ALBALONGA - ALBANUM ( Lazio )




In epoca romana il territorio dell'attuale Albano Laziale era chiamato Albanum, e Albanum Pompeiani, o Albanum Domitiani, erano chiamate, e le tenute dei ricchi romani sui Colli Albani (Ager Albanus) fCastra Albana era il nome dell'accampamento costruito da Settimio Severo, entro i confini del fondo Albanum già possesso di Domiziano, per alloggiare la II legione Partica. Monte Cavo era anticamente chiamato Mons Albanus, un centro di culto comune, cui era legata probabilmente la Dea Alba, la Dea Bianca, dal latino albus, bianco. La localizzazione di Alba Longa, antica capitale latina non è ancora certa, ma una tradizione medievale la collocava nella moderna Albano Laziale.

Il primo insediamento umano nel territorio di Albano risale al periodo Laziale I A, inizio I millennio a.c., coi resti degli abitati delle località Tor Paluzzi, Castel Savello e Colle dei Cappuccini.

La presenza umana in questi siti, seppure con un certo spopolamento, continua in epoche successive, ma a partire dal periodo Laziale II B, 830-730 a.c., compaiono le tracce della capitale latina di Alba Longa. Secondo alcuni invece sarebbe posta invece tra i comuni di Marino, Rocca di Papa ed Ariccia, sul versante est del Lago Albano, cioà sul lato opposto di Albano.
Nel territorio albanense, all'epoca sottoposto alla città di Aricia, sorsero diverse ville suburbane del patriziato romano. Gneo Pompeo Magno aveva una villa, l' Albanum Pompeii, i cui ruderi sono stati rinvenuti all'interno dell'attuale Villa Doria-Pamphilj.

Una villa appartenente a Lucio Anneo Seneca sarebbe identificabile con i ruderi rinvenuti sul crinale meridionale del Lago Albano, ai confini con il comune di Ariccia.

Tutte queste residenze, al tempo dell'imperatore Domiziano vennero riunite in un unico fondo di proprietà imperiale, l' Albanum Cesaris, all'interno del quale il sovranno fece erigere una monumentale residenza imperiale, i cui ruderi sono in buona parte contenuti nell'attuale Villa Barberini a Castel Gandolfo.

L'imperatore Settimio Severo attorno al 202 fece installare nell'attuale centro storico di Albano, ai margini della tenuta imperiale domizianea, la Legio II Parthica: nacquero così i Castra Albana, imponenti accampamenti che rimasero in funzione fino alla fine del III secolo.
Nel 326 l'imperatore Costantino I ordinò la costruzione della cattedrale albanense di San Giovanni Battista, donandole arredi sacri per un valore di 65 libbre, e varie tenute e fondi nell'Ager Albanus.


 

VILLA IMPERIALE DI POMPEO

La fastosa villa fu costruita nell'Albanum da Pompeo Magno, tra il 61 ed il 58 a.C., con il ricco bottino conquistato nella guerra mitridatica. Passò poi figlio Sesto, poi a Dolabella e quindi nel patrimonio dell'imperatore Augusto e dei suoi successori.

Se ne conserva ancora tutto il piano terra, per un'estensione di ben 340 m. x 260, su 9 ettari di superficie. Le strutture murarie mostrano quattro fasi successive per ampliamenti, abbellimenti e restauri. Il corpo centrale della villa, rivolto verso il mare, si elevava su di una platea artificiale e raggiungeva i tre piani di altezza.
Ninfei, criptoportici, e costruzioni isolate, abbellivano la villa oltre a numerose statue, decorazioni in terracotta policroma, fontane e giardini. Tra i reperti rinvenuti tra il 1700 ed il 1800, l'ara marmorea col bassorilievo delle fatiche di Ercole, oggi ai Musei capitolini, il gruppo di due centauri in marmi policromi e il Bacco barbato oggi al Museo dei Doria Pamphili. sotto cui si conservano i resti della Villa Imperiale. Altri reperti sono oggi conservati nel Museo Civico Albano.



PORTA PRETORIA DELL'ACCAMPAMENTO DELLA LEGIONE  

I resti della Porta Pretoria, realizzata in opera quadrata con parallelepipedi in peperino, sono ancora ben visibili, con una porta, di m. 36 x 14, costituita da tre fornici e due avancorpi costituiti da torri rettangolari. La porta comprende due piani, con il fronte rivolto verso la sottostante Via Appia con elementi architettonici e statue marmoree, di cui oggi si conservano solo dei frammenti.
Anche la Porta Principale Sinistra era costituita da tre fornici e una posterula. Sono visibili ancora il fornice centrale, più largo dei due laterali e quello laterale destro con la vicina posterula, entrambi tamponati in età medievale. Anch'essa, come la cinta muraria dell'accampamento, è accuratamente costruita in opera quadrata.




TERME DI CARACALLA DI ALBANO

Realizzate in opera cementizia e rivestite da un'elegante cortina laterizia rossa, fu fatto costruire dall'imperatore Caracalla per aggraziarsi i legionari Albani in rivolta dopo l'uccisione del fratello Geta.

La pianta è quadrangolare, con torri da contrafforte agli angoli. L'edificio a tre piani di cui quello inferiore con funzione di sostruzione e adibito ad ambiente di servizio, mentre gli altri due piani comprendevano grandi aule pavimentate con marmo e mosaico e illuminate da grandi finestroni sormontati da arcate.

L'antico edificio, trasformato nel medioevo in roccaforte e successivamente occupato da civili abitazioni, oggi è stato reintegrato e ripulito quasi completamente.




ANFITEATRO SEVERIANO

Posto oltre il lato NE dei Castra Albana, fu edificato agli inizi del III sec. d.c. dalle stesse maestranze della Legione Albana. L'enorme costruzione, di forma pressoché ellittica, fu realizzata in parte scavando il banco roccioso, in parte in muratura con differenti tecniche murarie. Dell'originario edificio rimangono il primo piano sostenuto da una trentina di fornici, parte degli ingressi trionfali e l'intera cavea col diametro maggiore di m. 113.
L'anfiteatro raggiungeva un'altezza di circa 22 m. e poteva contenere 16000 spettatori.
Nel medioevo divenne cava di materiali e cimitero cristiano. Di questa fase rimangono due oratori, uno ricavato nel III fornice e uno scavato completamente nella roccia sul lato sinistro del parapetto della cavea all'altezza dell'arena.



LA GRANDE CISTERNA

La grande cisterna dell'accampamento può senza dubbio considerarsi uno tra i più spettacolari monumenti di Albano e del mondo romano.
La cisterna fu progettata e fatta costruire dai bravissimi architetti della Legione per rifornire d'acqua sia l'accampamento che le abitazioni intorno.
La pianta è quasi rettangolare con i lati lunghi di m. 47,90 e 45,50 e quelli corti di m. 29,62 e 31,90. La cisterna è stata realizzata in parte scavando direttamente il banco roccioso e in parte in muratura. Essa è divisa in 5 navate con volta a botte sostenute da 36 pilastri, rivestita poi da intonaco impermiabile (opus signinum).
L'importanza dei Cisternoni di Albano deriva non solo dalla loro dimensione, che permette di immagazzinare più di 10.000 m3 di acqua, ma anche che, dopo duemila anni, ancora funzionano perfettamente, alimentati da condotte romane che captano le acque da sorgenti poste lungo i fianchi del cratere vulcanico del Lago Albano.



VILLA ROMANA A CAVALLACCI

La villa, tutt'ora in corso di scavo, ha restituito, oltre ad una serie di strutture murarie e di ambienti con pavimento in mosaico e in marmi policromi, anche numerosi reperti tra i quali vanno evidenziate le terracotte architettoniche e la bella testa di Tiberio Gemello.

La villa, sorta alla fine dell'età repubblicana, conobbe particolare splendore soprattutto in età tiberiana, ma continuò ad essere abitata fino al V sec. d.c.. I numerosi reperti provenienti dagli scavi, sono visibili nel Museo Civico Albano.



SEPOLCRO DETTO DEGLI ORAZI E CURIAZI

Il monumento, di cui ancora poco si sa, è molto particolare per la sua architettura che si ritrova solo nelle urne cinerarie etrusche di Volterra.

Sull'alto basamento quadrangolare, realizzato come tutto il monumento in grossi parallelepipedi di peperino, si ergevano quattro tronchi di cono sugli angoli e forse un quinto, più alto, su di una base centrale a tamburo.
Il mausoleo fu edificato in età repubblicana, prima metà del I sec. a.c. e pertanto non può essere riferito ai mitici fratelli Orazi e Curiazi. Alcuni studiosi ritengono che questo mausoleo costituisca una apposita ricostruzione della tomba di Arunte da parte dell'antica famiglia Arruntia che qui vicino aveva i suoi possedimenti.



SEPOLCRO A TEMPIETTO


Questo elegante sepolcro, di cui rimangono i muri perimetrali, è visibile in Piazza Risorgimento. Esso è posto sul lato sinistro della via Appia, in posizione rialzata. La pianta, quadrata, misura m. 10 di lato e le pareti, ben levigate, con evidenti fori per le grappe che sostenevano una copertina di marmo, si elevano per m. 5. All'interno della costruzione, che poggia su una elegante base modanata, vi è un blocco marmoreo che reca un'iscrizione funeraria frammentaria.



CASTRA ALBANA


Il Castrum fu costruito nel al 202 d.c. al 15° miglio dell'Appia Antica dall'Imperatore Settimio Severo per stanziarvi 6.000 uomini militari della II Legione Partica o Legione Albana.

I Castra, di cui nella figura se ne vede la ricostuzione, erano circondati da un potente muro di cinta in opera quadrata merlato in cima. Il castrum era rettangolare, coi lati di m. 435 x 232, con una superficie di 10 ettari. Ai quattro angoli erano poste torri circolari e sui lati lunghi erano disposte varie torri quadrate.
Ne restano oggi lunghi tratti di mura, alcune torri e imponenti resti monumentali di edifici, le principali porte di accesso, alcuni tratti di strada basolata e opere di urbanizzazione, nonché resti di abitazioni e magazzini. Sotto la Chiesa di santa Maria Rotonda, nella foto all'inizio, è conservata parte degli antichi castra. I reperti provenienti dagli scavi sono conservati presso il Museo Civico Albano.




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1 comment:

Anonimo ha detto...

fortissimo bravo

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