PERTINACE






Nome completo: Publius Helvius Pertinax
Nascita: Alba, 1º agosto 126
Morte: Roma, 28 marzo 193
Predecessore: Commodo
Successore: Settimio Severo
Coniuge: Flavia Titiana
Figli: Publio Elvio Pertinace
Dinastia: nessuna
Padre: Elvio Successus
Madre: Lollia Acilia
Regno: 193 d.c.



PERTINACE PADRE

Publio Elvio Pertinace nacque nel 181, con lo stesso nome del padre, un generale di Marco Aurelio, mentre sua madre era figlia di un Senatore. Era dunque di famiglia altolocata, in più era rispettato per i suoi costumi integri, per l'abilità e l'onestà.

Sotto Marco Aurelio era caduto in disgrazia per calunnie nei suoi confronti, ma il genero dell'imperatore, Claudio Pompeiano, scoprì l'inganno e lo riabilitò facendolo Senatore.

Acclamato imperatore da popolo e Senato, ben lieti che l'odiato Commodo fosse morto. Nel 193, furono offerte dal Senato la carica di Augusta alla moglie e quella di Cesare al figlio: Pertinace rifiutò, affermando che il figlio avrebbe dovuto meritarsi la carica.

A chi gli fece notare che si affiancava di uomini ministri di Commodo, Pertinace rispose: - Voi siete Console giovane, e non sapete cosa sia la necessità di ubbidire. Costoro hanno obbedito fin qui loro malgrado a Commodo. Subito che han potuto, han fatto conoscere la loro buona volontà. -
Il che dà l'idea di quanto tollerante e retto fosse il vecchio Pertinace.

Pertinace padre venne, però, assassinato dalla guardia pretoriana dopo soli ottantatrè giorni di impero. Fu un peccato perchè in quel breve tempo Pertinace aveva già messo mano a diversi provvedimenti:
  • dovendo subito pagare pretoriani e soldati mise in vendita tutti i lussi di Commodo, dagli schiavi alle suppellettili, alle carrozze,
  • alle armi preziose, alle concubine, alle armi preziose. Con ciò che avanzò regalò al popolo cento denarii a testa.
  • tagliò le spese inutili del governo,
  • onorò i debiti accumulati dai suoi predecessori,
  • mise all'asta i costosissimi oggetti collezionati da Commodo,
  • costrinse chi si era ingiustamente arricchito durante Commodo a riconsegnare i beni.
Per quanto appalaudito da popolo e Senato, suscitò invece l'odio dei Pretoriani, ormai indisciplinati e arroganti, che temevano per il loro potere e i loro privilegi.

Uccisero dunque Pertinace, perchè i Pretoriani erano ormai i padroni di Roma, e decisero di mettere vergognosamente l'impero all'asta. Chi avesse offerto di più sarebbe stato eletto Imperatore.

Si presentarono Flavio Sulpiciano, suocero di Pertinace e prefetto di Roma, e Didio Giuliano, Senatore. Vinse quest'ultimo, con una offerta di 6250 dracme per Pretoriano contro le 5000 offerte da Sulpiciano.

Giuliano fu così Imperatore, ma Senato, popolo e legioni erano indignati e in vena di rivolta. I Pretoriani stessi non amavano questo Imperatore che aveva comprato il regno. Intanto accorse dalla frontiera il generale Settimio Severo, ex generale di Pertinace padre, con un gruppo di soldati scelti.
Giuliano tentò la difesa, mandò ambasciatori per placare Severo, e insieme sicari per ucciderlo.
I Pretoriani erano un tempo i soldati migliori, ma con l'inattività s'erano infiacchiti. Per questo temevano i legionari, molto più esperti e forti di loro, così, di fronte all'offerta di amnistia in cambio di Giuliano e degli assassini di Pertinace, consegnarono, dopo soli sessantasei giorni di regno, Giuliano al Senato che lo condannò a morte e lo fece decapitare nelle terme del palazzo imperiale mel 193 d.C..



PERTINACE FIGLIO

A Pertinace figlio vennero resi tutti gli onori dal Senato, mentre i Pretoriani furono sciolti e condannati all'esilio da Settimio Severo che a sua volta onorò Pertinace figlio, in memoria di Pertinace padre, di cui era stao al servizio.
Così Severo lo nominò flamine al culto di Pertinace divinizzato.

Pertinace figlio seguì probabilmente il cursus honorum, giungendo ad essere nominato Console nel 213, ma in quello stesso anno venne messo a morte per volere dell'imperatore Caracalla, il quale si risentì per una sua battuta.

Caracalla aveva assassinato suo fratello Geta per regnare da solo; Pertinace, allora, suggerì che avrebbe dovuto aggiungere ai suoi titoli: Germanicus, Parthicus e Arabicus, per aver vinto Germani, Parti e Arabi, quello di Geticus, con un doppio senso per la vittoria sui Geti e per l'uccisione del fratello Geta.

Così finirono gli infelici Pertinace, padre e figlio ambedue assassinati, e di nuovo fu guerra civile per la successione all'impero.




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1 comment:

Marcuslunae ha detto...

Forse fra i migliori imperatori che Roma abbia mai avuto, fu ucciso proprio per questo, aveva dato troppo fastidio ai tanti corrotti di Roma. Dopo di lui il titolo d'imperatore fu messo all'asta e da questo momento, secondo me, iniziò la fine dell'impero. Se Pertinace avesse sventato l'attentato, forse avrebbe dato vita ad una lunga dinastia, dato che anche il figlio era in gamba come lui! E la storia non avrebbe mai sentito parlare d'imperatori pazzi come per esempio Caracalla che uccise proprio il figlio di Pertinace.

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