PISCINA PUBLICA




La Piscina Publica a Roma designava un grande bagno pubblico fornito di piscina (Fest. 213 ), menzionato per la prima volta nel 215 a.c. Liv. XXIII .32.4), e situato nella zona depressa che si trova tra la via Appia, le Mura Serviane, il versante nord-est dell'Aventino e l'area occupata in seguito dalle terme di Caracalla (Liv. Fest. Loc . ad Q. Fr. III .7.1 ; Jord. II .106-107; HJ 183-184).

I bagni erano molto ampi e forniti di acqua corrente che scorreva in due rivoli a terra dove i fruitori potevano sciacquare le spugne, fornite gratuitamente, issate su apposito bastoncino, con cui detergersi dopo aver evacuato. Sia i sedili che il suolo e parte delle pareti erano in marmo.

La piscina aveva un reparto per l'acqua calda e una per la fredda, dato che sotto aveva le sospensure per l'aria calda e relativa fornace al cui mantenimento operavano gli schiavi imperiali. Non sappiamo se vi fossero anche il tepidarium, o il ginnasium, dato che in realtà era una piscina per plebei e schiavi, quindi gratuita. Anche le terme di stato erano in genere gratuite, oppure si pagava un prezzo molto basso. Sotto Augusto tutte le terme furono esenti da pagamento.
  
Non si deve pensare però che la Piscina Publica, in quanto di stato fosse fatta in economia, perchè gli imperatori facevano a gara per farsi ben volere dal popolo e pertanto facevano ornare le opere pubbliche in modo sontuoso, vale a dire con mosaici, fontane e statue.

Vicino alla piscina Pubblica c'era il quartier generale dei lanii piscinenses, il collegio dei macellai (CIL VI .167 ; cf. Plauto, Pseud. 326-328 ). Questa piscina in seguito ha dato il nome al vicus piscinae Publicae ( CIL VI .975 ; Amm. Marcell. XVII .4.14 ), che, passando all'entrata della Piscina Publica, conduceva dall'estremità meridionale del circo Massimo attraverso la depressione sull'Aventino fino alla porta Raudusculana. 

La Piscina sembra fosse alimentata da sorgenti locali, e non dall'Aqua Appia ( LA 234-245, cfr Jord. I , 1.447, 458). 

Cessò di esistere nel II secolo d.c. (Fest. 213), probabilmente soppiantata da terme più vaste e sontuose, come quella di Caracalla, che pur essendo bellissima era soprattutto per il ceto più basso, tanto più che il suo terreno era molto ambito per l'edificazione di insule in una zona dal terreno costoso in quanto in area centrale dell'urbe.

PISCINA PUBLICA

LA PISCINA PUBLICA XII REGIONE

Il suo nome comunque era talmente noto e importante che restò alla zona e anzi si estese a tutta la regione XII della Roma Augustea (ad piscinam publicam Hippolyt.philos. ix.12, p552, BC 1914, 353). Questa regione era delimitata a nord-est dalla via Appia, a sud-est da una linea che si estendeva dal bivio della via Appia e il vicus Sulpicio alla porta Raudusculana, a sud dalla linea del muro Aureliano, a ovest e nord-ovest il vicus portae Raudusculanae e il vicus piscinae Publicae, includendo quindi un'area molto piccola all'interno della linea delle mura serviane ( BC 1890, 115-137). Piscina Publica non fu però il nome ufficiale per la regione XII, e non sappiamo quanto presto sia entrato in uso (Pr. Reg. 71-72).

La XII regione (pedes XII) conteneva:

- viam novam - Fortunam Mammosam - Isidem Athenodoriam - aedem Bonae deae subsaxaneae
- clivum delfini - thermas Antoninianas (terme di Caracalla) - VII domos Parthorum
- campum lanatarium (tra le terme di Caracalla e la chiesa S. Saba) - domum Cilonis
- IIII coorte vigilum - domum Cornificies - 15 privata Adriani
- vici XVII - DAE. XVII - vicomag. XLVIII - cur. II - 20 insulae II . CCCCLXXXVII
- dom. CXIII - Horr. XXVII - bal. LXIII - lacos LXXX - pist. XXV



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