CULTO DI BELLONA





Publio Ovidio Nasone, Le Metamorfosi:
"Bellona macchiò gli Dei penati
con un fiume di sangue
e rinnovò scene di battaglia"


La Bellona delle origini apparve come una divinità estremamente razionale che interveniva nelle fasi più difficili e concitate dello scontro armato donando ai Romani il coraggio e la lucidità necessarie per uscirne con il minor danno possibile… 
In epoca imperiale la composta e razionale Bellona delle origini, che ispirava nei combattimenti l’ardore guerriero e donava la vittoria alle legioni di Roma, venne ampliamente riplasmata. Il sincretismo religioso ne determinò gradatamente la sostituzione con una divinità sfrenata e selvaggia che Virgilio descrisse armata di un flagello insanguinato…” (Cristian Guzzo, “Note storiche sul culto della dea Bellona in Roma antica”)

Dea romana guerriera, ma prima ancora italica, molto popolare fra i soldati, accompagnava Marte in battaglia, per alcuni era sua moglie per altri sorella o figlia. Antica Grande Madre, tanto è vero che aveva un tempio al Campidoglio inaugurato nel 296 a.c. e demolito (chissà perchè) nel 48 a.c.

Forse di origine Etrusca è identificata nella greca Enyo (una delle dee madri Graie: Keto e Phorkys le altre due), e pure nella Ma asiatica.

Un altro suo tempio si trovava fuori della città, presso la Porta Collina. Davanti al tempio c'era una colonna presso cui il sacerdote di Giove Feretrio gettava la lancia in caso di dichiarazione di guerra.

In Cappadocia Silla e i suoi soldati conobbero una divinità che li affascinò, la Dea Ma, armata di lancia e di frusta, col simbolo della Mezzaluna, che ricordava loro gli attributi della Dea romana Bellona, che dominava nel tempio posto fuori le mura, dove i Feciali ogni anno celebravano il rito della dichiarazione di guerra.

Il culto di Ma, sovrapposto a Bellona, fu subito portato a Roma, e anche se officiato da sacerdoti asiatici in forme scomposte, divenne subito popolare, come di divinità romana. Silla fu sempre gran devoto alla Dea Ma-Bellona, anche perchè gli apparve annunciandogli la vittoria.

Era a volte associata, come moglie, al Dio Marte. Veniva rappresentata come un auriga su di un carro in atteggiamento bellicoso con in mano una torcia una spada od una lancia.

Spesso rappresentata come una Furia, il suo antico ruolo fu così importante che da lei derivarono due vocaboli: bellum, la guerra, e bello, perchè la Dea, seppure molto aggressiva, era bellissima.



NOMI DI BELLONA

Alala - dal grido di guerra in suo nome.
Ma - la madre.



ATTRIBUTI

la spada, l'elmo, la lancia, la torcia, la mezzaluna, la frusta.



I TEMPLI

Il tempio di Bellona a Teatro Marcello

un antico tempio romano che sorgeva vicino al tempio di Apollo Sosiano e al teatro di Marcello era dedicato a Bellona, Dea della guerra italica e fu promesso in voto nel 296 a.c. da Appio Claudio Cieco dopo una vittoria sugli Etruschi, nella zona conosciuta come in circo Flaminio.

Il tempio si trovava al di fuori del pomerium cittadino, in prossimità delle mura e ospitò diverse riunioni del Senato quando queste coinvolgevano stranieri, come il ricevimento di ambascerie di popoli non alleati, o comandanti militari, come nel caso del saluto ai proconsoli in partenza per la provincia loro assegnata.



Il console del 79 a.c. della stessa famiglia del fondatore, Appio Claudio Pulcro, vi pose le imagines clipeatae (ritratti su scudi) dei suoi antenati, perpetuando il legame tra il tempio e la gens che l'aveva edificato.

Il tempio è stato identificato con i resti di un podio rinvenuti nei lavori degli anni 1930 per la liberazione del teatro di Marcello. I resti di questo edificio appartengono ad una ricostruzione di epoca augustea, non ricordata dalle fonti antiche, probabilmente nella trasformazione di tutta l'area per la costruzione del teatro. Il dedicante fu forse un discendente della famiglia del fondatore, Appio Claudio Pulcro, console del 38 a.c. e trionfatore sugli Hispani nel 33 a.c, fedele alleato di Ottaviano e parente di Livia.

I resti del podio sono costituiti dal riempimento in cementizio tra le strutture portanti in blocchi (opera quadrata), asportati dopo l'abbandono per essere reimpiegati e quindi ora mancanti. Sul podio c'è attualmente la struttura della chiesa di Santa Rita, di Carlo Maderno, qui spostata dalle pendici del Campidoglio durante i lavori degli anni 1930. Il tempio doveva essere, come nel vicino tempio di Apollo Sosiano, parte in marmo, almeno la facciata, e parte in travertino.

Dai resti e dalla pianta riportata sulla Forma Urbis Severiana risulta che il tempio fosse un "periptero" (con colonne su tutti i lati della cella) con sei colonne in facciata e nove sui lati lunghi. Al podio si accedeva con una scalinata frontale.


La Columna Bellica

Dinanzi al tempio di Bellona c'era la columna bellica, utilizzata nella cerimonia delle dichiarazioni di guerra.

Infatti, secondo il rito tradizionale, risalente ai tempi più antichi della storia romana, la guerra doveva essere dichiarata scagliando una lancia dal territorio romano verso il territorio nemico. Al momento della guerra contro Pirro, re dell'Epiro, non essendo i due stati confinanti, il rito sembrava impossibile da svolgere.

Un prigioniero di guerra fu quindi costretto ad acquistare un piccolo lembo di terra nella zona in circo Flaminio, dove fu eretta una colonna, probabilmente di legno, lembo che poteva rappresentare simbolicamente il territorio nemico.

La cerimonia si poté dunque svolgere scagliando la lancia contro la colonna. In seguito il rito continuò a ripetersi con queste nuove modalità, ultimo esempio conosciuto è nel 179 d.c., sotto Marco Aurelio.

Un'area circolare con la pavimentazione rifatta di fronte al tempio dovrebbe essere il luogo dove il monumento sorgeva, anche sulla base delle fonti antiche.

Nei pressi, davanti al tempio di Apollo Sosiano, sorgeva invece il perirrhanterion, dove si svolgevano le cerimonie lustrali alla fine delle campagne militari.


Il tempio ad Aletrium

A Roma, un altro tempio si trovava fuori della città, nei pressi della Porta Collina. Forse spostata dal teatro Marcello. In esso il senato romano riceveva gli ambasciatori stranieri. Nelle vicinanze del tempio, si ergeva una piccola colonna, contro la quale il sacerdote di Giove Feretrio, gettava la lancia in segno di dichiarazione di guerra: cerimonia passata alla spettanza dei Feziali.


Tempio di Bellona a Ostia Antica


Vicino alla Porta Laurentina, fu eretto intorno alla seconda metà del II sec. d.c., il tempio in onore della Dea Bellona, divinità della guerra.


Schola degli Hastiferi

Fa parte dello stesso complesso del tempio di Bellona, un ambiente recintato, un'unica cella. I membri di questo collegio gestivano le cerimonie di culto della Dea della guerra; durante le processioni per onorare la divinità si cimentavano in danze. Era vietato l'accesso alle donne.



Tempio di Bellona al Convento chiesa S. Pietro ad Alatri

Il convento sorge su un basamento a grossi blocchi squadrati in pietra. Nello spiazzo antistante sono murati diversi fregi architettonici romanici, fra cui un capitello con vasca. All’interno del convento vi è l’ingresso a un cunicolo poligonale, resto del tempio dedicato alla Dea Bellona.


Templum Bellonae ad Circum Flaminium

Festa celebrata il 3 giugno in onore di Bellona. Si ricordava la dedicatio del tempio fatto costruire nel 296 a.c. presso il Circus Flaminius, in Campus Martius, da Appius Claudius Caecus.















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3 comment:

Anonimo ha detto...

io sapevo che Bellona aveva sacerdotesse vestite da guerriere.

Anonimo ha detto...

ma la parola bella viene da Bellona?

Lucius on 04 maggio 2010 15:17 ha detto...

In latino bello si dice "pulcher" al femminile "pulcra". L'unica parola latina che richiama "bello" è proprio Bellona dea della guerra ma anche dell'amore e quindi bellissima, per cui il termine bello è probabile che derivi da lei così come il termine "bellum" (guerra). Ciao

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