TRAIANO





Nome completo: Marcus Ulpius Nerva Traianus
Altri titoli: Germanicus, Pater Patriae, Dacicus,
Optimus, Parthicus.
Nascita: Italica, 18 settembre 53
Morte: Selinus in Cilicia, 8 agosto 117
Predecessore: Nerva
Successore: Publio Elio Traiano Adriano
Coniuge: Plotina
Figli: nessuno
Padre: Marco Ulpio Traiano
Madre: Marcia
Regno: 98-117 d.c.

Traiano nacque nel 53 ad Italica, antica città della provincia spagnola, era pertanto un ispanico, non a caso nel film "Il gladiatore" il protagonista, luogotenente (non storico) di Traiano è chiamato "ispanico" proprio perchè conterraneo all'imperatore.

Il padre di Traiano fu un importante senatore, nonchè console, proconsole d'Asia e governatore della Siria, della famiglia degli Ulpi. Anche la madre Marcia era Ispanica.

Traiano portava lo stesso glorioso nome di suo padre si che il suo nome completo era: IMPERATOR • CAESAR • DIVI • NERVAE • FILIVS • MARCVS • VLPIVS • NERVA • TRAIANVS • OPTIMVS • AVGVSTVS • FORTISSIMVS • PRINCEPS • GERMANICVS • DACICVS • PARTHICVS • MAXIMVS.

Sulla colonna traiana, nonchè sul frontone della Basilica Ulpia a Roma sta scritto:
IMP[eratori] CAESARI DIVI NERVAE FILIO
NERVAE TRAIANO OPTIMO AVG[usto]
GERMANICO DACICO PONT[ifici] MAX[imo] TRIB[unicia]
POTEST[ate] XVIII IMP[eratori] VII CO[n]S[uli] VI P[atri] P[atriae]
FORTISSIMO PRINCIPI SENATUS P[opolus]Q[ue] R[omanus]
Traduzione: "All'imperatore Cesare, figlio del divo Nerva, Nerva Traiano Ottimo Augusto Germanico Dacico, Pontefice Massimo, (rivestito della) potestà tribunicia diciotto (volte), (acclamato) imperatore sette (volte), console sei (volte), padre della patria, fortissimo principe, il Senato e il Popolo romano (posero)"

Scritta simile a Brindisi:
IMP - CAESARI - DIVI - NERVAE - F - NERVAE - TRAIANO - AVG - GER - DACIC -PONT - MAX - TRIB - POT - XIV - IMP - V - COS - VI - P - P - BRVNDVSINI - DECVRIONES - ET - MVNICIPES

FAMIGLIA NERVO ANTONIANA (IMMAGINE ZOOMMABILE)
(A Nerva Traiano Imperatore, Cesare, Augusto, figlio del divo Nerva, Germanico, Dacico, Pontefice Massimo, Tribuno per la quattordicesima volta, Imperatore per la quinta, Console per la sesta, Padre della Patria, i Decurioni e i Municipali Brindisini).

Traiano fece la carriera e il cursus honorum necessari alla potica, nell'esercito, come la maggior parte dei rampolli di buona famiglia, acquisendo così le cariche di Questore, Pretore, Legato, Tribuno militare e Console.

Nel 96 divenne Governatore della Germania dalle tormentate frontiere lungo le rive del Reno. Combattè per l'imperatore Domiziano contro i Germani, facendosi riconoscere come uno dei migliori comandanti dell'impero.

Ucciso Domiziano, gli successe Nerva, molto impopolare negli ambienti militari, per cui, bisognoso dell'appoggio dell'esercito, per non fare la stessa fine di Domiziano, questi ritenne opportuno adottare come figlio e nominare come successore Traiano, rispettato e temuto capo militare.



L'OPTIMUS PRINCEPS

Traiano passerà alla storia come l'Optimus princeps, ovvero come il migliore imperatore conosciuto da Roma nell'arco di tutta la sua lunga storia.

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Si tramanda che al suo segretario rammaricato che il suo padrone si fidasse incautamente di tutti, Traiano rispondesse: "Tratto tutti come vorrei che l'Imperatore trattasse me, se fossi un privato cittadino".
Un altro aneddoto racconta che una vedova lo fermasse, mentre partiva in guerra per la Dacia, per chiedere giustizia del figlio assassinato. Traiano assicurò che avrebbe provveduto al suo ritorno ma la vedova gli ricordò che sarebbe potuto non tornare, al che Traiano garantì che ci avrebbe pensato il suo erede. La donna però fece notare che allora non avrebbe mantenuto la promessa personale, al che Traiano allora smontò da cavallo, cercò e punì il colpevole, rese giustizia alla vedova e ripartì per la guerra.

Vero o no con lui l'Impero conoscerà una rinascita economica e un rinnovamento nell'amministrazione pubblica. A questo Traiano aggiungerà le vittoriose imprese belliche, anche se di valore poco reale, perchè i nuovi territori saranno difficili da tenere a lungo, ma consolideranno la fama di Traiano per il popolo e per il Senato.



LA POLITICA INTERNA

Traiano rafforzò il potere imperiale contro i repubblicani e la linea occidentalista e italica contro il potere orientale, pur mantenendo ottimi rapporti col Senato.

Per questo:
  • Rinnovò la classe nobiliare, sostituendo molte delle più antiche famiglie nobiliari con altre di nuova nomina, spesso di origini provinciali ed equestri.
  • Impiegò molti esponenti equestri, anziché quello tradizionale dei liberti, nelle sfere più alte dell'amministrazione pubblica.
  • Reclutò i quadri amministrativi imperiali tra gli esponenti della borghesia municipale italica.
  • Promulgò nel 108 un provvedimento che costringeva i nobili senatori, ormai latifondisti provenienti dalle province, ad investire almeno un terzo dei propri patrimoni in terre italiane;
  • Istituì le alimentationes, istituzioni statali assistenziali per lo studio e poi l'impiego degli orfani nei quadri bassi dell'amministrazione.
  • Erogazione a basso tasso di prestiti alle imprese del ceto medio per finanziare la crescita economica.


LE OPERE ARCHITETTONICHE
  • Fece costruire ex novo, dall'architetto Apollodoro di Damasco, il celebre porto esagonale di Traiano a Fiumicino, di cui si conservano i resti, che collegava Roma con le regioni occidentali dell'Impero. Il porto aveva ben duemila metri di banchina migliorando così notevolemente l'approvvigionamento dell'Urbe.
  • Fece costruire poi un altro canale, collegando Ostia da una strada lastricata a due corsie.
  • Ampliò il porto di Ancona con la costruzione di un molo, con magnifico arco commemorativo, per la navigazione verso l'Oriente.
  • Fece ampliare il tragitto della via Appia verso il porto di Brindisi, che partiva da un altro arco edificato a Benevento.
  • Eseguì molte bonifiche all'Agro Pontino nelle Paludi Pontine, sostituendo in terreni coltivabili molti acquitrini.
  • A Roma fece costruire, Apollodoro di Damasco, lo splendido Foro Traiano, tutt'ora visibile e visitabile, con edifici per la pubblica amministrazione, oltre alla Basilica Ulpia, piazza, i porticati, i colonnati, le biblioteche, le statue, il tempio del divo Traiano, e la Colonna Traiana come celebrazione delle conquiste militari Dacie, uno dei monumenti più belli di Roma. Alta 30 metri e larga 4, in origine colorata, con all'interno una scala a chiocciola che porta alla cima e all'esterno una spirale scolpita che avvolge la colonna di 200 metri larga 1 metro, con oltre 2000 figure in bassorilievo. Sopra c'era la statua dell'imperatore (sostituita purtroppo nel 1588 da una di san Pietro), e alla base l'urna cineraria d'oro con le ceneri di Traiano che ebbe l'onore di essere seppellito dentro le mura della città. L'urna venne trafugata dai Visigoti nel sacco di Roma del 410e sparì per sempre.
  • Fece costruire un nuovo acquedotto che raccogliesse le acque delle sorgenti sui monti Sabatini, presso il lago di Bracciano (lacus Sabatinus), con un percorso sotterraneo lungo le vie Clodia e Trionfale e poi su arcate lungo la via Aurelia. Arrivava a Roma sul colle Gianicolo, sulla riva destra del fiume Tevere.
  • Fece costruire acquedotti anche in Dalmazia, in Spagna e in oriente, dove i climi aridi richiedevano risorse idriche maggiori.
  • A Roma fece ampliare i canali sotterranei e i cunicoli della Cloaca Massima per il deflusso delle acque piovane e reflue che scaricavano nel Tevere.
  • Fece costruire sul Tevere argini e canali lungo i tratti più a rischio per evitare gli straripamenti.
  • Fece ricostruire e ampliare il Circo Massimo, con i primi tre anelli alla base in calcestruzzo rivestiti da mattoni e marmi, e solo l'anello superiore in legno. Così la struttura divenne sicura e antincendio, favorendo la costruzione di botteghe e negozi ai lati.
  • Sul colle Oppio fece erigere grandiose terme sui resti della Domus Aurea di Nerone; si accedeva da un grande propileo che immetteva direttamente alla natatio, la piscina a cielo aperto.
  • Sulla riva destra del Tevere, dove sorge Castel Sant'Angelo, fece realizzare un'area per le naumachie, le battaglie navali.
  • In Egitto collegò il Nilo al Mar Rosso con un grande canale (fiume Traiano).
  • In Dacia fondò nuove colonie che romanizzò rapidamente. La Colonia Ulpia Traiana sorse sulle ceneri della barbara Sarmizegetusa Regia.
  • Fece costruire molti ponti, famoso quello sul Tago nei pressi della città spagnola di Alcantara e, il più lungo, sul Danubio presso Drobeta, costruito in occasione della campagna di Dacia di 1135 m, costruito per il rifornimento delle legioni che avanzavano e per colpire i nemici con una simile dimostrazione di superiorità tecnologica, logistica e militare.
LA CONQUISTA DELLA DACIA

LE GUERRE

Traiano in qualità di generale militare si dedicò all'espansione di Roma, sia per accrescere il suo prestigio, sia per rimpinguare le casse dello stato. Sostenne cinque campagne: due contro la Dacia, una contro gli Arabi, una contro gli Ebrei della Cirenaica, un'ultima contro il regno dei Parti.

La guerra dacica fu combattuta per la ricchezza naturale delle zone danubiane e l'esigenza di arginare le continue incursioni dei Daci, guidate dal re Decebalo.
« Decebalo, venuto a sapere dell’arrivo di Traiano, ebbe paura, poiché egli sapeva che in precedenza aveva sconfitto non i Romani ma Domiziano, mentre ora si sarebbe trovato a combattere sia contro i Romani, sia contro Traiano. » (Cassio Dione, LVIII, 6, 2.) La prima campagna (101-102) si concluse con la sottomissione di parte della Dacia, ma la la seconda (105-106), dovuta alla ribellione del re Decebalo, pur conservato sul trono dai romani dopo la sua sconfitta, assimilò la Dacia come provincia dell'Impero, facendo passare le sue ricche risorse d'oro nelle casse dell'erario romano.
Le imprese militari di Traiano in Dacia furono celebrate nella splendida 'Colonna traiana' nel 113 d.C.

La più importante fu la guerra partica contro il nemico storico di Roma: il regno dei Parti. Questi, debellate le incursioni degli Unni e dell'esercito della dinastia Han, interruppero la tregua bellica con Roma sui confini armeni. Altre zone orientali cominciarono a ribellarsi.
Così Traiano fu costretto a intervenire con l'esercito in Siria, in Arabia (fondando nel 106 l'Arabia Petrea) e in Cirenaica. Ma la grande guerra partica la combatterà tra il 114 e il 115 concludendola con la conquista dell'Armenia, e poi della Mesopotamia, portando il dominio di Roma fino al golfo Persico.



MORTE DI TRAIANO

Già nel 116 iniziano le prime rivolte nei territori partici della Mesopotamia, dimostrando la precarietà della dominazione romana in quelle zone.

Traiano, partito per un'altra guerra, fu costretto da una malattia a riparare in Cilicia, dove morì a Selinunte nel 117.

Ulpio Traiano verrà ricordato come l'Optimus princeps, sia per le gloriose imprese militari e conquiste territoriali, sia per la gestione degli affari interni, dalla generosa assistenza ai poveri all'equa giustizia.

Sarà l'unico imperatore mai contestato dai posteri.

L'impero di Traiano fu dunque una delle epoche più felici della storia imperiale, l'inizio della cosiddetta "Età aurea" che proseguirà con gli Antonini.





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2 comment:

Anonimo ha detto...

Traiano era italico per discendenza, ed E' totalmente falso dire che Traiano fosse 'hispanico' per origine di sangue paterna, in quanto per l'appunto per linea di sangue paterna proveniva da un patrizio, senatore e console d'antica origine italica-latina, come tutti gli aristocratici con accesso al Senato (tutti i patrizi romani erano italici etnicamente, ovviamente): stesso discorso per Adriano, anch'egli nato guarda caso nella colonia 'Italica' (fondata da Italici), e discendente per ceppo patrilineare dai patrizi latini.

Sicché dovrebbe dirsi con chiarezza che il Cesare Traiano era un italico aristocratico nato in una città coloniale (Italica), ed in quanto patrizio per Stirpe (Stirps in latino), avente accesso al Senatus (se fosse stato Ibero per padre, non sarebbe mai potuto diventare Imperatore a quell'epoca naturalmente) , e non offrire falsità. Anche riguardo la madre Marcia, non si sa affatto per certo che fosse ibera, invero non si conosce la sua discendenza; in questo caso è possibile o che fosse italica o che fosse ibera, ed allora potrebbe dirsi che v'è buona probabilità che Traiano fosse ibero per parte materna.

Quindi si esplichi che Traiano era un italico patrizio nato ad Italica, in Hispania, e che v'è probabilità avesse la madre ibera, hispana (Marcia) : ma non si dica che era 'hispanico' tout court, poiché è una menzogna.

Claudio Agnoletto on 19 settembre 2016 17:13 ha detto...

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