FONTINALIA (13 ottobre)



FONTE ROMANA IN PORTOGALLO
Secondo Festo è il giorno sacro "alle fonti", mentre per Varrone è la festa del Dio Fons.  (Varr. Lat. 6, 22; Cic. Leg. 2, 22 . festa in onore di Fons, o festa delle sorgenti). La festa, detta Fontinalia, veniva celebrata in onore di Fons, chiamato anche Fontus, Dio delle sorgenti e delle fonti, figlio di Giano e della ninfa Giuturna, che aveva la podestà di far sgorgare l’acqua dalla roccia.


IL SANTUARIO

I luoghi di culto di Fons erano un altare posto presso la Tomba di Numa sul Gianicolo e un santuario, fuori dalla Porta Fontinale, eretto dal console Caio Papirio Masone nel 231 a.c. che sconfisse, nel nord della Corsica, i ribelli Corsi, con cui trattò raggiungendo un accordo di protettorato (una specie di colonia).

La Sardegna e Corsica diventarono così la seconda provincia romana (provincia = pro vinta, vinta per, terra vinta a vantaggio dei romani). Il generale era grato alla divinità perché il suo esercito, assetato, era stato salvato in Corsica dal miracoloso ritrovamento di una sorgente dopo aver invocato l'assistenza delle ninfe e del Dio Fons. Divenne pontifex e morì nel 213 a.c.


L'ALTARE

Il Dio Fons aveva un altare consacrato ai piedi del Gianicolo, non lontano dalla presunta tomba di Numa. E' evidente che alle origini si trattasse del culto di una Dea-ninfa, deputata allo sgorgare e al mantenimento delle fonti, che il culto romano ha in parte mantenuto e accresciuto, però mascolinizzandolo. del resto Roma, in via delle Botteghe oscure, si conservano ancora i resti del Tempio delle Ninfe.

Durante le Fontinalia, si adornavano le fonti, le sorgenti e le vere dei pozzi con fiori e ghirlande, di cui si cingeva lo stesso offerente, inoltre si offrivano al Dio vino, olio, erbe e focacce, insomma dei riti incruenti, il che conferma l'origine femminile del rito. 

FONTE ROMANA DI PONTELANDOLFO

LA FESTA

La festa prendeva inizio presso la porta Fontinalis delle Mura Serviane, probabilmente posta davanti al Museo del Risorgimento, sul lato sinistro guardando la scalinata dell'Altare della Patria. In effetti le notizie storiche sulla Porta Fontinalis si limitano a due citazioni letterarie e tre iscrizioni e in nessun caso si hanno indicazioni che possano suggerire la sua reale posizione. 

L’unica traccia topografica la segnala nei pressi del Campidoglio, nelle mura serviane, verso il Campo Marzio, ad "Martis aram", ma l’esatta ubicazione di questo altare di Marte è piuttosto controversa.

In effetti sulla sinistra del Vittoriano (sul lato quindi di via del Teatro di Marcello), all’incirca in corrispondenza dell’odierno Museo del Risorgimento, si distinguono, inseriti nel selciato moderno, alcuni resti, in opera quadrata di tufo, di una struttura che alcuni identificano come uno stipite della porta.

Secondo molti la porta era ubicata sul lato esattamente opposto dell’Altare della Patria, quindi in corrispondenza dell’inizio di via dei Fori Imperiali, in un punto incerto tra l’inizio dell’antico clivo Argentario (la strada ancora esistente che scendeva dal Campidoglio), e i resti della tomba di Gaio Publicio Bibulo, tuttora visibili vicino alla fontana sulla sinistra di chi guarda l’Altare della Patria.

FONTE DI GIUTURNA (FONS IUTURNAE)
Gota Säflund, brillante studioso di archeologia, pensa possa trattarsi della stessa porta già chiamata Ratumena, un accesso alle fortificazioni precedenti all’invasione dei Galli del 390 a.c. e quindi preesistente alle mura serviane. Poiché in effetti le mura repubblicane in quel tratto coincidevano in parte con l’antica fortificazione innalzata intorno all’arce capitolina, l’ipotesi che la Fontinalis possa aver sostituito o magari addirittura possa identificarsi con la Ratumena, sembra probabile.
Christian Huelsen, altro studioso di archeologia, pone la Fontinalis all’inizio della via Flaminia, il cui antico tracciato partiva dall’angolo nord-est del Campidoglio (la zona, appunto, della tomba di C. Publicio Bibulo), per seguire l’intero rettilineo che oggi è via del Corso e riunirsi, oltre l’attuale Piazza del Popolo e il piazzale Flaminio, al tratto urbano della moderna via Flaminia.

Nel mito Fons era il dio delle fonti, figlio di Giano e della ninfa Giuturna nonché fratello di Tiberino, il Dio del fiume Tevere. Fons aveva un altare consacrato ai piedi del Gianicolo, non lontano dalla presunta tomba di Numa Pompilio. Ma la mentore e consigliera di Numa era la ninfa Egeria, anch'essa divinità delle fonti. 
Durante questa festività morì nel 54 l'imperatore Claudio.
La festa prevedeva una processione che procedeva dal Santuario presso la Porta Fontinalis dove venivano appesi rami e ghirlande e si snodava per le vie della città recando la statua lignea del Dio e adornando le varie fontane che incontrava, con suoni e danze. La gente si recava alla fonte del Dio Fons attingendone l'acqua che per l'occasione era stata benedetta e pertanto salutare e curativa.



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