CULTO DI BUBONA



LA DEA DEI BUOI

Bubona nella religione romana sembrerebbe una Dea protettrice dei buoi, la cui fonte storica è principalmente quella di Sant'Agostino, che la nomina quando tratta degli Dei minori romani, il cui nome corrisponde alla loro funzione:

«Sed quoniam sciebant nemini talia nisi aliquo deo largiente concedi, quorum deorum nomina non inveniebant, earum rerum nominibus appellabant deos, quas ab eis sentiebant dari, aliqua vocabula inde flectentes, sicut a bello Bellonam nuncupaverunt, non Bellum; sicut a cunis Cuninam, non Cunam; sicut a segetibus Segetiam, non Segetem; sicut a pomis Pomonam, non Pomum; sicut a bubus Bubonam, non Bovem»

«Ma quando non sapevano che nome mettere ai loroi Dei, davano agli Dei il nome delle cose che, a loro giudizio, erano accordate dagli Dei stessi. Pertanto aggiungevano dei suffissi alle parole, come da bellum (guerra) Bellona e non Bello, dalle cune Cunina e non Cuna, da segetes (messi) Segezia e non Segete, dai pomi Pomona e non Pomo, dai bovi Bovona e non Bove.»

(Sant'Agostino, La città di Dio, IV,24)



LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DOMESTICI

IUNO SOSPITA - FIDENE
Che alcuni Dei avessero a che fare con la protezione degli animali è possibile, anche se la loro origine ha strati più profondi, come la Juno Caprotina, l'antica Dea di Lanuvio che ha le spalle ricoperte da una pelle di capra, mentre la Juno Sospita da Fidenae ha la testa sormontata da un copricapo boomorfo, pur mantenendo sembianze femminili, simili alle Dee orientali di Bali, o dell'India vedica. 

Anche le figure di antefisse riportate alla luce nell'area di Antemnae e Fidenae conservano alcuni aspetti boomorfi su un sorridente volto umano, ma a volte sono rappresentate direttamente dall'animale totemico. In tutta I'area indo-mediterranea, compresa I' Asia Minore, la Dea è bovide, soprattutto a Creta, con la civiltà minoica. 

Tra la Siria settentrionale e I' Asia Minore, già tra il V e il IV millennio a.c. appaiono per la prima volta il bucranium (testa del toro), con la doppia ascia e la Dea boomorfa: la Dea è mucca e il figlio è toro, e in Anatolia nel neolitico sono stati rinvenuti i bull pillars, strutture di mattoni entro le quali erano cementate delle corna di toro, tutti i figli della Dea. 



LA DEA VACCA DEI DEFUNTI

IUNO SOSPITA - SATRICUM
In epoche antichissime l'antenata totemica, in seguito sostituita dalla Dea boomorfa, presiedeva alle iniziazioni e al culto dei defunti. Quando verso il 4000-3500 a.c. la cultura di villaggio agricolo-pastorale si diffuse alla Mesopotamia, il culto del sacro bovide, attraverso I'lran, giunse fino all'lndia, nello stesso periodo in cui a Creta sorgeva il minoico secondo. 

A Tirinto e a Micene sono state rinvenute un gran numero di piccole mucche in terracotta che lo Schliemann definisce come immagini di Hera boopis.  Nin-Galla, Dea dei sumeri era definita la "Grande Vacca", ma pure le divinità egizie Nut, Hathor e Iside erano tutte originariamente Dee boomorfe. 

Nel corteo sacro descritto da Apuleio nell'Asino d'oro, la Dea Iside è rappresentata da una vacca, le cui zampe anteriori poggiano sulle spalle di uno dei sacerdoti. Ma la Dea Mucca era anche signora del mondo sotterraneo, era lei ad accogliere il defunto e a donargli nuova vita. La Dea diventa pure la Vacca celeste simbolo della luna e della magia ad essa connessa in tutta la zona mediterranea. 

LA DEA CELESTE CHE GUIDA IL CARRO LUNARE

IL CULTO A ROMA

A Roma il culto del bue sacro viene introdotto dall'area sabina. I Latini onoravano già questa Dea e la radice bu- all’inizio della parola testimonia la sua origine legata ai bovini, in quanto in latino il termine generico indicante i bovini è bos-vis, da cui derivano bubulinus (bovino), bubile (stalla per buoi), bubulcus (bovaro, bifolco, guardiano di buoi), bubalus (bufalo).

Prima della semina primaverile si celebrava la festa detta "Pro Bubus" o "Ludi bubetii", dove si celebrava un banchetto sacro in onore della Dea Bubona, protettrice dei buoi: "ludos boum causa celebrantes Bubetios vocabant", che tanto ricorda l'ellenica Hera Boopis, una delle Dee indigete, le divinità italiche più antiche. 

Bubona è la Dea che vigila la mandria, la protettrice degli animali domestici nell'antico Latium, accanto alle altrettanto antiche Dee Epona, Bellona, Angerona, e Feronia, epiteto attribuito a Giunone dai sabini. Ma l'aspetto boomorfo della Dea ha un significato che va molto oltre alla protezione degli armenti. Essa è la Vacca Sacra, la Natura che, come la vacca, dona generosamente il suo latte per nutrire le creature.

Pertanto la Dea bovide, o Bubona, è la Terra, Madre di tutte le creature che tutte sfama, che fa nascere, crescere e morire, per poi nel nuovo ciclo fa rinascere, crescere e morire, lei è il divenire, l'avvicendarsi eterno dei cicli della Natura.



IL MITO DI EUROPA

Nel mito Giove, sotto forma di candido toro, rapisce la bellissima Io, detta anche Europa, secondo alcuni ninfa, secondo altri figlia di re. Una delle sue più celebri raffigurazioni sta sulla metopa del tempio di Selinunte del 580-560 a.c., oggi conservata al Museo archeologico A. Salinas di Palermo. 

EUROPA SUL TORO
L’immagine raffigura Europa sul dorso del toro in procinto di attraversare il mare, rappresentato dai pesci sotto le zampe. Il volto della giovane è sereno, non si avverte nessuna tensione per il rapimento che la strapperà per sempre dalla sua terra e dalla sua famiglia. La giovane raccoglieva fiori come Persefone quando Ade la rapisce portandola nel regno dei morti.

Zeus rapì Europa attraversando il mare e trasportandola a Cnosso, sull'isola di Creta, dove la fanciulla, volente o nolente, gli generò tre figli, tra i quali Minosse, re di Creta, Serpedonte, re della Licia e Radamanto, giudice degli inferi.

Ma la storia ha un seguito, per cui la regina di Creta Pasifae, mossa da passione per un toro, si unì a lui generando il Minotauro, un mostro metà uomo e metà animale che per sfamarsi chiedeva annualmente sacrifici umani. Là la colpa è dell'insaziabile re degli Dei che o conquista o stupra, qui la colpa è della bramosia della donna che vuole essere posseduta da un toro, la storia cambia secondo i tempi e i luoghi.

Nel ratto di Europa si indovinano le migrazioni dei popoli nomadi, ma soprattutto c'è lo stravolgimento della Dea Vacca, la natura che nella Dea comanda ma concede generosamente, mentre nei miti successivi è posseduta e violentata, oppure bramosa e perversa masochista. La verità  è che Europa fu la Dea vacca così importante e celebrata da dare il nome a un intero continente.

 

BIBLIO

- Augustine of Hippo - De civitate Dei - IV -
- Arnaldo Momigliano - The Theological Efforts of the Roman Upper Classes in the First Century b.c. - Classical Philology - 1984 -
- Diodoro Siculo - Biblioteca Historica -
- Rémy Poignault, Odile Wattel - De Croizant (a cura di) - D'Europe à l'Europe, Le mythe d'Europe dans l'art et la culture de l'Antiquité au XVIIIe siècle - Caesarodnum - Actes du colloque tenu à l 'ENS - Paris - Tours - Centre Recherches A. Piganiol - 1998 -


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