ANTONIA MINORE





Nome: Antonia Minore
Nascita: 31 gennaio del 36 a.c. (Atene)
Morte: 1 maggio del 37 d.c. (Roma)
Padre: Marco Antonio
Madre: Ottavia Minore
Figlio: Claudio, Germanico e Claudia Livilla
Sorella: Antonia Maggiore
Coniuge: Druso Maggiore


Antonia minore nacque il 31 gennaio del 36 a.c. dal generale romano Marco Antonio e da Ottavia minore, sorella dell'imperatore Augusto, appartenente alla famiglia Giulio-Claudia. Viene chiamata "minore" per distinguerla dalla sorella maggiore dello stesso nome, che sposò un Lucio Domizio Enobarbo e fu la nonna di Nerone.

Sia Marco Antonio che Ottavia erano piuttosto belli, e Antonia non fu da meno, e i molti ritratti a mezzo busto pervenutici ce ne danno la testimonianza, sembra infatti che la giunone Ludovisi altri non fosse che Antonia divinizzata nelle vesti della moglie di Giove. Nell'Ara Pacis è raffigurata volta verso Druso Maggiore e con un fanciullo per la mano: ha le chiome ondulate e una piccola crocchia; di lei si hanno pure vari busti in marmo (identificati anche per confronto con le monete) e i ritratti postumi idealizzati come Augusta.

Fu famosa non solo per la sua bellezza ma anche per la sua virtù, che la fecero ammirare e venerare da molti. La casa di Antonia Minore, sorellastra di Selene Cleopatra, figlia della regina d'Egitto Cleopatra VII e del triumviro romano Marco Antonio, nonchè moglie di Giuba II di Mauretania, fu frequentata da numerosi monarchi orientali. Antonia era infatti amica dei familiari di Erode il Grande.
Nel 17 a.c. sposò Druso maggiore (38 - 9 a.c.), fratello dell'imperatore Tiberio e figlio del primo matrimonio di Livia Drusilla, la moglie di Augusto. Dal matrimonio nacquero i figli Germanico (15 a.c.-19), Claudio (10 a.c.-54) e Claudia Livilla (13 a.c.-31). Nel 9 a.c. il marito Druso morì, a soli 29 anni, durante la campagna di conquista dei territori germanici fino all'Elba. Antonia sposò Druso e il loro fu un vero matrimonio d’amore; infatti rimasta vedova, addolorata per la perdita del marito per il quale aveva sempre nutrito un sentimento profondo, chiese ad Augusto una speciale dispensa che la esonerasse dall’obbligo di contrarre seconde nozze, come invece avrebbe dovuto per rispettare le nuove leggi volute dall’Imperatore.

Nel 4 d.c. il figlio Germanico venne adottato da Tiberio, contemporaneamente all'adozione di questi da parte di Augusto, che intendeva pianificare, in tal modo, la sua successione alla guida dell'impero. Prima e dopo la misteriosa morte di Germanico Antonia fu consigliera e confidente di Tiberio specialmente contro i maneggi di Seiano.



SEIANO

Seiano, uomo di fiducia dell’imperatore Tiberio, stava preparandosi a spodestare Tiberio dal trono.

Ma Antonia Minore, ormai anziana, si era resa conto delle trame di Seiano e siccome godeva di fiducia assoluta da parte di Tiberio, svelò con una lettera gli inganni del prefetto, avvertendolo che stava progettando di eliminare Caligola, l’unico erede al trono, e poi l’imperatore.

Tiberio verificò le accuse di Antonia nei confronti di Seiano, e constatò che erano veritiere.

Allora richiamò a Capri il nipote Caligola, per proteggerlo, poi fece arrivare a Capri un uomo fidato, Sutorio Macrone al quale conferì la carica di prefetto del pretorio, già occupata da Seiano e al quale consegnò una lettera che avrebbe dovuto far leggere in senato davanti a Seiano.

La lettera era una violenta accusa contro Seiano che veniva smascherato nei suoi complotti, accusato di voler uccidere l’imperatore e pertanto se ne chiedeva l’arresto immediato, e così fu.

Il senato decise la condanna a morte di Seiano che venne strangolato e così i suoi collaboratori e familiari.



CALIGOLA

Germanico era morto nel 19 mentre si trovava in Siria, e da più parti si avanzò il sospetto che fosse stato fatto avvelenare proprio da Tiberio. La figlia Livilla sposò in prime nozze Gaio Cesare, nipote di Augusto e destinato a succedergli sul trono, e dopo la sua morte sposò Druso minore, il figlio di Tiberio e della sua prima moglie Vipsania, che morì ancor giovane nel 23, forse fatto avvelenare dal potente Seiano.

Questi complottò poi con Livilla, che venne coinvolta nella sua caduta e morì nel 31.
Antonia allevò il nipote Caio Caligola, figlio di Germanico, dalla morte di Livia Drusilla al diciannovesimo compleanno di Caio, quando questi venne chiamato a Capri da Tiberio.

Nel 37 Tiberio morì e gli successe all'impero Caio Giulio Cesare Germanico, cioè Caligola, l'unico sopravvissuto dei figli di Germanico, dopo la morte dei fratelli maggiori Nerone Cesare e Druso Cesare e della madre Agrippina, esiliati da Tiberio. Durante il regno di Caligola, fu da questi prima grandemente onorata,  facendole avere per senatoconsulto tutti gli onori che erano stati riconosciuti a Livia Drusilla (moglie di Augusto),poi di continuo oltraggiata e allontanata negandole un colloquio privato, sì da morirne di crepacuore. In effetti Antonia minore morì il 1 maggio del 37 a 72 anni di età.

Svetonio riporta che morì per una malattia causata dal trattamento ostile da parte di Caligola, anche se  voci dell'epoca sostenessero che fosse stata avvelenata dal nipote, mentre secondo Dione Cassio Caligola la fece suicidare perché lo rimproverava. Dopo la sua morte divenne imperatore nel 41 il figlio Claudio, che successe al nipote Caligola.



ANTONIA COME VENERE

Antonia Minore è ritratta post mortem, ed in quanto tale divinizzata, sotto le sembianze di una Venere, come indicano la veste greca, il prezioso diadema e soprattutto il piccolo Eros che si adagia placidamente sulla spalla sinistra della donna. Si è ipotizzato che la statua volesse celebrare la donna quale “Venere genitrice”, progenitrice della stirpe di Claudio e, al tempo stesso, quale legittima erede di Augusto, perché figlia di Ottavia e del triumviro Marco Antonio.

 Secondo M. Gigante il piccolo Eros indicherebbe Thanatos, personificazione della Morte, per il particolare dei piedi incrociati che una fonte greca annotava come elemento connotante questa divinità; tale personificazione indicherebbe lo status di defunta di Antonia. La statua in esame ripropone un modello di derivazione classica, della scuola di Fidia.



LA MASCHERA D'AVORIO

L’attenzione degli studiosi è ora concentrata sull’interpretazione da dare all’enigmatica maschera eburnea, ricavata da una zanna d’elefante lunga oltre due metri e mezzo. “Su questa testa discuteranno per almeno 30 anni tutti i maggiori studiosi di antichità”, ha detto Antonio Giuliano, professore di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana all'università di Tor Vergata. “Secondo una mia convinzione personale questa testa, per il suo classicismo un po’ freddo e manierato, potrebbe essere stata realizzata nella prima metà del IV secolo a.c., forse da Euphranor, scultore attivo sia nel marmo che nel bronzo che nell’oro e nell’avorio.

Con questo non voglio escludere la tesi di Paolo Moreno, professore di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana all’Università di Roma Tre, che propende per un revival classicistico di epoca romana”.

Moreno ha confrontato il volto d’avorio con la testa femminile colossale di Palazzo Altemps, conosciuta come Hera Ludovisi, che deriva da un archetipo del IV sec. a.c.

Con l’aiuto del computer – ha spiegato Moreno - è stato possibile sovrapporre la maschera d’avorio al volto marmoreo, naturalmente portandoli alla stessa scala: si ha una coincidenza esatta nella distanza della bocca e degli occhi, nella forma del naso, nell’attacco dei capelli”.

Di recente alcuni studiosi hanno riconosciuto nella testa Ludovisi un ritratto di Antonia Minore, figlia di Marco Antonio e di Ottavia, sorella di Augusto. Antonia Minore, morta nel 37 d.c., era la madre dell’imperatore Claudio, che, raggiunto il potere, ne onorò la memoria, promuovendo addirittura immagini colossali di culto con l’effigie della madre.

E’, quindi, probabile che anche nella villa di Claudio, poco distante dal luogo del rinvenimento, ci fosse una statua di Antonia, a cui sarebbe riferibile la maschera d’avorio”.





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