CESONIO OVINIO - CAESONIUS OVINIUS





Nome: Lucius Caesonius Ovinius Manlius Rufinianus Bassus
Nascita: -
Morte: -
Padre: Lucius Caesonius Lucillus Macer Rufinianus
Figlio: Caesonius Bassus
Professione: Politico


Cursus honorum di Lucio Cesonio Ovinio Manlio Rufiniano Basso (dagli “Atti del IV Congresso Internazionale di Epigrafia Greca e Latina”, Vienna 1964). AE 1964, 223 (EDCS-ID: EDCS-11500627)

L. CAESONIO OVINIO MANLIO RUFINIANO BASSO
C(larissimo) V(iro), COS. II, PONTIF(ici) MAIORI,
PONTIF(ici) DEI SOLISSALIO PALATINO, PRAEFECTO URBIS,
COMITI AUGG(ustorum), IUDICI SACRARUM COGNITIONUM 
VICE CAESARIS SINE APPELLATIONEM (sic) COGNOSCENDI 
INTER (sic) FISCUM ET PRIVATIS, ITEM INTER (sic) PRIVATOS
ROMA ET IN PROVINC(ia) (sic) AFRICA,
ELECTO A DIVO PROBO AD PRAE[side]NDUM IUD(icio) MAG(no),
(sic) PROCOS. PROVINC AFRIC(ae) TERTIUM,
CURAT(ori) COL(oniae) CARTHAG(iniensium),
LEG. PROVINC. AFRIC(ae) CARTHAG(iniensis),
CURAT(ori) (sic) ALBEI TIBERII(s) ET CLUACARUM (sic) SAC(rae) URB(is),
CURAT(ori) R(ei) P(ublicae)  VENEVENT(anorum), (sic) PRAET(ori) CAND(idato),
QUAEST(ori) CAND(idato), SEVIRO TURMAE DEDUCENDAE,
TRIUNVIRO KAPITALI, PATRONO PRAESTANTISSIMO,
CAESONIUS ACHILLEUS LIB[ert]US POS(uit).

EPIGRAFE DI SAN PIETRO
La straordinaria carriera di Rufiniano Basso è nota attraverso delle iscrizioni, come quella di cui sopra ritrovata ad Aversa, ma proveniente da Atella, nella corte del convento dei monaci Benedettini, attaccato alla chiesa di San Biagio. CIL X, 1687 (ritrovata a Pozzuoli) e AE1945, 21 (ritrovata a Roma, sotto la basilica di San Pietro). L'Année épigraphique (abbreviata in AE di cui sopra) pubblica sistematicamente tutte le iscrizioni scoperte ogni anno riguardanti il mondo romano, in latino o in greco, nonché tutte le nuove edizioni di testi già conosciuti.


L(ucio) CAESONIO L(uci) F(ilio) QUIRINA
OVINIO RUFINO MANLIO
BASSO CLARISSIMO VIRO
SALIO PALATINO PONTIFICI
MAIORI PRAETORI
QUAESTORI L(ucius) / 
CAESONIUS HEDYLUS
PROC(urator) PATRIS


BASE STATUA CON DEDICA A CESONIO
Nel cortile della Biblioteca civica di Latina, di fronte al cancello che dà sulla strada, si trova una base di statua in marmo bianco notevolmente danneggiata, con la faccia anteriore iscritta. 

Nell'attuale stato di conservazione, le sue misure sono cm 103 cm in altezza e cm 46,5 di larghezza.  

Sul pano superiore è ancora evidente uno degli incassi per un piede della statua bronzea, l’incasso per il piede sinistro (lungo cm 32) che si presenta leggermente rivolto a sinistra, in posizione avanzata rispetto al destro di cui non resta traccia e mostra un'epigrafe di 4 righe leggibili o quasi, in realtà di sette righe totali. 

Una parte è andata perduta con gli angoli superiore ed inferiore sinistro, parte per delle scheggiature, soprattutto la parte destra del campo iscritto al di sotto della quinta riga. 

Una scheggiatura particolarmente grave verso la fine della settima riga ha causato la perdita totale di circa otto lettere. 

IL TESTO: 

LU(cio Caeonio LC/fi} LIO
(Ovinio Manlio Basso, 
clarissimo) V(iro), 
CURATORI ALBEI (sta per alvei)
TIBERIS ET BENEBENTANORUM(sta per beneventanorum)
PONTIFICI MAIORI  
QUESTOR KANDIDATO. 
TRIUNVIRO PR(...)ONES (provisiones? approvvigionamenti)
TRACTO PICENO 
CURATOR LAVINIENSIUM 
LEGATO CARTAGINENSIUM, 
CURATORI EIUSDEM DIOCESIS CARTAGINENSIUM, 
DOMINO PATRONO PRAESTANTISSIMO
(..)ACTYS LIBERTUS 
ACTOR CUM SUIS 


Il cursus honorum, che ci è stato trasmesso da un’epigrafe recentemente scoperta ad Aversa ed ora conservata nel Museo Nazionale di Napoli, si riporta un personaggio che fu figlio di Lucio Cesonio Lucillo Macro Rufiniano e nipote di Caio Cesonio Macro Rufiniano, nonchè padre di Cesonio Basso, console nel 317, nonchè praefectus urbi e proconsole d'Africa. Insomma una famiglia di tutto rispetto.

Il cursus è interessante per il gran numero di cariche che elenca (non se ne trova un altro ugualmente lungo relativo allo stesso periodo, cioè alla seconda metà del III sec.); inoltre esso è venuto a completare il quadro delle fortune di una famiglia senatoria attraverso tre generazioni, e lungo un arco di tempo che abbraccia tutto il III secolo.

Sebbene l’epigrafe non sia di carattere sepolcrale, ma si tratti di una dedica, è difficile ritenere che Cesonio Basso abbia rivestito ancora qualche altra carica dopo quelle che qui furono elencate (in ordine inverso) a cura del suo liberto Caesonius Achilleus (notare la mancanza del praenomen), e pertanto questo cursus possiamo considerarlo completo.

Non mancano esempi di cursus in cui alcune cariche appaiono omesse, anche per maggiore brevità, ma non pare che Achilleo abbia avuta una preoccupazione del genere nel redigere questa dedica al suo generosissimo  patrono, "patronus praestantissimus".



LE CARICHE PUBBLICHE CIVILI

Cesonio Ovinio, essendo aristocratico, dovette giungere abbastanza presto al consolato, probabilmente intorno al 265, e pertanto si può ritenere che cominciò a risalire per i vari gradini degli honores non prima della metà del secolo (a. 250), quando appunto rivestì le varie cariche di:

- "triumvir capitalis" - triunviro di un collegio che aveva responsabilità in relazione alle pene capitali.

- "sevir turmae deducendae" -  titolo equivalente a quello di "sevir equitum Romanorum", un ufficio onorifico nell’organizzazione dell’ordine equestre ("equitum romanorum"), comandante di uno dei sei squadroni (turmae) degli equites  inoltre organizzatore dei Ludi. Era la carica necessaria a chi ambisse alle due successive, cioè questore e pretore.

- "quaestuor" - questore, magistrato minore, all'inizio con giurisdizione criminale, in seguito competenze amministrative sul tesoro e le finanze.

- "praetor" - pretore, magistrato dotato di imperium e iurisdictio. Disponeva dell'actio, con cui si permetteva ad un cittadino romano che chiedeva tutela, nel caso in cui non ci fosse una lex che prevedesse la tutela, di agire in giudizio dinanzi al magistrato.
Le due ultime magistrature le ottenne come candidatus dell’imperatore, avendo il privilegio della "commendatio principis", cioè un raccomandato dell’imperatore, cosa che, oltre ad assicurare la nomina, costituiva una distinzione nei cursus honorum. Non era facile entrare nelle grazie dell'imperatore ma Cesonio aveva una vivissima intelligenza e i modi giusti.

- "curator rei publicae Veneventanorum" - (osservare lo scambio b-v; Veneventum pe Beneventum, come poco  albei per alvei), cioè successivamente Cesonio Basso ebbe l’incarico di controllare le finanze comunali di Benevento.

- "curator albei Tiberis et riparum et cloacarum sacrae urbis" - successivamente ottenne l'incarico di responsabile del letto del Tevere, delle sue rive contro possibili esondazioni e delle fognature della città. Si trattava senza dubbio di una carica di rango consolare, è da ritenere che il nostro personaggio abbia raggiunto il primo consolato (come suffectus) dopo l’ufficio di "curator rei publicae" a Benevento e prima di quella di "curator albei Tiberis et cluacarum sacrae urbis".
L’urbs è detta sacra secondo l'attuale teocrazia imperiale: come è sacra la maestà dell’imperatore, così è sacra la città in cui egli ha sede, e sono sacrae pure le cognitiones vice Caesaris.

- "legatus provinciae Africae Carthaginiensis" - legato del proconsole d’Africa con giurisdizione nella diocesi, o distretto, di Cartagine. Probabilmente a questo punto il cursus honorum non segue più l’ordine cronologico, per  l’intento di raggruppare insieme tutte le cariche rivestite in Africa, perché la carica di "legatus provinciae Africae Carthaginiensis" sarebbe stata ottenuta non dopo il consolato, ma dopo la pretura.
QUESTORE ROMANO
Dopo aver assolto la legazione del proconsole d’Africa e, successivamente, l’ufficio di controllore della finanza locale a Cartagine furono inviati coloni sia da Cesare sia da Augusto, e pertanto essa si chiamò "Colonia Iulia Carthago".

- "proconsul provinciae Africae" - Cesonio Basso ottenne poi il proconsolato della provincia di Africa, che di solito durava un anno, ma qui fu prolungata per tre anni consecutivi (PROCOS. PROVINC. AFRICAE TERTIUM).

- "Divo Probo ad praesidendum iudicio magno" - Tornato dal governo dell’Africa, Cesonio ottenne altri incarichi nell’amministrazione della giustizia, dopo essere stato eletto a "DIVO PROBO AD PRE[side]NDUM IUD(icio) MAG(no)".
L’imperatore Probo, che al momento in cui fu posta la dedica era già morto (divus), regnò dal 276 al 282, e quindi fu in questi anni che Cesonio Basso ebbe l’incarico di presiedere in iudicium magnum, cioè ad un tribunale di superiore istanza, probabilmente giudizi d’appello in materia civile.

- "sacrae cognitiones vice Caesaris" - Gli venne infatti affidata (pare ancora da Probo) la potestà di decidere mediante l’emanazione di sentenze inappellabili le cause di materia fiscale, sia tra il fisco e i privati, sia tra privati, con una competenza territoriale che comprendeva Roma e la provincia d’Africa. Questi poteri giuduziari venivano delegati dall’imperatore, per questo dette "sacrae cognitiones vice Caesaris".

- "comes Augustorum duorum" - Cesonio venne nominato facente parte del seguito imperiale, (generalmente in occasione di una spedizione militare), ma dopo la morte di Probo, quando l’impero venne governato da due correggenti: Caro e Carino, nel 283, o Carino e Numeriano, nel 283 – 284.

- "praefectus urbanus" - Subito dopo ottenne la carica di prefetto urbano, la più importante fra quelle che un senatore potesse rivestire in Roma, alla quale per maggiore distinzione l’imperatore faceva seguire quella di prefetto (che già doveva essere stato console) e di un secondo consolato.

- Consul II - Infatti Cesonio divenne consul II verso il 286 (e ancora una volta suffectus, anche se per vecchia consuetudine, si raggiungeva il II consolato come consul ordinarius).



LE CARICHE PUBBLICHE SACERDOTALI

All’inizio del cursus honorum, subito dopo la menzione del consolato, sono raggruppate insieme tutte le cariche sacerdotali di Cesonio. Nell'ordine fece parte:

- " pontificex maior" - del collegio dei pontifices, che da un certo momento si dissero, come qui, pontifices maiores. Ma un’altra dedica posta a Cesonio molti anni prima, quando non era ancora stato console, era stato già eletto salius Palatinus e pontifex maior. Probabilmente i pontefici continuavano a dirsi pontifices maiores per distinguersi dai pontefices minores, appartenenti all’ordine equestre.

- "Pontifex Dei Solis" - del collegio dei
DEO SOLIS
 suddetti pontifices Dei Solis.

- "Salio Palatino" - del collegio dei salii Palitini, l’antichissimo sacerdozio cui spettava (con quello dei salii Collini) la celebrazione degli arcaici riti in onore del Dio Marte, una delle primissime divinità protettrici di Roma.
L’accesso a questi due sacerdozi rimase sempre riservato ai soli membri delle famiglie patrizie, e tale era Cesonio Basso perché a suo tempo il padre Cesonio Lucillo, che era di famiglia plebea, era stato “electus in familiam patriciam” (CIL XIV 3902 = ILS 1186) cioè trasfetito nel patriziato per concessione dell’imperatore.



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