LA GENS ROMANA




La gens (gentes plurale) era un gruppo di persone, italiche o etrusche, formato da tutte le familiae che condividevano lo stesso nome e rivendicavano la discendenza da un antenato comune. Era l'evoluzione del clan, con l'orgoglio dell'appartenenza che comportava la necessità non solo di non tradire le aspettative del buon nome, ma se possibile di glorificarlo con imprese eroiche in guerra, guadagnandosi il rispetto dei romani ma soprattutto la gratitudine e l'ammirazione della propria gens.

La caratteristica distintiva di una gens era il nomen gentilicio, o nome gentile, da gens. Ogni membro di una gens, sia per nascita che per adozione, portava questo nome. Tutti i nomi erano basati su altri nomi, come nomi personali, occupazioni, caratteristiche fisiche o comportamenti o posizioni. Di conseguenza, la maggior parte di essi terminava con la terminazione aggettivale -ius (-ia al femminile). Il nome che termina in -aius, -eius, -eus e -aeus è tipica delle famiglie latine. Spesso le gentes falische avevano nomi che terminavano in -ios, mentre i sanniti e altre popolazioni di lingua osca dell'Italia meridionale avevano un nomen che terminava in -iis. Il nominativo umbro termina tipicamente in -as, -anas, -enas, o -inas, mentre i nomi che terminavano in -arna, -erna, -ena, -enna, -ina o -inna sono caratteristiche delle famiglie etrusche.

La Gens Romana è una famiglia allargata che in genere si divise poi in vari rami. Il nome di una gens diventava femminile. Esempio: Marco Valerio Corvo era un membro della gens Valeria .Valerio era il suo nome. Il nome di suo figlio sarebbe stato Valerio e Valeria di sua figlia. I membri maschi della sua gens furono chiamati Valerii e le donne Valeriae. Se un membro della gens fosse adottato in un'altra famiglia, assumerebbe il nome di quella gens, seguito dal cognomen Valerianus. Nei nomi delle gentes la lettera "K" era rara, e al suo posto si usava in genere la "C". Nessuna gentes romana cominciò con "X", e le lettere "Y" e "Z" comparvero solo nei nomi presi in prestito dal greco. La lettera "W" non esisteva.


Tito Livio:"Roma intanto prospera sulle rovine di Alba.. Tullo fa salire al rango di senatori i maggiorenti degli Albani, i Giulii, i Servilii, i Quintii, i Gegani, i Curiatii, i Clelii..."



PATRIZI E PLEBEI

Da cosa ebbe origine la distinzione tra plebei e patrizi non si sa. Si è ipotizzato che i patrizi fossero coloro che per primi abitarono Roma già in epoca monarchica, cioè che facevano parte delle così dette gentes originarie, ma non ce ne sono prove.

Secondo Plutarco i membri del Senato erano chiamati patrizi, secondo alcuni perché erano padri di figli legittimi, secondo altri perché erano in grado di indicare i rispettivi padri. Secondo Tito Livio invece i patrizi erano i discendenti di quei cento Patres che formarono il primo Senato romano al tempo di Romolo

Il termine plebei entrò in epoca repubblicana in contrapposizione ai patrizi. Tito Livio narra che i patrizi, preso il potere esecutivo detronizzando Tarquinio il Superbo e cacciando la monarchia nel 509 a.c., limitarono ai soli componenti del loro Ordine il governo della città - per un anno - con il titolo di Console. In quanto discendenti dai patres, sarebbero stati gli unici a detenere gli auspici, cioè a poter interpretare il volere degli dei, e dunque ricoprire le magistrature cum imperio. Inoltre, con l'introduzione da parte di Servio Tullio dei comizi centuriati, il voto dei plebei aveva un valore nettamente inferiore. Il voto infatti non era più per testa, ma per centuria, solo che le centurie della quinta classe, cioè quella dei più umili, erano numericamente molto superiori, tanto che Cicerone affermava che una centuria delle classi inferiori conteneva quasi più cittadini dell'intera prima classe. I plebei erano esclusi dai collegi religiosi e dalle magistrature.


Fra le gentes patrizie c'erano due categorie, le gentes maiores e le gentes minores.

Le gentes maiores
erano le famiglie principali di Roma, le più antiche, discendenti dai primi padri o senatori nominati da Romolo detti Patres maiorum gentium. Secondo Tito Livio queste gentes originarie, risalenti alla fondazione di Roma, furono un centinaio, distribuite nelle tre antiche Tribù dei Ramnes, dei Tities, e dei Luceres cioè con l'integrazione di tre popoli: Latini, Sabini ed Etruschi.

Sembra che le famiglie più antiche furono la gens Aemilia, la gens Claudia (che in realtà era giunta a Roma dalla Sabina nel 504, ed alla quale era stato assegnato un ager), la gens Cornelia, la gens Curtia, la gens Fabia, la gens Valeria.
Altre gentes come la Iulia o la gens Quinctia erano state ospitate da Roma quando Alba Longa fu conquistata e distrutta dai romani di Tullo Ostilio. La gens Attilia aveva probabilmente le sue origini nel popolo dei Volsci.

Le gentes minores
erano le più recenti, come dire la nobiltà più recente, discendenti di famiglie plebee che Tarquinio Prisco aveva innalzato all'onore del patriziato per appoggiare il suo potere.
Nel 268 a.c. viene concessa la cittadinanza romana ai Sabini, includendo le ultime nuove tribù, la Quirina e la Velina.



DOVERI E DIRITTI DI UNA GENS ROMANA


L'eredità
Reciproco diritto d'eredità da parte dei membri della stessa gens; ma essendo di diritto patriarcale, i discendenti in linea femminile erano esclusi.
Secondo la Legge delle dodici tavole, il più antico diritto romano scritto, ereditavano prima i figli in qualità di eredi naturali, in mancanza di questi gli agnati (parenti in linea maschile) ed in loro mancanza i membri della stessa gens. In tutti i casi, il patrimonio rimaneva nella gens. Le nuove determinazioni giuridiche, causate dall'accresciuta ricchezza e dalla monogamia fanno si che il diritto all'eredità, originariamente eguale per tutti i membri di una gens, venne limitato agli agnati, ai figli e ai loro discendenti in linea maschile. Nelle dodici tavole, come è chiaro, l'ordine appare capovolto.


Sepoltura comune
Possesso di un luogo di sepoltura comune. La gens patrizia Claudia, quando da Regillo emigrò a Roma, ricevette un pezzo di terra e inoltre un luogo di sepoltura comune nella città.
Ancora sotto Augusto, la testa di Varo caduto nella selva di Teutoburgo, fu portata a Roma e riposta nel gentilitius tumulus; la gens (Quinctilia) aveva dunque ancora un tumulo particolare.


Comuni solennità religiose.
Queste, i sacra gentilitia, sono note.


Obbligo di non sposarsi nella gens.
Pur non essendo mai diventata legge scritta, fu rispettata. In nessuna delle numerosissime coppie romane il cui nome ci è stato tramandato, vi è un unico ed eguale nome gentilizio per marito e moglie. Il diritto successorio conferma la regola.
La donna perde con le nozze i suoi diritti agnatizi, esce dalla sua gens, né lei né i suoi figli possono ereditare dal padre di lei o dai fratelli di costui, poiché altrimenti l'eredità andrebbe perduta per la gens paterna. Ciò ha senso solo col presupposto che la donna non possa sposare un membro della sua stessa gens.


Possesso fondiario comune.
Questo è sempre esistito nell'età delle origini, non appena la terra tribale cominciò a essere spartita. Fra le tribù latine troviamo che il suolo in parte è in possesso della tribù, in parte della gens, in parte delle amministrazioni domestiche che difficilmente in quel tempo erano famiglie singole. Romolo, probabilmente, avrà fatto le prime spartizioni individuali di terra, assegnandone circa un ettaro (due jugeri) per ciascuno. Tuttavia, anche più tardi, troviamo possesso fondiario nelle mani delle gentes, per non parlare dell'agro pubblico, intorno a cui gira tutta la storia interna della repubblica.


Dovere dei membri della gens di difendersi e soccorrersi.
Ben presto però il diritto alla difesa contro le ingiurie passò nelle mani dello stato. Quando Appio Claudio fu arrestato, tutta la sua gens prese il lutto, anche quelli che erano suoi nemici personali. Al tempo della seconda guerra punica le gentes si unirono per riscattare i membri di ciascuna di esse che erano stati fatti prigionieri di guerra; ma il senato lo proibì.


Diritto di portare il nome gentilizio.
Rimase fino all'età imperiale; si permetteva ai liberti di assumere il nome gentilizio dei loro padroni d'un tempo, senza però i diritti gentilizi.


Diritto di adottare stranieri nella gens.
Mediante l'adozione in una famiglia che comportava l'ammissione nella gens.


Diritto di eleggere e deporre il capo.
Non viene menzionato in nessun luogo, ma poiché nei primi tempi di Roma gli uffici venivano occupati per elezione o per nomina, dal re elettivo in giù, e poiché anche i sacerdoti delle curie venivano eletti dalle curie, la stessa cosa per i capi (principes) delle gentes; era regola nella gens lo sceglierli da una e medesima famiglia.

Ancora quasi 300 anni dopo la fondazione di Roma i vincoli gentilizi erano così forti che una gens patrizia, quella dei Fabi, con il consenso del senato, poté intraprendere di propria iniziativa una spedizione militare contro la vicina città di Vein. Si sarebbero messi in marcia, a quel che si dice, 306 Fabi, e in un'imboscata furono tutti uccisi, tranne un solo giovinetto rimasto indietro, il quale avrebbe perpetuato la gens.

Dieci gentes formavano, come dicemmo, una fratria, che a Roma si chiamava curia ed aveva pubbliche attribuzioni più importanti di quelle della fratria greca. Ogni curia aveva proprie pratiche religiose, propri luoghi sacri, propri sacerdoti. Questi ultimi, nella loro totalità, formavano uno dei collegi sacerdotali romani. Dieci curie formavano una tribù, che verosimilmente, come le altre tribù latine, aveva in origine un capo elettivo, insieme capo militare e sommo sacerdote. La totalità delle tre tribù formava il popolo romano.

Al popolo romano poteva dunque appartenere solo chi fosse membro di una gens, e per mezzo di essa di una curia e di una tribù. La prima costituzione di questo popolo fu la seguente: i pubblici affari venivano all'inizio curati dal senato, composto dai capi delle 300 gentes, i patres. La consuetudine di eleggere sempre dalla stessa famiglia di ogni gens diede origine anche qui alla prima nobiltà ereditaria; queste famiglie si chiamarono patrizie e pretesero il diritto esclusivo di entrare nel senato e di occupare tutti gli uffici. Che il popolo col tempo abbia accettato questa pretesa e che essa si sia mutata in un vero diritto, la leggenda lo esprime narrando come Romolo abbia conferito ai primi senatori ed ai loro discendenti il patriziato con i suoi privilegi.

Il senato aveva voto decisivo in molti affari, e preparava la deliberazione degli affari più importanti, specie a proposito di nuove leggi. Queste venivano decise dall'assemblea popolare, i cosiddetti comitia curiata (assemblea delle curie). II popolo si riuniva raggruppato in curie, in ogni curia verosimilmente raggruppato per gentes. Per la deliberazione ognuna delle trenta curie aveva un voto. L'assemblea delle curie accettava o respingeva tutte le leggi, eleggeva tutti gli alti funzionari incluso il rex (il cosiddetto re), dichiarava la guerra (ma il senato concludeva la pace) e decideva, in qualità di tribunale supremo su appello degli interessati, in tutti i casi in cui si trattava della condanna a morte di un cittadino romano.

Infine, accanto al senato e all'assemblea del popolo, vi era il rex, capo militare, sommo sacerdote e presiedeva certi tribunali. Non aveva alcuna competenza civile o potere sulla vita, la libertà o la proprietà dei cittadini, nella misura in cui questi poteri non sorgevano dal potere giudiziario ed esecutivo di chi presiedeva il tribunale. La carica di rex non era ereditaria; al contrario, il re, probabilmente dietro proposta del suo predecessore, veniva in un primo tempo eletto dalla assemblea delle curie e poi, in una seconda assemblea, solennemente insediato. Che egli potesse anche essere deposto lo testimonia la sorte di Tarquinio il Superbo.

I Romani dei tempi dei re vivevano in una democrazia militare fondata su gentes, fratrie e tribú, e sviluppatasi da queste. Intanto la popolazione della città di Roma e del territorio romano, ampliato dalle conquiste, aumentava parte per immigrazioni, parte per l'inclusione degli abitanti dei distretti sottomessi, per lo più latini. Tutti questi nuovi cittadini vivevano al di fuori delle antiche gentes, curie e tribù e non formavano, quindi, una parte del populus romanus, del popolo romano vero e proprio.

Erano personalmente uomini liberi, potevano possedere proprietà fondiaria, dovevano pagare le imposte e prestar servizio militare. Ma non potevano rivestire uffici né prender parte all'assemblea delle curie, e neppure alla distribuzione delle terre di Stato conquistate. Essi formavano la plebe, esclusa da tutti i pubblici diritti.

Per il costante aumento del loro numero, la loro formazione militare e il loro armamento divennero una potenza minacciosa di fronte al vecchio popolo, chiuso ormai ad ogni possibilità di accrescimento dall'esterno. A ciò si aggiunse il fatto che il possesso fondiario era, sembra, distribuito abbastanza uniformemente tra populus e plebs, mentre la ricchezza mercantile ed industriale, non ancora molto sviluppata, era prevalentemente in mano della plebe.

La nuova costituzione, attribuita al rex Servio Tullio, creò una assemblea popolare che, senza distinzione, includeva o escludeva popolo e plebe, a seconda che prestavano o no servizio militare. L'insieme degli uomini che dovevano prestare servizio militare fu diviso secondo il censo in sei classi. In cinque di queste classi, il possesso minimo per ognuna era il seguente: 1) 100.000 assi; 2) 75.000; 3) 50.000; 4) 25.000; 5) 11.000.

La sesta classe, quella dei proletari, era composta dai meno abbienti, esenti dal servizio militare e dalle imposte. Nella nuova assemblea popolare delle centurie (comitia centuriata) i cittadini si presentavano ordinati in compagnie, con le loro centurie di cento uomini, ed ogni centuria disponeva di un voto. Ora, la prima classe dava 80 centurie, la seconda 22, la terza 20, la quarta 22, la quinta 30, e, per decoro, anche la sesta ne dava una. Si aggiungeva la cavalleria formata dai più ricchi, con 18 centurie. In tutto dunque 193 centurie: maggioranza dei voti: 97. Ora, i cavalieri e la prima classe, avevano insieme, da soli, 98 voti e quindi costituivano la maggioranza; se erano d'accordo tra loro, la decisione definitiva veniva presa senza che gli altri fossero neppure consultati.

A questa nuova assemblea delle centurie passarono ora tutti i diritti politici della precedente assemblea delle curie (meno alcuni di carattere nominale). Le curie e le gentes che le componevano vennero con ciò degradate a sodalizi privati e religiosi, e l'assemblea delle curie non tardò a scomparire. Per estromettere dallo Stato anche le antiche tre tribù gentilizie, s'introdussero quattro tribù locali, ognuna delle quali occupava una quarta parte della città, con una serie di diritti politici.

Così anche a Roma, già prima della soppressione della cosiddetta monarchia, fu distrutto l'antico ordinamento sociale fondato su vincoli di sangue personali, al suo posto subentrò una nuova, reale costituzione dello Stato, fondata sulla divisione territoriale e sulla diversità di censo. Il potere pubblico era costituito da quella parte di cittadinanza che doveva prestare servizio militare, di fronte non soltanto agli schiavi, ma anche ai cosiddetti proletari esclusi dal servizio militare e dal portare armi.



I RAMI DELLA GENS

Nel 242 a.c. il numero delle tribù fu fissato in 35: Aemilia - Aniensis - Arniensis - Camilia - Claudia - Clustumina - Cristina - Cornelia - Esquilina - Fabia - Falerna - Galeria - Horatia - Lemonia - Maecia - Oufentina - Palatina - Papiria - Poblilia - Pollia - Pomptina - Quirina - Romilia - Sabatia - Scaptia - Sergia - Stellatina - Succusana o Suburana - Teretina - Tromentina - Velina - Voltinia - Voturia. Le tribù divennero comunque gentes.

L'uso del soprannome venne introdotto precocemente fino a diventare costante a partire da Silla nel I sec. a.c.. In origine il soprannome sottolineava una particolarità dell'individuo: Balbus (il Balbuziente), Caecus (il Cieco), Cicero (il Cece), Maximus (il Grandissimo) e così via, ma ben presto divenne ereditario e servì a distinguere le varie branche di una stessa gens o le suddivisioni d'una branca.

Per esempio la gens Cornelia comprendeva le branche Cornelius Scipio, Cornelius Balbus e casi via, e la branca Cornelius Scipio conteneva a sua volta una sottodivisione, Cornelius Scipio Nasica. Infatti, ad un primo soprannome se ne poteva aggiungere un secondo o più, a ricordo di un'azione di rilievo e di un fatto memorabile: per esempio, la tattica del temporeggiamento davanti ad Annibale valse a Q. Fabius Maximus un secondo soprannome, quello di Cunctator (il Temporeggiatore).
Cesare invece rifiutò i soprannomi, rispondendo a chi voleva onorarlo con i nomi delle vittorie, che non ci poteva essere un nome più importante di Cesare.

In epoca imperiale, la moda dei soprannomi plurimi si estese, e a partire da Antonino (II sec. d.c.), si prese l'abitudine di attribuire anche un nomignolo, un signum, personale o comune ad un gruppo (parenti, associazioni). Il più delle volte questi nomignoli erano derivati da aggettivi e terminavano in -ius: Gaudentius da Gaudens, per esempio.

Nomi latini finiscono per -aius, -eius, -eus, aeus.
Nomi falisci per -ios.
Nomi sanniti e osci in -iis.
Nomi umbri in -as, -anas, -enas, -inas.
Nomi etruschi in -arna, -erna, -ena, -enna, -ina, -inna.



I NOMI DELLE GENTES

GENS ABRONIA - vissuta sotto l'imperatore Augusto, conosciuta principalmente per il poeta Abronio Silo e per suo figlio, che scrisse delle pantomime.
ABURIA - plebea romana.
ACACIA di epoca bizantina
ACERRONIAplebea della tarda repubblica e primo impero, dalla Lucania. Prenomen Gneo e Paulla.
ACCIA - della tarda Repubblica, originaria dell'Umbria, conosciuta per Lucio Accio, poeta tragico del II secolo ac. e Tito Accio, eques romano che nel 66 ac. accusò Aulo Cluentio Abito, difeso da Cicerone nella sua Pro Cluentio.
ACCOLEIA - plebea del I sec. a.c.: Lariscolus, Euhermerus, Abascantus.
ACILIA - plebea, ebbe diversi tribuni della plebe, da questa gens deriva il nome della odierna cittadina.
ACONIA - patrizi e di rango senatorio, tardo impero.
ACTORIA - della tarda repubblica, unico praenomen conosciuto Marcus.
ACUTIA - nella repubblica e nell'impero. Praenomina Marcus e Quintus. I primi Acutii erano senza cognomen, ma nel I secolo dc. usarono Nerva.
AEBUTIA - originariamente patrizia, si divise in Elva, patrizi, e Carus, plebei.
AELIA - plebea: Liguris, Tuberonius, Petus, Lamia, Commodus, Gallus. Da cui l'imperatore Adriano.
ALBIA - proveniente da Albalonga.
AEMILIA - tra le più antiche: Macrius, Scaurius, Lepidus, Paolus, Probus, Mamercius, Mamercinus. 
AENNEA - gens plebea degli ultimi secoli della Repubblica, del I e del II secolo dc..
AFINIA - menzionata in Sardegna in alcune iscrizioni.      
AFRANIA - plebea del II sec. a.c.. di origine picena: Stellio.
AGORIA prese il nome da Vettius Agorius Praetextatus, importante funzionario del IV secolo e "capo dei pagani del Senato, devoto alla religione tradizionale". Restaurò il Portico dei Dodici Dei con le sue statue nel Foro Romano.
ALBIA - proveniente da Albalonga.
ALBINIA - gens plebea dei primi secoli della Repubblica. Nomi: Lucius, Gaius, Marcus.
ALBUCIA - tra II secolo ac. e I secolo dc. Preanomina Titus e Gaius mentre l'unico cognomen conosciuto è Silus.
ALFENA - vissuta tra il I secolo ac. e il I secolo dc..L'unico praenomen è Publius, il solo cognomen conosciuto è Varus.
ALFIA - tra I secolo ac. e I secolo dc., unico praenomen Gaius. I cognomina furono Flavus, che significa "oro" o "giallo", e Avitus, da avus, avo.
ALIENA - solo durante la Repubblica. Alieno significa straniero. Nomi Aulus e Lucius.
AMAFINIA - nella tarda repubblica, unico nome Gaius.
AMATIA - provenienza latina, Amatia fu la madre di Lavinia.
AMBROSIA - patrizia.
AMPIA plebea tra il I secolo ac. e il I secolo dc..unico praenomen Titus. L'unico cognomen Balbus.
ANCARIA si chiamava così la prima moglie di Augusto.
ANICIA - II secolo a.c fino al IV secolo dc.
ANNAEA - originaria da Cordova, esponenti Seneca e Lucano.
ANNEIA o Annia.
ANNIA - plebei di antica origine etrusca: Asellius, Bellienuus, Cimbeius, Luscus, Milo.
ANTIA - plebea, vissuta durante la repubblica, originaria di Antium (Anzio).
ANTISTIA - antica e plebea, menzionata fin dal 422 a.c. : Labeo, Reginus, Vetus.
ANTONIA - patrizi: Merenda, e plebei.
APOLLONIA - origine greca.
APONIAdurante la repubblica il I secolo, praenomina Quintus e Gaius, cognomina Mutilus e Saturninus.
APPIA - plebea, Appio è un cognomen patronimico basato sul prenomen Appius.
APPULEIA o APULEIA - plebea, probabilmente di origine apula: Decianus, Pansa, e Saturninus.
APRONIA - antica plebea. Notizie dal 449 a.c.: Caesianus.
APUSTIAplebea, prenomi Lucius, Gaius e Publius, unico cognomen Fullo.
AQUILIA - origine romana: Gallus, Regolus.
ARELLIA - plebea, tarda repubblica e I impero, nome Quintus cognome Fuscus.
ARENNIA - plebea, presente durante le Guerre Puniche. Nomi gaius e Quintus.
ARMINIA - da Arminio, uno dei cherusci divenuto a Roma di rango equestre e tradì i romani a Teutoburgo.
ARPINEIA - tarda repubblica. uno prenome Gaio.
ARRECINA - compare Marco Arrecino Clemente su una fistula acquaria di Rimini.
ARRIA - origine romana, plebea: Gallus, Varus, Aper.
ARULENA - del viterbese: Rustico
ARRUNTIAplebea, cognome Patronimico della tarda Repubblica e l'inizio dell'epoca imperiale.
ARTICULEIA - pleba dell'epoca imeperiale. Praenomen Quintus, cognomen Paetus e Paetinus.
ARTORIA - plebea, dal praenomen etrusco Arnthur magari latinizzato in Artor, o di origine messapica, Artorres da Artas, con suffisso possessivo messapico, o dal nome gallese Arthur. Nomi: Lucio, Gaio, Marco e Quinto, Gneo, Sesto e Tito, cognome Secundus.
ARULENA - del viterbese: Rustico.
ASCONIA - si sviluppò durante la Repubblica e l'epoca imperiale, veniva da Padova ed era di origine etrusca o veneta. L'unico praenomen è Quintus, l'unico cognomen Pedianus.
ASINIA: origine Marrucina: Pollioni
ATEIA - plebea dell'anica Roma.
ATERNIApatrizia dell'antica Roma nei primi anni della Repubblica.
ATIA - plebea, proveniente da Alba: Balbus, Labienus, Rufus, Varus.
ATILIA - patrizi: Longus, plebei: Calatinus, Longus, Regulus, Serranus.
ATINIAL'unica famiglia importante di questa gens portò il cognomen Labeone.
ATRIA - Conosciuta per due romani: Quinto Atrius, tenente di Cesare durante la sua II spedizione in Britannia nel 54 ac. Fu lasciato sulla costa per occuparsi delle navi mentre Cesare marciò verso l'interno del paese. Publio Atrius apparteneva all'esercito di Pompeo. Fu fatto prigioniero da Cesare in Africa nel 47 ac. ma fu risparmiato.
ATTIA - conosciuta principalmente da due individui: Publio Attico Atimeto, medico di Augusto, e un altro medico con lo stesso nome, probabilmente suo figlio.
AUFIDIA - plebea della tarda repubblica, cognomina: Lurcone (Lurco) e Oreste (Orestes). Gli Aufidii Victorini, senatori, avevano una residenza a Pisarum.
AULIA - durante la repubblica, plebea. Il nomen Aulius è un cognome patronimico, derivato dal praenomen Aulus. Nome Quinto, cognome Cerretano.
AURELIA - plebea: Cotta, Antoninus, Scaurus, Opillus.
AURIA di Larinum, nel Molise, con i praenomina Marcus, Numerius, Aulus e Gaius.
AURUNCULEIA - plebei di Roma
AUTRONIA  - plebea, ne iniziarono le notizie nell'ultimo secolo della Repubblica. 
AVIANA - I secolo ac. fino al 400 dc. probabilmente patrizi.
AVIDIA - I secolo dc. Quietus e Nigrino i nomi noti.
AVIENA - plebei di Roma.
AXIA - gens plebea.
DENARIO DI LUCIO AXIO NASO 71 ac.
ATIA o AZIA o AZZIA - patrizia, proveniente da Alba.   BAEBIA - plebea, notizie dal 182 a.c.: Dives, Herennius, Sulca, Tanfilius.
BALVENTIA - tarda repubblica. Conosciuta daTitus Balventius, primus pilus al comando di Quinto Titurio Sabino in Gallia. Fu gravemente ferito nell'attacco fatto da Ambiorix nel 54 ac.
BANTIA - si conosce solo Lucio Nantio, che combattè a Canne.
BARBATIA - da uno schiavo che divenne amico di Cesare, liberato, poi pretore e questore.
BELLIA o BILLIA o BILIA - plebei.
BELLICIA - anche Bellicia e Vellicia, plebea e forse anche patrizia.
BELLIENA - plebei, testimoniati fino al tempo di Cesare.
BETILENA - Questa gens fu conosciuta dalle prime decadi dell'Impero Romano.
BETUA - plebea.
BETUCIA - se ne conosce solo l'oratore Titus Betucius Barrus, originario dell'Ascolo nel Piceno.
BLOSSIA o BLOSIA - di origine campana.
BOIONIA - da un'epigrafe di Boionia Priscilla.
BUCCULEIA - conosciuta solo per Marcus Bucculeius, uno studioso di diritto.
BRUTTIA -  I Bruttii erano un popolo osco discendente dai Lucani, i praenomina Lucio, Gaio e Quinto.
BURBULEIA - anche Burboleia, plebea.
DENARIO DI GAIO CAELIO CALDO 104 ac
BURRIENA - se ne conosce uno solo Gaius Burrienus, praetor urbanus verso l'82 ac.
CAECIA - Il suo membro più noto fu Gaius Caecius.
CAECIDIA - plebei
CAECILIA - plebei, Bassus, Metellus, Niger, Rufus.
CAECINA - etrusca di Volterra, Alieni, Peti, Severi
CAELIA o COELIA - plebei, etruschi: Rufius, Calvinus, Vinicianus, Caldus. Viene da coelium, cielo.
CAEPARA - della tarda repubblica.
CAEPASIA - plebea
CAERELLIA - tarda repubblica e imperiale.
CAESENNIA - originaria di Tarquinia.
CAESETIA - tarda repubblica
CAESIA - plebea
CAESENNIA  - etrusca originaria di Tarquinia.
CAESONIA - cognome patronimico, basato sul praenomen Caeso, che doveva appartenere all'antenato della gens, era plebea ma in seguito ottenne il patriziato.
CAESULENA - per l'oratore Lucio Caesuleno, menzionato da Cicerone.
CAETRONIA - conosciuta dal legato Gaio Caetronio.
CALAVIA  - di origine osca in Campania, praenomen Oscan. 
CALESTERNA  - Lapide di Morradi: "Per i vivi: Caia Calesterna fece per il padre Caio Calesterna, per la madre Trabennia Tannia, per Sesto Calesterna, fratello"
CALIDIA - con rami patrizi e rami plebei. Notizie dal I sec. a.c. provenienza latina: Severus, il nome significa caldo.
CALPURNIA - romana plebea: Pisone, Bestia, Bibulus, Flaccus, Siculus, Flamma, Crassus, Frugius.
CALVISIA - forse trae origine dalla  Gallia Narbonensis, il termine significava "calvo"
CAMELIA  si pensa derivi dalla gens Cornelia che aveva fornito subnominazioni in tutto l'impero.
CAMILIA - estinta precocemente, fu un'antichissima famiglia patrizia, esistente già ai tempi di Romolo.
CAMPATIA - Conosciuta solo da un'iscrizione.
CANIA - sviluppata nella tarda repubblica e in epoca imperiale.
DENARIO LUCIO CAESIO
CANINIA - plebea, proveniente da Vulci.
CANIDIA - della tarda repubblica, fu famoso un profumiere romano di tal nome citato da Orazio.
CANINIA - plebea, proveniente da Vulci: Gallus, Rébilis.
CANTILIA - conosciuta per Lucio Cantilio, segretario dei pontefici nel 216 ac, flagellato a morte per aver giaciuto con una vestale.
CANULEIA - plebea.
CANTIA - conosciamo solo Marcus Cantius, tribuno della plebe nel 293 ac. che accusò Lucius Postumius Megellus, uno dei consoli dell'anno precedente, la cui popolarità però lo proteggeva da un processo.
CANUTIA - plebea
CARBONIA - Carbone, Papiria, Tuscolana.
CARFULENA - fiorì verso la fine della Repubblica. Conosciuta dalle iscrizioni e da Decimo Carfulenus, che Hirtius descrive come un uomo di grande abilità militare, che servì sotto Cesare durante la Guerra Alessandrina.
CARVILIA - plebea, notizie dal 293 a.c.: Ruga.
CARISIA - patrizia romana, notizie I sec. a.c., emerse durante l'ultima metà del I sec. ac.
CARPINATIA - Gaio Verres (120-43 ac) fu un governatore della Sicilia accusato da Cicerone per estorsione degli agricoltori e saccheggio dei templi, Lucio Carpinato fu uno dei suoi terribili esattori predatori, venne condannato alla castrazione, il disonore portò la sua ricca familia alla miseria.
CARRINAS - Tutti i membri della gens Albia portavano il cognomen le Carrinas che divenne una vera e propria gens. Erano plebei risalenti al I secono ac..
CARTEIA - fiorì verso la fine della Repubblica. Ricordata per Lucius Carteius, un amico di Gaio Cassio Longino, che fu con Cassio in Siria nel 43 ac.
CASSIA - patrizia di origine etrusca: Longinus, Vecellinius, Cocceianus, Emina. 
CASTRICIA -  nota nel periodo tardo repubblicano e primo imperiale, nessuno dei membri ebbe magistrature importanti. 
CASTRINIA - fiorì nella tarda Repubblica, conosciuta per Lucio Castrinius Paeto, menzionato in una lettera di Marco Celio Rufo a Cicerone nel 51 ac.
CENTENIA - Conosciuta per Gaius Centenius, la cui cavalleria fu sconfitta da Maharbal, comandante di Annibale, nel 217 ac., e Marcus Centenius Penula, coraggioso centurione, a cui fu concesso un esercito contro Annibale in Lucania, ma venne sconfitto nel 212.
CATIA - di origine vestiniana (tribù abruzzese), visse dal tempo della II Guerra Punica fino al III secolo dc., divenne importante nell'impero con molti consolati.
CATIENA -  della tarda Repubblica, conosciuta per Titus Catienus che Cicerone descrive volgare e meschino, e arrabbiato con suo fratello, Quinto Tullio Cicerone
CATILIA - di epoca imperiale, conosciuta per Lucio Catilio Severo, console nel 120 e bisnonno di Marco Aurelio. Sperò di ottenere l'impero da solo, ma fu cacciato per aver disapprovato l'adozione di Antonino Pio, suo ex collega nel consolato. Un altro Catilio Severo era parente di Alessandro Severo e membro del suo consilium, descritto dallo storico Lampridio come "il più dotto degli uomini".
CEIONIA - di origine etrusca fiorì in epoca imperiale, vi appartenne Lucio Aurelio Vero, praenomia Lucio, Gaio e Marco, cognomina Commodus, Verus, Rufus e Bassus. Il primo a ottenere il consolato fu Lucius Ceioneus Commodus nel 78 d.c.
CESTIA - quella della piramide Cestia
CICEREIA - probabilmente derivato da Cicerone. Fiorì nella Repubblica, conosciuta per Gaio Cicerzio , lo scriba di Scipione Africano, pretore nel 173 ac. Ottenne la provincia della Sardegna, ma dovette affrontare la guerra in Corsica. Sconfitti i Corsari, gli negarono il trionfo per cui lo celebrò sul monte Albano a sue spese.
CILNIA -  di origine etrusca (Arretium) ai tempi della Repubblica. Fu la gens di Caio Cilnio Mecenate, amico e consigliere di Augusto, ricco e generoso con gli artisti, da lui venne il termine mecenatismo
CINCIA - plebea, collegata ai traffici della cannella (cincia): Alimenti.
CINNA  - origine etrusca: Labeonius.
CISPIA - plebei, emersero verso la fine della repubblica. Erano ernici di Anagni, e vennero in soccorso di Roma, capeggiati da Cispius Laevus, mentre il re Tullo Ostilio era impegnato nell'assedio di Veio. stazionò sul colle Esquilino. Una seconda forza, guidata da un certo Oppio, stazionò sull'altro vertice, per cui le due vette divennero Mons Cispius e Mons Oppius.
CLAUDIA O CLODIAsabina insediata nella zona dell'Aniene nel V sec. a.c.: Marcellus, Nero, Quadrigarius, Tacitus, Pulcher, Pacaziani, Parteni, Pompeianus, Tiberius, Clodius, Caudicius, Candidus, Centonius, Crassus, Frontonis, Livianus, Appius.
CLOELIA - provenienti da Albano, patrizi.
CLUENTIA -  della tarda repubblica, emerse nella guerra sociale combattendo per Silla, e con Lucio Cluentius generale di Pompeo. La gens viveva a Larinum e a Pompei, quindi osci. Cognomina Habitus, Abitus e Avitus. Nomen Aulus e Lucius.
CLUVIA - plebei di origine campana, della tarda repubblica e del primo impero, praenomina Gaio, Spurio, Marco, Manius, Aulo e Publio. Faucula Cluvia fu una cortigiana capuana ai tempi della II guerra punica, che fornì di nascosto cibo ai prigionieri romani, e quando la città fu catturata, la sua libertà e proprietà furono ripristinate da un decreto speciale del Senato.
COCCEIA - da cui Nerva imperatore: Aucto, Nerva.
COIEDIA - patrizia di rango senatoriale, tra il I sec. a.c. e il III sec. d.c.
COMINIA - patrizi e plebei. Forse sabini.
CONSENTIA - compare verso la fine del IV secolo, gens erudita perchè ebbe poeti e grammatici.
CONSIDIA - plebea, praenomina Quinto, Lucio, Publio, Marco e Gaio. Cognomina Gallus , Longus, Nonianus e Paetus.
COPONIA - del I secolo ac.  Caio Coponio, pretore nel 49 ac. e partigiano di Pompeo, proscritto nel 43, venne perdonato e reintegrato nel Senato. Praenomina: Titus, Marcus e Gaius.
CORFIDIA -  del I sec. ac. Si ricorda Lucius Corfidius, eques, che Cicerone menzionò nella sua orazione Pro Ligario (46 ac), come uno degli uomini illustri che intercedevano con Cesare per conto di Ligarius. Pubblicata l'orazione, Cicerone ricordò che Corfidio era già morto. Il suo ritorno in vita dettò la divertente storia raccontata da Plinio il Vecchio.
CORNELIA - gens patrizia: Gracchi, Silla, Scapula, Scipioni, Taciti, Verre, Lentuli, Cetegi, Balbi, Dolabella, di gens plebea: Nepotes, Galli - tra le più antiche. diede il nome ad una delle più antiche Tribù Rustiche, che comprendeva Arpino, Nomento, Eclano, Erdonia, Teano, Apulo, Crotone, Petelia, Camerino Fulginio in Umbria e Matelica. Usavano inumare i cadaveri, celebre la tomba degli Scipioni a Roma.
CORNIFICIA - plebei, originari di Rhegium (Reggio Calabria). Praenomina: Quinto, Lucio e Publio.
CORUNCANIA - provenienti da Camerium, dette pontefici, consoli e giuristi, patrizia.
COSCONIA - menzionati per la prima volta nella II Guerra Punica, nomi Marco, Gaio e Lucio.
COSSINIA - plebei originari di Tibur (Tivoli) e vennero a Roma all'inizio del I secolo ac.
COSSUZIA -  plebea di rango equestre a Roma.
COTIA - plebea si conosce da Quinto Cotius Achille. A causa del suo coraggio, servì come legato di Quinto Cecilio Metello durante la sua campagna contro i Celtiberi in Spagna, nel 143 ac., quando uccise due nemici in combattimento singolo.
COTTIA -  plebea di rango equestre, conosciuta per i fratelli Marcus e Publio Cottius, equites di Tauromenium (TAORMINA) in Sicilia e testimoni contro Verres.
CRASSA - Si sa dei Licinii Crassi e dei Calpurni Crassi.
CRASSITIA - plebea, conosciuta per Lucius Crassitius, liberto e grammatico latino, originario di Tarentum (Taranto). Diede lezioni di grammatica e insegnò ai figli di molte famiglie nobili tra cui Iullus Antonius, figlio del triumviro Marco Antonio. In età avanzata abbandonò l'insegnamento per dedicarsi alla filosofia
CREPEREIA -  plebea di rango equestre, I secolo ac. fino al II sec. dc. Per Varrone sono sabini, ma sono attestati in Nord Africa, discendenti di una o più reclute che servirono nella Legio III Augusta durante il I o II secolo.
CRISPIA - origine campana: Sallustio
CRITONIA - plebea, conosciuta per Lucius Critonius, del partito di Cesare, ma aveva offerto di pagare per onorare la sua memoria durante la Cerealia dopo l'omicidio di Cesare.
CUPIENNA - plebei, menzionati verso la fine della repubblica.
CURIA - sabina e plebea: Dentatus.
CURIATIA - sabina: Materni
CURTIA - sabina e patrizia: Rufus. Da cui Mettio Curtio.
CURTILIA - Se ne ricordano solo due: Curtilio, ex partigiano di Cesare, menzionato da Cicerone nel 43 ac. come possessore una proprietà appartenuta a Gaius Sextilius Rufus a Fundi, e Tito Curtilio Mancia, console suffectus nel 55 dc. legato dell'esercito sull'alto Reno durante il regno di Nerone.
CUSINIA - plebea
MONUMENTO A TIDIO
CALIDIO SEVERO
CUSPIA -  plebea di rango equestre.
DECIA - plebei: Mus, Subulus.
DECIMIA - plebea di Roma.
DELLIA - plebea di rango equestre, di Roma.
DIDIA o DEIDIA - Plebei di Roma, secondo Cicerone erano i Novi Omosessuali.
DIGIZIA - plebei a Roma.
DOMITIA: plebei: Calvini, Enobarbi, Afro, Corbuloni.
DOSSIENA - plebea.
DUBIA - plebea di origine apula.
DUILIA o DUILLIA - plebei a Roma.
DULLIA - plebei.
DURMIA - di origine campana.
DURONIA - - plebea a Roma, senatoria.
EGILIA - plebea.
EGNATIA - plebea di rango equestre.
EGNATULEIA - plebea
EGRILIA - di Ostia, un'ara dedicata da Marcilius Priscus Egrilius alla Diana Nemorense.
EMILIA O AEMILIA - tra le più antiche: Macrius, Scaurius, Lepidus, Paolus, Probus, Mamercius, Mamercinus.
ENNIA - di discendenza calabrese.
EPIDIA - plebea di Roma
EPPIA - plebea di Roma.
ERUCIA - plebea di Roma.
EQUITIA - rami patrizi e rami plebei.
FABERIA - plebea, forse originaria da Fabriano.
FABIA: patrizi, latini o sabini: Licinius, Quintilianus, Massimus, Vibulanus, Pictor, Labeonis, Giustus, Rullianus, Ambustus, Buteonius, Cilone, Rusticus.
FABRICIA - provenienti da Aletrium (Alatri): Veientonis, Luscinius.
FABRINIA - menzionata solo nelle medaglie.
FADIA - plebea, menzionata in Cicerone e sulle medaglie.
FALCIDIA - latini.
FANNIA - plebea: Cepione, Strabone. Citata da Cicerone.
FARSULEIA - si trova sulle medaglie e in una base di statua di Vespasiano.
FAUCIA - nativa di Arpinum.
FAVONIA - da Favonio, il partigiano di Pompeo, arguiamo fosse aristocratica.
FIDICULANIA - plebea
FENIA - così nominata da Tacito Fenio Rufo prefetto dell'Annona, e da una medaglia d'Augusto con un Fenio Duumviro.
FIRMIA - Rufinia Graeca, moglie di Gaius Firmius e madre di Firmia e Secunda, sepolta in un sepolcro di famiglia a Mediolanum nella Gallia Cisalpina.
FLACCA - Ricordiamo Lucio Valerio Flacco, princeps senatus 193 ac., quindi gens patrizia.
FLAMINIA - potente gens patrizia romana che prese il nome da un sacerdote flamen: Nepote
FLAVIA - patrizi: Domiziani, Sabini, Sulpiciani, plebei: Fimbria, Gallus, Lucanus e Pusio.
FLORONIA - dal nome della vestale Floronia che venne sepolta viva poichè non più vergine.
FONTEIA - origine greca. soprannome comune fu Capitone.
FOSLIA - in seguito mutò nome in Folia, patrizia.
FOSSIA - consolare, soprannome Flaccinator.
FUFIA (o Fusia) - plebea: fu divisa nei rami di Geminus, Calenus e Strigoni.
FUFICIA - stele di Titus Fuficius veterano della XX legione con la sua famiglia e i suoi liberti.
FUFIDIA - originaria di Arpino, plebea.
FULCINIA - cognomina: Trioni, Prischi.
FULVIA - origine Tusculum, plebei.
FUNDANIA - plebea, origine campana. Livio cita M. Fundanus edile della plebe.
FURFANIA - trovata nelle lapidi.
FURIA - patrizi, provenienti da Tusculum: Aculeus, Bibaculus, Brocchius, Camillus, Crassipes, Fusus, Luscus, Medullinus, Pacilus, Philus, Purpureus.
FURNIA - Dionisio di Alicarnasso menziona un Cayo Furnio tribuno della plebe nel 445 ac.
GABINIA - provenienti da Gabi, plebei.
GALERIA - estinta precocemente.
GALLIA - incerto se plebea o patrizia, Cicerone nomina un Caius Gallius senatore. Dell'Alto Lazio.
GARGONIA - gens minore che visse nel I e II secolo ac. Alcune delle genti erano di rango equestre.
GAVIA - celebre nelle lapidi.
GEGANIA - patrizi, da Albano. Viene da Gia compagno di Enea.
GELLIA - plebei: da Gellio legato di Pompeio contro i pirati; e da Gellio Poplicola, legato di Antonio.
GEMINIA - origine etrusca.
GENUCIA - patrizi: Aventinensis, Augurinus, Cjpus, Clepsina, un ramo plebeo.
GESSIA - gens minore, dei primi dell'impero, sembra che Alessandro Severo discendesse da un ramo di questa famiglia.
GIUNIA o IUNIA - Brutus, Bassus, Blesus, Gallionis, Pera, Pullius.
GLICIA - Marcus Claudius Glicia, figlio di un liberto della repubblica romana, venne nominato ditatore nel 249 ac.
GRANIA - C'era un’importante famiglia di uomini d’affari originaria di Pozzuoli ma anche a Roma i Quinti e i Marci Grani erano numerosi. Plebea, Cicerone nomina un Quinto Granio tra gli oratori.
GRATIA - detta anche Grattia.
GRATIDIA - gens di fine repubblica, proveniente da Arpinum.
HARRIA - Gens plebea ma ricca della fine della Repubblica.
HATERIA - plebei dell'ultima repubblica e primo impero. Cognomina: Quinto, Sesto, Decimo, Lucio, Marco, Tito e Tiberio.
HEIA -  di Messana (Messina), apparve nella storia nell'ultimo secolo della Repubblica. Antichi aristocratici della città, divennero clienti ereditari della gens Claudiana.
HELVIA - plebea, menzionata per la prima volta al tempo della II Guerra Punica.
HELVIDIA - menzionati per la prima volta negli ultimi decenni della Repubblica. Un secolo dopo, gli Helvidi si distinsero per quello che è stato definito il loro "sincero, ma infruttuoso, patriottismo" (Volevano restaurare la repubblica).
HERENNIA - origine sannita, plebei, divisa in due rami: Balbi e Galli.
HERMINIA - patrizi, di origine etrusca, o oscia, Aquilinus.
HIRRIA - compare alla fine della Repubblica e in epoca imperiale . Si ricorda Gaius Hirrius, il primo allevatore di lamprede negli stagni di acqua marina. Anche se le sue lamprede gli erano così care che Hirrius spesso si rifiutava di venderle, si dice che avesse inviato diverse migliaia a Cesare per i suoi banchetti trionfali nel 46 e nel 45 ac.
SACRIFICIO DI METTIO CURTIO
HIRTIA - incertase plebea o patrizia, da una lapide.
HIRTULEIA - plebea di rango equestre e di origine osca, di fine Repubblica e inizio Impero. Il nome potrebbe derivare da Hirtius, irsuto. Praenomina: Lucio, Aulo, Quinto, Marco.
HORATIA - tra le più antiche e le maiorum gentium. Viene dagli Orazi uccisori dei Curiazi, divisa in tre rami: Pulvilli, Barbati e Cocliti.
HORTENSIA - patrizia. Famoso l'oratore Quintus Hortensius.
HORDEONA - conosciuta solo da epigrafi.
HOSIDIA - incerto se plebea o patrizia. Appiano e Dione nominano Osidio Geta, proscritto dai triumviri.
HOSTIA - forse contrazione di Hostilia.
HOSTILIA - da cui re Tullo Ostilio. Capostipite Osto Ostilio, probabilmente sabino. Sta sulle medaglie.
IALLIA - riscontrata solo nelle monete.
ICCIA - menzionati nel primo secolo ac, e da alcune iscrizioni della Gallia Narbonensis. Nomi Marcus, Gaius e Publio.
ICILIA - plebea, che nella prima Repubblica si batterono strenuamente per i diritti dei plebei contro i patrizi. Nomi Spurio, Gaio, Icilio.
INSTEIA -  poche cariche sotto la Repubblica, ma molti comandanti militari sotto i principali generali di Roma durante il I secolo ac e in epoca imperiale, dal II secolo ottenne il consolato.
IULIA: (albani, pertanto forse troiani, probabilmente cadetti della Gens Romilia) Caesar, Crispus, Avitus, Bassus, Cornutus, Marzialis, Maternus, Modestus, Valerius, Severus, Paolus.
IUNIA: Brutus, Bassus, Blesus, Gallionis, Pera, Pullius.
IUVENTIA - plebea, da Tusculum: Celsus, Laterensis, Pedo, Thalna.
LAELIA - plebea.
LAENIA - del I secolo ac. Se ne ricorda un amico di Varro e un amico di di Cicerone. Entrambi avevano case a Brundisium (Brindisi), o percè la famiglia provenisse da quella regione, o perchè loro fossero strettamente imparentati.
LABERIA - plebea, menzionata nel II secolo ac, quando erano di grado senatoriale, ma la maggior parte dei membri menzionati più tardi erano equites.
LABIENA - plebei, menzionati verso la fine della repubblica. Sembra fosse un cognomen della gens Azia (Atia) ma vi sono molti dubbi. Nomi: Quntus e Titus. Un Tito Labieno fu legato di Cesare che poi tradì passando a Pompeo.
LACERIA - gens plebea. Il più famoso fu Gaio Lacerio, uno dei tribuni della plebe nel 401 ac.
LAECANIA - appaiono durante il regno di Tiberio, potrebbe derivare dal cognome Laeca, che era usato da una famiglia della gens Porcia, i più importanti furono i Bassus.
LACTORIA - forse tutt'uno colla plaetoria plebea.
LAETILIA - plebea
LAFRENIA - se ne conoscono tre: Titus Lafrenius, un capo dei confederati italici durante la guerra sociale che sconfissero Gneo Pompeo, ma che poi ne rimase sconfitto e ucciso. Gaius Lafrenius in un'iscrizione dal quartiere di Tibur, membro del tribù Ufentina, e Publio Lafrenio, padre di Gaio.
LAMPONIA - Il più importante fu Marcus Lamponius, un leader degli alleati durante la guerra sociale, sconfisse Licinio Crasso. Alleato di Gaius Marius e dei popolari patì il ritorno vittorioso di Silla nell'82 ac, e prudentemente scomparve dalla Porta Collina insieme a molte altre persone.  .
LARONIA -  Il più famoso dei Laroni era Quinto Laronio, console suffectus nel 33 ac. Altri Laronii sono noti dalle iscrizioni.
LARTIA - patrizia, di origine etrusca. Nomi Flavio e Rufo
LATINIA - fiorì durante il periodo imperiale, forse etruschi latinizzati o il contrario.
LAVINIA forse provenienti da Lavinio, fondata da Enea e chiamata come sua moglie Lavinia, figlia di Latino, ma potrebbe anche essere una forma alternativa di Laevinius.
LEMONIA - di origine etrusca, estinta precocemente.
LENATIA - plebea, famiglia minore.
LENTIDIA - se ne conoscono tre nomi: Gaius Lentidius Augustalis, trovato su una lapide a Pisaurum (Pesaro). Lucio Lentidio Saturnino, veterano della Legio VII, il cui nome fu trovato in Dalmazia. Lentidio, che aiutò a guidare una folla di schiavi e gladiatori che attaccarono Publio Sestio, il tribuno della plebe, e lo lasciarono morto nel Tempio di Castore e Polluce.
LENTULA - Ramo della Gens Cornelia.
LEPIDIA - di Rimini (Arimium), molto legata alla familia Septimia, I e II scolo dc.
LICINIA - origine etrusca, plebea: Calvus, Crassus, Lucullus, Macer, Murena, Nerva, Sacerdos, Varus.
LIGARIA - provenienti dalla sabina
LIVIA - plebea: Denter, Drusus, Libo, Macatus, Salinator.
LOLLIA - antica gens patrizia, citata dal 50 a.c.
LOREIA - plebea, di origine greca.
LUCCEIA - plebea e osca, fiorì durante l'ultimo secolo della Repubblica e sotto il primo Impero.
LUCIENA - menzionati nell'ultimo secolo della repubblica, Potrebbe derivare dal praenomen Lucius. La terminazione in -enus era caratteristica dell'Osco-Umbro.
LUCILIA - plebea: Balbus, Crassus.
LUCRETIA - ramo patrizio: Triciptini, ramo plebeo: Ofella, Gallus, Trio, Vespillo.
LUPA - nome tratto dalla Lupa di Roma.
LURIA - Unico personaggio significativo Marcus Lurius, un luogotenente di Ottaviano negli anni successivi alla morte di Cesare.
LUSCIA dal cognomen Luscus, riferendosi a qualcuno con un solo occhio. Di rango senatoriale.
LUSIA - dal II secolo ac. al II secolo dc. praenomina Gaio e Lucio.
LUTATIA - plebea, Orosius ne menziona il sepolcreto Lutatiorum, che si trovava oltre il Tevere.
MACRINIA - gens patrizia di cui il più illustre membro è Macrinus Severus Imperatore romano dal 217 al 218.
MAECILIA - pur essendo plebei, uno degli ultimi imperatori dell'impero occidentale fu Marcus Maecilius Avitus.
MAELIA - nota da un'iscrizione della Gallia Cisalpina.
MAENAS - nota da un'iscrizione.
MAENIA - plebei. Trovati 4 nomi: Menius Rufus, un medico menzionato da Asclepiades Pharmacion. Publio Menius Luscus, un agrario, sepolto a Salernum, in Campania. Caio Menius Sabino, un soldato che dedicò una statua a Ercole Invictus a Melta, nella Moesia inferiore.
Aulus Menius Amillus Nepos, sepolto a Thugga in Africa Proconsularis, di due anni.
MAESIA -
MAEVIA - gens della repubblica e dell'impero, plebea, prenomina più usati; Quinus e Lucius.
MAGIA - plebei di Capua, menzionati per la prima volta al tempo della II guerra punica, alcuni magi sostenevano Annibale, altri Roma. Velleius Paterculus, ricevette la cittadinanza romana per il suo leale servizio a Roma durante la Guerra sociale.
MALLIA - Plebei, si ricordano:
- Gneo, Malio Massimo, padre del console.
GENS MALLIA
- Gnaeus Mallius Massimo, console nel 105 ac, ricevette la Gallia transalpina. Per le liti con il proconsole Quinto Servilio Caepio, vennero ambedue sconfitti nella battaglia di Arausio, e Mallius vi perse due figli. Al ritorno entrambi vennero processati per la perdita dell'esercito. Furono condannati, interdetti dal fuoco e dall'acqua, e banditi.
- Gaius Mallius, reclutato da Catilina per la sua II cospirazione nel 63 ac. Quando la cospirazione fu rivelata, Mallio combattè con Catilina contro Gaio Antonio Ibrida, ma sia lui che Catilina caddero in battaglia. Mallio Teodoro, console nel 399  e autore di De Rerum Natura.
MAMILIA - plebea fiorita durante la Repubblica.
MANILIA - plebea e latina, unico cognome Mancinus.
MANLIA - antica, patrizia e prestigiosa: Acidinus, Capitolinus, Cincinnatus, Torquatus, Vulso.
MARCIA - da cui re Anco Marcio o Martio.
MARIA - plebea, forse etrusca, da cui Gaio Mario.
MASSIMA - la gens Fabia, che aveva come ramo più illustre quello dei Fabii Massimi, prese il cognomen dall'Ara Massima di Ercole, presso la quale avevano la propria ricca domus  (presso la basilica di Santa Maria in Cosmedin) e pertanto a Roma.
MATIA - plebei del I secolo ac. e in epoca imperiale. La gens è conosciuta da Gaius Matius, soprannominato Calvena, un dotto erudito, amico intimo di Cesare e di Cicerone.
MATIENA - plebea, al tempo della II guerra punica, nota per: - Publio Matieno, tribuno militare di Scipione Africano nel 205 ac. Dopo la presa di Locri, Matienus e il tribuno Marcus Sergius, furono torturati e messi a morte dal loro comandante, Quinto Pleminius, perchè i soldati dei tribuni aveva litigato e combattuto con quelli di Pleminius. - Gaius Matienus, duumvir navalis che nel 181 ac. catturò trentadue navi Liguri. - Marcus Matienus, assegnato nel 173 ac. alla Hispania Ulterior. Tornato a Roma, accusato di corruzione e cattiva amministrazione, andò in esilio a Tibur.
MATINIA - plebei, si ricordano: - Publio Matinio, banchiere, raccomandato a Cicerone da Marcus Junius Brutus nel 51 ac, quando Cicerone fu proconsole in Cilicia. - Titus Matinius Imeneo, da un'iscrizione presso l'abbazia di San Pietro a Ferentillo in Umbria.
MATRINIA - plebei, menzionati verso la fine del II secolo ac,.di rango equestre..Molti sono conosciuti attraverso gli scritti di Cicerone, altri sono citati nelle iscrizioni dall'Umbria e dall'Etruria.
MECENATES -
MEMMIA - plebea: Gallus, Gemellus, Pollio, Quirinus, Regulus.
MENENIA - tra le più antiche, patrizia, di origine etrusca. Da cui Menenio Agrippa: Lanatus.
MENIA
MESCINIA
MESSIA
MESTRIA
METILIA
METTIA
MIMESIA
MINATIA
MINIA - sabina.
MINICIA
MINIDIA
MINUCIA - patrizia con ramo plebeo: Augurinus, Basilus, Rufus, Thermus.
MODIA - di Roma.
MUCIA - patrizia: Cordus, Scaevola.
MUMMIA
MUNATIA
NAEVIA - plebea: Balbus, Capella, Surdinus.
NAUTIA - antica e patrizia.
NAEVIA - plebea: Balbus, Capella, Surdinus.
NASENNIA
NASIDIA
NASIDIENA
NAUTIA
NEPIA
NERATIA
NERIA
NICOMACHIA
NIGIDIA
NIMPHYDIA
NINNIA
NONIA
NORBANA
NOVELLIA
NOVIA
NUMERIA - plebea.
NUMICIA - patrizia: Priscus.
NUMISIA -
NUMITORIA
NUMONIA
NUMMIA
OBELLIA
OBULTRONIA
OCCIA
OCLATIA
OCLATINIA
OCSIA

OCTACILIA

OCTAVENA
OCTAVIA - giunti a Roma al seguito di Tarquinio Prisco, ottennero il titolo di patrizi da Servio Tullio. Esponente Ottaviano Augusto: Balbus, Libur, Marsus, Naso.
OFANIA
OFILIA
OLLIA
OLCINIA
OLYBRIA
OGULNIA
OPELLIA 
OPETREIA 
OPIMIA
OPITERNIA
OPPIA
OPPIDIA
OPSIA
OPSIDIA
OPSILIA
ORBIA
ORBICIA
ORBILIA
ORCHIA
ORCIVIA
ORFIA
ORFIDIA
OSTORIA
OTTAVIA - giunti a Roma al seguito di Tarquinio Prisco, ottennero il titolo di patrizi da Servio Tullio. 
OVIDIA - esponente Ovidio Nasone.
OVINIA - patrizia, ex allevatori di pecore.
PACCIA
PACIDIA
PACILIA
PACONIA
PACTUMEIA
PACUVIA
PALFURIA
PALPELLIA
PANTULEIA
PAPIA
PAPINIA
PAPIRIA - tra le più antiche, nobile e di Roma.
PASIDIA
PASIDIENA
PASSIENA
PEDIA
PADULCIA
PEDANIA
PEDIA
PEDUCAEA
PERCENNIA
PERPENNA
PERSIA
PESCENNIA
PETILIA - etrusca, originaria di Pitigliano.
PETREIA - plebea, originaria di Atina, tra lazio e Campania.
PETRONIA - sabina, plebea.
PILIA
PINARIA - antichissima, patrizia, romana, antichissima gens romana legata alla Potitia come addetti al sacerdozio del culto di Ercole, poi esautorati nel 312 a.c.: Natta, Posca, Rusca, Scarpus.
PINNIA
PISENTIA
PISONIA
PLAETORIA
PLAGULEIA
PLANCIA
PLAUTIA - patrizia antica romana: Silvanus.
PLEMINIA
PLINIA
POETELIA
POLLIA - estinta precocemente
POMPEIA - plebea, da Roma, da cui Gneo Pompeo.
POMPILIA - sabina, da cui re Numa Pompilio.
POMPONIA
POMPTINA
PONTIA sannita: Aufidianus, Cominius, Fregellanus, Herennius, Laelianus, Lupus, Nigrinus, Paulinus, Pilatus, Telesinus, Titianus.
PONTIDIA
PONTILIA

PONTILIENA
POPILLIA - plebea di origini Etrusche.
POPAEDIA
PORCIA - plebea romana: Laeca, Licinus, Cato.
POSTUMIA - antica e patrizia: Albus, Albinus, Megellus, Tubertus.
POSTUMULENA
POTITIA - antichissima, patrizia, romana, legata alla Pinaria come addetti al sacerdozio del culto di Ercole, poi esautorati nel 312 a.c. La gens si estinse.
PRAECILIA
PRASTINA
PRECIA
PRAECONIA
PRISCIA
PROCILIA
PROCULEIA
PROPERTIA
PROXINIA 
PUBLICIA 
PUBLILIA
PUPIA - sabina. plebea.
PUPILIA - estinta precocemente.
QUARTIA
QUARTINIA
QUINCTIA - originariamente patrizia, poi con rami plebei: Capitolinus, Cincinnatus, Flamininus
QUINCTILIA
QUIRINA
RABIRIA
RABONIA
RABULCIA
RACILIA
RAECIA
RAGONIA
RAMNIA 
RANIA
RASINIA 
REGINIA
RENNIA
RESIA
ROMANIA
ROMILIA - discendenti di Romolo che fondò la gens Romilia.
ROSCIA -
RUBELLA - latina.
RUBRIA
RUBRENA - plebea
RUFIA - latina.
RUFINIA -
RUFRIA
RULLIA
RUPILIA FAUSTINA
RUSONIA
RUSTIA
RUSTICELIA
RUTILIA - plebea, latina: Calvus, Lupus, Rufus.
SABELLIA
SABIDIA
SABINIA
SABUCIA
SAENIA
SAFINIA
SALIENA
SALLUSTIA - o Salustia, romana, devota alla Dea Salus.
SALONIA
SALTIA
SALVIA - patrizia, etrusca.
SALVIDIA
SALVIDIENA
SAMMIA
SANQUINIA 
SARIA 
SARIOLENA 
SATELLIA 
SATRIA
SATRIENA
SATTIA
SATURIA
SAUFEIA
SAVONIA
SCAEVIA 
SCAEVINIA 
SCANDILIA 
SCANTIA 
SCANTINIA 
SCAPTIA
SCIPIARamificazione della Gens Cornelia che ebbe nomi illustri come gli Scipioni.
SCOEDIA
SCRIBONIA - plebea: Libio, Curio.
SCUTARIA 
SECCIA 
SECUNDIA 
SEDATIA 
SEGULIA
SEIA - gens etrusca proveniente da Volsinii.
SELICIA 
SELLIA
SEMPRONIA - con un ramo patrizio: Atratinus, e uno plebeo: Asellio, Blaesus, Densus, Gracchus, Longus, Musca, Pitio, Rufus, Rutilus, Sophus, Tuditanus.
SENNIA 
SENTIA - plebea: Augurinus, Saturninus.
SEPPIA 
SEPTICIA
SEPTILIA
SEPULLIA
SEPTIMIA - esponente Settimio Severo.
SEPTIMULEIA
SEPTUCIA 
SERGIA - tra le più antiche, patrizia: Catilina, Esquilinus, Fidenas, Orata, Paulus, Plancus, Silus, Gallianus.
SERIA -
SERTORIA - sabina.
SERVAEA 
SERVENIA 
SERVIA
SERVILIA - patrizia, latina, con rami plebei: Ahala, Axilla, Caepio, Casca, Geminus, Glaucia, Globulus, Priscus, Rullus, Structus, Tucca, Vatia.
SEXTIA - plebea: Publius, Quintus.
SEXTILIA 
SEVERIA
SIBIDIENA
SICINIA - sabina, patrizia e plebea.
SILIA 
SILICIA 
SILVIA 
SINICIA 
SISENNA 
SITTIA 
SOLLIA 
SORNATIA
SOSIA
SPURINNA 
STATILIA 
STERTINIA 
SULPICIA patrizi e plebei
SUETONIA - o Svetonia.
SULPICIA - patrizi e plebei: Camerinus, Cornutus, Galba, Gallus, Longus, Paterculus, Peticus, Praetextatus, Quirinus, Rufus, Saverrio.
SYAGRIA
SYMMACHIA
TANIA 
TANUSIA 
TAPSENNA
TARPEIA - sabina: Marcus, Spurius.
TARQUINIA - molto antica, etrusca, patrizia.
TARQUITIA - molto antica, etrusca, patrizia.
TERENTIA - sabina, plebea. Esponente Terenzio Varrone.
TERENTILIA
TETTIA
TIBERIA - plebea.
TIGELLIA 
TINEIA
TITIA
TITINIA - plebea.
TITURIA - sabina.
TREBATIA -
TREBELLIA -
TREBONIA -
TREMELLIA -
TUCCIA - sabina.
TULLIA - sabina, patrizia e plebea: Manius. Esponente Marco Tullio Cicerone.
TURIA 
TURPILIA 
TURPILIA
ULPIA - antica, patrizia.
UMBRA 
UMMIDIA 
URGUTANIA
URSEIA - etrusca.
VAGINA -
VALERIA - sabina, patrizia, entrata al seguito di Tito Tazio: Valesius, Corvinus, Falto, Flaccus, Laevinus, Maximus, Messalla, Potitus, Publicola, Tappo, Triarius, Volusus, Acisculus, Catullus, Flaccus, Barbatus.
VARENA -
VARIA 
VASSENIA 
VATINIA 
VEDIA - origine etrusca: Aquilia.
VELLEIA - origine etrusca.
VENTIDIA
VENUSIA
VERGILIA - plebea, da cui Publio Virgilio Marone, autore dell'Eneide.
VERGINIA - patrizia e plebea: Caeliomontanus, Esguilinus, Rutilus.
VERRES 
VERRIA 
VESNIA 
VESTINIANA  - plebea
VESUVIA
VETTIA o Vectia o Vezzia -  origine giudaica.
VETURIA - tra le più antiche, originaria di Veturia.
VEQUASIAVIBIA -  Sabina, moglie di Adriano e sua sorella Matidia.
VIBIDIA 
VICINA
VILLIA - plebea.
VINICIA
VIPSANIA - plebea.
VIPSTANIA
VIRIA
VIRIDIA
VISELLIA
VITELLIA - sabina, patrizia.
VICTORIA -
VITRASIA 
VITRUVIA - plebea, originaria di Formia.
VOLAGINA
VOLCATIA - plebea: Tullus.
VOLUMNIA - patrizia, molto antica, origine etrusca, da cui Volumnia la moglie di Coriolano: Galli, Fiamma. Anche un ramo plebeo.
VOLTINIA - estinta precocemente.
VORENIA



5 comment:

Anonimo ha detto...

ben documentato grazie.

Anonimo ha detto...

Fantastico, ci sarebbe la possibilità di sapere qualcosa sulla gens Valeria?

Lucius on 25 marzo 2012 14:50 ha detto...

Salve, è in programma in futuro di fare articoli anche sulle Gens più famose e importanti.

claudio on 18 gennaio 2016 18:36 ha detto...

Ben articolato, bravi.

tarmin on 10 marzo 2019 02:01 ha detto...

Ottimo testo didascalico

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