PONTE ARAPSU (Turchia)




Il ponte Arapsu, che prende il nome dal fiume Arapsu, è un ponte romano di Adalia, ovvero Antalya, in Turchia. Nel 133 a.c. la città fu annessa dai Romani che vi edificarono diversi monumenti tra cui strade e ponti per lo spostamento rapido dei legionari, ma utile pure per gli scambi commerciali.

Nel distretto di Arapsuyu, in località Konyaaltıa, 5–6 km a ovest del centro città di Antalya, ai piedi di un antico tumulo associato alla colonia greca di Olbia, venne edificato un ponte in pietra, con un'unica campata, classificato da Colin O'Connor come un ponte ad arco segmentale romano, esempi dei quali sono sopravvissuti nella vicina provincia di Lycia (come il ponte di Limyra).

Un arco segmentale è un arco che è meno di un semicerchio, con un profilo insolitamente piatto. I vantaggi del ponte ad arco segmentale consistevano nel fatto che permetteva il passaggio di grandi quantità di acque di inondazione al di sotto di esso, il che avrebbe impedito che il ponte venisse spazzato via durante le inondazioni e che il ponte stesso potesse essere più leggero.


Come quasi tutti i ponti romani presentava pietre ad arco primario a forma di cuneo, uguali per dimensioni e forma. Gli ingegneri romani furono i primi e, fino alla rivoluzione industriale, gli unici a costruire ponti con cemento, che chiamarono opus caementicium. 

L'esterno era generalmente coperto di mattoni o bugnati, come nel ponte dell'Alcántara. Furono anche i primi a munire i ponti di finestre di guardia, per alleggerire l'urto e lasciar defluire le acque in caso di alluvioni.

Il ponte Arapsu è stato parzialmente sommerso da una moderna diga a circa 100 m a valle, per cui la forma esatta del suo arco in muratura sarebbe difficile da determinare. Almeno così è scritto in turco.
Ci riesce difficile capire come si possa fare una diga che allaghi un monumento romano peraltro intatto, sapendo che le dighe inquinano e che comunque potrebbero essere fatte altrove.

Speriamo comunque che non sia così difficile determinare la forma del ponte, speriamo che qualcuno l'abbia fotografato in passato, oppure che l'abbiano fotografato prima di allagarlo con la diga, e speriamo anche che in Turchia vi sia ancora qualcuno tanto curioso da essersi spinto fin sotto il pelo dell'acqua a guardare la forma del ponte vecchio di duemila anni fa.


BIBLIO

- Vittorio Galliazzo - I ponti romani, Catalogo generale - Treviso - Edizioni Canova - 1994 -
- Carmelo G. Malacrino - Ingegneria dei Greci e dei Romani - San Giovanni Lupatoto (VR) - Arsenale Editrice - 2010 -
- Colin O’Connor - Roman Bridges - Cambridge University Press - 1993 -






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