VILLA DI MINORI (Campania)



RICOSTRUZIONE DELLA VILLA MARITTIMA
Le prime informazioni riguardo ad un edificio di epoca romana a Minori risalgono ai "Documenti e Atti della Commissione Archeologica della Provincia del Principato Citeriore" (1873-74), in cui L. Stabiano ha scritto sulla scoperta delle "terme romane".

La Villa Romana di Minori (Salerno) è il sito archeologico di una villa romana del I secolo d.c. situata nel comune di Minori, in Campania. Si presume sia stata eretta fra il 30 e il 60 d.c., e se ne ignora il nome del proprietario che di certo fu però benestante e raffinato.

Nei tempi antichi dell'impero la costiera amalfitana, per il famoso fenomeno del bradisismo, era più arretrata di oggi, cosicché dalla spiaggia era possibile raggiungere direttamente l’ingresso delle villa che giace in una baia della Costiera Amalfitana, nel punto in cui il fiume, Regina Minor, sfocia nel mare ed ha la notevolissima estensione di ben 2500 mq.

RICOSTRUZIONE DEL COMPLESSO
Villa Minori si sviluppava certamente su due piani, anche se di quello superiore sono rimaste soltanto le fondazioni.

PIANTA DELLA VILLA (INGRANDIBILE)
Il piano inferiore dell’edificio era occupato, al centro, dall’ampio triclinio per i banchetti che era impreziosito, nella parete di fondo, da un ninfeo la cui fontana, alimentata dall’acqua incanalata del torrente, scorreva anche intorno ai convitati.

Intorno a questa sala che si affacciava sul viridarium, come tutto il piano inferiore, si sviluppava la villa. Al centro del grande giardino, circondato da un porticato, si trovava la natatio di circa 12 metri per 7 che oggi, invece, risulta collocata a ridosso di un grande muro sul quale si elevano i palazzi moderni, occupando l’area che, originariamente, era destinata all’altra metà del viridarium e dell’edificio della villa.

I RESTI

GLI SCAVI

La prima scoperta si ebbe nel 1932 per un crollo durante la ristrutturazione di alcune case dove si evidenziò una camera sotterranea, appartenente a una villa romana.

IERI ED OGGI
Gli scavi iniziarono nel 1934, poi di nuovo nel 1950, e nel 1954, quando una forte precipitazione colpì la Costiera Amalfitana.

Nel 1956, durante la costruzione di un albergo, sono state scoperte nuove aree della villa decorate da dipinti che si conservano oggi nel museo collegato alla villa.

La struttura residenziale è visibile solo sul lato più vicino al mare, poiché molte parti dell'edificio sono stati riutilizzate come cantine (sig!) da nuovi lotti abitativi sorti sul sito della villa, visto che volte contano più i palazzinari che non i siti archeologici.

A metà degli anni 1990 è iniziato il restauro dei mosaici che ornavano il triclinio. Sulla terrazza, corrispondente al piano superiore, è l'annesso antiquarium che espone reperti di età romana provenienti da altre ville della zona.
Edificata nei primi anni del I secolo d.c., come testimoniato dalle 111 decorazioni in stile degli ambienti, la villa, durante la sua vita ebbe diversi restauri e rimaneggiamenti.

Gli archi della villa, non erano spoglie, ma ancora oggi rivelano i colori romani: dal rosso delle semicolonne al giallo e l’azzurro delle murature, fino al nero degli zoccoli dei pilastri dove si trovavano le aiuole fiorite.


Annesso ai resti della Villa troviamo anche l’Antiquarium che nelle sue sale custodisce i materiali provenienti dallo scavo. Nella prima sala è possibile ammirare alcuni oggetti relativa alla vita quotidiana degli antichi romani, ed alcuni pannelli con affreschi del III stile e la ricostruzione della vasca con suspensurae che si trovava nel calidarium della villa.
La villa fu costruita attorno ad un "viridarium", dei giardini romani con una piscina centrale, circondata da un gruppo di edifici e triportico divisi in due gruppi simmetrici da una grande sala centrale.

Oggi ci rimane solo la zona marittima della villa, quindi uno spazio aperto, l’intero complesso infatti era caratterizzato da terrazze coperte.

La villa, formata da più livelli, era distinta dalla presenza di una scala coperta con volta a botte. Da qui si accedeva a un vestibolo che conduceva alle tre camere situate al piano terra, tutte affacciavano nel peristilio ed erano coperte con volta a botte.


A nord di questi locali sono poste altre due sale, divise da tramezzi e coperte sempre da volta a botte. Sullo stesso livello del terreno si estende anche un salone che ha restituito decorazioni di notevole pregio.

Ed ecco la ricostruzione della villa di Minori, praticamente un'isola sull'acqua del mare, legata alla terra da due strisce sottili, per cui aveva possibilità di essere raggiunta tanto via mare che via terra.
Tutt'intorno presentava un lungo colonnato che riparava dal sole rinfrescando al casa e consentendo di ammirare il paesaggio mozzafiato della costiera amalfitana.

Lo spoglio e il vandalismo ci hanno privato dei resti di questo capolavoro, di cui sono stati demoliti anche i mattoni in secoli di caccia alle streghe dei magnifici resti romani designati come diabolici in quanto pagani.

IL TRIPORTICO
NINFEO

Al centro della villa si trova un ninfeo, caratterizzato da una copertura a volta e chiuso da quattro mura. Le sue raffinate decorazioni e tecniche architettoniche lo rendono l’ambiente più importante e conosciuto del complesso. La parete posta di fronte all’ingresso accoglie degli zampilli d’acqua che si trasformavano in elementi decorativi e architettonici.

Infatti l’acqua, scendendo dall’alto, formava diverse cascatelle che defluivano in scarichi laterali, per il piacere della vista e dell'udito per il suono leggero del gorgoglio dell'acqua.

Questo era il ninfeo della villa con preziosi mosaici sui pavimenti e decorazioni pittoriche sulle pareti che riproducevano scene venatorie, evidentemente il dominus era un appassionato di caccia, oltre a figure fitomorfe, secondo quel famoso III stile che sarà chiamato dai posteri cinquecenteschi le "Grottesche".

Ma non manca una suggestiva scena marina. Le decorazioni del III stile, si datano dal 30 d.c. al 50 d.c.
LE TERME
La villa riceveva dal torrente Regina minor, canalizzato appositamente, tutto il fabbisogno idrico.
Esso era infatti indispensabile per l’impianto termale, la natatio (piscina) del viridarium (giardino interno), i ninfei e la grande vasca della facciata, come pure il ninfeo della sala triclinare per i banchetti.

Al piano inferiore è situato un esteso giardino al cui centro di questo giardino è situata una vasca posta in asse con il ninfeo.
Una parte del peristilio del giardino era collocata presso il mare con nicchie laterali, forse occupate da statue o da giochi d’acqua e forse, lì vicino erano collocate alcune vasche per l’itticoltura.
LE VASCHE DELLE TERME
Originariamente intorno alla villa c’erano montagne, rivestite di boschi e popolati da animali selvatici, fino al mare, dove la villa, che degradava sul mare mediante diversi terrazzamenti, presentava una facciata finemente decorata con nicchie, colonne, semi colonne, fontane, giochi d’acqua, specchi e mosaici di pasta vitrea policromi.
Oggi quanto resta dell’antica villa romana si trova nel centro della città di Minori, sviluppata intorno e dentro le strutture edilizie di età romana riutilizzate come magazzini, cantine e stalle note come grotte al pari di molti edifici dell’antichità.
Recenti scavi hanno tuttavia messo in luce altri ambienti, precisamente un tablinium, un calidarium, e una sala forse dedicata alle arti. Nel 2012 la villa risulta chiusa per restauri e si spera in una riapertura a breve. Apertura a tutt'oggi inesistente.




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