TUSCULUM ( Lazio )



Strabone così descrive Tuscolo sotto Tiberio:

"Città non male fabbricata, essa viene adornata dalle piantagioni, e dagli edifici, che ha intorno, e specialmente da quelle che stanno sotto di essa verso Roma; imperciocchè il Tusculo è ivi un colle fertile, e bene irrigato, che in molte parti sensibilmente s'innalza, e contiene edifizi imperiali sontuosissimi."



I CASTELLI ROMANI

Sui Colli Laziali, a sud di Roma, vivono i cinque centri che costituiscono l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo Del Tuscolo": Frascati, Grottaferrata, Monteporzio Catone, Montecompatri e Rocca Priora.

E' l'antica terra, secondo la tradizione, dove il leggendario Telegono, figlio di Ulisse e di Circe, fondò la città, che storicamente risale al IX sec. a.c., e che fu resa potente dalla Lega Sacrale Albana, prima di cadere sotto il dominio romano.



LA STORIA

Come altre città del Lazio, Tuscolo fu soggiogata dal Latino Silvio Re di Alba, il quale vi mandò una Colonia Albana, come afferma l'autore dell'Origo Gentis Romanae: Igitur regnante Latino Silvio, coloniae deductae sunt Praeneste, Tibur, Gabii, Tusculum, Cora, Pometia, Locri, Crustumium, Cameria, Bovillae, ceteraque opida circumquaque. (Mentre regnava Silvio re latino, furono istituite come colonie Preneste, Tivoli, Gabi, Tuscolo, Cori, Pomezia, Locri, Crustumio, Cameria, Bovile ed altre cittadelle della zona)

Tusculo riacquistò la sua indipendenza solo quando Alba fu sconfitta dai Romani, divenendo parte della Confederazione Latina. Tarquinio il Superbo, il re etrusco di Roma, che aspirava alla sovranità di tutto il Lazio, per avere dalla sua i Tusculani, s'imparentò con Ottavio Mamilio, principale cittadino di Tusculo, dandogli in moglie la figlia, il che equivaleva ad una alleanza.

La parentela fra Ottavio Mamilio e Tarquinio attirò ben presto una guerra fra Romani e Tusculani. Tarquinio il Superbo, cacciato poi da Roma e tentato invano di rientrarvi coll'aiuto di Porsenna, il re etrusco di Chiusi, si ritirò a Tusculo presso Mamilio, come narra Livio, e fece entrare in lega contro i Romani, per ristabilire la monarchia dei Tarquini, ben trenta popolazioni Latine, accampando l'esercito nel territorio Tusculano presso il Lago Regillo sotto il comando dello stesso Mamilio.
Tusculum infatti fu sconfitta da Roma al Lago Regillo intorno al 500 a.c. quando al Comando dei Latini era infatti il Dittatore Tuscolano Ottavio Mamilio, genero di Tarquinio il Superbo.



TUSCULUM ROMANA

Tusculum, secondo Festo, è in relazione con i Tuschi, Etruschi, ma in zona non si sono trovate tracce di cultura etrusca, mentre si sono ritrovate pratiche religiose greche. Giove era la divinità più venerata, come dimostrano i ruderi del tempio sull'arce, e i due suoi simulacri lì rinvenuti.

Sull'Acropoli sorgeva anche il tempio dei Dioscuri, Castore e Polluce, distrutto nel medioevo.

La cittadinanza romana di Tusculum risale all'anno 380 a.c., quando i Romani la occuparono per annetterla alla tribù Papiria. Roma soppresse tutte le magistrature militari e giurisdizionali della città latina, lasciandovi solo quelle della polizia e del mercato, ossia gli edili.

Tusculum piacque alle patrizie famiglie romane, come la Mamilia, la Porcia, la Fulvia, la Fonteia e la Corumcaria, che vi edificarono lussuose ville, data l'aria fine, la bellezza e la salubrità dei luoghi nonchè l'abbondanza di acque.



DESCRIZIONE

Si accede al Tuscolo per la strada che ha inizio a Piazza Marconi in Frascati, sulla sinistra della Villa Aldobrandini. Lasciando a destra la Via Cardinal Massaia si prosegue per circa 4 Km e si raggiunge la zona dei resti dell'anfiteatro ellittico, ancora in gran parte interrato, destinato agli spettacoli tra gladiatori e fiere o a quello dei ginnasti.

L'anfiteatro, del II sec. d.c., come dimostrano i bolli sui mattoni trovati in loco, con un diametro di m 53 x 80 e un'arena m 48 x 29, in opus reticolatum, poteva ospitare 3000 spettatori.
Più in basso, verso nord-est, i resti di un portico, e ad est i ruderi della Villa di Tiberio, qui trasferitosi da Capri, dove viveva con Antonia, vedova di Druso.

Nella zona furono fatti ritrovamenti di altre ville appartenenti a nomi illustri, come la Villa di Cicerone, in quanto vi furono ritrovate sculture ed una statua del suddetto, anche se non è ancora dimostrato che appartenesse effettivamente al grande oratore.

Tra parchi e boschetti si ergeva il Praetorium o palazzo, grande atrio, portici, comodissime e decoratissime stanze alla greca. Sulla parte più alta della villa una o più riserve di acqua pluviale, i castelli d'acqua, alimentavano le terme private e le fontane dei giardini, adornati di statue di ninfe e di tritoni. Vi erano palestre e biblioteche, reparti riservati agli ospiti, altri per l'actor, per il villicus e per altri addetti alla custodia, oltre alle scuderie.

Nei dintorni furono scoperti i resti della Villa dei Quintili, della Villa di Piasseno Crispo, della Villa di Matidia Augusta e, ma non è certa l'attribuzione, la Villa di Asinio Pollione.

A nord dell'arce si trovano avanzi di mura che cingevano le abitazioni di un gruppo di coloni del II sec. a.c. Vi è anche una piccola cisterna scoperta con volta a ogiva, opera pregevolissima che del V-VI a.c.

Sul lato orientale dopo un breve tratto di antica strada lastricata, sono i resti ben conservati di un grazioso teatro del I sec. a.c. dove un'iscrizione ricorda la visita del papa Gregorio XVI nel 1839 alla regina Maria Cristina, vedova di Carlo Felice, che aveva patrocinato gli scavi nonchè la preziosa opera del Camina: "Descrizione dell'antica Tuscolo".
La cavea di questo piccolo teatro conteneva 1500 spettatori, con attuali cospicue parti dei vomitoria (uscite laterali), il piano circolare del coro e dell'orchestra, i pilastri che sorregevano i tribunalia per i magistrati che presenziavano agli spettacoli, la porta regia, al centro della cavea, e vari ambienti dietro la scena. Scendendo verso la Via dei Sepolcri, vi si scorgono altri resti di monumenti e sculture.


MAUSOLEO DI LUCULLO

Il p. Mattei attribuisce all'anno 1598 la distruzione del cosiddetto mausoleo di Lucullo « massiccio in figura conica, vicino le mura della città di Frascati, nel Borgo, alla parte destra della Porta Nuova per la strada che conduce a' Cappuccini; e fu spogliato de suoi ornamenti circa l'anno 1598 de quali si servì la città nella fabrica della nuova catedrale; ma le cose migliori e più rare furono prese da diversi cavallieri Romani per adornarne le loro gallerie: ne si sa che vi fusse trovata alcuna iscrizzione . . . bensì nel farvi alcune cave ne tempi nostri, poco lungi si sono trovate molte tegole di terracotta, che servivano per coprire alcune ossa » . Mem. dell'antico Tusculo pp. 61-62.



LA DECADENZA

Durante l'Impero, Tusculo mantenne il suo splendore, ma distrutto l'Impero di Occidente, Tusculo seguì la sorte della Capitale, e fu soggetto come quella agli Eruli, agli Ostrogoti, ai Goti, e a tutte le successive devastazioni dei barbari.
In epoca medievale, nel secolo XI, tra le rovine dell'antica Tusculum si insediò la potente famiglia dei Teofilatti che prese il nome di Conti di Tuscolo, divenuti celebri per il loro dominio assoluto su tutta l'area dei Colli Albani.




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