ALLETTO - ALLECTUS (Usurpatori)



ALLECTUS

Nome: Allectus
Nascita: ?
Morte: 296 dopo Cristo, Britannia
Predecessore: Carausio
Regno: dal 293 al 296.


Alletto (latino: Allectus; ... – 296) fu un imperatore romano della Britannia e della Gallia settentrionale, un usurpatore che tolse il potere a Carausio, che a sua volta se n'era impossessato nel 286/287. Regnò dal 293 al 296.



CARAUSIO

L'imperatore Massimiano fu prima Cesare e poi Augusto, quindi co-imperatore con Diocleziano (244 - 313), le cui arti politiche erano complementari alle grandi capacità militari di Massimiano.

Carausio, un ufficiale romano di umili origini, membro della tribù belgica dei Menapi (che secondo Strabone e Tolomeo vivevano nell'area dell'estuario del Reno e a sud lungo la Schelda), che si era fatto notare per il suo coraggio e la sua abilità sotto il comando dell'imperatore Massimiano (250 - 310), durante la campagna militare condotta dall'imperatore contro i Bagaudi (briganti celtici) nel 286. 

L'imperatore pertanto gli affidò il comando della flotta "classis britannica" col compito di difendere la Manica dai pirati franchi e sassoni che devastavano la costa dell'Armorica e quella della Gallia Belgica.

Tuttavia Massimiano sospettò che Carausio avesse tradito Roma e fosse sceso a patti coi nemici, per cui aveva deciso di farlo uccidere. Venuto però a conoscenza tramite le sue spie dell'ordine imperiale, Carausio, promettendo larghi favori ai suoi uomini che temevano comunque di poter essere puniti, li convinse a proclamarlo imperatore nel 286 d.c..

La ribellione di Carausio causò la secessione della Britannia romana (provincia romana dal 43/44 al 410 d.c.) e della Gallia dall'Impero. Massimiano partì con la sua flotta per sconfiggere Carausio e riprendersi le province, ma le tempeste si accanirono sulle sue navi distruggendole nel 289 (o forse nel 290).

Carausio iniziò allora a sperare di essere riconosciuto dal potere centrale e cominciò a battere moneta a Londra, a Rouen e a Colchester. Nelle monete egli si annuncia come "Restitutor Britanniae" ("Restauratore della Britannia") e di "Genius Britanniae" ("Spirito della Britannia"), a dimostrazione di come egli abbia fatto leva sul risentimento della popolazione nei confronti del governo di Roma.

Forse Massimiano ci riprovò a riprendersi le province ma venne anche impegnato altrove a causa dell'invasione dei Franchi Sali (che vivevano a nord del Limes romano, nell'area costiera sopra al Reno, nell'attuale Olanda Settentrionale), guidati dal loro re Gennobaude, che lo tenne impegnato lungo il fronte renano.

Massimiano riuscì al termine della campagna condotta contro di loro a catturarne il loro re, Gennobaude, che sembra fosse in combutta con lo stesso Carausio, ed a ottenerne la restituzione di tutti i prigionieri romani. Massimiano vinse largamente guadagnandosi, insieme a Diocleziano, il titolo di Germanicus maximus.

COSTANZO CLORO

COSTANZO CLORO

Nel 288 Costanzo Cloro era prefetto del pretorio dell'imperatore Massimiano che lo incaricò di condurre una campagna contro i franchi alleati di Carausio, i quali controllavano gli estuari del Reno, impedendo attacchi via mare a Carausio.

Nel 293, Costanzo Cloro marciò in Gallia, portando distruzione e diffondendo panico, e raggiunse il Mare del Nord. Isolò Carausio assediando il porto di Bononia e invadendo la Batavia (delta del Reno), così da assicurarsi le spalle da possibili attacchi degli alleati franchi di Carausio. I Franchi estenuati e terrorizzati chiesero la pace e ottennero di riavere il re Gennobaude a patto che non aiutassero più Carausio, e così fu.

Nello stesso anno però Alletto, che era il tesoriere di Carausio, ormai privo di sostegni militari in quanto isolato da colui che era diventato, per volontà di Massimiano, il Cesare d'Occidente, cioè Costanzo Cloro, venne assassinato da Alletto.

Ma costui però, anzichè riconsegnare il potere a Roma e guadagnarsene gli onori e la riconoscenza, ebbe l'ardire di tenere il trono per sè, proclamandosi Imperatore di tutto l'Impero Romano.

La situazione in italia era complessa, solamente dopo tre anni di regno Costanzo Cloro riuscì a invadere la Britannia, dove Giulio Asclepiodoto, prefetto del pretorio di Costanzo Cloro, sconfisse e uccise Alletto in battaglia (forse a Silchester). 

Asclepiodoto, duca di Cornovaglia e senatore romano, che nel 292 aveva ottenuto il consolato, nel 296 accompagnò il cesare Costanzo Cloro (il padre di Costantino) nella campagna contro Alletto.

Sbarcato in Britannia, forse nei pressi di Southampton o di Chichester, Asclepiodoto  sconfisse Alletto e lo uccise per incaprettamento (cioè per strangolamento), massacrò poi ciò che restava del suo esercito, che s'era rifugiato a Londra, gettandone, a monito per tutti i rivoltosi, le teste nel fiume Galobroc.

Per questa vittoria su Alletto, Costanzo Cloro, nel 297, ottenne il titolo "Britannicus maximus" e per celebrare la sua vittoria, fece coniare dalla zecca di Treviri un multiplo da 10 aurei al cui rovescio, con la leggenda "Redditor Lucis Aeternae" (restitutore della luce eterna) è raffigurato Costanzo a cavallo fuori dalle mura di Londra, con una donna in ginocchio che lo accoglie fuori dalla porta principale e una nave militare pronta allo sbarco.

MEDAGLIONE DI COSTANZO CLORO PER LA SCONFITTA DI ALLETTO


BIBLIO 

- S. D'Elia - Ricerche sulla tradizione manoscritta e sul testo di Aurelio Vittore e dell'Epitome de Caesaribus - Rend. Acc. Napoli - 1968.
- Sextus Aurelius Victor - Enciclopedia Britannica - Cambridge University Press - 1911.
- Eutropio - Storia di Roma - Santarcangelo di Romagna, Rusconi Libri - 2014.
- Orosio - Historia adversus paganos - libri septem  25, 6.


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