VIA CLAUDIA AUGUSTA (Italia-Germania)




La Via Claudia Augusta è una strada citata su ben due miliari romani, quindi non vi sono dubbi sulla sua esistenza, anche perchè è l'unica strada che sia citata da due cippi miliari, Essa è antichissima, poichè ebbe i suoi inizi nella preistoria come una semplice strada sterrata che faceva da collegamento tra il Veneto e la Baviera e per gran parte del suo tragitto ricalcò antichi tratturi e vie di comunicazione esistenti fin dal Neolitico pastorale e artigianale dei Palafitari, almeno dal Mesolitico se non  dall'Epigravettiano nel Paleolitico Superiore.

La via venne prolungata poi in epoca romana, nella prima metà del I secolo d.c. come via militare che conduceva ai confini settentrionali dell'impero romano. L'area era in effetti una delle più critiche, in quanto territorio delle mai sottomesse tribù 'barbare' germaniche e tale rimase nel Medioevo fino ai giorni nostri, partendo dalla Pianura Padana e raggiungendo, attraverso le Alpi, il Danubio in Baviera.

Tra gli archeologi c'era chi sosteneva che la via non fosse mai esistita, dati i pochi reperti e la mancanza di testimonianze scritte. In quanto a cippi sostenevano che i miliari venivano incisi prima della costruzione o completamento della strada che magari poi non veniva effettivamente eseguita. 

Il ramo più discusso fu quello Altinate, fin quando non venne scoperto il suo tracciato ancora ben riconoscibile tra Altino e Olmi di San Biagio di Callalta; gli studiosi conservano qualche dubbio sul tratto Padano, mentre è indiscusso il tratto da Trento a Burghöfe-Mertingen.

INIZIO PISTA CICLBILE CLAUDIA AUGUSTA


IL PRIMO MILIARIO

connslLll oesglnatus] Ill Imperator] Xl Plater] platne]
[vi]am Claudiam Augustam
quam Drusus pater Alpibus
bello patefactis derexserat
munit a flumine Pado at
[f]lumen Danuvium per [milia]
p[assuum] CC[CL]

Traduzione:
"Tiberius Claudius Caesar Augustus Germanicus, Pontifex
Maximus, investito per la sesta volta della tribunicia potestas,
designato console per la quarta volta, imperatore per l'undicesima, 
padre della patria, ha costruito la Via Claudia Augusta, che
suo padre Druso aveva tracciato, dopo la conquista delle Alpi
con la guerra, dal fiume Po al fiume Danubio per una lunghezza
di 350 miglia."

II miliario venne scoperto nel 1552 e si trova attualmente nel Museo civico di Bolzano. Nel luogo del ritrovamento, presso il ristorante Hanslwirt di Rablä, vi é stata esposta una copia, quella che osservate nella foto qua sopra.

In Germania esiste una pista ciclabile, denominata Claudia Augusta come la strada romana, che si snoda appunto sul Danubio, a sud della città di Donauwörth, poco distante da Mertingen. L'inizio del percorso è contrassegnato da una copia moderna di un miliario romano. Inoltre a  Rieden, nei pressi del Forggensee, si intravedono tracce della via romana appena visibili sotto i prati. La cittadina di Epfach, che era un tempo la romana "Abodiacum", era sede di un presidio militare sulla via Claudia Augusta.



LA STORIA

La costruzione della via iniziò nel 15 a.c. ad opera del valoroso Druso Maggiore, generale di Augusto, nonchè figlio della sua terza moglie, Livia Drusilla, durante la campagna militare che portò alla conquista della Rezia e della Vindelicia, corrispondenti al Tirolo occidentale e alla Germania meridionale. Nel 47 d.c. ancora sotto il dominio romano, la strada venne ampliata e completata dal figlio di Druso, il futuro imperatore Claudio, da cui prese il nome di via Claudia Augusta applicato poi anche al tratto Pisa-Ostiglia.

Il percorso della strada che congiunge Trento con Burghöfe-Mertingen (Submuntorium) è stato individuato con precisione, anche se resta qualche perplessità nel territorio delle Alpi Bavaresi, essendo  condiviso che il superamento del confine avvenisse nel Passo di Resia. Per ciò che riguarda la Padana invece, grazie anche alla testimonianza della Tabula Peutingeriana, sappiamo che la via Claudia Augusta collegava Ostiglia a Verona e a Trento, dove si congiungeva all'Altinate.

IL TRACCIATO

IL TRACCIATO

Mentre in Germania e Austria il tracciato romano è facilmente individuabile, il suo percorso in Alto Adige è meno riconoscibile, perché attraversa zone più intensamente abitate e coltivate, e ancor meno si individua il tratto che andava dal Veneto a Trento. Soprattutto è oggetto di discussioni la strada che da Altino raggiungeva Trento passando per Feltre e la Valsugana, e forse pure per Belluno.

Dalle iscrizioni presenti sui miliari, le uniche fonti sono quelle di Cesiomaggiore e Rablà, con due tracciati, l'uno con partenza da Ostiglia (Hostilia), ramo Padano, e l'altro da Altino (Altinum), ramo Altinate, convergenti a Tridentum (antica Trento), ambedue città economicamente importanti per gli scambi commerciali. A sud di Hostilia, dove il Po si traversava coi traghetti, c'era l'importante tratto stradale che portava a Bononia (Bologna) e poi a Pisa.

- Secondo il conte Aurelio Guarnieri Ottoni, la strada da Altino toccava Oderzo, Serravalle e Belluno, per poi piegare verso l'attuale Cesiomaggiore e infine Feltre. 
"Dissertazione del Conte Aurelio Guarnieri Ottoni, Patrizio Osimano, Intorno al Corso dell'Antica Via Claudia Dalla Citta di Altini Sino al Fiume ..." -

- Secondo il grande Theodor Mommsen (1863), la strada passava per Treviso dopo aver risalito la riva destra del Sile. Poi entrava in città tramite la Porta Altinia e usciva per l'attuale Porta Santi Quaranta, coincidendo poi con la strada regionale Feltrina; incrociava la via Postumia presso Postioma, passava per Montebelluna e Cavaso del Tomba e raggiungeva infine Feltre.

Per il percorso oltre Falzè di Piave, sono ipotizzati diversi itinerari:

- Secondo Vittorio Galliazzo (1939  ...) la via continuava sino a Vidor, oltrepassava nuovamente il Piave, mantenendosi sull'argine destro sino a Quero; da Feltre toccava Belluno, traversava il Cadore, la Val Pusteria e raggiungeva il Brennero;

- Secondo Luciano Bosio (1970 e 1991), la strada non attraversava il Piave e proseguiva per Moriago e Valdobbiadene e poi a Cesiomaggiore; "le strade romane della Venetia e dell'Histria di Luciano Bosio".

- Secondo Alberto Alpago Novello la strada doveva raggiungere Follina, poi valicava le Prealpi Bellunesi al passo di Praderadego; 

- Secondo Plinio Fraccaro (1883 - 1959) ritiene che la strada valicasse le Prealpi nel passo San Boldo.

- Secondo Alessio De Bon (1898 - 1957), accetta l'ipotesi di Fraccaro fino a Feltre, ma poi fa proseguire la strada sino a Belluno, traversando il Cadore, la Val Pusteria fino al passo del Brennero. 



I REPERTI

I cippi di Rablà e Cesiomaggiore vennero scoperti rispettivamente nel 1552 e nel 1786, testimoni dell'esistenza della strada, di cui riportano il nome.



PIETRA MILIARE DI RABLA'

«Ti[berius] Claudius Caesar Augustus German[icus] Pont[ifex] max[imus] 
trib[unicia] pot[estate] VI con[n]s[ul] desig[natus] IIII imp[erator] 
XI p[ater] p[atrie] [vi]am Claudiam Augustam quam Drusus 
pater Alpibus bello patefactis derexserat munit a flumine Pado 
at [f]lumen Danuvium per [milia] p[assuum] CC[CL]» (IT)

«Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, pontefice massimo, 
insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, 
console designato per la quarta, imperatore 
per l'undicesima, padre della patria, la via Claudia Augusta, che il padre Druso, 
aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì dal fiume Po 
al fiume Danubio per miglia CCCL.»



CIPPO DI CESIOMAGGIORE
PIETRA MILIARE DI CESIOMAGGIORE


«Ti[berius] Claudius Drusi f[ilius] Caesar Augustus Germanicus 
pontifex maxu mus tribunicia potestate VI co[n]s[ul] IV imp[erator] 
XI p[ater] p[atrie] censor viam Claudiam Augustam quam Drusus pater Alpibus bello pate factis derex[e]rat munit ab Altino usque ad flumen Danuvium m[ilia] p[assuum] CCCL» (IT)

«Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, figlio di Druso, 
pontefice massimo, insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, console per la quarta, 
imperatore per l'undicesima, padre della patria, censore, la via Claudia Augusta, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì da Altino fino al fiume Danubio per miglia CCCL.»

A Egna (già Endidae, nella regione Trentino-Alto Adige) degli scavi archeologici hanno portato alla luce una stazione di sosta ben conservata, che lascia supporre che il percorso si sviluppasse lungo quella strada, dove sono stati rinvenuti resti di ponti e tratti di strada romana datati all'epoca di Druso.



I LEGIONARI ROMANI

I legionari romani ebbero spesso a usare la strada chiamata in ricordo dell'imperatore Claudio il quale, attorno al 46 d.c., potenziò la traccia segnata dalle campagne alpine e contro i Reti, attorno al 15 a.c., dal padre Druso, facendone un sistema di strutture militari. Infatti il santuario romano del Monte Calvario, presso Auronzo di Cadore, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, fu frequentato per svariati secoli dalle legioni.

La strada partiva infatti da Altinum, la più importante città a vocazione militare della X Regione Romana, centro di smistamento del grande porto mercantile sull'Adriatico e porta verso i confini nord-orientali dell'impero. 

Quindi conduceva in Rezia, la regione centrale dell'area germanica danubiana e bavarese. Lungo tutto il tragitto vennero edificati castelli, torri, ponti e città, che sopravvissero oltre la caduta dell'impero. In Valsugana è evidentissima la regolare infilata di castelli: Castello Ivano, Castelnuovo, Castel Telvana a Borgo Valsugana (Ausugum), Tor Quadra, Castel Selva, Levico e Castello di Pergine. Il fatto che la strada passasse per alti valichi montuosi conferma le ipotesi di tracciati preistorici attraverso le alture per evitare i fondovalle paludosi ed insicuri.


LA REPUBBLICA - Novembre 2020

"Volendo estendere i confini dell’impero fino ai fiumi Elba e Danubio, Augusto dovette sottomettere le popolazioni della Rezia, tra le attuali Svizzera, Austria e la provincia di Belluno. Per questo il generale Druso, figlio adottivo dell’imperatore, iniziò nel 15 a.c. la costruzione di una strada militare che collegasse la Pianura Padana alla Baviera attraverso le Alpi. 

Settanta anni dopo l’imperatore Claudio, figlio di Druso, completò la strada che prese il suo nome: la Via Claudia Augusta. La porzione che insiste in Germania e Austria è ancora visibile e il suo tragitto è stato identificato con certezza. Meno facile è la localizzazione nel territorio italiano, ma alcune pietre miliari restituiscono un’immagine abbastanza fedele del tracciato originale.

Lungo 388 km (su 600 km totali) il percorso italiano, dalla Val Venosta a Quarto d’Altino, si snoda tra il Trentino-Alto Adige e il Veneto. Dal confine con l’Austria la tappa di partenza è Curon Venosta: il paese sommerso nel 1950 in seguito alla realizzazione del Lago artificiale di Resia.

Arrivati a Castelbello-Ciardes è d’obbligo una visita al Castello di Castelbello che ospita una mostra permanente dedicata alla Via Claudia Augusta. Da qui si raggiunge Parcines, dove in località Rablà venne rinvenuto, nel 1552, un cippo che descrive il percorso della via. Raggiunto il capoluogo, si passa per i vigneti di Cortaccia e Cortina sulla Strada del Vino,. Si fa quindi tappa a Trento, prima di proseguire per il Lago di Levico e risalire la Valsugana fino ad arrivare al Castello di Castel Ivano (imponente struttura militare del VI secolo) e a Pieve Tesino.

Si entra quindi in Veneto presso Lamon, si continua lungo il corso del Piave e si arriva a Valdobbiadene, infine, superata Treviso, si arriva a Quarto d’Altino, che ospitava l’antica città portuale di Altino, importante scalo commerciale romano sull’Adriatico "
.


BIBLIO

- Gianni Ciurletti e Nicoletta Pisu - I territori della via Claudia Augusta: incontri di archeologia -Trento - TEMI - 2005 - 
- Wolfgang Czyz - Statale romana via Claudia Augusta. La sezione settentrionale tra i piedi delle Alpi e il Danubio - La Venetia nell'area Padano-Danubiana. Le vie di comunicazione - Padova - 1990 -
- Dissertazione del Conte Aurelio Guarnieri Ottoni, Patrizio Osimano, Intorno al Corso dell'Antica Via Claudia Dalla Citta di Altini Sino al Fiume Po - 2018 - - Plinio Fraccaro 
- La Via Claudia Augusta - Opuscula - Pavia - 1939 - 
- A. De Bon - Rilievi di campagne - La Via Claudia Augusta Altinate - Venezia - Ist. Ven. di Scienze, Lettere ed Arti - 1938 - 
- Vittorio Galliazzo - Guadi, traghetti e ponti lungo la via Claudia Augusta - 2002 - 
- C. Marzoli - Dodiciville, via Claudia Augusta, zona d'espansione Rosenbach - Bolzano - 2002 - 
- Alberto Alpago Novello - Da Altino a Maia sulla via Claudia Augusta - Milano - 1972 -


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