VIA SACRA



SUL FONDO IL TEMPIO DI VENERE E ROMA,

SUMMA SACRA VIA

"Se al Campidoglio non piú la vergine
tacita sale dietro il pontefice
né piú per Via Sacra il trionfo
piega i quattro candidi cavalli,

questa del Fòro tuo solitudine
ogni rumore vince, ogni gloria;
e tutto che al mondo è civile,
grande, augusto, egli è romano ancora."


Se l'Appia era la Regina Viarum delle strade consolari, all'interno dell'Urbe la Regina Viarum era la Via Sacra. La Sacra via summa era il tratto di via Sacra che, snodandosi entro  il Foro Romano, andava dalla sella della Velia, la collina che univa il Palatino all'Esquilino, in seguito occupata quasi interamente dalla basilica di Massenzio, fino alla Regia. Sembra che la valle del foro sia stata originariamente esterna ai centri abitati (sui colli) e luogo di confine tra Rumni. i romani del Palatino, e i Sabini stanziati sul Quirinale.

Il trionfo era il massimo onore che veniva tributato con cerimonia solenne al generale che avesse vinto un'importante battaglia per Roma. Il primo a ottenerlo fu Romolo, che dopo aver ucciso il re dei Ceninensi, percorse la via Sacra nel foro romano tra la folla plaudente e infine salì sul Campidoglio, deponendo nel tempio di Giove Feretrio le spolia opima. Romolo corse a piedi, ma per i successivi triumphatores si usò un cocchio, almeno a partire dai Tarquini (VII sec. a.c.)

NELLA DIREZIONE OPPOSTA,
SUL FONDO IL TABULARIUM CON I TEMPLI DEL FORO ROMANO


ETA' REGIA

In età regia il percorso della Via sacra collegava la dimora dei Re, il comizio e l'Arx.
L'appellativo Via indicava che in principio la strada era esterna alla città, e quindi al Palatino, e che solo successivamente venne inglobata nel pomerio. Proprio nella valle del Foro avvennero gli scontri sanguinosi tra Sabini e Romani, in particolare quelli seguiti al leggendario "ratto delle sabine". Il percorso più antico collegava infatti la Velia del primo insediamento con la valle del Foro e con la vetta dell'Arx sul Campidoglio. Dalle indicazioni di Varrone e Festo, sembra che la Via non fosse quella che costeggia la Basilica Giulia, nel foro romano, ma quella più esterna che costeggiava la basilica Fulvia-Emilia per giungere al Comizio e all'Arx.

IL PERCORSO DELLA SACRA VIA
La sua sacralità derivava dalle cerimonie sacre, dagli atti augurali, dalle processioni religiose e dai cortei trionfali verso il Campidoglio. Secondo la leggenda, la Via divenne Sacra poiché qui Romolo e Tito Tazio si riappacificarono e insieme sacrificarono agli Dei. Per altri conduceva dal Rex sacrorum alla Regia, passando per diversi santuari. La strada congiungeva idealmente il colle del Campidoglio con il lontano Monte Albano, luogo sacro per le popolazioni latine.

Il percorso della Via Sacra tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'impero, cioè prima dell'incendio di Nerone, è descritto dalle fonti, e Varrone dice che l'antico nome della via si è conservato solo nel tratto che collega il foro all'Arx. mentre la parte superiore del percorso che portava alla Velia aveva perso sacralità e importanza.
La zona solcata dalla via Sacra venne destinata al commercio e ai culti e bonificata con la costruzione della Cloaca Massima da parte di Tarquinio Prisco o Tarquinio il Superbo. L'area venne scelta come centro abitato da Tarquinio il Superbo ma anche da Numa Pompilio e Anco Marzio, che ebbero lì la loro reggia.



ETA' REPUBBLICANA

In epoca repubblicana abitarono lungo la Via Sacra nobili gentes, tra cui gli Scipioni, i Domizi, i Valeri e gli Ottavi.

Il percorso, monumentalizzato in età imperiale, anche a seguito di vari incendi, fu più volte regolarizzato, e in alcuni tratti forse modificato,tant'è che ad oggi fra gli archeologi, la ricostruzione del percorso della via Sacra è ancora una questione aperta.



ETA' IMPERIALE

In epoca imperiale perse la funzione di zona residenziale e ai suoi lati si insediarono esercizi commerciali, che lasciarono spazio a partire dal I secolo ad edifici monumentali quali il tempio della Pace, sulle cui rovine verrà costruita nel IV secolo la Basilica di Massenzio, il tempio di Antonino e Faustina, il tempio di Venere e Roma, che occupò totalmente la Velia, e il tempio di Romolo. Sulla via si affacciavano anche il tempio di Vesta e il santuario dei Lari e dei Penati, andato perduto.

Alcune chiese sorte nell'area del foro, tra cui la basilica dei Santi Cosma e Damiano che aveva riutilizzato il tempio di Romolo come vestibolo e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, ora scomparsa, mantennero il titolo 'in sacra via' fino al Medioevo. La strada, oltre a collegare il Palatino con il Campidoglio, era di grande monumentalità. Lungo questa via sfilavano infatti i carri del trionfo, dall'area dell'arco di Tito, dove la via ha tutt'oggi inizio, sino al tempio di Giove Ottimo Massimo. Queste sfilate concesse dal Senato ai generali che si erano distinti nelle campagne militari comprendevano i bottini di guerra con carri traboccanti di armi e armature, o di statue, bronzi, stoffe preziose, gioielli, ori e argenti, ceramiche e avori pregiati, animali esotici e prigionieri di guerra destinati a diventare schiavi.. Veniva inoltre utilizzata durante le festività religiose.



IL PERCORSO

Il Percorso della Via Sacra è stato alquanto dibattuto da parte degli studiosi, in quanto dei  monumenti vicini topograficamente possono essere distanti fra loro nelle date. Probabilmente la Via Sacra iniziava nelle vicinanze del tempio del Divo Romolo, vicino alla residenza del Rex Sacrorum, costeggiando il lato settentrionale della Regia (dalla Velia a qui si chiamava Sacra via summa). Passava poi accanto al tempio di Antonino e Faustina e al lato meridionale della basilica Emilia. Quindi costeggiava il Comizio e di qui proseguiva fino alla cima dell'Arx sul Campidoglio.

Comunque il primo tratto della Via Sacra, dal Campidoglio al tempio di Romolo, è rimasto sostanzialmente immutato, mentre il secondo è stato modificato a causa della ricostruzione di nuovi edifici dopo l'incendio neroniano del 64 d.c., e fatto passare davanti alla Casa delle Vestali, la Porticus Margaritaria e lo stesso Arco di Tito, in direzione del Palatino. Il tracciato verso le Carine venne completamente eliminato dalla costruzione della Basilica di Massenzio.
La pavimentazione attuale è di epoca augustea, pavimentata in basalto, detto basolato, rialzata rispetto a quella originale di epoca regia. Il tracciato della via Sacra solca interamente la valle su cui solo successivamente andò a costituirsi il Foro Romano. La strada è visibile al livello del primo Impero, precedente alla ricostruzione di Nerone dopo l'incendio del 64, quando la via venne regolarizzata.

Questo secondo livello, scambiato per una pavimentazione di epoca medievale, venne purtroppo rimosso durante gli scavi del XIX sec., nel corso delle quali furono anche demoliti vari edifici ritenuti medievali e in realtà di epoca imperiale. Ne sopravvivono solo alcuni tratti scarsi qua e là. La conseguenza di questo scempio è che molti edifici costruiti posteriormente hanno oggi le fondazioni scoperte, come l'arco di Tito, il tempio del Divo Romolo e la basilica di Massenzio. Il livello medievale della strada è invece testimoniato da un portico che si trova poco più avanti sulla via sacra, sul lato sinistro.



I MONUMENTI

La Regia
Tempio Antonino e Faustina (S Lorenzo in Miranda)
Tempio di Giove Statore
Basilica Emilia
Curia Iulia
Lapis Niger
Arco di Settimio Severo
Rostri
Tempio della Concordia
Tempio di Vespasiano
Tempio di Saturno
Basilica Iulia
Tempio dei Dioscuri
Tabularium
Tempio del Divo Iulio
Tempio di Vesta
Tempio di Romulus
Basilica di Massenzio
Arco di Tito
Tempio di Venere e Roma


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