HORTI ARGIANI



PIANTA DEGLI HORTI ARGIANI

"Entrando in questa regione per la parte del circo di Flora, si trovava primieramente la così detta Pila Tiburtina, a cui vicino doveva esservi la casa di Marziale, siccome si dimostra coi suoi versi. Si pone ancora in questa vicinanza comunemente il tempio di Quirino denominato Nuovo, ma il luogo preciso resta incerto, come è incerta la sua esistenza; poichè nessun'altro tempio di Quirino oltre quello che si trovava nella Regione sesta, sembra esservi innalzato nella città. In tale situazione però si trovano esistere ancora al di sotto dell'antico palazzo Grimani a strada Rasella resti di una grande fabbrica, che per la loro disposizione non sembrano aver potuto appartenere ad un tempio. Si credono da molti topografi avere questi fatto parte del foro Archemorio: ma questo foro stava più nel basso della regione verso la Chiesa di S. Niccola in Arcione. 

Dovendo quindi tali resti, per la loro grandezza, appartenere a qualche fabbrica considerabile da non essere stata trascurata dai Regionarj, e vedendo nei cataloghi di questi concordemente registrati, dopo la nominata Pila Tiburtina, gli orti Argiani o Largiani, i quali altro che in tale posizione, che era la più prossima al colle degli Orti, dovevano essere situati, a me sembra perciò di poter stabilire aver questi appartenuto a qualche fabbrica attenente a tali orti."


Gli Orti Argiani o Largiani si trovavano nella regione VI i cui monumenti noti sono:
  • il Circo di Flora
  • il Tempio di Flora
  • il Tempio di Quirino
  • il Tempio Della Fortuna Pubblica
  • il Tempio di Salus
  • il Campidoglio Vecchio
  • le Terme di Costantino
  • il Tempio di Serapide
  • il Tempio di Apollo e di Clatra
  • i Bagni di Paolo
  • le Terme Diocleziane
  • il Tempio della Fortuna Libera Stabile e Reduce
  • il Circo Sallustiano
  • il Tempio di Venere Sallustiana
  • il Portico Milliarense
  • il Foro Sallustiano
  • gli Orti Sallustiani
  • la Conserva di acqua e ninfeo di Diocleziano
Sembra che detti Horti si trovassero accanto al tempio di Flora, e non distante dal tempio di Quirino, il che rimanda alla zona del  Capitolium Vetus, bell'area della moderna Piazza Barberini e della odierna via di Quattro Fontane, via romana già chiamata Malum Punicum, forse una zona di emigrati cartaginesi all'inizio non graditissimi. Sul Malum Punicum sorgeva il tempio di Flora, la Dea sabina stabilita a roma da Tito Tazio.

RUDERI HORTI ROMANI
In una epigrafe dedicata all'Imperatore Domiziano, Marziale lamentava che, pur essendo Roma una città piena di acquedotti, fontane,  pozzi e sorgenti, non una goccia d'acqua giungesse nella sua villa situata proprio alla Pila Tiburtina, anche se a pochi passi sgorgasse una fonte di cui lui sentiva lo scroscio:
"Sed Tiburtinae sum proximus accola pilae
Qua videt antiquum rustica Flora Jovem" 


Questa Pila Tiburtina, probabilmente un pilastro di travertino a memoria di qualche antico eroe, si trovava là dove oggi sorge palazzo Barberini, e la piazza doveva essere un circo, chiamato circo di Flora.

Nonostante tutte questa precisazioni Rufo e Vettore riportano però gli Horti Argiani alla regione VII, chiamati Hortos Largianos, che dovevano pertanto appartenere a un certo Argius oppure Largus. Svetonio e Tacito parlano di un Argius liberto di Galba, un Dispensator, nonchè curatore degli affari dell'imperatore, (praticamente la stessa carica che Augusto affidò a sua moglie Livia) che riuscì ad ottenere ricchezza e potere. Siamo nel I sec. d.c., quando già sono aperte le porte ai liberti che hanno capacità e cultura.
Tacito lo definisce Prioribus Servis, l'autore della vita di Galba (erroneamente attribuita a Plutarco) lo definisce libertus.
"Sul cadavere di Galba, abbandonato per ore, s'eran sfogati, approfittando del buio, in scempi d'ogni sorta. A ciò lo sottrasse il maggiordomo Argio, uno dei suoi primi servi, dandogli umile sepoltura nel giardino della sua casa."
Evidentemente il liberto provava un affetto per il suo expadrone ed imperatore.

La Notizia invece li chiama Horti Largianos, viene pertanto da chiedersi se detti Horti appartenessero al un Argius o Largos. Come Largo ricordiamo Cajo Cecina Largo, console di Roma nell'anno 42 d.c. che nei testi ordinari di Tacito ha il prenome di Publio invece di Caio, e fu autore del senatusconsulto sulla successione de liberti ricordato nelle istituzioni di Giustiniano Tit. VII e nel Codice lib. VII Tit. VI col nome di Senatuscosultum Largium.e autore del Aenanus consultum Largianum.

Tuttavia la dicitura Argiani è usata più spesso, tenendo conto poi che nel I sec. non era infrequente che dei ricchi liberti possedessero degli Horti, come risulta dagli Horti Epaphroditiani e Pallantiani, resta più probabile la prima attribuzione.

Questi Horti si locavano sulle pendici del quirinale, in corrispondenza di: Via della Stamperia, Via dell'Angelo Custode e Via del Tritone. Dovettero estendersi per circa 30000 piedi quadrati, cioè meno di 2800, dato lo spazio disponibile alle pendici del Quirinale, tra le sopracitate vie, il vicolo del Vallinaccio, Piazza Fontana di Trevi, non potendo superare la chiesa di San Nicola in Arcione.

Dovettero essere magnifici se vengono citati fino al V sec. Di essi si sa fossero bellissimi, con sentieri, filari di alberi e fontane guarnite con statue.
"La sesta regione, denominata Alta Semita da qualche piccola via (semita) posta sull'alto del monte, occupava quasi per intiero il colle Quirinale e parte di quello degli Orti, con la valle sottoposta che separa l'uno dall'altro colle. In tale località si trova confrontare il giro dei circa quindicimila seicento piedi, che si prescrive dai Regionarj a questa regione."

Dovettero poi entrare a far parte del demanio imperiale, o per successione o per confisca.

"Quanto al sito è certo che questi furono alle pendici del Quirinale che domina le strade denominate via della Stamperia, via dell'Angelo custode e via del Tritone, imperrocchè l'uso di costruire i giardini, se il terreno lo permetteva ed i limiti della Regio non lasciano altro posto. La estensione restringesi a 30000 mq, comprendendo a un dipasso lo spazio tra la pendice del Quirinale, le strade sovraindicate, il vicolo del Gallinaccio e la piazza di Fontana di Trevi, non potendo oltrepassare la chiesa di S. Nicola in Arcione".

Sembra dunque che gli Horti Argiani, di non grandissime proporzioni ma molto belli e con raffinati edifici, fossero locati alle pendici del Quirinale, col tempo sicuramente passarono poi al demanio imperiale.




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