PORTA TRIUMPHALIS




La Porta Trionfale di Roma, che si apriva, secondo vari studiosi nel breve tratto di mura compreso tra la Porta Carmentalis e la Porta Flumentana, quindi nella zona tra il Campidoglio ed il Tevere, era  riservata ai trionfi, cioè alle spettacolari cerimonie di celebrazione di grandi vittorie, per un generale e le sue truppe al rientro in patria.

RAPPRESENTAZIONE DELLA PORTA TRIUMPHALIS (destra)
SULL'ARCO DI TITO
Le notizie sulla Porta Triumphalis sono infatti scarsissime e si limitano a cinque citazioni da parte delle fonti classiche. Secodo gli studiosi era quadrifronte e fu aperta in epoca successiva alla costruzione delle mura serviane e veniva presumibilmente utilizzata solo in occasione di cortei trionfali, che partivano da qui, o, come nel caso dei funerali di Augusto, per cerimonie di particolare rilevanza.

Nell'anno 14 d.c., infatti, come un onore senza precedenti, la porta venne proposta dal senato per il passaggio del funerale di Augusto in processione fino al Campo Marzio, e così fu  (Svetonio: funus Triumphali porta ducendum; Tacito: Annali).

Cicerone fu molto esplicito sul prestigio che la porta offriva all'entrata nelle mura Serviane, da non potersi paragonare con l'entrata attraverso la Porta Caelimontana o la Porta Esquilina, porte altrettanto belle ma prive di gloria.
La Porta Triumphalis era posta sulle mura dell'Urbe nell'area del Forum Bovarium (Coarelli) e lunghe e discusse ricerche l'hanno infine stabilita a nord ovest dei due templi della Fortuna e della Mater Matuta e identificata con una delle due porte della duplice Porta Carmentalis (Coarelli).

STAMPA CON MAGGIORI PARTICOLARI
Basandosi su Livio 2.49, Bonfante Warren ha fornito una interessantissimo concetto di “trionfo alla rovescia” che collocò alla Porta Carmentalis quando i Fabii abbandonarono la città a causa della disastrosa sconfitta con Veio. Essi sarebbero usciti dalla porta destra (la porta Scelerata), come attestano Livio e Ovidio, mentre l'altra porta, quella di sinistra, equivalente alla porta sinistra per chi esce e alla porta destra per chi entra, era la Porta Triumphalis. Lo studioso Richardson; confutato però dal Coarelli, attribuì le cause del disastro dei Fabii al loro uso della porta sbagliata, che era destinata solo alle entrate, mentre essi ne uscirono, equiparando così la Porta Triumphalis alla porta Scelerata.

Sembra che fosse proibito entrare nelle mura serviane dalla Porta Triumphalis se non per un trionfatore o per eccezioni stabilite dal se3nato, come per il funerale di Augusto.

Mentre appare chiaro il percorso delle processioni trionfali tra il Circus Flaminius e il Velabrum (Coarelli 1988, Theatrum Marcelli), il posto preciso della Porta Triumphalis, e naturalmente della Porta Carmentalis, resta una questione ancora aperta.
Vedi anche: ARCO DI TITO 



SANT'OMOBONO

Oggi nei resti dell'area archeologica di Sant'Omobono viene ubicata la suddetta porta dalla maggioranza degli archeologi più autorevoli, un'area archeologica di Roma scoperta nel 1937 nei pressi della chiesa di Sant'Omobono, all'incrocio tra via L. Petroselli e Vico Jugario, ai piedi del Campidoglio, in cui erano compresi i due templi, il tempio di Fortuna e il tempio di Mater Matuta.

FRONTALE DEL PORTICO TRIUMPHALIS NELL'AREA DI
SANT'OMOBONO
Le fonti collegano almeno il tempio della Fortuna a Servio Tullio, che intendeva celebrare con questo edificio la sua divinità protettrice, alla quale dedicò ben 26 templi a Roma, ciascuno con un'attribuzione diversa.

L'area sacra, secondo i materiali rinvenuti negli scavi, venne restaurata nel 540 a.c. e abbandonato alla fine del VI sec. a.c., con la fine della monarchia etrusca. Il secondo rifacimento viene attribuito dalle fonti a Camillo, situandolo agli inizi del IV sec. a.c., dopo la presa di Veio nel 396 a.c.
Il pavimento venne ulteriormente rifatto dal console Marco Fulvio Flacco dopo la conquista di Volsinii nel 264 a.c., con due nuovi basamenti di donario quadrangolari e uno circolare al centro, dove venivano poste le statuette bronzee saccheggiate nella città etrusca e nel santuario della federazione etrusca, che le fonti calcolano in circa duemila pezzi.

Davanti ai due templi, strettamente collegati alla Porta Triumphalis ed al percorso del trionfo, come riferisce Livio, Lucio Stertinio collocò nel 196 a.c. i primi due archi trionfali coronati da statue dorate.
Un nuovo restauro dei templi risale a dopo l'incendio del 213 a.c.


Il rilievo adrianeo nell'Arco di Costantino che mostra Marco, sulla cui testa vola una Vittoria, tra Marte e la Virtus che lo invitano a entrare nella Porta Triumphalis; sullo sfondo il tempio di Fortuna
L'ultimo intervento risale all'epoca di Domiziano, con rifacimenti adrianei, come dimostrano i bolli presenti sui mattoni: i due templi vennero ricostruiti su una platea di travertino, con al centro un arco quadrifronte che fungeva da porta trionfale, come compare anche in alcune monete e in due rilievi aureliani dell'arco di Costantino.



LE FASI

Nel livello archeologico corrispondente alla prima fase è stata ritrovata un'iscrizione etrusca arcaica risalente alla fine del VII e la metà del VI sec. a.c., la più antica testimonianza di una presenza etrusca certa nell'area di Roma.

IMMAGINE POSTERIORE DEL PORTICO A CUI ERA UNITA
LA PORTA TRIUMPHALIS
Successivamente la costruzione del primo tempio arcaico, quello dedicato a Mater Matuta, attribuito al re Servio Tullio (579-534 a.c.).
Alla fine del VI sec. a.c. l'area viene distrutta e abbandonata, con la cacciata del re etrusco Tarquinio, e la distruzione dei templi di origine etrusca nell'area di Sant'Omobono, per il violento cambiamento politico ed istituzionale.

Successiva realizzazione di un grandioso terrapieno che rialzò il livello di circa 6 metri e di una pavimentazione in lastre di cappellaccio, sulla quale vennero costruiti due templi con orientamento diverso.

Costruzione di una nuova pavimentazione di tufo di Monteverde e di tufo dell'Aniene e ricostruzione dei due templi, di due are orientate ad est e di un grande “donario” circolare in peperino al centro dell'area, con statuette di bronzo delle quali è stata trovata traccia. Sui blocchi di peperino sono stati rinvenuti frammenti di un'iscrizione che consentono la datazione del reperto:

« M. FOLV[IO(S) Q. F. COS]OL D(EDET) VOLS[INIO] CAP[TO] »
« Marco Fulvio, figlio di Quinto, console, dedicò dopo la presa di Volsinii »
In effetti, il console M. Fulvio Flacco conquistò, nel 264 a.c., Volsinii, da dove asportò circa 2000 statue in bronzo, forse di un vicino santuario etrusco.

Ricostruzione di tutta l'area, in seguito ad un incendio ricordato da Tito Livio nel 213 a.c. e nuova pavimentazione in lastre di tufo di Monteverde.

LA PORTA (particolare a destra) COMPARE ANCHE
NELL'ARCO DI COSTANTINO
Ultima pavimentazione in travertino, di età imperiale, forse domizianea, con ritrovamento anche di mattoni bollati in epoca adrianea. Restano tracce, al centro dell'area, di un doppio arco quadrifronte, che si ritiene la Porta Triumphalis, attraverso la quale entravano in città i cortei dei trionfatori, dando inizio alla cerimonia.



L'IMMAGINE DELLA PORTA

L'immagine della porta compare nel rilievo adrianeo dell'Arco di Costantino dove Marco, sulla cui testa vola una Vittoria, tra Marte e Virtus che lo invitano a entrare nella Porta Triumphalis; sullo sfondo il tempio di Fortuna.

Un'altra effigie compare sul lato sinistro dell'Arco di Tito, cioè a sud, dove è raffigurato l'ingresso del corteo nella Porta Triumphalis, raffigurata all'estrema destra in prospettiva scorciata, con gli inservienti che avanzano recando gli arredi saccheggiati al tempio di Gerusalemme.

 
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1 comment:

Anonimo ha detto...

Vorrei poterla vedere almeno una volta Roma, la grande bella monumentale potente unica Roma!!

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