AREA APOLLINIS



FRONTE DEL TEMPLUM APOLLINIS SUL PALATINO

Occorre anzitutto riconoscere due aree ambedue dedicate ad Apollo ma molto diverse tra loro: una è l'Area di Apollo e Spleni, l'altra è detta solo Area di Apollo.

AREA APOLLINIS

AREA APOLLINIS ET SPLENIS

L'Area Apollinis et Splenis ("Area di Apollo e Splenio") era un'area sacra, di cui non è rimasto assolutamente nulla, che si trovava nella Regio I Porta Capena, la prima delle 14 regioni di Roma augustea, riportata poi dai Cataloghi regionari, che occupava la valle tra Celio e Palatino. Splenio potrebbe essere una divinità antica poi assimilata ad Apollo col significato di splendido, cioè luminoso, epiteto che ben si adatta al Dio del sole.

L'area prese il nome dalla porta delle mura serviane da cui entrava la via Appia e si estendeva nella valle da questa percorsa a sud del Celio lungo la via Latina, fino oltre il successivo percorso delle mura aureliane. Qui si estendeva dalla Porta Appia, fino alla Porta Metronia, includendo la Porta Latina, ed oltre le mura il fiume Almone. 

Quest'area è citata nei Cataloghi regionari, redatti all'epoca di Costantino nel IV sec. e si ritiene oggi che sopra l'Area Apollinis et Splenis, sorse successivamente la Basilica di San Saba. Un tempo, a causa dell'erronea attribuzione di un frammento marmoreo della Forma Urbis Romae severiana su cui si legge [A]REA APO[LLINIS] (ora attribuita all'area sul Palatino), si riteneva che potesse essere costituita da un'ampia superficie scoperta al cui centro sorgeva un altare o una statua su podio.



AREA APOLLINIS

Il luogo su cui sorse il Themplum Apollinis faceva parte della Domus Augustana, un'area di proprietà di Augusto, acquistata a sue spese.  Infatti la casa di Ottaviano era collegata alla vastissima Area Apollinis, cioè alla grande terrazza del santuario per mezzo di corridoi voltati e affrescati, secondo le usanze regali ellenistiche, dove la dinastia era legata agli Dei.

L'area Apollinis, cioè l'area antistante il tempio, era una terrazza artificiale (70x30 m), poggiante su costruzioni in opera quadrata (opus quadratum). Nella parte settentrionale di tale terrazza il tempio si elevava su un alto podio, costruito in blocchi interamente rivestiti di travertino nelle parti portanti e con i tratti intermedi riempiti in cementizio.

TEMPLUM APOLLINIS
Nell'area Apolinis, ai piedi del tempio, doveva trovarsi l'ara sacrificale. Tutt'intorno al resto dell'area si doveva levare un porticato con botteghe e tabernae. Al centro e lungo i portici i mosaici pavimentali antistanti il tempio, e poi giardini, gli immancabili cipressi, colonne, viali, fontane e statue del Dio, nonchè le immancabili statue di Augusto.

Il podio fu ritrovato quasi completamente spogliato del rivestimento. Nulla si conserva dell'alzato del tempio sopra il podio. Il vandalismo cattolico e l'avidità dei posteri ha spianato totalmente questa superba bellezza monumentale dell'antica Roma.





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