LEGIO XVI FLAVIA FIRMA





La Legio XVI Flavia Firma (firma = salda) fu una legione creata dall'imperatore Vespasiano nel 70, incorporando anche reparti della XVI Gallica, quella stessa che si era arresa durante la rivolta dei Batavi, un disonore incommensurabile per i romani.

Un anno esatto dopo che il suo esercito diretto a Roma contro Vitellio si era fermato a Ocriculum per festeggiare i Saturnalia, l’imperatore TITO FLAVIO VESPASIANO ricostituisce la LEGIO XVI FLAVIA su quanto era rimasto della Legio XVI Gallica arresasi durante la Rivolta dei Batavi.
Trasferita, per una sorta di punizione, ai confini dell’Eufrate è di stanza a Satala (l’attuale città turca di Sadak) in Cappadocia.
Di solito i legionari che si arrendevano venivano cacciati con disonore, se però prima di arrendersi si erano comportati molto bene usava dare loro una seconda possibilità per riabilitarsi.

ARALDI DELLA LEGIONE
Per un legionario arrendersi significava perdere la faccia con la famiglia, con gli amici e con gli altri legionari, insomma coi romani in genere.

Per questo solitamente gli arresi andavano a raccomandarsi per essere arruolati di nuovo e ritrovare il proprio onore.

L'occasione buona la legio XVI la ebbe accettando di combattere per la prima volta quando, terminata la guerra civile che aveva coinvolto i quattro imperatori, e volgendo ormai verso la conclusione la prima guerra giudaica,  la legio XII Fulminata e la XVI Flavia Firma congiunte vennero destinate alla provincia di Cappadocia dal 72 d.c. al 73 d.c.



II SECOLO d.c. LA RIABILITAZIONE

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La XVI Flavia Firma prende poi parte alle campagne traianee contro i Parti (114-117) e poi è trasferita a Samosata Provincia di Siria (la vecchia città di Samsat ora sommersa dopo la realizzazione della diga di Ataturk nel 1989).

Negli anni successivi prende parte alle campagne di Lucio Vero mosse alla conquista della Mesopotamia e poi alle due campagne di Lucio Settimio Severo (194 e 197-198), culminate con la cattura della capitale dei Parti Ctesifonte (nell’odierno Iraq).

La XII Fulminata venne destinata a Melitene, e la XVI Flavia Firma dunque fu posizionata a Satala, a protezione del confine dell'Eufrate. Qui a fianco troviamo i simboli della legio XVI Gallica che aveva come simbolo il leone, e la Legio XVI Flavia Firma che aveva un leone o un pegaso in volo ad ali spiegate.



III SECOLO d.c.. - LE CAMPAGNE CONTRO L'IMPERO SASANIDE

La riorganizzazione del limes in Mesopotamia comporta delle attività più vicine agli aspetti civili: si ricorda un’iscrizione che attesta la costruzione del ponte sul fiume Chabinas (l’attuale fiume Cendere Suyu) - ponte ancora in uso che permette di giungere alla splendida tomba del Re Antioco I di Commagene sul monte Nemrut Dağı (in Turchia). La LEGIO XVI è attestata in questa zona durante il regno di Alessandro Severo e si pensa che abbia preso parte nella sua campagna contro il nuovo impero persiano sassanide.



IV SECOLO d.c. - IL TARDO IMPERO E IL TRASFERIMENTO A SURA

Nel IV sec d.c. la legione è attestata nei Castra di Sura, sempre sull’Eufrate.

L'emblema della LEGIO XVI FLAVIA FIRMA
L’emblema della legione è in via di discussione tra gli studiosi: in un primo periodo si pensava fosse un Leone, una moneta trovata di recente presso Samosata fa pensare che l’emblema potesse essere un Pegaso.

SUL PONTE ROMANO DI CENDERE IN
MESOPOTAMIA E' MENZIONATA LA XVI
FALAVIA FIRMA 
La legione XVI Flavia rimase stanziata lì fino alla fine del principato di Traiano, quando al termine delle campagne militari contro la Partia, fu rimpiazzata dalla legio XV Apollinaris, nell'anno 117 d.c.
Conosciamo il nome del suo legatus legionis al tempo del regno congiunto di Settimio Severo e Caracalla, come si deduce dall'iscrizione del 205 d.c., un certo Mario Perpetuo.

Poi, nel IV secolo, la legione, accampata a Sura (Siria), ebbe il compito di sorvegliare il confine orientale (limes) presso l'Eufrate.

Questo il testo dell'iscrizione imperiale in cui si cita la legione e il suo legato, comandante della XVI Flavia Firma:

IMPERATOR CAESAR LUCIUS SEPTIMIUS SEVERUS PIUS PERTINAX
AUGUSTUS ARABICUS ADIABENICUS PARTHICUS, PRINCEPS FELICUM,
PONTIFEX MAXIMUS, TRIBUNICIA POTESTATE XII, IMPERATOR VIII,
CONSUL II, PROCONSUL ET IMPERATOR CAESAR MARCUS AURELIUS
ANTONINUS AUGUSTUS, AUGUSTI NOSTRI FILIUS, PROCONSUL,
IMPERATOR III, ET PUBLIUS SEPTIMIUS GETA CAESARIS, FILIUS ET
FRATER AUGGUSTORUM NOSTRUM, pONTEM CHABINAE FLUVI A SOLO RESTITUERUNT ET TRANSITUM REDDIDERUNT SUB ALFENUM
SENECIONEM LEGATUM AUGGUSTORUM PRO PRAETORE CURANTE MARIO PERPETUO LEGATO AUGGUSTORUM LEGIONIS XVI FLAVIAE FIRMAE.

(CIL III, 6709 e CIL III, 6710 (Syria, Kiachta))

Evidentemente la legione non solo si riabilitò e riguadagnò il suo onore, ma ricevette anche un premio, cioè un titolo onorifico come Firma, cioè ferma, che non fugge dinanzi al pericolo, premio che comportava anche una discreta cifra in danaro per ogni legionario o un oggetto in oro come una torque etc.

Qui a lato la riproduzione di un anello d'argento di un anello legionario senatoriale appartenente alla legione romana XVI Flavia Firma.


BIBLIO
Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LV, 24.
Julian Bennett, The cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, p.301-312. 


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