SOTTO SAN LORENZO IN PANISPERNA



LA FACCIATA

LA CHIESA

La chiesa di San Lorenzo in Panisperna, anche nota come San Lorenzo in Formosa, posta in via Panisperna, vicino all'incrocio con via Milano. è una chiesa cattolica che si ritiene risalga al IV secolo, sul luogo del martirio di san Lorenzo.

Il nome Panisperna deriverebbe da una bolla di Giovanni XXII, nella quale si parla della chiesa di S. Lorenzo Parasperna, un termine che sarebbe una corruzione della parola greca “para” (“presso”) e di quella derivante dal latino antico “sperno” (“confine”) e che avrebbe indicato che la chiesa era situata vicino ad un confine tra proprietà importanti e limitrofe.

Secondo altri il termine Panisperna deriverebbe dall’uso dei frati della chiesa di S. Lorenzo in Panisperna di fornire “panis et perna” (ossia “pane e prosciutto”) ai poveri nel giorno della festa del Santo, ma non è credibile perchè avrebbero dovuto sostenere un costo elevatissimo, che di certo i frati non si potevano permettere.

Il nome "formosa" deriva invece da papa Formoso, che costruì la prima chiesa attestata sul luogo nel IX secolo; ne deriva che la tradizione che vuole la prima chiesa costruita in epoca costantiniana sia solo una leggenda.

L'ESTERNO

SAN LORENZO

San Lorenzo, allievo del futuro papa Sisto II, e quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile amministrativo della diocesi. Ma al principio dell'agosto 258 l'imperatore Valeriano aveva emanato un editto per cui, pur non colpendo i fedeli cristiani, aveva ordinato la morte di tutti i vescovi, presbiteri e i diaconi, ritenuti responsabili di sollevazione contro lo stato romano.

L'editto fu eseguito immediatamente a Roma, e Papa Sisto venne sorpreso mentre celebrava l'Eucaristia nelle catacombe di Pretestato, sul lato sinistro della via Appia Antica, e fu ucciso insieme a quattro dei suoi diaconi, poi il 10 agosto, venne ucciso Lorenzo anche se i romani non usavano bruciare i condannati e tantomeno su una graticola. 

Nella città di Aidone in provincia di Enna si venera anche una sua reliquia (quale reliquia se fu bruciato?) e ad Amaseno, provincia di Frosinone nel Lazio Amaseno, l'ampolla del sangue di S. Lorenzo ogni 10 agosto si liquefà, anche qui, ma non l'avevano bruciato, o lo avevano sgozzato prima per raccogliere il sangue? E poi se è vero perchè si pubblicizza il miracolo di S. Gennaro e non quello di San Lorenzo?

GLI INTERNI DELLA CHIESA

IL MONASTERO

Alla fine del primo millennio il luogo sacro passò ai monaci di San Benedetto, che edificarono un monastero. Nel 1149 circa, il papa Eugenio III affidò il monastero all'abate Marino della badia di Cava, ma nel XIV secolo il monastero passò alle monache di Santa Chiara.

La chiesa fu ricostruita dalle fondazioni fra il 1565 e il 1574 per iniziativa del cardinale titolare Guglielmo Sirleto. Il portico esterno e la scalinata d'ingresso furono aggiunti nel XVII secolo, e fu decorato (1893-4) con immagini di san Lorenzo e di Francesco d'Assisi per volere di papa Leone XIII.
La chiesa è costituita da un'unica navata e tre cappelle per lato che ospitano vari affreschi:

lato sud:
- Santa Chiara d'Assisi, dipinto di Antonio Nessi (1756)
- Gloria di san Lorenzo, soffitto affrescato da Antonio Bicchierai
- Tomba di san Crispino e san Crispiniano
- Immacolata concezione, dipinto di Giuseppe Ranucci

lato nord:
- Stimmate di san Francesco, dipinto di Niccolò Lapiccola
- Santa Brigida che prega di fronte al crocifisso, dipinto di Giuseppe Montesanti (1757) nella cappella dove era custodito il corpo della santa, ora in Svezia (?) (la santa chiedeva l'elemosina per i poveri di fronte alla chiesa, e pregava il crocifisso dell'altare, XIV secolo)

- La cappella ipogea contiene il forno in cui sarebbe stato martirizzato san Lorenzo.



S. LORENZO IN PANISPERNA sopra LAVACRO DI AGRIPPINA

- « (Il Lavacro di Agrippina) fu rinnovato et restaurato da Adriano imperatore, ove era un pino grandissimo et una fonte abbondantissima d'acqua, et onde poco fa fu dissotterrato un marmo, nella salita della prossima valle Quirinale, ove erano intagliate queste lettere (CIL. XV^ 7247). Fu ancora nella valle Quirinale il pozzo di Decia Proba: il quale pozzo fu fatto da essa Proba sotto il tempio prossimo di Santa Agata, et vicino a santa Maria in Campo, ove à rincontro sono scolpite alcune lettere, che ciò dimostrano, à canto all'hospedale degli albanesi »

SANTA BRIGIDA
Il Sabino dice: « prope muros monasterii s. Laurentii panispernae in vinea cura effoderetur, reperta fuerunt simulachra marmorea duo Bacchi, et ibi in loco quadrato fons erat : in canalibus plumbeis qui suberant hoc scriptum erat — in lauacro Agrippinae (retro) imp. caos. Trai. Hadriani aug. sub cur. Trebelli marini, Martialis ser. fecit — Lavacrum Agrippinae restituit Hadrianus, in quo multa simulacra reperta, Apollinis praesertim». 

L'Albertino determina il luogo della scoperta con maggiore diligenza:
« Vestigia (Lavacri) apiid ecclesiara sancti Laurentii panis pernae visuntur apud thermas Olympiades in ascensu Viminalis non longe a tempio Sancti Vitalis in quo loco fuerunt reperta simulacra duo Bacchi marmorea, cum fonte et fistulis plumbeis cum hac inscriptione etc. ».

- Convien credere che al Lavacro di Agrippina appartengano gli avanzi scavati e scoperti dal Parker l'anno 1865 sulla china del Viminale, che fronteggia la chiesa di Vitale, nell'orto già Stati, dove oggi formano angolo le vie Genova e Nazionale. 

« Si cavò in tempo di Clemente X nell'orto de Signori Stati » dice Pier Sante Bartoli, mem. 27 « ove si scoperse gran parte delli bagni di Agrippina, nelli quali fu trovata una statua di Venere di altezza da 9 palmi (m. 2,00) quasi che intatta, e anche bella quanto la Venere de Medici. Vi furono trovate anche stanze dipinte ed altre lavorate di mosaico con altre statue, busti e frammenti ».

- Negli scavi del 1869-1872 si ritrovarono belli figulini, con la data del 123, e molti pezzi di fregio fittile con spiragli terminati da teste canine, i quali servivano per dare esito e sfogo ai tubi caloriferi.


PIRANESI

244. Avanzi delle Terme d’ Olimpiade di opera reticolata, dietro all’orto delle Monache di S. Lorenzo in Pane e Perna.

245. Altri avanzi delle stesse Terme, nel vicolo eletto della Caprareccia vicino alla Chiesa di S. Lorenzo in Pane e Poma.

246. Altri avanzi delle medesime i quali protraendosi disotto al muro dell’ orto delle Monache di S. Lorenzo in Pane e Perna attraversavano la via di S. Maria Maggiore, e che dal Pontefice Sisto V furono sgombrati per appianamento della medesima via, vedendosene ora i residui sotto il predetto muro, e in uh Lavatojo per la scesa del vicolo di Cimara incontro S. Lorenzo in fonte.

247. Avanzi delle sostruzioni che investivano le falde del Colle Viminale e servivano insieme di muro al Lavacro d’ Agrippina, che restava negli odierni orti dirimpetto alla Chiesa di S. Vitale, ove rimangono i detti avanzi.


BIBLIO

- Patrizia De Crescenzo e Antonio Scaramella - La Chiesa di san Lorenzo in Panisperna sul colle Viminale. Ministero dell'interno - Roma - Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - 1998 -
- Bibliotheca Sanctorum - Città Nuova Editrice - 1538-1539 -
- Hippolyte Delehaye - Les origines du culte des martyrs - Bruxelles - 1933 -
- Enrico Giannetta - Il sangue miracoloso di S. Lorenzo martire - In appendice Storia e Monumenti di Amaseno - Frosinone - Tip. Abbazia di Casamari - 1964 -



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