TULLO OSTILIO






Nascita: ?
Morte: 641 a.c.
Predecessore: Numa Pompilio
Successore: Anco Marzio
Regno: 673-642 a.c.









Nel 673 a.c. Tullo Ostilio, dopo Numa Pompilio, fu il nuovo re di Roma, sempre eletto dal popolo, memore che suo nonno Osto Ostilio aveva combattuto con Romolo contro i Sabini. Proveniva dalla gens Hostilia e la tribù dei Luceres, cioè degli etruschi, ancora amati e stimati a Roma, come non sarà più nei tempi a venire.

Tullo Ostilio infatti fu un buon re e un condottiero valoroso. Le guerre di Roma e Veio, già iniziate con Romolo, avevano motivi di tipo economico e Roma non voleva concorrenti commerciali, inoltre intendeva espandere il territorio. Così il re etrusco, che era ormai romano a tutti gli effetti, guidò i romani contro i Veienti uscendone vincitore. Poi volle conquistare Albalonga, i cui rapporti si erano incrinati, probabilmente perchè pericolosamente vicini e concorrenziali nei commerci. Siccome però i due re desideravano aumentare e non ridurre la popolazione, decisero di ridimensionare la guerra a un duello: tre fratelli di Roma, gli Orazi, contro tre fratelli di Albalonga, i Curiazi. Questo ci suggerisce varie cose:
  • che il conflitto non era così aspro da desiderare la distruzione dell'altro popolo; 
  • che i due popoli non fossero tanto dissimili da non poter sopportare la convivenza; 
  • che i due popoli avessero ancora voce in capitolo, tanto da spingere i loro capi a decidere le sorti in modo poco cruento; 
  • che fosse non nuovo nell'antichità dove le popolazioni erano piuttosto scarse questo modo di risolvere i conflitti.



ORAZI E CURIAZI

La contesa sembrò sfavorevole ai Romani, infatti due di loro morirono subito e il terzo Orazio si trovò a sostenere da solo tre Curiazi. Allora escogitò un espediente. Si dette alla fuga correndo verso Roma, e corse così a lungo e così energicamente che gli inseguitori si distanziano tra loro. Così li finì uno ad uno.


"Nel tempo di Tullo Ostilio, allorchè guerregiando con l’Albani, scelsero li tre fratelli Curiatij dalla lor parte e li tre fratelli Oratij de’ romani acciò terminassero combattendo la differenza, ed avendo i Curiati uccisi due degli Oratii, il terzo fingendo fugire li colse tutti e tre separatamente, e l’uccise, entrando poscia vincitore e triunfante in Roma vennegli all’incontro la sua sorella, la quale come che ammogliata con uno delli Curiati, in vegiendo il fratello intriso nel sangue dello sposo, cominciò a piangere, ed urlare, del che offesosi il fratello, e mal ciò soffrendo la uccise. 

Finita così mestamente la pompa fu Orazio portato dal re per esser giudicato. Il re elesse a tale effetto due Giudici, il quale lo condannarono a morte, ma appellatosi Orazio al popolo fu assolto. Da indi in poi principiò la carica de’ Duemviri Capitali li quali avevano il giudizio delle gravi cause, e la custodia delle carceri capitali."

Tornato a casa però il vincitore si narra venisse rimproverato aspramente dalla sorella a cui aveva ucciso il promesso sposo, uno dei tre Curiazi. Il fratello, che non aveva un buon carattere, solo per questo la uccise. Venne pertanto portato in tribunale ma il padre si battè per lui facendolo assolvere. Per purificarsi, il fratello offrì poi un sacrificio a Giunone Sororia, (Giunone protettrice delle sorelle) divinità tutelare della sorella, divinità che però l'aveva mal tutelata.



Ma la versione originaria è un po' diversa:
"Orazio procedeva portando davanti a sè le triplici spoglie dei Curiazi. La giovane sorella, che era stata fidanzata di uno dei Curiazi, va incontro a lui davanti alla porta Capena,e riconosciuto sopra le amate spalle il mantello dello sposo, che lei stessa aveva fatto, scioglie i capelli e invoca flebilmente il nome del fidanzato ucciso. Il pianto della sorella durante la sua vittoria e in una così grande gioia pubblica turba l'animo dell'arrogante giovane. E così sguainata la spada, schernendo nello stesso tempo con le parole, trafigge la fanciulla:"Raggiungi quindi il fidanzato, incurante dei fratelli uccisi e di quello vivo, incurante della patria. La stessa sorte tocchi a ogni donna romana, chiunque piangerà un nemico". 
Subito fu mandato a chiamare per il sommo giudizio capitale davanti al re Tullio Ostilio, che, incerto su cosa fare, disse:"Nomino i duunviri che giudicheranno Orazio secondo la legge".Allora i giudici, esaminata la causa, secondo la severissima legge di alto tradimento, giudicarono Orazio colpevole e lo condannarono a morte."
(Tito Livio)

Roma però non volle strafare e stabilì un'alleanza con Albalonga. Finalmente Tullo Ostilio stava tranquillo su quel fronte e poteva tentare la conquista di Veio e Fidene.

Ma il re di AlbaLonga, Mettio Fufezio, che evidentemente non aveva mandato giù i Curiazi morti, tradì e si schierò con gli Etruschi. La battaglia fu dura ma i Romani vinsero ancora e rasero al suolo Albalonga, poi deportarono i suoi abitanti e ammazzarono Fufezio squartandolo tra due carri in tiro.

"Il Celio poi, già abitato dal tempo di Romolo, fu cinto di mura da Tullio Ostilio successore di Numa, allorché dopo di aver distrutta Alba condusse gli albani ad abitare la sua città; e perchè il monte fosse più frequentato, Tullio vi pose la reggia e vi fissò la sua dimora".
Però Ostilio aveva bisogno di gente e di guerrieri, per cui non rese schiavi gli albani ma li stabilì sul Celio, allargando il pomerio in modo da includerne il colle. Fece poi costruire la Curia Ostilia, la prima sede del Senato che non si riunirà più nel Comizio, ma avrà una sede tutta sua. Si sa che subito fuori le mura di Roma fece costruire un tempio intitolato al Pallore e al Timore, probabilmente divinità dell'Ade, visto che c'era anche un Vicus, il Vicus Pallor, intitolato a lui. Successivamente Ostilio combattè anche contro i Latini riportando un altro successo.

La Curia Hostilia fu dunque il più antico luogo di riunione del Senato romano, costruito nel Comizio per ordine di Tullo Hostilio, nell'area del Foro Romano, che oggi si trova sotto la chiesa dei Santi Luca e Martina. Accanto, ma in parte sopra di essa, fu poi costruita la Curia Iulia, facente parte del Foro di Giulio Cesare.

Le fonti riferiscono che Tullo Ostilio avesse la sua residenza sul Velia, corrispondente oggi alle pendici del Colle Oppio, accanto all'aedes deum Penatium, vale a dire il tempio dei Penati, tempio molto arcaico, ricostituito nel 167 a.c. perchè colpito da un fulmine.



SARA' UN'EQUIPE OLANDESE A SVELARE I SEGRETI DELLE TOMBE DEGLI ORAZI

da la Repubblica  domenica, luglio 24th, 2011
Sarà un'équipe olandese a svelare i segreti delle tombe degli Orazi
La prima campagna di scavi dopo 150 anni. Al V miglio l’Appia fa una curva attorno ai tumuli più antichi della Regina viarum.

Al V miglio dell’Appia Antica, dove l’archeologia affonda le radici nel mito, quando re era Tullio Ostilio e gli Orazi affrontarono in duello i Curiazi per conquistare la supremazia su Albalonga alla metà del VII sec. ac., una squadra di ricercatori olandesi sta scoprendo la vera identità dei sepolcri che la tradizione attribuisce agli eroi romani. Per la prima volta dalle indagini di Luigi Canina (1850-59), i monumenti tra i più leggendari dell’antichità sono oggetto di una campagna di scavo. A guidarla, due professori dell’università di Nijmegen, Eric Moorman e Stephan Mols, che hanno ricevuto in concessione dalla Soprintendenza per otto anni l’area compresa tra V e VI miglio.

È il primo scavo che affidiamo in concessione – racconta la direttrice dell’Appia, Rita Paris – L’istituto universitario è stato scelto per i suoi titoli e procederà con finanziamenti propri”. Uno scavo sistematico dei sepolcri, infatti, non è stato mai possibile per mancanza di fondi. La scelta del V miglio è legata al progetto di restauro e valorizzazione messo in campo per l’Appia con il commissariamento, tra Villa dei Quintili e Santa Maria Nova.

L’importanza del sito è evidente: qui il rettifilo dell’Appia, che regala suggestioni di un agro romano incontaminato, disegna l’insolita curva, motivata, come raccontava già Livio, per rispettare i tumuli celebrativi della memoria della battaglia tra Orazi e Curiazi, eretti prima della costruzione della Regina Viarum. Le indagini sono iniziate due anni fa, tra ricerche d’archivio, panoramiche aeree e misurazioni col georadar su sepolcri che appaiono come colline erbose. “Il materiale acquisito è stato propedeutico per la prima campagna di scavo che si concluderà domani”, racconta Mols. Protagonisti sono i due tumuli in coppia degli Orazi, legati secondo la tradizione ai due fratelli romani uccisi.

Nella forma possono essere considerati oggi come piccoli mausolei di Augusto – annuncia Mols – Conservano una possente struttura cilindrica del diametro di circa 15 mi, con un nucleo interno di blocchetti di tufo e materiale vulcanico, e tracce di rivestimento di travertino”. Il corpo è alto oltre 8 m e presenta un coronamento arrotondato. La datazione ufficiale colloca i sepolcri alla fine del I sec. ac. La vera novità è il muro di recinzione, alto oltre m 1,5. Obiettivo principale ora è indagare l’interno dei sepolcri con il sistema del georadar per verificare la presenza della cella funeraria. 

Lo scavo rientra in un progetto più vasto: “Vogliamo realizzare una carta archeologica tridimensionale del V miglio – dice Mols – Abbiamo fatto fotogrammetrie terrestri per ricostruire in 3D tutti i monumenti dell’area. Il prodotto sarà pronto già a ottobre con l’obiettivo di proporlo in visione al pubblico”. Ne viene fuori la prima indagine completa del sito, che comprende anche il sepolcro dei Curiazi, legato, secondo la tradizione, ai tre fratelli albani sconfitti con l’astuzia dall’unico degli Orazi sopravvissuto, e il misterioso mausoleo a piramide alto oltre 20 m.


L'AMPLIAMENTO DI ROMA

Nibby:

"Sono in genere d'accordo gli antichi scrittori circa l'ampliamento del recinto fatto da Tulio Ostilio successore di Numa. Quasi tutti vanno d'accordo nell'asserire che egli cìnse di mura il monte Celio, e che lo riunì alla città.

Ma non tutti nono concordi circa 1' epoca della riunione, alcuni asserendo essere stato il Celio riunito da TulIio prima della conquista di Alba, altri dopo: in questa differenza crediamo ragionevole seguire, piuttosto che Dionisio, Livio, il quale vuole, che quel Re dopo l'abbattimento di Alba trasportasse gli abitanti della città distrutta sul monte Celio, così nomato fin dal tempo di Romulo, da quel Celio condottiere degli Etrusci , che vi si stabilì. 

E pare che il Re Romano volesse in certa guisa imitare 1' abbattuta metropoli, dando alla sua città una forma meno oblunga e semicircolare, come Albalonga avea, verso l'ospedale di S. Giovanni Laterano, e lasciando fuori li Battisterio detto di Costantino riprendessero l'erto del monte, e raccliiudendo il sito dove oggi è la chiesa di S. Stefano Rotondo, per la villa Mattei, e S Gregorio andassero a raggiungere il Palatino verso l'angolo meridionale che guarda S. Gregorio".



LA PESTE

Sembra che all'epoca Roma fosse colpita dalla peste e il popolo lo interpretò come la collera degli Dei trascurati nei riti e nelle offerte. Nelle calamità il popolino vede spesso la collera degli Dei, e non va a cercare le vere cause. Pertanto quando Tullo Ostilio venne colpito da un fulmine, decisero che il nuovo re sarebbe simile al pio Numa Pompilio, ed elessero re suo nipote Anco Marzio nel 641 a.c.
Si raccontò che Tullo l'avesse colpito Giove che lui aveva supplicato, evidentemente l'aveva pregato troppo, o troppo poco.




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