essi con pavimentazioni a mosaico:

- Sala a base ottagonale
- Sala delle 4 stagioni
- Sala di Bacco, che mostra il dio del vino in stato di ebbrezza, sorretto da un satiro
- Sala di Venere
- Latrine
 
Nel lato mare, tra strada e ferrovia, altre pavimentazioni di pregio. Mosaici a disegni geometrici caratterizzano sia le aree aree abitative che quelle di passaggio, con una ventina di mosaici. In una sala, utilizzata per banchetto e detta delle Quattro stagioni, sono raffigurati i volti personificati di autunno, inverno, primavera ed estate in forma allegorica. 

Nella villa romana il più grande ambiente finora ritrovato, che sta nelle terme ed è stato nominato Sala absidata, è il più grande ambiente finora ritrovato in tutti i siti archeologici della Calabria.

L’ala residenziale dovette avere aspetti sfarzosi, adatti alla dimora di un personaggio importante, console, magistrato o patrizio, che volle edificare accanto ad essa due impianti termali di uso privato, con pavimenti a mosaico di grande interesse.

La bellezza della zona residenziale consiste non solo nei bellissimi pavimenti musivi ma pure nella decorazione sfarzosa delle pareti con presenza di intonaci dipinti, mosaici in vetro multicolore e pregiati marmi di importazione.

Il vetro multicolore consiste nella cosiddetta pasta vitrea, che divenne di gran moda nei mosaici come pure nei rivestimenti vetrificati per le camere delle abitazioni più ricche. Addirittura se ne fecero monili e gioielli.


IL CALIDARIUM

Il calidarium, con relativo impianto di riscaldamento a ipocausto  e tubi fittili sulle pareti, è del IV secolo, anch’esso a pianta ottagonale e pavimentazione a mosaico in piccole tessere. 

Il complesso contiene anche una sala rettangolare, pavimentata con lastre di marmo colorato. ed un un ninfeo monumentale con cisterne situato a monte.

Il mosaico della sala, di forma rettangolare, è formato da lastre di marmo colorate. In un’altra pavimentazione si riconosce nel personaggio centrale Bacco, con accanto un satiro, che ha il compito di sorreggere il Dio ebbro.


IL ROSONE DEL FRIGIDARIUM

IL FRIGIDARIUM

Al complesso termale si accedeva attraverso un porticato. Gli ambienti sono riccamente decorati con mosaici, in particolare quello del frigidarium, detto “sala delle Nereidi“, risalente al III secolo, che ha pianta ottagonale con quattro lati absidati e due vasche per le abluzioni nell'acqua fredda. 

Il Rosone del frigidarium

Grazie all’opera compiuta sono stati riportati alla luce gli ambienti di un ampio complesso termale privato, da cui si poteva accedere attraverso un porticato. I mosaici a causa della risalita marina sono rivestiti da una patina bianca, ma c’è un momento magico in cui riprendono vita e rivelano la vivacità dei colori: il “bagno del mosaico”. 

L’operazione consiste nello spruzzare acqua distillata sul pavimento musivo finché il sale non scompare. Una delle cose più curiose dell’area termale sono i bagni, meglio conosciuti come “latrine”. I romani non avevano il senso del pudore che abbiamo oggi ed erano soliti condividere i loro momenti più intimi in questa stanza che per loro un salotto pubblico, un luogo d’incontro per chiacchierare e fare affari.

Naturalmente era per soli uomini, per ovvi motivi. Ma non vi era l'equivalente dei bagni per le donne, forse per timore che le donne venissero a conoscenza di troppe notizie o stabilissero troppe amicizie, seppure femminili.

Qui, come fa notare Orazio, si rimediano gli inviti a cena, si parla con l'avvocato, si gettano le basi di un affare o di un commercio. Il bagno stabilisce una sorta di uguaglianza, sulla tazza del cesso tutti gli uomini sono uguali.


GLI SCAVI

La villa venne scoperta solo nel 1963, in seguito a lavori per la costruzione di un acquedotto, presso la strada statale Ionica. Successivamente alla scoperta di questa importante testimonianza romana, la villa è stata indagata sistematicamente dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria intorno agli anni ottanta.

Dal 1998 il sito è gestito interamente dal comune di Casignana, con la collaborazione e la supervisione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, e attraverso il contributo della Comunità montana dell’Aspromonte orientale.  

Il Comune ha così potuto operare diversi interventi, dall'acquisizione dei terreni interessati al sito, alle indagini archeologiche, allo scavo, al restauro e alla valorizzazione e fruizione pubblica della Villa di Palazzi. Con i finanziamenti nazionali ed europei, il Comune ha operato diversi scavi nel complesso monumentale portando alla luce numerosi pavimenti a mosaico e ad "opus sectile" (intarsi marmorei). 

I lavori di restauro hanno riguardato tanto i pavimenti quanto i rivestimenti degli ambienti termali della Villa. Si è inoltre dovuto procedere alla canalizzazione delle acque con progetti precisi, indispensabili al recupero totale dei mosaici policromi di 20 ambienti, 4 dei quali figurati.

LIBERATE I FONDI SEPOLTI DAI BUROCRATI DALLA VILLA ROMANA DI CASIGNANA

Di Nino Spirli (07/09/2018)

Tutti la chiamano Villa Romana di Casignana, esimio Ministro Bonisoli. Ma villa non è. A meno che 12 ettari di area archeologica vogliamo insistere a chiamarli Villa. Io opterei per un più logico Città.

Già! Tra i tremila mq “restituiti” alla luce e il resto ancora sepolto, nella piccola cittadina della Locride palpita un patrimonio dell’Umanità che, per ricchezza e bellezza, non ha nulla da invidiare ai più noti e meno estesi siti già consegnati al mondo.

Nobile e vivo, il complesso residenziale e termale di Casignana stordisce con la magnificenza dei mosaici e degli impianti che, galoppando i millenni, ci hanno raggiunti in questo tempo di ignoranza e arroganza, per ricordarci quanto siamo miseri.

Eppure, questo tesoro, accumulato dal I al VI secolo d.c., è ostaggio di una qualche scrivania ottusa di un altrettanto ottuso ufficio “dirigenziale”, che conserva, neanche fossero i risparmi della vedova, ben duemilionicinquecentomila euro.

Una sovvenzione “europea” che giace da ben sette anni fra papielli e firme mai autorizzate, mentre il grande complesso architettonico sopravvive come un reduce senza pensione e senza stampella. È bella, accidenti! In ognuna delle centinaia di migliaia di tessere colorate dei mosaici di sale e servizi.

E, ora, magari, si aspetta che glieli elenchi, i mosaici da orgasmo che abbelliscano la “Villa”. Ministro Caro, ci pensi: la Villa respira a fatica, ormai. Non la faccia morire! Ha percorso troppi millenni nel silenzio del Palazzo…



La villa è posta lungo il tratto della strada ferrata e della statale 106, compreso tra Bovalino e Bianco. Lungo il percorso di visita sono stati collocati piani di interventi mirati, su pedane agevoli e sottotettoie di protezione, tanto per l'agibilità quanto per la sicurezza.

Per rendere fruibile l’area oltre la 106, è stato necessario costruire un sottopassaggio con il finanziamento della Regione, impegnata anche nelle opere di copertura, scavi e restauro. Video-sorveglianza, stazione di monitoraggio delle condizioni micro-climatiche e uffici vari servono a preservare quanto scoperto da eventuali danni umani e temporali.


INFORMAZIONI PRATICHE: ORARI E CONTATTI

La Villa Romana di Casignana si trova in contrada Palazzi, lungo la strada statale 106 Jonica, a circa 10 minuti di macchina dal sito archeologico di Locri Epizefiri. Nel periodo estivo è aperta al pubblico da lunedì a venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, mentre d’inverno solo la mattina.

Nei giorni di sabato e domenica solo su prenotazione. L’ingresso costa solo 3 euro. Per maggiori informazioni puoi chiamare il Sig. Giuseppe Romeo al numero 347/6719975 che ti farà da guida alla scoperta della Villa.


STATIO DI ALTANUM

E' presso questa villa che si affaccia sul Mar Ionio, a 15 km di Epizefiri, che viene ad essere localizzata la statio romana di Altanum, stazione di posta ai margini del collegamento tra Locri e Reggio.



BIBLIO

- Domenico Siclari, Franco Prampolini - La villa romana di Casignana - Fondazione Ed. Sperim. Reggina - 2014 -
- Francesca Le Pera - Le stazioni di sosta in Calabria tra Tardoantico e Altomedioevo -
- O. Elia, D. Levi - «Emblema» - G. Becatti (a cura di) - Mosaico e Mosaicisti nell'antichitå - Roma - 1967 -
- La Rocca - Fonti per la storia della scultura in Magna Grecia - Reggio Calabria - 1959 -
- Dionigi di Alicarnasso - Antichità romane, I - Einaudi - Torino -
- Giovanna De Sensi Sestito - La Calabria in età arcaica e classica: storia, economia, società, Roma, Gangemi Editore - 1984 -



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