LEGIO XIII GEMINA





"Caius Caerellius Sabinus, Legato della Legio XIII. Gemina (CIL III 1074. 1075. 1076. 1111 Apulum) tra il 183 e il 185 d.c. (CIL III 1092 Apulum), compare con sua moglie, accanto a lui nelle prime tre iscrizioni, che si chiamava Fufidia Pollitta. Secondo questa epigrafe, Caius Caerellius Fufidius Annius Ravus Pollittianus (n. 5) era suo figlio."

(Rodolfo Lanciani)

ARALDO DELLA XIII GEMINA
La Legio XIII, conosciuta come Legio XIII Gemina ("legione gemella") dopo il 31 a.c.,  fu una delle legioni che furono condotte da Giulio Cesare nelle sue campagne in Gallia e anche nelle successive guerre civili contro la fazione capitanata da Pompeo. E' una delle legioni romane storicamente più degne di nota,  soprattutto perchè per prima passò il Rubicone il 10 gennaio del 49 a.c. La legione si trovava a Vienna nel V secolo. Il simbolo della legione era il leone.

La Legio XIII Gemina fu fondata da Giulio Cesare nel 57 a.c., in vista della campagna contro le popolazioni belgiche, durante i primi conflitti tra le popolazioni galliche.

"Nell'inverno 58-57 a.c., Cesare venne a conoscenza di voci che indicavano la volontà delle tribù di Belgi di attaccare i Romani. Queste notizie gli furono utili per estendere le proprie conquiste al di là della Gallia vera e propria, per assoldare altre due legioni, la XIII e la XIIII, e per convincere la tribù dei Remi ad allearsi con lui."

"Frattanto le due legioni (la XIII a la XIV) che erano state nelle retroguardie e di scorta alle salmerie, giunta notizia della battaglia (del Sabris), presero a correre a gran velocità (per combattere contro i Belgi)."

(De Bello Gallico)



PERIODO REPUBBLICANO

- Guerre Galliche - Durante le guerre galliche (57 - 51 a.c.) la legione partecipò:
alla battaglia del Sabis contro i Nervi (era stata appena costituita),
all'assedio di Gergovia,
alla battaglia di Alesia.
- Guerra Civile di Giulio Cesare
- Guerra Civile del secondo triumvirato



PERIODO IMPERIALE

- Campagna contro Maroboduo
- Rivolta in Illiria
- Campagna in Germania
- Guerra Civile nell’anno dei quattro imperatori
- Rivolta dei Batavi
- Guerre Daciche di Domiziano
- Campagne Suebo-Sarmatiche
- Guerre Daciche di Traiano
- Vessillazioni della XIII in Arabia e Mesopotamia
- Guerre Marcomanniche
- Guerra Civile di Severo
- Ritirata dalla Dacia
- Dislocazione della XIII durante il III secolo
- Scioglimento della XIII



CESARE

Dopo le campagne in Gallia, quando Cesare stava per essere dichiarato Nemico Pubblico, il generale chiese alle legioni chi volesse seguirlo, e la Legio XIII lo acclamò e lo seguì per prima nell'attraversamento del Rubicone che avrebbe reso Cesare dictator o dannato.

In realtà non ci fu una legione che si tirasse indietro e la XIII prese parte alla guerra civile, contro la fazione di Pompeo e degli aristocratici. La legione rimase sempre fedele a Cesare durante tutto il conflitto, fino alla cruenta e decisiva battaglia finale di Farsalo nel 48 a.c.

La legione fu sciolta e i legionari vennero pensionati attraverso l'assegnazione delle terre extra-italiche. Poi alla legione venne chiesto se desiderasse partecipare di nuovo a una battaglia a fianco di Cesare e la XIII accettò entusiasta, seguendolo nel 46 a.c. per la battaglia di Tapso e per la successiva battaglia di Munda nel 45 a.c.

I veterani consentirono volentieri a rinnovare le antiche glorie e di nuovo vinsero per lui e con lui, il più grande generale che la storia mondiale abbia mai avuto. Dopo quest'ultima battaglia, Cesare sciolse nuovamente la legione premiandola con l'assegnazione di altre terre, ma stavolta in Italia.
QUARTIER GENERALE DI LEGIONE

AUGUSTO

L'imperatore Augusto ricostruì nuovamente la legione nel 41 a.c. per affrontare la ribellione di Sesto Pompeo, figlio di Pompeo in Sicilia. La Legio XIII acquisì il cognomen Gemina, cioè gemella in quanto era stata costituita con veterani di altre legioni, dopo la battaglia di Azio.

Augusto inviò poi la legione a Burnum (Tenin) nella provincia romana dell'Illiria (in Croazia), mentre nel 16 a.c., la legione fu trasferita ad Emona (Lubiana), in Pannonia, dove dovette fronteggiare le ribellioni locali. Dopo la disastrosa Battaglia della foresta di Teutoburgo del 9 d.c., nella quale i Germani annientarono tre legioni romane, la Legio XIII fu inviata a Vindonissa, nella provincia di
Germania Superior, per prevenire ulteriori attacchi delle tribù germaniche.

LEGIONARIO DELLA XIII
Partecipò poi alla campagna contro Maroboduo, un principe dei Marcomanni:

«In breve Maroboduo condusse ad altissimo prestigio le sue forze militari che difendevano il suo regno, tanto da essere temibile anche al nostro impero, e le abituò, con continui esercizi, ad un tipo di disciplina quasi simile a quella romana. Nei confronti dei Romani egli si comportava in modo da non provocarci a battaglia, ma da mostrare che non gli sarebbe mancata né la forza né la volontà di resistere, qualora fosse stato da noi attaccato... In tutto si comportava come un rivale, pur cercando di non darlo a vedere, esercitando con guerre continue contro i popoli limitrofi, il suo esercito composto da 70.000 fanti e 4.000 cavalieri...»
(Velleio Patercolo, Storia romana, II, 109.)

Batone il Dalmata, il capo della rivolta pannonica, contro cui combattè la XIII, una volta catturato da Tiberio, rispondeva al perché si fosse ribellato con queste parole: «Siete voi i responsabili di questa guerra, poiché in difesa delle vostre greggi (le province) inviate come custodi dei lupi (i governatori) anziché dei cani e dei pastori

L'imperatore Claudio spostò la legione nuovamente in Pannonia intorno al 45 dato i nuovi subbugli nella regione; la legione era di stanza a Poetovio, Ptuj nell'odierna Slovenia. 

Nell'Anno dei quattro imperatori, nel 69 le legioni di Pannonia si schierarono dalla parte di Otone nella battaglia di Bedriacum, ma quest'ultimo ebbe la peggio contro il rivale Vitellio. 

La vittoria dei Vitelliani a Bedriacum rappresentò la vittoria delle legioni renane sull'esercito d'Italia e del Danubio, anche se pochi mesi più tardi, in una nuova battaglia combattuta sempre a Bedriacum, questa volta tra Vitelliani ed il nuovo pretendente al trono, Tito Flavio Vespasiano, i Flaviani e le legioni pannoniche ne uscivano vincitori.

La XIII Gemina non brillò per le sue scelte, si schierò prima con Otone e poi con Vitellio, entrambi sconfitti, nelle due battaglie di Bedriaco.
Domiziano, in occasione delle campagne daciche, che ebbero luogo negli anni 85-89 e furono combattute tra l'esercito romano, guidato dai generali dell'imperatore, e i Daci guidati dal loro re Decebalo, trasferì la legione, che si trovava accampata a Vienna, in Dacia ad Alba Iulia, per presidiare la regione.
La legione fu poi spostata quando la Dacia fu evacuata, e riposizionata nella Dacia Aureliana, fondata dall'imperatore Aureliano nel territorio dell'ex Mesia Superiore dopo la sua evacuazione della Dacia Traiana oltre il Danubio nel 271.

Le conseguenze immediate dell'abbandono romano del bacino carpatico generò non solo nuove tensioni tra Goti e Gepidi da una parte (ad oriente) e Sarmati Iazigi dall'altra (ad occidente), venendo le une a contatto con le altre, ma permise di rafforzare le frontiere del medio-basso corso del Danubio con il ritiro di due intere legioni (legio V Macedonica e legio XIII Gemina, posizionate ora ad Oescus e Ratiaria) ed un consistente numero di unità ausiliarie, per un totale complessivo di oltre 45.000 armati. Ulpia traiana protetta dalle legio XIII Gemina di stanza ad Apulum ed a ovest dalla legio IIII Flavia Felix di stanza a Berzobis.
MONETA DI GALLIENO COL LEONE DELLA XIII
Vexillationes della XIII Gemina combatterono sotto l'imperatore Gallieno nell'Italia settentrionale.
L'imperatore, per celebrare il valore della legione, coniò un antoniniano con il leone della legio, emessa a Mediolanum nel 259 - 260.

Un'altra vexillatio era presente nell'armata Impero delle Gallie sotto il comando di Victorinus: anche questo imperatore coniò una moneta d'oro per celebrare la legio e il suo emblema.

Con l'abbandono della Dacia da parte di Aureliano, la legione fu trasferita nel castrum di Ratiaria dove rimase almeno per tutto il IV secolo. Nel V secolo, secondo la Notitia Dignitatum, la legio tertiadecima gemina si trovava in Babilonia in Egitto, in una fortezza strategica sul Nilo, lungo il confine tradizionale tra l'alto e il medio Egitto, sotto il comando del comes, sotto quindi il dominio dell'"Impero romano d'Oriente". Da allora non se ne ebbero più notizie, il che fa pensare che venne sciolta per sempre.



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